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Fucecchio vs Grosseto: intervista pre partita a Consonni

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Intervista prima di Fucecchio vs Grosseto

Posted by Biancorossi.it on Saturday, September 30, 2017

I corridoi bui

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Leggo un post stimolante, su FB, scritto da Leonardo Peccianti, tifoso storico del Grifone.
Mi colpisce soprattutto un passaggio: “Credo che una squadra come la nostra costata si e no come tutte le altre messe insieme debba andare in campo e schiacciare l’avversario!!! …se poi ci mettiamo che si allenano tutti i giorni da almeno due mesi mentre gli altri un giorno si e uno no, magari la sera dopo cena perche’ il giorno sono a lavoro… In Una Parola SVEGLIA!!!”.
Rifletto.
Cerco di immedesimarmi in un giocatore del Grosseto, in quelle che posso essere le sue sensazioni.
Mi rendo subito conto che non è facile trovarsi dalla parte del probabile vincitore, vestire i panni del privilegiato, di colui che ha un “vantaggio”.
Sembra paradossale ma è una condizione scomoda, non facile da gestire.
Ciò che penserei prima di entrare in campo non mi aiuterebbe ad essere migliore del mio avversario.
Inconsciamente trovarmi in una condizione di vantaggio mi metterebbe in difficoltà, mi farebbe avere molta pressione e quindi paura, e vivere le proprie paure impedisce di vivere i propri sogni.
Forse il problema è proprio questo.
Avere paura.
Noi non siamo ciò che abbiamo ma siamo ciò che pensiamo.
Mio nonno, tanto (troppo!!!) tempo fa, mi insegnò ad andare in bicicletta, ricordo perfettamente quel giorno, era estate.
Io avevo paura e questo mi impediva l’apprendimento di una cosa che desideravo tantissimo.
Lui si chinò leggermente per guardarmi negli occhi e mi disse “Nella vita tutto quello che desidererai essere si troverà sempre dal lato opposto alla paura.”.
Non diventai Bartali ma da quell’estate, e diverse delle successive, mi videro sfrecciare per i vicoli di Gavorrano e dintorni con un sorriso a 32 denti.
Imparai soprattutto che era molto appagante diventare ciò che decidevo di essere.
Da quel giorno di paure ne ho vinte alcune e tante ne ho ancora, ma qualcosa cambiò in maniera definitiva.
Avevo assaporato il sapore di sconfiggere una mia paura, non lo scordai mai più.
E’ su questi aspetti che dovremmo lavorare.
…anche se io, ancora oggi, i corridoi bui li evito e li sconsiglio…

T&GO

P.S.: “Ricorda che nessuno può farti sentire inferiore senza il tuo consenso.” -Eleanor Roosevelt

Fucecchio vs Grosseto: si giocherà a Castelfranco di Sotto

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L’US Grosseto 1912 comunica che, a causa dell’indisponibilità dell’impianto, la partita di domenica 1 ottobre tra Fucecchio e Grosseto verrà disputata sul campo di Castelfranco di Sotto.

Poggibonsi vs Grosseto: Il fotoalbum

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Il fotoalbum della partita disputata tra Poggibonsi e Grosseto

Una vittoria che porta serenità

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Con la vittoria corsara di ieri sera a Poggibonsi, il Grosseto approda ai quarti di finale della Coppa Italia d’Eccellenza ed allontana per il momento le nubi nere che si erano addensate sopra il Carlo Zecchini al termine della partita contro La Portuale.
Il gol di Gorelli, giunto quando mancavano più o meno 10 minuti al termine dell’incontro, oltre a regalare il passaggio del turno, evita l’ulteriore fatica dei supplementari.
La speranza ovviamente è che questo passaggio del turno, giunto in un momento particolarmente difficile, dia morale e convinzione a tutto l’ambiente anche in vista della delicata trasferta di domenica in quel di Fucecchio.
In attesa del totale recupero di Boccardi si pensa anche a risolvere le pratiche burocratiche relative al transfer di Invernizzi, in modo da poter dare a Mister Consonni la possibilità di contare su più soluzioni offensive.

Il monologo

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Viaggio di ritorno verso Roma.
Nel sedile accanto, mio figlio già dorme.
Le immagini della partita continuano a scorrermi davanti agli occhi incessantemente.
Pensieri, disordinati, si fanno largo nella mia mente.

Un acquazzone ha svuotato la Nord, eccezion fatta per pochi stoici ultras.
Peccato.

A volte piove.
Lo sapevi, vero?

