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Grifone e Cenaia

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Eccola Cenaia, la cartina torna sole, l’analisi del sangue e DNA del Grosseto. La nostra storia è (troppo) ricca di salite, discese, terremoti, fantastiche isole caraibiche per non amare questo piccolo borgo pisano diventato negli anni ago della bilancia del cammino biancorosso. Cenaia e Grifone, in pratica, vanno a braccetto, quasi si amano, formano una bella coppia. Il Grifo torna all’ombra del campanile della chiesa di sant’Andrea domandandosi, ancora una volta, il perché. E ancora una volta la risposta non è sicura e netta apparendo troppo frastagliata per essere univoca. Ognuno ha il suo colpevole in tasca, ciascuno conosce la personale verità. Quello che galleggia a fior d’acqua, comunque, è l’amarezza di un menefreghismo aumentato a dismisura sulle vicende dell’uccellaccio, del suo cammino, del suo futuro. La categoria è una scusa banale, un alibi deteriorato. Il Grifo non importa a nessuno. Se esiste o non esiste non fa differenza, se gioca in B o in Eccellenza la città resta immobile e fredda. Possono esserci dei sussulti verso l’alto nei periodi di splendore sportivo poi si rientra tra gli argini dell’indifferenza che sfiora il fastidio. La città guarda verso lo Zecchini come un Colosseo in decadenza senza anima e corpo, vuoto e lontano, uno scheletro senza ossa. Questo è uno dei tanti perché si torna nella simpatica Cenaia. Lo meritiamo tutti, nessuno escluso.

Nell’inferno di Cenaia: il Grifone cerca il colpo esterno

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Cenaia come l’inferno. Un nome e un luogo che per i tifosi biancorossi riporta alla memoria il passato, quando la nave unionista veleggiava tra i cadetti e un incubo aleggiava sulle teste dei sostenitori del Grifone, rappresentando un avvertimento, una minaccia: «Tornerete a giocare a Cenaia». Bastava nominare quel luogo per far scattare la paranoia, mentre i veterani degli spalti non mancavano mai di rimarcare quel confronto di un tempo, sbandierato e messo in vista come una medaglia sul petto: «Io a Cenaia c’ero», una frase che metteva il punto a qualsiasi discussione calcistica su chi fosse più tifoso. Oggi il Grosseto è pronto per tornare all’inferno dove, per essere precisi, è andato anche anno scorso: finì 0-0, un risultato che costò la panchina a Consonni. Un punteggio ben diverso da quello del 10 novembre 1996, quando i biancorossi guidati da Cacitti passarono per 2-0 con le reti di Giannelli e Magnani. Era il campionato di Promozione, con il Grifone costretto a dibattersi tra i gironi danteschi di tornei dilettantistici e l’onta di giocare in campi poco nobili, tra cui ovviamente quello dello Sport e Cultura Cenaia. Un inferno dentro l’inferno. E’ lì che il tifoso biancorosso affonda le radici della sua memoria. Sono passati 22 anni e la realtà di questa stagione sembra proporre uno scontro impari: Grifone in serie positiva da sette gare tra campionato e coppa, con un primato da difendere seppur in coabitazione, mentre l’Atletico Cenaia naviga nei bassi fondi della graduatoria, in caduta libera verso l’ultima posizione e con un doppio score parziale, poco invidiabile, basato sul peggior attacco del torneo (solo 2 reti all’attivo), unito alla difesa più perforata (già 10 gol al passivo). Come se non bastasse per la formazione pisana c’è stato anche un avvicendamento in panchina, con il cambio di allenatore già effettuato dopo appena quattro turni. Il passaggio da Roventini a Ciricosta, avvenuto in settimana, non concede punti di riferimento a Miano e forse potrebbe essere anche un bene per il Grifone: meno tatticismi e più sostanza sin dal fischio d’inizio, per uscire vittoriosi dall’inferno di Cenaia.

Proseguono i lavori per la realizzazione del centro sportivo di Roselle

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Proseguono a ritmi serrati i lavori per la costruzione del centro sportivo di Roselle. Già pronta la struttura portante degli spogliatoi del campo secondario, sono in fase di ultimazione anche le fondazioni dell’immobile principale. Sono già stati predisposti i cordoli per l’installazione delle nuove recinzioni dei campi di gioco, dopo lo sbancamento ed il successivo livellamento degli stessi. Società soddisfatta per l’ottima qualità e celerità dei lavori fin qui svolti da parte della società Fidia srl, per quanto riguarda gli edifici, e Marino Laurenti per gli interventi relativo al movimento terra. Tra breve entreranno in gioco la Icet di Pistoia, unica azienda non grossetana, che si occuperà del campo sintetico, mentre la ditta Barbini piante avrà l’onere di occuparsi del campo principale in erba naturale.

