Tutto ok per i due pullman organizzati dal Club Portavecchia i quali sono regolarmente disponibili. La macchina organizzativa ha funzionato e la risposta dei tifosi è stata straordinaria e rapida.

Il problema però riguarda il terzo pullman richiesto da un altro gruppo di tifosi organizzati.

C’erano le richieste.

C’erano i tifosi pronti a salire.

C’era perfino l’autista disponibile a guidarlo quel pullman.

Eppure, secondo quanto riferito, Autolinee Toscane avrebbe rifiutato di mettere a disposizione il mezzo. Non per mancanza di personale. Non per indisponibilità tecnica. Ma per una decisione aziendale che, al momento, lascia perplessi.

Qui non si tratta di polemica sterile. Si tratta di una comunità che si muove, che si organizza, che risponde in massa. E quando la domanda supera l’offerta, la risposta naturale dovrebbe essere agevolare, non bloccare, soprattutto se si parla di servizi pubblici, se si parla di raggruppare 50 persone su di un unico mezzo anziché farli partire con almeno 10/12 auto proprie.

Perché negare un mezzo quando c’è richiesta concreta e copertura organizzativa?

Perché fermare un’iniziativa che nasce dall’entusiasmo e dalla passione?

Adesso serve chiarezza. Perché quando c’è entusiasmo, quando c’è rispetto delle regole, quando c’è un’organizzazione seria alle spalle, dire no senza spiegazioni rischia di trasformarsi in un autogol.

La palla, ora, passa a chi ha preso questa decisione. ⚪🔴