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Simone Ceri non ci sta e risponde alle accuse di Pincione

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Di sicuro non sarà passato inosservato, nel comunicato del presidente Pincione, il passaggio in cui attribuirebbe colpe anche all’Ac Roselle: “In ultimo, l’aver appreso dal sito web del Roselle, che lo stesso campo Zecchini era stato concesso in uso ad ambedue le società, per la stagione sportiva 2016-2017, quando con la scrivente il Comune non ha ad oggi ancora siglato alcun accordo”.

Non è tardata la risposta di Simone Ceri, uno di quelli che certamente non le manda a dire. Di seguito la lettera integrale che abbiamo ricevuto:

“Invio questa mia lettera non solo da presidente dell’Ac Roselle, ma anche da cittadino grossetano oltre che tifoso. Egregio presidente, leggo le motivazioni della rinuncia al ripescaggio e vedo che il fatto che il Comune ci abbia concesso la possibilità di giocare allo stadio l’ha infastidita. Le specifico che ne avremmo fatto volentieri a meno ma non disponiamo di un impianto idoneo a giocare: pensi, paghiamo anche l’affitto. Qui finisce il mio appunto da presidente e comincia quello da tifoso. Credo che una persona che non si emoziona e non ha passione non debba fare calcio, tantomeno in una realtà piccola come la nostra. Le regole del business possono funzionare a Roma, Bologna o Venezia. Ma non qui, non in Maremma, non da noi. Credo anche che al momento di fare le sue valutazioni prima dell’acquisto della società, un occhio ai bilanci dell’Us Grosseto lo abbia buttato, scorgendo magari cifre a 6 zeri alla voce sponsorizzazioni: ecco per il 95 per cento provenivano da una sola azienda. Ma ciò che mi rende nervoso sono i proclami fatti e rifatti mille volte, è l’aver più volte constatato l’ostentazione di una ricchezza principesca, di una potenza economica mondiale, planetaria… ma incapace, forse per scelta??di mettere assieme 320mila euro di contributo per il ripescaggio in Lega Pro ed averne 750mila poi di contributo dalla Lega. La scelta sarebbe stata legittima se avesse avuto la capacità di essere sincero con la piazza. Secondi dietro ai campioni d’Italia, si riparte dalla Serie D, proviamo a vincere il prossimo anno: tutto qui, sarebbe bastato questo e Grosseto avrebbe capito e accettato.

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Invece in due mesi avete chiesto una tassa milionaria per limitare le aspiranti al ripescaggio, poi avete detto che i soldi li avrebbero dovuti mettere banca, Comune e imprenditori locali, poi che il ripescaggio era pronto. Infine che, di fatto, non fate domanda per punizione. Grosseto, la nostra città e non la sua, è generosa ma non ama farsi prendere in giro. Tira tira la corda si strappa e magari ci si trova di fronte a situazioni poco piacevoli. Perché se ho fame ma non voglio chiederti da mangiare resisto, ma se mi offri un panino e poi me lo togli, irridendomi, una brutta reazione ci può anche scappare. Credo che come metafora calzi a pennello. Non so cosa succederà ora, magari dovrò trovare un altro campo all’Ac Roselle, ma Pazienza. A proposito, lo stadio, affidato alle vostre cure fino al 28 agosto, è in condizioni disastrose: il campo in stato di abbandono, erba alta, incolta, così come il Palazzoli. Fossi amministratore vi direi di rimettere a posto tutto in tempi strettissimi, non si può pensare che debbano essere i cittadini grossetani a pagare le negligenze altrui . Non mi soffermo sulla storia dell’Academy, della grande importanza che avrebbe rivestito il settore giovanile per il Grosseto, delle mille fregature che i fornitori grossetani vi avrebbero appioppato, Comune compreso che arriva addirittura a chiedervi l’affitto. Come ultima cosa mi permetto di darle un consiglio: i tifosi meritano rispetto, che non si dà portando una manciata di biglietti ai cancelli, ma capendo che a loro bastano due parole sincere per seguire ancora la loro squadra, per amarti di più. Chi ha sacrificato tempo, soldi e affetti per seguirvi sempre fino anche in Sardegna merita una riverenza e non menzogne. Se lo faccia dire da un tifoso, del Grosseto. Insomma, e parlo per me, se ve ne andate non mi mancherete affatto.”

