Dentro il tunnel di Sanremo

Con l’euforia di una vittoria in trasferta, che risaliva a ben due allenatori fa, ho ceduto a un sentimento nazionalpopolare e lo confesso: mi sono lasciato ipnotizzare dal Festival di Sanremo.

Con l’euforia di una vittoria in trasferta, che risaliva a ben due allenatori fa, ho ceduto a un sentimento nazionalpopolare e lo confesso: mi sono lasciato ipnotizzare dal Festival di Sanremo.

Ogni uomo ha il suo destino personale per alcuni persino troppo generoso, per altri molto meno, ma a ogni uomo il destino prima o poi gioca qualche scherzo da prete.

A forza d’entrare e uscire nel tunnel degli altri, era immaginabile, che alla fine, mi sarei ritrovato nel mio. Complice una serie di partite divertenti quanto la pubblicità notturna di una crema sciogli pancia,

Gigi Consonni chiama il suo pubblico ad accompagnare con un applauso la sostituzione del già biasimato Gerardi, poco prima, il Presidente Camilli, urlava alla panchina invocandone il cambio.

I treni, quelli veramente importanti, passano poche volte nella vita, ma non per questo vanno presi di rincorsa, senza chiedersi se davvero trattasi di un treno con destinazione precisa, o piuttosto di una locomotiva impazzita.