Vertigini

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Un giocatore vero lo riconosci dallo sguardo.
In settimana c’eravamo scambiati un paio di messaggi, di quelli pieni di significato.
È uno di quelli che spinge sempre al massimo anche quando il campo è un marciapiede e la porta la saracinesca di un negozio.
Dentro ha una brace che arde perennemente.
Un giocatore vero lo riconosci dallo sguardo.
È solo attraverso gli occhi che puoi vedere dentro.
Affronta tutto e tutti a testa alta non indietreggiando mai, neanche di un capello.
Quando lo osservo a palla lontana mi accorgo che non si spenge mai, non si estranea mai, ma continua a giocare la sua maledetta partita con tutto quello che ha a disposizione, compresa la bocca, parla col compagno, sfida l’avversario e pressa l’arbitro.
Un giocatore vero lo riconosci dallo sguardo.
Sempre a testa alta tranne quando si ingobbisce in velocità dribblando l’avversario.
Sempre a testa alta per cercare di servire dal fondo, nel miglior modo possibile, il compagno in area.
Girando lo sguardo in continuazione, per 360 gradi, quando il gioco si sviluppa in un’altra zona del campo, in modo da avere sempre una visione completa e precisa della disposizione delle squadre e delle zone di campo da aggredire nella ripartenza.
Un giocatore vero lo riconosci dallo sguardo.
Solo così puoi capire la sua volontà di prevalere sugli altri.
Solo così puoi cogliere la sua determinata devozione alla causa.
Solo osservandogli lo sguardo puoi intuire con certezza la sua disponibilità al sacrificio.
Un giocatore vero lo riconosci dallo sguardo.
Dalla sua ricerca continua di spinte interiori.
Uno di quei giocatori che mette avanti a tutto la ricerca e la conservazione della fiamma che vuole gli bruci dentro.
Uno di quelli che sa perfettamente che la tecnica o la condizione fisica vengono dopo la testa e il cuore.
Uno di quelli che non cerca mai giustificazioni da pavido scolaretto o che si aggrappa a dolorini da subdolo mercenario.
Un giocatore vero lo riconosci dallo sguardo.
Io il tuo l’ho incrociato domenica quando sei venuto sotto la Nord.

Portaci in alto Saverio, portaci dove osano le aquile.
Questo popolo ha bisogno di provare vertigini.

T&GO

Avanti su questa strada, ma con maggiore convinzione

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E’ vero, il Grifone all’ombra dell’ultimo sole si è assopito come il pescatore di De Andrè. E’ vero, il Grifone è stato brutto, lento, intorpidito. E’ vero anche che le attese erano altre, le speranze pure. E’ altrettanto vero che l’avversario è stato bravo a conquistare tutto il campo, a soffocare ogni iniziativa dell’uccellaccio, a ingabbiare chiunque entrava in area. Tutto vero, analizzato, criticato, sviscerato. Ma da qui a dire che il Grosseto non è una squadra, che Miano non è all’altezza non ci sembra solo esagerato ma, altresì, fuori da ogni normale logica calcistica, quasi una bestemmia sportiva. Se per “non squadra”, si intende una formazione capace di dare sempre 4 schiaffi all’avversario di turno in mezz’ora, allora è ragionevole dirlo. Perché il Grifo è “normale”, deve sudare 10 camice per conquistarsi ogni punto in classifica, ogni metro di erba in campo, deve scalare percorsi impervi e scivolosi, cadere e rialzarsi, lottare in silenzio. In parole semplici deve fare quello che ha fatto finora. Bando dunque a disquisizioni cattive, a crocefissioni affrettate, a giudizi poco amichevoli. Dopo Montignoso le critiche sono giuste e giustificate. La prestazione è stata insufficiente in ogni aspetto, in ogni angolo, tecnicamente, tatticamente e fisicamente. Si è salvato solo Cretella. Il rammarico della sua prestazione è quello che non era in sintonia con il resto dei compagni. Lui era in alto, il resto è rimasto a terra. Peccato. Miano dovrà livellare i due aspetti, interrogarsi, interrogare, capire. Adesso si deve andare avanti sulla strada intrapresa, quella che ha prodotto dieci punti e la cima della classifica. Sempre con umiltà insieme a quel pizzico di piratesca convinzione che gli altri non sono più forti. Però un dubbio aleggia. Il Grifone lascia il bianco delle maglie per indossare un grigio poco convincente, che sia questo il motivo dell’improvviso colpo di sonno?

