Difficile scrivere di una partita non vista.
Ieri ero al matrimonio del mio migliore amico e non me lo sarei perso per nulla al mondo.
Ma stare senza notizie sull’andamento della partita, per un italiano medio come me, è impossibile.
Sto al tavolo dei “vecchi amici”, sanno tutti per chi tifo, come prendo il cellulare per collegarmi ad internet parte una pioggia di sfottò e di pronostici funesti.
“Ma n’do giocate oggi? Ar cortile der condominio?”, “To dico subbito, nun guardà, state a perde de 5 gol de scarto!!!”
La pagina ci mette un po’ a caricarsi, nel frattempo cala il silenzio, sono tutti in attesa del parziale della prima mezz’ora.
Alzo lo sguardo al tavolo e calo un doppio Zotti!!!
Nessuno riesce a replicare.
Il nome è breve, ha un suono particolare, si ricorda facilmente.
Passa un’altra mezz’ora abbondante.
Riprendo il cellulare.
Stessa scena di prima.
Alzo lo sguardo e calo il tris….ancora Zotti!!!
Il piatto è mio.
Tutti vogliono saperne di più di questo piccoletto dai piedi buoni.
Ricordano tutti il suo nome e il fatto di averne fatti tre, due su punizione e un altro con un cucchiaio, li incuriosisce.
“Ahò ma stò Zotti da n’do viene?”, “Zotti…da come lo descrivi sembra il Totti della serie D”…”Quanno riggiocate vicino Roma vojo venì pur’io!!!” “Metteteje no striscione a quelli dell’Olbia co scritto SSSSH STATE ZOTTI!!!”
Il finale mi viene annunciato da un SMS di mio figlio che aveva il compito di tenermi aggiornato.
“Babbo, abbiamo vinto, l’ha fatti tutti “Zottino”, 3 a 1, AIO’!!!” (pure un piccolo sfottò per gli amici sardi…tale e quale al padre)
Zotti, Zotti e Zotti.
La firma sulla partita è la sua.
Tre gol.
Tre segni.
Tre graffi.
Come la zeta di Zorro.
T&GO