Comunque siamo pure sfortunati, anche oggi due pali.

I pali sono, solo, i più spettacolari tra i tiri sbagliati.

Però un po’ di gioco si è visto.

Allora è arrivato il momento di tornare da un buon oculista.

Forse invece è arrivato il momento di cambiare l’allenatore.

Forse è giusto dargli ancora un po’ di tempo.

Negli oltre quindici minuti che sono intercorsi tra il gol del pareggio avversario e il triplice fischio dell’arbitro ho avvertito una sensazione d’impotenza diffusa in tutto lo stadio.
Forse durante quel quarto d’ora, per la prima volta durante la gestione Consonni, la squadra ha perso completamente gioco ed identità.

Esiste anche l’avversario, te l’hanno mai detto?

Si ma noi gli abbiamo agevolato il compito.
Avevamo tutto il tempo per provare a raddrizzare la partita e invece ci siamo schiacciati in avanti.
La linea mediana è andata a ridosso di quella degli attaccanti, lasciando l’impostazione del gioco ai difensori che, ovviamente, non potevano far altro che cercare di lanciare palle lunghe dalla trequarti (una manna dal cielo per le difese avversarie).

E’ arrivato Mourinho…
Nel calcio mica le puoi vincere tutte.

Si ma almeno ci devi provare.
Giochiamo in prevalenza sulle fasce.
Questo ci rende scontati e ci toglie incisività.

Dai, basta, sei noioso.
Sei uno che scrive di colore.
Osservi e narri tutto ciò che è il contorno di una partita, lascia perdere gli aspetti tecnici.

Si, ok, però se vogliamo fare possesso e giro palla non possiamo tenere il pallone tra i piedi per ore.
Per far aprire le difese avversarie dobbiamo velocizzare il gioco con uno, massimo, due tocchi.

Ha parlato Pirlo…

Magari…
Comunque lo Zecchini carica i giocatori avversari e limita mentalmente i nostri.

Andiamo a giocare a Roselle?

A proposito di aspetto mentale.
Per un attimo ho sperato che si mettessero gli scarpini il Mister e il Presidente.

No, ma vedo che l’hai presa benino oggi…

Mancava il giocatore di peso.
Mancava il carisma.
Non ci sono personalità in grado di rallentare il ritmo quando c’è da recuperare le forze e accelerarlo quando c’è da dare il colpo di grazia all’avversario.
Manca del fosforo in mezzo al campo.

Molti di loro sono giovani è normale un po’ d’inesperienza.
E comunque l’impegno non è certamente mancato.
Hanno corso e rincorso, tutti, per oltre novanta minuti.

Ma forse è proprio questo il punto.
Serve qualcuno in grado di giocare a testa alta.
Una testa pensante.
Con undici giocatori che corrono a testa bassa vai poco lontano.

Quindi è tutto da buttare?

No, non sono tra quelli che immaginava una passeggiata di salute, sapevo che sarebbero arrivati momenti difficili e sono anche consapevole che ne usciremo solo restando uniti, tutti, nessuno escluso.
Ognuno di noi, dall’ultimo dei tifosi al primo dei giocatori non convocati, deve dare tutto quello che ha dentro.
Nel mio piccolo, io per primo.

Troppo vago, cerca di essere più preciso.

Dobbiamo tutti far scattare dentro di noi quel qualcosa in grado di modificare l’andamento degli eventi.
E’ un concetto difficile da teorizzare.
Diciamo che è una sorta di ricerca di nuove convinzioni e motivazioni.
Cambiare la percezione che uno ha di se stesso e degli altri.
Lo potrei quasi definire un percorso intimo.

Ecco che ricominci a filosofeggiare.

Ma non è filosofia, anzi, è una delle poche certezze che ho…forse.

Sto parlando da solo?
Sorrido.
E’ il più classico dei viaggi di ritorno del tifoso disperato.
Sono convito che sapete perfettamente di cosa sto parlando.
Devo aiutarmi con la musica.
Alzo il volume dello stereo.
Ancora di più.
Così è perfetto.
La voce di Aretha Franklin pervade l’abitacolo della macchina.
In quel momento sta cantando una versione gospel di “Bridge Over Troubled Water”, un brano del 1970 di Simon & Garfunkel.
La musica mi rapisce, mi cambia umore.
Allontana i pensieri.
Ascolto il refrain.