Simone Ceri

C’eravamo poco amati

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Avete presente quella sensazione che si prova quando ci si sente a nostro agio? Può essere una cena come tante con gli amici di sempre, il ritorno a casa dopo una giornata difficile, una domenica mattina passata in mutande tra il letto e il divano o, semplicemente, leggere nuovamente “Grosseto” in un cartello stradale qualunque al ritorno da un viaggio che vi ha portato lontano. Il “sentirsi a casa” è come viene definito comunemente questo tipo di sentimento. In altre parole, avvertire che si è adeguati, al nostro posto, circondati di affetto e complicità. Ecco, io in quest’ultimo anno non mi sono praticamente mai sentito così dentro lo stadio della mia città. Una breve parentesi idilliaca iniziale, carica di aspettative e densa di emozioni, ha lasciato repentinamente campo ad un velo di inadeguatezza che, col tempo, è diventato sempre più denso e soffocante. Un mondo tutto nuovo e luccicante che al di là del suo accattivante splendore non ho mai davvero sentito mio. “Questione di feeling” cantavano Cocciante e Mina nel 1985 e come dargli torto. Io questo feeling con la nuova nonché attuale società non l’ho mai avuto. Troppo distanti e diversi per modo di fare, per atteggiamento, per estrazione culturale, per modalità di interazione sociale e per mille altri aspetti. Già che siamo in vena di confidenze non mi è nemmeno mai piaciuto il nuovo logo della mia squadra, quello scudetto e quella scritta “F.C.” con l’immagine del Grifone banalmente scaricata da internet dopo una semplice ricerca su Google digitando “grifone + grosseto”. Provateci se volete!

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La mia fede però non mi dava alternative e sono rimasto al mio posto, facendo l’abbonamento, tifando la squadra, gioendo, incazzandomi, partecipando alle trasferte quando ho potuto, parlando alla radio e scrivendo. Non sono un giornalista professionista ma, da tifoso, mi piace occuparmi del Grosseto condividendo le mie idee sul nostro sito. Mi piace scrivere di colore e di passione e mi piace farlo circondato da amici che sono malati della mia stessa malattia. Manuel, Giancarlo, Riccardo e Roberto: questi sono stati i compagni di avventure dell’ultimo anno e con loro abbiamo cercato di esserci fisicamente, di raccontare e di commentare. Un anno molto difficile durante il quale è stato necessario più volte fare gruppo e aiutarci a vicenda. Ho sentito e letto cose che mi hanno fatto male e ferito ma non ho mollato. Siamo stati definiti dei “nostalgici che remavano contro”, fino al punto che c’era chi sospettava che alcuni di noi godessero delle disavventure calcistiche del Grifone e provassero piacere delle sconfitte. Tutto questo perché, nella fase culmine dell’entusiasmo ritrovato, ci siamo macchiati del reato di esserci posti delle domande, di aver calcato la mano e la lingua su situazioni che ci sembravano poco chiare, di aver semplicemente cercato di capire. Mentre c’era chi, in virtù di un idillio mediatico surreale che è passato dalle stelle alle stalle senza conoscere vie di mezzo, vi mostrava quanto fossero belli e seducenti la lavanderia dello Zecchini ed i muri non appena ridipinti di bianco-rosso, noi avevamo il nostro da fare a controbattere accuse e attacchi più o meno velati (non tutto può essere reso pubblico) e a porci qualche domanda. Abbiamo quindi lavato i panni sporchi in casa (nonostante la lavanderia dello Zecchini fosse davvero bella ed efficiente) cercando di mantenere le giuste distanze con ironia e con passione. Il tempo poi ha cambiato ogni cosa, affetti e simpatie, fiducia e stima, aspettative e speranze, baci, abbracci, esclusività dei rapporti, ricchi premi e cotillon. Oggi, 27 Luglio 2016, si legge di tutto nel day-after che ha tolto ai grossetani ogni speranza di Lega Pro.

