Tirare fuori le “seconde” palle

Non illudetevi, non tratterò l’argomento da un punto di vista riproduttivo ma, piuttosto, da un punto di vista calcistico.
Da quando seguo questo sport molti termini sono spariti a favore di altri.
Per esempio non esiste più il libero e con lui è sparita quasi del tutto la marcatura ad uomo.
I portieri non possono fare melina, sui retropassaggi infatti non gli è più permesso di raccogliere il pallone con le mani.
Un tempo c’era un arbitro e due guardalinee, adesso ho perso il conto.
Da quest’anno c’è addirittura la VAR, Video Assistant Referee, e io mi sento sempre più vecchio…
Ma torniamo alle seconde palle.
Si dicono “seconde palle” tutti quei palloni contesi dovuti a situazioni di gioco confuse come rimpalli, passaggi sbagliati, contrasti aerei e via discorrendo.
Da queste seconde palle posso nascere transizioni positive se è la nostra squadra a impossessarsi del pallone, o transizioni negative in caso contrario.
Per capire meglio ciò che sto scrivendo mi faccio aiutare dal secondo gol che l’Italia segnò nella semifinale contro i tedeschi, padroni di casa, nei mondiali del 2006.
Stavamo vincendo uno a zero e mancavano una manciata di minuti alla fine della partita.
Ovviamente stavamo subendo la pressione dei tedeschi, intenti a cercare la rete del pari.
Riviviamo insieme quell’azione.
Su un traversone nella nostra aerea di rigore Cannavaro colpisce la palla di testa alzandola a campanile e allontanandola di una decina di metri dall’area di rigore.
A quel punto…il colpo di genio.
Sempre Cannavaro abbandona la sua posizione difensiva e scatta verso il punto in cui sta per ricadere il pallone e ,con un ulteriore contrasto aereo, mette Totti in condizione di servire Gilardino che scappa in contropiede fino al limite dell’area tedesca, dietro di lui arriva a 300 chilometri all’ora Del Piero che accarezza la palla ed il resto è storia.
Ecco questo è un esempio ben riuscito di seconda palla trasformata in transizione positiva.
Aggredire questi “palloni di nessuno” e accompagnare velocemente l’azione con due o tre elementi.
E questo è anche un esempio di cosa da inizio anno ci manca.
Una situazione di gioco su cui dobbiamo lavorare e su cui abbiano larghi margini di miglioramento.
Le partite si chiudono così.
Le partite si DEVONO chiudere così.
Stiamo per entrare nei due mesi bollenti della nostra stagione.
Non possiamo più sbagliare.
Non sono un tecnico ma semplicemente un tifoso, però come tale ho le mie convinzioni e questa è una di quelle in cui credo di più.
Quindi la mia è una preghiera, forse un po’ blasfema.
Tirate fuori queste benedette (seconde) palle!!!

T&GO

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