Eccola Cenaia, la cartina torna sole, l’analisi del sangue e DNA del Grosseto. La nostra storia è (troppo) ricca di salite, discese, terremoti, fantastiche isole caraibiche per non amare questo piccolo borgo pisano diventato negli anni ago della bilancia del cammino biancorosso. Cenaia e Grifone, in pratica, vanno a braccetto, quasi si amano, formano una bella coppia. Il Grifo torna all’ombra del campanile della chiesa di sant’Andrea domandandosi, ancora una volta, il perché. E ancora una volta la risposta non è sicura e netta apparendo troppo frastagliata per essere univoca. Ognuno ha il suo colpevole in tasca, ciascuno conosce la personale verità. Quello che galleggia a fior d’acqua, comunque, è l’amarezza di un menefreghismo aumentato a dismisura sulle vicende dell’uccellaccio, del suo cammino, del suo futuro. La categoria è una scusa banale, un alibi deteriorato. Il Grifo non importa a nessuno. Se esiste o non esiste non fa differenza, se gioca in B o in Eccellenza la città resta immobile e fredda. Possono esserci dei sussulti verso l’alto nei periodi di splendore sportivo poi si rientra tra gli argini dell’indifferenza che sfiora il fastidio. La città guarda verso lo Zecchini come un Colosseo in decadenza senza anima e corpo, vuoto e lontano, uno scheletro senza ossa. Questo è uno dei tanti perché si torna nella simpatica Cenaia. Lo meritiamo tutti, nessuno escluso.

1 COMMENTO

  1. Sinceramente non riesco proprio ad essere d’accordo su alcune affermazioni, tipo 《la categoria è una scusa banale》e 《se gioca in B o in Eccellenza la città resta immobile e frddda》. La categoria ahimè è un fattore nient’affatto banale: tra l’Eccellenza e la B c’è la stessa differenza che passa tra un’insalata scondita e una porzione di lasagne al forno…come si può sostenere che i due cibi si equivalgano? E poi, se torniamo per un attimo con la mente a quella serata di ininizio estate 2009, quando affrontammo (e battemmo 2 a 0) il Livorno per i playoff, mi pare di ricordare che non fossimo proprio 4 gatti e che ci fosse poco entusiasmo, quell’entusiasmo che è giusto ed ovvio non provare di fronte alla prospettiva-Cenaia.

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