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Penso che siano reazioni eccessive come eccessiva è stata la fiducia (mal riposta?) nei salvatori a stelle e strisce dell’epoca post-camilliana del Grifone. Non ho mai capito chi si è perso la Serie B per fare un torto al “Comandante” come non capisco chi non verrà a vedere la Serie D del prossimo anno. Sentitevi traditi, maltrattati, disillusi ma non lasciate solo il Grifone. Il Grifone siete voi e non chi si siede su una poltrona a rappresentarlo ufficialmente. Si può amare una squadra perfino odiando una proprietà ma abbandonare il campo non è la reazione giusta alla mancanza di sintonia. Lo “Zecchini” è e sarà sempre la casa dei Grossetani e i Grossetani non hanno nessun altro posto su cui sedersi se non su quei gradoni. Ammesso e non concesso che avremo una squadra (attualmente non ci metterei la mano sul fuoco) noi non dovremo far altro che incitarla, ognuno a modo suo e secondo le proprie possibilità, in qualunque campionato sia iscritta. La soluzione non è quella di mancare ma quella di esserci facendo sentire il proprio dissenso. Non commettiamo gli errori del passato, distinguiamo il Grosseto dalla proprietà del momento e cerchiamo di crescere. Forse non saremo tutti a proprio agio ma vi assicuro, io allo stato attuale non lo sono affatto, che è una sensazione che svanisce presto: non appena il Grifone gonfia la rete!

PS: biancorossi.it ci sarà e ci sarà a proprio modo: abbiamo appena investito quei due spiccioli racimolati per una coppia di remi nuovi. Remate gente, remate!!!

Pincione spiega il perché della mancata domanda di ripescaggio

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Riceviamo e pubblichiamo integralmente il comunicato ufficiale del presidente Max Pincione in merito alla mancata richiesta di ripescaggio:

Il presidente Massimiliano Pincione comunica ufficialmente che la scrivente società FC Grosseto, non ha provveduto a presentare la domanda di ripescaggio.
Fino all’ultimo momento sono state valutate tutte le possibilità oggettive, sperando in risposte positive da parte del territorio ma, nulla è cambiato.
La decisione di non presentare la domanda per il ripescaggio è stata presa dai soci, che hanno ritenuto di non avere riscontri positivi che giustificassero un investimento monetario così importante.
Abbiamo sempre parlato di questioni ambientali, senza mai palesare espressamente il contenuto. Vista la decisione presa, riteniamo di dover portare all’attenzione le seguenti problematiche.
Nel corso di questo anno di lavoro sono mancate collaborazioni costruttive con gli enti pubblici locali, gli istituti di credito e realtà locali.

Gli stessi impianti sportivi non sono stati rinnovati e ristrutturati come dovuto e promesso (ultimo intervento nel 2006).
Non vi sono state sponsorizzazioni importanti da parte di imprenditori locali.
Non vi sono stati istituti di credito che abbiamo sostenuto o aiutato la società, se non, condizionando il loro aiuto al preventivo ripescaggio della Fc Grosseto nella Lega Pro. Non abbiamo trovato un istituto bancario che ci appoggiasse nella campagna abbonamenti.

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Si aggiungono poi: il mancato rinnovo della concessione degli impianti sportivi Zecchini- Palazzoli da parte del Comune di Grosseto; mancanza che non ha permesso di valutare investimenti sia nel settore giovanile che la prima squadra.
La mancata messa a norma del campo di alleggerimento N. Palazzoli.
In ultimo, l’aver appreso dal sito web del Roselle, che lo stesso campo Zecchini era stato concesso in uso ad ambedue le società, per la stagione sportiva 2016-2017, quando con la scrivente il Comune non ha ad oggi ancora siglato alcun accordo.
Un anno fa esatto siamo arrivati a Grosseto e ci sono state fatte promesse di collaborazioni in tutti gli ambiti. Durante il corso dell’anno sono venuti sempre meno le collaborazioni, al contempo, c’è stata sempre una prepotenza nel pretendere che noi investissimo comunque. In un anno di lavoro abbiamo capito che in questa città manca la reciprocità – ha dichiarato il presidente Massimiliano Pincione- se è vero che l’ FC GROSSETO è la squadra della città da sempre, credo che sarebbe dovuto essere interesse anche del territorio, creare presupposti e collaborazioni che ci permettessero di dire SI al ripescaggio.

