Tutto in un pomeriggio grigio e umido, tutto lontano da casa Zecchini, tutto nei secondi 45′. Il Grifone si riprende quanto smarrito a Fucecchio, riallinea quanto di contorto era passato attraverso una settimana scabrosa come carta vetrata, si disimpegna a dovere in un campo minato disseminato di parole, pensieri, anche speranze, che tutto fosse rotto e inguaribile. Una risposta secca, grande come il primo posto in classifica, sicura e stabile. I gufi restano a becco asciutto, il Grifo invece se la ride di gusto. Miano, non lo dirà mai, ha riso come un matto, ha fatto le capriole, si sta gustando l’ennesima dimostrazione di maturità dei suoi ragazzi. Gavorrano è stato l’apice di una vendetta sportiva iniziata nel dopo gara di Fucecchio. Quel 4-1 bruciava come lava sulla pelle, funzionava da lama affilata nell’anima, imbrogliava lo spogliatoio togliendogli fiato e certezze, danzava senza fine con il ghigno sulle labbra. Non era facile riemergere da questa bolgia dantesca, occorreva tanta fiducia e tanto coraggio. Quello di Andreotti. La punta vede quel pallone in cielo, lo segue nonostante il difensore accanto e il portiere in uscita. Elevazione, tocco di testa, sfera nell’angolo lontano. Qui il Grifone esce dall’apnea, respira a pieni polmoni, si prende il campo e i tre punti. Cretella, ottima rete, mette in cassaforte la sfida, Zagaglioni la incarta e la regala al popolo. Missione compiuta. Adesso novembre appare meno grigio, meno nuvoloso, meno autunnale. Il sole è riapparso tra le nuvole e l’erba dello Zecchini in crescita.