Siamo tremendamente forti

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Franklin Delano Roosevelt una volta scrisse “gli uomini e le donne non sono i prigionieri del destino, ma solo i detenuti delle loro menti”. Con questa perla di wikipediana cultura in testa mi metto a curiosare nelle statistiche delle ultime partite ufficiali della squadra unionista. L’immagine dei nostri giocatori con la palla al piede e la divisa a strisce che arrancano sul redivivo terreno dello Zecchini si materializza inesorabile nella mia testa. In questo frenetico inizio di stagione siamo stati impegnati in quattro incontri di campionato (due gare interne e due esterne) e tre partite di coppa, delle quali solo una giocata in casa. Non sarà un dato statistico inoppugnabile ma in ben quattro occasioni siamo andati in svantaggio per poi riuscire a vincere o a pareggiare con rimonte importanti e, talvolta, insperate. Fino ad oggi, inoltre, non abbiamo mai perso e i tempi regolamentari ci hanno fruttato cinque vittorie e un paio di pareggi. Il San Gimignano, nello scorso campionato, aveva percorso esattamente lo stesso cammino e sappiamo tutti come è andata a finire.
Non abbiamo mai perso dicevamo, lo sapete perché? Perché siamo tremendamente forti. Ebbene si, se sei uno dei giocatori unionisti e ti sei preso la briga di leggermi voglio proprio urlartelo in faccia: sei tremendamente forte! La rimonta è solo un aspetto secondario, un effetto collaterale della scarsa fiducia in noi stessi. Dobbiamo evolverci, prendere coscienza delle qualità della squadra e distruggere il campionato perché quando vogliamo sappiamo giocare senza mezze misure.
Il Montignoso è una squadra difficile? Il Montecatini sta venendo su bene e ci darà filo da torcere? Cazzate. Non esiste una squadra in questo campionato che abbia le potenzialità per esprimere la forza deflagrante del Grosseto. Possiamo uccidere quando vogliamo ma dobbiamo solo prenderne coscienza. Cercate di eliminare i pensieri negativi, cercate di trovare il giusto equilibrio individuale e quello di squadra ed entrate in campo con il sorriso, con la consapevolezza di quello che valete. Diamo il giusto peso agli aspetti tecnico tattici e a quelli sportivi ma cerchiamo di liberare la mente da questa prigionia degli svantaggi.
Ognuno di voi avrà sicuramente dei limiti ma io intravedo soprattutto grandissime potenzialità. Se è vero che conoscere i propri limiti aiuta anche a superarli sarà solo questione di tempo. Abbiamo il doppio esatto dei punti che avevamo lo scorso anno e il triplo delle reti realizzate, sappiamo reagire e monetizzare, sappiamo essere squadra ma anche vivere di individualità fenomenali. Siamo forti, non mi stancherò mai di dirlo. Quando segnate una rete o vi ritrovate in doccia dopo una vittoria urlatevelo addosso che siete forti, non abbiate paura di ammetterlo, diventatene fieramente consapevoli.
“Non c’è avversario, pel Maremmano!” recita il nostro inno, stampatevelo bene in mente e fatene un grido di battaglia, partita dopo partita, domenica dopo domenica, con la consapevolezza che solo voi avete il diritto di decidere il vostro (e il nostro) destino.
Avanti Grifo!

Giovanili biancorosse: ottimo esordio per Allievi e Giovanissimi

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Vincono e convincono le giovanili biancorosse in questo weekend. Gli allievi debuttano in campionato con un travolgente 9-1 sull’Orbetello. Partita subito in discesa per il Grosseto in grado di colpire alla prima opportunità, il raddoppio intorno al 10’, con la pratica lagunare archiviata al quarto d’ora: grazie alla rete del tris. La reazione degli ospiti serviva per accorciare le distanze sul 3-1, ma poi i biancorossi si scatenavano, chiudendo la prima frazione sul 6-1 e, nella ripresa, completando l’opera con gli ingressi dalla panchina. Prossimo appuntamento domenica 7 ottobre sul campo del Marina Calcio.

GROSSETO-ORBETELLO 9-1
GROSSETO: Catocci, Angiolini, Mema, Lucattini, Fregoli, Sacchini, Alberti, Carpentiero, Cerretti, Ottaviani, Riitano. A disp. Coppola, De Michele, Marzocchi, Pratesi, Valente, Torti, Meacci. All. Maurizio Angeli.
ORBETELLO: Garofani, Dangelo, Mengoni, Sassu, Caia, Tonelli, Bellumori, Duranti, Spaggiari, Cecconi, Barozzi. A disp. Vichi, Garofani, Catani, Covitto, Danesi. All. Angeli Luca.
Reti: per il Grosseto Angiolini (2), Alberti (2), Meacci (2), Riitano, Ottaviani, Cerretti, per l’Orbetello Sassu.