“ I will lay me down
Like a bridge over troubled water ”
Se fossi potuto entrare in campo, anche solo per cinque minuti…
…e niente, ho l’impressione che sarà un lungo e interminabile viaggio…

T&GO

Grosseto vs Marina La portuale: Il fotoalbum

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Il fotoalbum della partita disputata tra Grosseto e Marina La Portuale

Grosseto vs Marina La Portuale: La sala stampa

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Mario Ceri
Un pareggio che brucia e che non mi piace affatto. La squadra è lunga, a centrocampo siamo spesso in difficioltà e dobbiamo capire che quando si va in campo si deve dare l’anima. Certamente non siamo fortunati, anche oggi, un palo, una traversa, un tiro subito e rete: così non va affatto.

Simone Ceri
Una squadra di conigli, gente che è entrata pensando di essere arrivata. Come è entrata se ne va. E’ una situazione schifosa e insostenibile. Una squadra fatta di presunzione a tutti i livelli. Questi si cambiano e giocano dove si sono cambiati Pinilla e Immobile ma non sono nessuno. Il prestigio devono guadagnarselo sul campo. Per due volte ha segnato un difensore su palla ferma, è 5 partite che non facciamo un gol su azione, noi a 35 metri dalla porta finiamo la nostra manovra, questo non vuol dire giocare a calcio. Ho visto un atteggiamento orrendo, non capisco come i ragazzi della Curva li abbiano applauditi. La città anche oggi ha portato 1000 persone allo stadio e questa gente dovrà rendergli conto. Il tempo stringe, abbiamo 4 punti in 3 partite, io ero abituato a vedere la mia gente in campo, quella che voglio io che sputa sangue, qui vedo gente che ha paura e si nasconde: io questo non lo sopporto. Con una squadra così è bene guardarsi indietro invece che guardare avanti.

Gassani
Si sa che giocando con queste squadre forti bisogna stare attenti a tutto, fai risultato solo se non sbagli niente. Noi siamo stati bravissimi a controllare una squadra che non ha niente a che fare con questo campionato. La categoria è dura, è così per ogni partita. Per noi è stato un orgoglio uscire dallo Zecchini con un pareggio, abbiamo cercato di chiudere e ripartire e diciamo con un pizzico di fortuna, tanto cuore e tanta abnegazione siamo riusciti ad ottenere un punto che smuove il campionato e fa molta morale. Abbiamo 16 giocatori nati tra il 95 e il 2000, abbiamo pescato giovani che avessero voglia di calarsi in questa realtà. Una squadra frizzante e dinamica fatta di tanti debuttanti, oggi abbiamo preso un ottimo punto ma noi dobbiamo pensare a salvarci, un giorno racconterò a mia figlia di questo pareggio allo Zecchini dove abbiamo fatto un’ottima figura.

Gigi Consonni
Un pareggio che brucia dopo il meritato vantaggio, anche oggi hanno avuto fortuna nel fare gol sennò avremmo commentato un’altra partita. I ragazzi hanno messo tutto l’impegno per vincere questa partita ma non è bastato. Penso che la curva abbia applaudito l’impegno che è stato evidente, si gioca in 11 contro 11, dobbiamo tenere conto anche degli avversari. Durante la settimana i ragazzi si impegnano al massimo e provano a fare quello che gli chiedo. Abbiamo dominato il secondo tempo, la partita dura 100 minuti e non è che possiamo fare la guerra, il calcio non è guerra, dobbiamo esprimere un gioco soprattutto in un campo lungo come quello dello “Zecchini”. Io provo a fare l’allenatore con questa tipologia di gioco in testa. Abbiamo qualche pecca sulle conclusioni, ci lavoreremo, facciamo gol solo su calci piazzati. Paradossalmente sarebbe stato più giusto un pareggio la settimana scorsa piuttosto che oggi: è’ un periodo così, ai ragazzi non posso rimproverare nulla, dobbiamo abbassare la testa e cercare di superarlo lavorando duro.

Tommaso Salvestroni
Purtroppo sono due partite in casa in cui raccogliamo pochissimo pur facendo buone prestazioni. Oggi siamo stati gagliardi e abbiamo provato a vincerla in tutti i modi. Noi come Grosseto non ci possiamo appigliare alla sfortuna perché siamo un gruppo che dovrebbe essere superiore. Dobbiamo dare ancora di più e continuare a seguire l’insegnamento del mister e dello staff. C’è grande fiducia nei nostri mezzi ma le squadre non è che vengano a regalarci le partite. Dobbiamo vincerle noi. Menomale che mercoledì possiamo subito giocare in modo da avere l’opportunità per rifarci. Se i risultati non vengono si tende a incolpare subito il Mister ma lui ci prepara davvero al meglio e sta a noi, visto che la società non ci fa mancare niente, a dare il massimo anche per lui. Da parte nostra c’è molta stima e affetto verso Consonni e noi possiamo e dobbiamo fare di più.

