Inizia da Genzano il giovane corso targato Orlandi – Bifini. L’era Giacomarro si è dissolta dopo due sconfitte consecutive e la perdita dell’imbattibilità casalinga. Un epilogo amaro per l’ex tecnico, che paga carissimo la scarsa “flessibilità” dimostrata al presidente Pincione. L’ordine di scuderia è di fare meglio del passato, di dimostrare che la rosa merita posizioni ambiziose e vincenti. Non sarà facile. Restano 11 turni alla fine del campionato e proprio in questo ciclo dell’andata si condensano le migliori prestazioni della squadra. Sette vittorie (5 consecutive), 2 nulli, due sconfitte, 23 punti conquistati per una media di 2.09 a partita. Si deve ipotizzare che Orlandi costruisca qualcosa di migliore ma occorre anche mettere sul tavolo che sarà una impresa ciclopica, uno sforzo sportivamente da medaglia d’oro. Genzano darà indicazioni ben precise in questo, anche se il neo allenatore non può avere inciso più di tanto sulla rosa. Allora emerge in tutta la sua grandezza il compito degli uomini, la loro volontà e capacità di scrollarsi di dosso il passato e guardare con occhi fieri al domani. Genzano non è solo una trasferta delicata, in aggiunta si prende l’appellativo di fulcro stagionale e va guardata con occhi innamorati quanto sospettosi. Ci sarà il popolo biancorosso stimato in almeno 100 presenze nonostante l’annullamento del pullman programmato. Non ci sarà Pagni come nuovo ds visto che gli ultimi, misteriosi dettagli sono stati fatali al suo tesseramento. Incrociamo le dita, accantoniamo ogni tipo di cattivi pensieri, prepariamoci a trascorrere una domenica positiva. E che Grifone sia. Nonostante tutto.