Convincente anche il debutto stagionale dei Giovanissimi che hanno calato la manita vincendo per 5-1 sull’Atletico Grosseto. Gara mai in discussione per i biancorossi che hanno approfittato anche dello stato di grazia di Trombini, a segno con una tripletta. Prossimo appuntamento il 6 ottobre sul campo del Paginico.

GROSSETO-ATLETICO GROSSETO 5-1
GROSSETO: Bocchi, Pogorelli, Melfi, Troiano, Hoxha, Bonucci, Nigido, Dichiara, Stefi, Cavallo, Trombini. A disp. Canova, Badia, Calzolani, Papini, Russo, Schiattarella, Galloni, Speroni, Mantiglioni. All. Ciolli.
ATLETICO GROSSETO: Mazzi, Iacobucci, Finale, Rusu, Scala, Ghezzi, Martelli, Marin, Totti, Castelli, Della Giovampaola. A disp. Gatti, Coralli, Giuntoli, Baldi, Brizzi, Festelli, Piani, Piatowski, Morante.
Reti: per il Grosseto Bonucci, Stefi, Trombini (3).

Ciao Nicola. Il cordoglio per la scomparsa del fratello di Raito

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Nicola, il fratello di Simone Raito, si è spento questa mattina all’età di 45 anni. Nicola ha combattuto a lungo contro la malattia e da venerdì era ricoverato presso “La Farfalla”. Già ieri la Curva Nord aveva dimostrato il proprio affetto e la propria vicinanza a Simone che aveva comunque fortemente voluto essere in campo, esponendo uno striscione con la scritta “Forza Raito”. A Simone e a tutta la famiglia Raito vanno le più sentite condoglianze da parte della Società e di tutto lo staff di biancorossi.it.

Grosseto vs Montignoso: il fotoalbum

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Il fotoalbum della partita disputata tra Grosseto e Montignoso. Foto di Noemy Lettieri.

Grosseto vs Montignoso: la sala stampa

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Matteo Gassani (Allenatore Montignoso)
Sapevamo che sarebbe servita la partita perfetta, oltre i nostri limiti fisici e mentali e penso che abbiamo fatto tutto questo: il risultato ci soddisfa considerando che abbiamo giocato contro una grande squadra. Abbiamo rischiato di vincerla in più occasioni ma un punto è sicuramente preziosissimo qui a Grosseto e ci permette di continuare nel nostro percorso. Questa partita era un banco di prova per capire se mentalmente potevamo stare in certe situazioni, se la squadra è quella di oggi daremo noia a tanti perché abbiamo giocato con coraggio, portando Andreotti fuori dall’area e costringendo Cretella a giocare sporco. Abbiamo neutralizzato il comparto offensivo del Grosseto e il nostro portiere non è mai stato impegnato seriamente. La forza del Grosseto è evidente, un’altra squadra oggi avrebbe perso e invece hanno cercato l’episodio e l’hanno trovato con determinazione. A fine partita c’è stato un minimo di nervosismo ma da parte mia non c’è nessun problema né con la famiglia Ceri né con un allenatore serio e competente come Miano: queste cose sono normali quando c’è agonismo ma per me nascono e finiscono lì.

Sebastiano Miano
Se guardiamo gli altri risultati il punto è guadagnato ma la partita è stata veramente brutta sia sotto il profilo tecnico che fisico. Il pareggio è il risultato più giusto ma l’unica cosa che salvo è che la squadra ci ha creduto fino alla fine. A tratti facciamo cose buone e a tratti meno buone. C’è un po’ di stanchezza, dietro siamo sempre gli stessi e avevamo avuto una partita durissima mercoledì che non ci ha aiutato. Dobbiamo lavorare tanto, soprattutto in difesa, la squadra ha valori importanti e dobbiamo entrare in campo con lo stesso atteggiamento degli ultimi minuti di oggi, cercando subito il vantaggio. Davanti stiamo facendo bene e io sono in difficoltà nelle scelte, chi va in panchina però quando entra fa la differenza e si merita tutta la mia stima. Lavoreremo tanto ma dobbiamo guardare anche il bicchiere mezzo pieno perché siamo primi e abbiamo tutte le carte in regola per rimanerci e consolidare la nostra posizione.

Egidio Bicchierai (D.S. Grosseto)
Un pari che lascia l’amaro in bocca per come è venuto e per la prestazione. Dobbiamo però fare un discorso più ampio perché probabilmente non era la partita migliore dal punto di vista fisico. Veniamo da un numero di partite importante per il primo mese di campionato, anche se questa non deve essere una scusa ma solo una considerazione generale. Questo campionato, e lo vediamo dai risultati di oggi, sarà un campionato difficilissimo dove niente è scontato. Ci sono tante difficoltà ma siamo comunque sempre primi in classifica, ripartiamo quindi da qui cercando di migliorare il gioco e guardando avanti con positività.