Grosseto vs Marina La Portuale: 1-1 (0-0)

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Al triplice fischio è tanto l’amaro nelle bocche grossetane per una vittoria che poteva e doveva arrivare. Novantacinque minuti giocati all’attacco, senza però essere mai davvero pericolosi, nonostante la generosità di Cosimi e le geometrie di Berretti. Tanti anche gli errori che, uniti alla sfortuna, lasciano alla fine della terza di campionato soltanto un punticino alla truppa di mister Consonni. Non è mancato però l’impegno, e gli applausi regalati ai giocatori biancorossi dalla curva a fine partita lo testimoniano. Fischio d’inizio sotto un diluvio che non intimorisce però i biancorossi. Al 4’ affondo di Cosimi che si guadagna il primo corner. Dalla bandierina Berretti scodella al centro e dopo una prima respinta della difesa ospite la palla arriva a Cosimi che dal limite colpisce il palo. Al 15’ ancora Grifone pericoloso, sempre su calcio d’angolo, con Ciolli che di testa solleva i primi applausi convinti. Al 23’ si vede per la prima volta il Marina La Portuale con la punizione di Signorini, ma Nunziatini si fa trovare pronto. Due minuti dopo ancora Signorini su punizione mette in area un pallone insidioso che Nunziatini afferra sventando la minaccia. L’occasione più ghiotta arriva alla mezz’ora con la punizione di Berretti che dipinge una traiettoria nell’angolino basso, ma Costa si supera toccando in angolo. Il Grifone va a riposo regalando ai propri tifosi l’ennesima bella azione: Salvestroni allarga per Bartalucci che va sul fondo e crossa in mezzo: Vegnaduzzo stacca di testa ma il pallone finisce tra i guanti di Costa. A inizio ripresa dalla curva nord spunta lo striscione “Ciao Alberto”, in ricordo del tifoso biancorosso scomparso. Si riparte e al 14’ prodezza dell’instancabile Cosimi che riceve da Bartalucci e al volo cerca la porta con un pallonetto: a portiere battuto la palla incoccia però sulla traversa. Il Grifone si sacrifica e attacca a testa bassa, ma più ci prova più la porta avversaria si fa piccola. Il nono angolo però è quello buono perché dal corner di Berretti sbuca la testa di Nigiotti che rimette in mezzo per il colpo vincente di Andrea Ciolli che, dopo il gol vittoria a Larciano, va nuovamente in gol facendo esultare i mille cuori biancorossi presenti allo Zecchini. Il vantaggio dura però soltanto tre minuti perché su punizione Costa pareggia i conti beffando Nunziatini che riesce soltanto a sfiorare la palla. L’assedio finale non porta niente e non cancella la delusione per non aver saputo gestire un vantaggio che poteva e doveva portare i tre punti in Maremma. Rimane il grandissimo impegno e la voglia di rimanere uniti per trovare quella cattiveria sotto porta che potrebbe far fare il salto di qualità a questa squadra. In fin dei conti il campionato è appena cominciato.

GROSSETO (4-3-3): Nunziatini; Sabatini, Ciolli, Gorelli, Bartalucci N.; Berretti, Borselli (16’ st Fratini), Salvestroni (35’ st Del Nero); Cosimi (29’ st Faenzi), Coli, Vegnaduzzo (23’ st Nigiotti). A disposizione: Cipolloni, De Carolis, Bicocchi. All. Consonni.

MARINA LA PORTUALE: Costa, Cuccolo, Bedini (23’ st Costa), Signorini, Della Maggiora, Maggiari (18’ st Offretti), Piscopo, Puccinelli, Cinquini, Falorni (4’ st Conedera). A disposizione: Belloni, Dell’Ertole, Giorgi, Tazzini. All. Gassani.

Arbitro: Mirko Giuseppe Cimmarusti della sezione di Novara.
Assistenti: Alberto Rinaldi e Albi Kica della sezione di Pisa.
Ammoniti: 42’ pt Sabatini, 6’ st Gorelli, 15’ st Costa, 19’ st Coli,
Reti: 32’ st Ciolli, 35’ st Costa.
Angoli: 10-0
Recupero: 0’ pt, 5’ st.

Grosseto vs Marina La Portuale: Il Live match

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Segui la diretta live dell’incontro tra Grosseto e Marina La Portuale. Inizio ore 17:00