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Se non cambia il risultato

Scritto da Lorenzo Falconi on . Postato in Analisi del giorno dopo

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Cambiano gli allenatori, cambiano i direttori sportivi, cambiano i giocatori, ma il risultato è sempre lo stesso. Il Grifone stenta ancora, anche se questa volta non perde uno scontro diretto.

Il pareggio in extremis con il Lanciano, lascia inalterata una situazione che dal punto di vista sportivo resta drammatica. Trascorrono le giornate e il divario non si colma, anzi, si amplifica, perché c’è sempre meno tempo per recuperare. Il ritorno di Moriero porta in dote una maggiore spregiudicatezza, ma non si poteva fare altrimenti. Per il resto i difetti restano sempre gli stessi, perché il Grosseto dà l’impressione di non essere squadra e nei momenti decisivi vengono commessi i soliti madornali errori. Partono bene i biancorossi, con un primo quarto d’ora determinato, per poi calare progressivamente, fino a disunirsi nella ripresa, in cui viene messa in campo tanta volontà, al pari di molta approssimazione. Giocare sul filo della disperazione produce anche questi effetti. Forse non è una questione di allenatore, o almeno, non lo è più. Nel via vai generale risulta inutile l’ultimo giorno di mercato in cui gli ultimi arrivati sembravano destinati a riaccendere la fiammella della speranza. Già, perché Belardi, Brugman e Gimenez finiscono in tribuna, Cosenza resta in panchina, Mandorlini gioca uno spezzone di gara, mentre Soddimo è l’unico a partire titolare, senza per altro incidere minimamente sulle sorti del match. Moriero continua a crederci, non potrebbe essere altrimenti, ma appare chiaro che, se non cambia il risultato, il prossimo passaggio sarà quello del “finché la matematica non ci condanna”.

Questo Articolo è stato inserito da Lorenzo Falconi
Giornalista dal 2006. Segue le gesta sportive del Grosseto sin da bambino. Dal 2004 al 2009 è stato il telecronista di tutte le gare del Grifone grazie all’emittente Teletirreno. Conduttore televisivo di programmi sportivi. Con la testata giornalistica Biancorossi.it, di cui è diventato direttore responsabile nel 2011, vanta dieci anni di stretta collaborazione. Ha giocato a calcio, a livello agonistico, per oltre venti anni, è stato allenatore di squadre giovanili. Nel 2009 ha vinto il premio di Giornalista Sportivo dell’anno, indetto dall’Unione Nazionale Veterani dello Sport

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Commenti (2)
  • Doc  - Ci credo perché voglio...
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    Caro Lorenzo, le tue parole mi piacciono, ma..hai troppa onestá intellettuale per crederci..la nave é alla deriva, e noi stiamo accompagnandola..non mi tireró indietro, né reclameró contro la divinitá, voglio essere sul Titanic fino in fondo, ma permettimi una considerazione: non voglio vestire panni che non mi si addicono, non voglio fare del facile pietismo, non voglio..vorrei solo che i diecimila della notte di Livorno, o del 13 maggio, fossero con chi rimane, perché é un altro pezzo di storia che si sta scrivendo..non sono certamente gli uomini con i nostri colori sul verde dello 'Zecchini', davvero no, sono i nostri colori, solo ed esclusivamente il bianco-rosso..sono loro che riscuotono il nostro amore e con essi vogliamo vivere anche questo passaggio..ma é sacrosanto essere in tanti, tutti, con la forza di sempre, l'entusiasmo e l'orgoglio di maremmani, uniti come non mai. Un abbraccio!
  • fabrizio fabbrini
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    L'orgoglio maremmano, l'amore per la maglia biacorossa chi la mette in discussione ? proprio nessuno. E' la poltica dell'improvisazione che dura ormai da tre anni che si discute e che porterà il Grosseto, speriamo sempre di no, alla retrocessione.
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