Sono costretto ad un esilio forzato (motivi lavorativi).
Sto seguendo tutto, ma non lo sto vivendo.
È come sentire musica mentre sei immerso nella vasca da bagno.
Tutto sbiadisce e le note sono ovattate.
I sensi coinvolti sono pochi e compromessi dal non essere presente.
Mancano gli odori, il contatto, i colori, il calore, ma soprattutto la condivisione.
Mi manca il rettangolo verde.
Mi manca il mio vecchio ma tenace Grifone.
Ma soprattutto mi mancate voi.
Mi manca quel mondo, quel nostro mondo.
Mi manca respirarvi.
Mi manca vivervi.
Come in tutti gli accadimenti della vita, nel bene e nel male, c’è sempre un rovescio della medaglia.
In questo ci trovo una perfezione ed un’equità quasi sovrannaturale.
Questa parentesi di distacco mi è servita a rinfrescare, nel caso ve ne fosse stato il bisogno, la convinzione che quando ami veramente qualcosa o qualcuno ti senti completamente realizzato, come individuo, solo quando lo hai al tuo fianco.
Altrimenti ti manca un pezzo.
Sei incompiuto.
Non arrivi mai all’acme del piacere.

Sento i vicini urlare ad un gol vissuto su Sky.
Il loro godimento è solo virtuale.
Ma loro sembrano non esserne consapevoli.
Quelle parabole sono come preservativi di gomma spessa attraverso cui tentano di raggiungere i loro miseri orgasmi.

Non c’è Grifone senza stadio.
Non c’è Grifone senza voi.
Perché così mi avete insegnato e perché così deve essere.

“Uomini maledetti, nefandi, figliolanza di vipere e serpentacci tortuosi, discendenza pestifera, schiatta velenosa, cani rivomitatori e porci rivolgentisi nel brago, attossicata genia, generazione inflessibile e più dura del macigno, grossolani come il loro nome, non piegabili né per blandizie, né per minacce.”.

Voi, proprio Voi.
Cazzo se mi mancate…

T&GO

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