Un Camilli sotto l’albero di Natale

E’ la vittoria di Simone e del suo modo di intendere il calcio in questa categoria.
E’ la vittoria di Gigi e di tutto lo staff per l’approccio mentale e tattico alla partita e per la condizione fisica di tutta la rosa.
E’ la vittoria di tutta la squadra che ha saputo dare molta più quantità rispetto al solito senza penalizzare la qualità.
E’ la vittoria di Paolone che con diversi gingilli artificiali impiantati dentro il corpo, da non esporre a temperature troppo rigide per garantirne il vitale funzionamento, se ne fotte e per amore dei nostri colori sfida freddo, vento e ci mette del suo.
E’ la vittoria del Sirpe che in marcatura a uomo sul guardalinee non gli fa strusciare palla.
E’ la vittoria dei diffidati che riprendono il loro posto con contagioso entusiasmo.
E’ la vittoria di tutti i tifosi, di questo indomabile popolo maremmano che nei momenti che contano risponde sempre “PRESENTE!”.
E’ la vittoria del vecchio Vegnaduzzo che realizza con calma olimpica un rigore che avrebbe fatto tremare le gambe anche ai giocatori più esperti.
E’ la vittoria del giovane Molinari che rimedia un rigore con astuzia da veterano e spizza di testa un pallone invitante con letale precisione.
E’ la vittoria della linea mediana, rinominata linea Maginot dal mio amico speciale che aggiunge “di lì non si passa e, se si passa, si passa sporchi o zoppi”.
E’ la vittoria di tutto l’ambiente, nessuno escluso.
E’ la vittoria della Maremma.
E’ la vittoria di Grosseto.
E’ la vittoria perfetta.

Esauriti i complimenti torniamo con i piedi per terra con alcune considerazioni di carattere personale.

Arbitro con gravi manie di protagonismo, evidenti fin da subito, avrei preferito vincere 11 contro 11 e senza quel rigore perché ieri avremmo vinto comunque, ieri non ce n’era per nessuno.
Il loro numero 7, credo si tratti di un ragazzo di 22 anni, un certo Camilli (questo cognome non mi è nuovo), è un guerriero a cui va dato l’onore delle armi, magari facendocelo trovare sotto l’albero di Natale.

Parto alle 8 da Roma, alle 10,30 sono a Viale Uranio, facciamo due macchinate, si tratta dei ragazzi (!!!) della Vecchia Guardia, con molti di loro non ho confidenza.
Alle 18 risiamo a Viale Uranio, ho passato l’intera giornata con loro, ciò che abbiamo condiviso me li fa percepire come se li conoscessi da sempre.
Sono stato bene.
Davvero.
Forse scriverò una recensione su Tripadvisor.

Monto in macchina, sono stanco, stavolta sono anche solo.
Squilla il telefono.
E’ il mio amico speciale.
Mi accompagna per buona parte del viaggio di ritorno.
La telefonata per contenuti e in alcuno passaggi è indimenticabile.
Ci salutiamo e l’ultima mezz’ora di macchina la faccio in compagnia di me stesso.

Rivivo tutto, ripenso a tutto.
Stamattina alla partenza mi sentivo un tifoso speciale.
Una sensazione da ricacciare indietro all’istante, il suo solo affiorare alla mente mi dava nausea.
Ed era giusto, perché al mio rientro mi rendo conto che mai stronzata più grossa mi poteva passare per la testa.
Oggi ho conosciuto, incontrato e parlato con persone che per il Grosseto hanno dato, danno e sono pronti a dare mille volte più di quello che sono disposto a dare io.
Il mio Grifone è amato.
Il mio Grifone non sarà mai solo.
Termino il viaggio con questa gradevole sensazione.

Faccio una doccia calda.
Indugio sotto suo il getto fumante per un tempo infinito.

Oggi è uno di quei giorni per cui vale la pena vivere.

T&GO

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