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Continueremo ad investire sul campionato attuale pensando a vincerlo, il prossimo anno valuteremo di nuovo. Sperando che in questo anno cambi la collaborazione del territorio con la società FC Grosseto.
F.C. GROSSETO Ssd
Il Presidente
Massimiliano Pincione

Roberto Peppetti ci ha lasciato questa mattina dopo una breve malattia.

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Questa mattina è venuto a mancare all’affetto dei suoi cari Roberto Peppetti, noto tifoso biancorosso, padre di Alessandra che proprio domenica sera era stata premiata con una targa per i 10 anni delle “Ragazze del Grifone”. Abbonato da una vita, insieme alla moglie Marusca, è stato proprio lui a trasmettere la grande passione per i colori biancorossi, alla figlia Alessandra.

Il 23 aprile Roberto aveva festeggiato i suoi 70 anni e in quel momento la malattia che non gli avrebbe lasciato scampo era ancora lontana. I funerali si celebreranno nella giornata di domani, alle ore 16, presso la chiesa di Sterpeto. A Marusca, Alessandra e Serena, un forte abbraccio e le più sentite condoglianze da parte di tutta la redazione di Biancorossi.it.

La famiglia chiede, a coloro i quali vogliano rivolgere un pensiero e un ricordo a Roberto, di non comprare fiori ma di effettuare un versamento all’AMMeC Onlus (IT 58 C 01030 14300 000003449270).

Noi siamo iscritti

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Un fine settimana di festa per la Curva Nord grossetana si è appena concluso. Tutti lì quelli che il Grifone lo portano nel cuore dalla mattina alla sera, con il bello e il cattivo tempo, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, finché morte non li separi.

“C’era poco da festeggiare” diranno alcuni di voi. E invece no, miei cari, perché mai come quest’anno si festeggiava la Passione, quella con la P maiuscola, privata di ambizioni di classifica e di campionato, denudata di ogni orpello e aspettativa: la Passione che ti lega a questa squadra e a questi colori semplicemente perché è la tua, quella della tua città e della tua gente.

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In un clima di festa si sono mischiati il fumo dei fumogeni e quello della brace, le grida dei partecipanti al torneo con i cori da curva dei tifosi, la passione dei Grossetani con quella dei Viareggini. Si sono visti volti di giocatori che furono, gente vera e di cuore, gente di sostanza, alla quale la tifoseria è ancora legata a doppio filo. Loro non hanno mai tradito e si sono resi artefici di battaglie che oggi non si vedono più, senza mai togliere il piede. Loro hanno davvero onorato la maglia zuppandola di sudore e, per questo, sono le nostre radici. Le radici… Se ci pensate un attimo si riparte sempre da lì nei momenti difficili e, forse, quelle presenze non erano alla nostra Festa per caso.

Ma le nostre radici sono anche le nostre donne, in una tifoseria dove le ragazze contano tanto quanto gli uomini e, a ragione, forse anche qualcosa in più. Provate a chiedere al loro striscione, quello delle “Ragazze del Grifone”, quanti km ha percorso in questi anni e in quanti campi ostili sia stato appeso con infinito orgoglio. Non sarà difficile, poi, trovare le ragioni dietro ad un premio così carico di significato per i loro 10 anni di attività.

Lo “Zecchini” si è dunque popolato della gente che lo ama davvero, di quei personaggi che lo considerano una seconda casa e che su quei gradoni, su quell’erba, respirando quell’aria, rendono viva la passione e la tramandano di padre in figlio. Loro sono i padroni e loro comandano e solo a loro si deve rendere conto, con rispetto e devozione.

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Grazie a tutti dal profondo del mio cuore, al più anziano e al più giovane, a quello che ha fatto apertura e chiusura e a quello che è passato solo 5 minuti, a quello che è arrivato da vicino e a quello che è venuto da lontano, a quello che ha speso 5 euro e a quello che ne ha spese 100. Non so quale sarà il nostro futuro ma vedere, nonostante tutto, gente che ha ancora voglia di festeggiare mi dimostra quanto, in fondo, la serie non conti e come la passione vinca sulle promesse vane, sulla falsità, sull’arroganza e sulla supponenza. Domani scadranno i termini per la domanda di ripescaggio ma non preoccupatevi: il Grosseto siamo noi, non dimenticatelo mai e noi, senza ombra di dubbio, siamo già felicemente e meritatamente iscritti.

