Ho sempre pensato che dietro ad ogni nome, ad ogni persona, ci fosse un destino scritto. Un legame cosmico che per coincidenza astrale, viene assegnato proprio a quella persona, in quel determinato giorno, a quella determinata ora. Ne ho avuto la riprova negli anni. Ho conosciuto una ragazza, una tifosa, una sentimentale, una di quelle donne che sanno tenere alto l’onore delle quote rosa che calcano i gradoni dello stadio. Un esponente, un esempio da seguire. Un goal di tacco il suo che, in barba ai pregiudizi di un ambiente prettamente maschilista, non si vergogna e non si limita nel dimostrare tutto il suo amore ed il suo attaccamento alla maglia.
No, ve lo assicuro, non è una di quelle che fantastica sui fisici scultorei sudati dei nostri campioni, ma una guerriera, una di quelle che quando c’è da difendere i suoi colori lo fa con le unghie e con i denti, è capace di scendere in campo in prima linea, una che non le manda di certo a dire, insomma, una che arriva prima all’osso che alla carne.
Lei è solo uno dei tanti esempi di donne che la domenica si annodano la sciarpa e macinano chilometri lungo tutto lo stivale, per seguire la propria squadra. Un esempio da seguire.

Il nome Alessandra è composto dal verbo Aléxein, “proteggere, difendere”.

Quale nome più azzeccato poteva esserci?
Coincidenze?
Io non credo.