Festa in Curva Nord, tutti gli scatti

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Il fotoalbum della Festa in Curva Nord

Continuano le “perplessità” del presidente Pincione, domanda di ripescaggio ancora in bilico

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Con una nota apparsa sul sito ufficiale, il presidente Max Pincione è ritornato sulla questione relativa alla domanda di ripescaggio in Lega Pro, frenando ancora una volta gli entusiasmi della piazza. Di seguito il testo integrale:

“A seguito dell’intervista resa dall’ Avv. Enzo Nucifora ad una testata giornalistica di Taranto, ripresa e riportata dai quotidiani locali in questi giorni, si precisa che la società Fc Grosseto non ha ancora preso alcuna decisione in merito alla presentazione della domanda di ripescaggio. 

Il presidente Massimiliano Pincione, ritiene di dove fare opportune ed ulteriori precisazioni in merito all’attuale situazione.
Si conferma, che la società ha burocraticamente tutte le carte in regola per poter presentare la domanda di ripescaggio in qualsiasi momento, ma tale ultima fondamentale decisione spettante ai soci/investitori, deve essere ancora presa in ambito democratico dagli stessi.

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Al momento, gli investitori non hanno nulla da dichiarare in merito se non che, la continua mancanza di presupposti ambientali favorevoli, non li pone nella sicurezza di poter dare parere favorevole ad un investimento così importante (milioni di euro), che possa assicurare un ruolo di rilievo e non di comparsa, dell’ FC Grosseto nel campionato di Lega Pro.
Ciò, rende ancora più difficile poter prendere qualsiasi tipo di decisione, sia si tratti di progetti che riguardano il settore giovanile che la prima squadra.
Fino ad oggi stiamo lavorando, cercando di investire al meglio per la società, ci troviamo anche davanti a valide idee che oggettivamente non sono ancora attuabili per mancanza di fatti concreti. Noi siamo qua e aspettiamo risposte e siamo a disposizione per dare risposte, consapevoli che i tempi stringono.”

Vito Falconieri veste la maglia biancorossa

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La Fc Grosseto ha comunicato la conclusione della trattativa per l’acquisizione del giocatore Vito Falconieri, attaccante classe 1986proveniente dall’Altovicentino dove, nella scorsa stagione, ha collezionato 14 reti.

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Falconieri raggiungerà il ritiro di Genga nella giornata di martedì.

Domani inizia la “Festa in Curva” dei tifosi biancorossi

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Domani, sabato 23 luglio, dalle ore 18:00 tutti nella pinetina dietro la Curva Nord per passare un po’ di tempo insieme ai tifosi biancorossi, magari parlando di grifone tra un panino con la salsiccia ed un bicchiere di vino. Si potranno inoltre osservare tutte le foto del tifo della stagione appena conclusa, realizzate da Biancorossi.it. Questo il programma completo della “due giorni” dedicata al Grosseto:

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La festa che si svolgerà nello spazio retrostante la Curva Nord, avrà inizio sabato 23 luglio e proseguirà fino a domenica 24, con stand gastronomici e gadget biancorossi. Presente anche uno stand di Baincorossi.it Il torneo di calcetto “Ovunque tu sarai” si terrà nella giornata di sabato, con inizio previsto per le ore 18:00, domenica invece lo stadio sarà aperto ai bambini che potranno giocare dentro lo Zecchini seguiti da allenatori qualificati. Per qualunque tipo di informazione si potrà contattare gli organizzatori al n. 338.8389770.

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Paolo Iapaolo è il nuovo Amministratore Unico della Fc Grosseto

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La Fc Grosseto da oggi ha ufficialmente una nuova denominazione ed un nuovo Amministratore Unico. La Football Club Grosseto Società Sportiva Dilettantistica a Responsabilità Limitata lascia il posto alla Football Club Grosseto Società Sportiva a Responsabilità Limitata. Cambia ovviamente anche l’oggetto sociale, in modo tale da poter consentire alla Fc Grosseto di perseguire anche l’attività sportiva di tipo agonistico.

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Contestualmente il presidente Max Pincione cessa la sua attività di Amministratore Unico in favore del fedelissimo Paolo Iapaolo. Tutte manovre che serviranno, con ogni probabilità, nel caso in cui la Fc Grosseto dovesse beneficiare del ripescaggi in Lega Pro.