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Tra fissazioni, debiti e feticci

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E ora che non mi si venga a dire che l’Atletico Cenaia era poca cosa perché così non è. Nelle partite precedenti aveva vinto con il Piombino 3-1 (noi due pareggi) e aveva pareggiato con il San Gimignano (unici punti che la capolista ha lasciato per strada, tutte le altre le ha vinte, compresa la prima contro di noi). La verità è che la partita di ieri nascondeva molte insidie, sia nell’avversario che in noi stessi e l’esame è stato superato egregiamente. Erano 90 minuti complicati sia tatticamente che sotto il profilo psicologico. C’era l’esordio stagionale di Invernizzi su cui c’era molta aspettativa e pressione, c’era il rientro dal primo minuto di Boccardi dall’infortunio, c’era il cambio modulo dal 4-3-3 al 4-2-3-1, c’era da sfatare la “maledizione” che ci vedeva ancora a secco di gol su azione e, soprattutto, c’era attesa per quella che lo stesso Mister aveva definito “la partita della svolta”. Sapete tutti come è andata a finire, i cinque punti sopraelencati sono stati tutti interamente soddisfatti. Invernizzi ha dato l’impressione di gestire molto bene la pressione, giocando con molta calma ed esperienza e mettendo quasi subito il suo sigillo sulla partita. Boccardi è apparso fisicamente recuperato, a suo agio nel nuovo modulo e molto freddo e lucido nella circostanza del 2 a 0. Il cambio modulo ha dato incisività all’azione, a tratti tambureggiante, del Grosseto, ma soprattutto ne abbiamo giovato in imprevedibilità. La “maledizione” è stata sfatata…direi demolita e, almeno per il momento, il tanto sperato cambio di atteggiamento è arrivato. Ma queste sono piccole brevi storie a lieto fine che si vedono spesso nel mondo del calcio. Quelli su cui invece mi voglio soffermare sono tre aspetti che mi hanno sollecitato l’immaginazione più di altri.

De Carolis.
In entrambe le azioni dei primi due gol il ruolo di assist-man l’ha giocato De Carolis. Giocatore dal fisico minuto e dal caratteristico passo un po’ strascicato, mi impressionò già questa estate durante l’amichevole contro il San Donato. Già in quell’occasione mostrò capacità tecniche non comuni per questa categoria. Questo ragazzo, veloce, estroso, dinamico, ambidestro ed altruista, ieri ha messo Invernizzi e Boccardi in condizione di far male all’avversario con due pregevoli gesti tecnici. Il primo assist è stato un delizioso tocco sotto, di sinistro, a scavalcare la linea dei difensori, il secondo un traversone in corsa, di destro, dal fondo verso il limite dell’area. Entrambe le giocate deliziose, fatte a testa alta senza mai guardare la palla. Non voglio far torto a nessuno, tutta la squadra ieri ha giocato bene, ma questo ragazzo mi va a genio dalla prima volta che l’ho visto. Lo ammetto, è una mia fissazione.

Il destino.
L’esordio di Invernizzi lo ha relegato inevitabilmente in panchina, ma Vegnaduzzo aveva un conto aperto con il destino. Quando Giallini gli ha dato l’opportunità di giocare i minuti finali, i tre punti erano praticamente già al sicuro e, soprattutto, le aspettative del pre-partita completamente soddisfatte. Però quando l’ho visto entrare in campo un pensiero ingordo si è insinuato nella mia testa. E se adesso segnasse anche Vegnaduzzo? Ma ieri era la domenica giusta per esaudire qualsiasi desiderio ed è giunto qualcosa di più della sua prima marcatura. Lo stesso legno che, in più di un’occasione, era stato impedimento tra lui e la gioia del gol, ieri, si è trasformato in assist-man, facendogli carambolare addosso un pallone che, senza il benché minimo suo contributo, è finito in fondo alla rete. Debito onorato, giusto così.

La maglia.
In più di un’occasione avevo avuto modo di comprendere la passione che Simone ha per le divise sportive. Ieri, complice l’entusiasmo con cui ho vissuto tutti i 90 minuti, mi sono soffermato molto ad osservare anche le nostre maglie. Potrei soffermarmi su molte caratteristiche che trovo azzeccatissime, ma è della sensazione che ho avvertito fin dal primo momento che le ho viste che vi voglio parlare. Sono maglie che rendono onore alla nostra storia e alla nostra terra. Alcuni particolari si rilevano e rivelano solo da molto vicino e sono dei veri e propri richiami alla nostra tradizione e alla gente di Maremma tutta. La comprerò, anche se la versione migliore resta quella “sudata”, un vero oggetto di culto. Feticcio.

T&GO

Grosseto vs Cenaia: Il fotoalbum

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Il fotoalbum della partita disputata tra Grosseto e Cenaia

Grosseto vs Atletico Cenaia: La sala stampa

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Le interviste rilasciata al termine della sfida tra Grosseto e Atletico Cenaia

Grosseto vs Atletico Cenaia: 3-0 (1-0)

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Invernizzi, Boccardi e Vegnaduzzo: tris biancorosso allo Zecchini!

Grosseto vs Atletico Cenaia: Il Live match

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Segui la diretta live dell’incontro tra Grosseto e Atletico Cenaia. Inizio ore 15:00

Tra grandi certezze ed inutili polemiche

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Un mese esatto dalla prima partita ufficiale dell’Us Grosseto 1912. Era il 3 settembre quando il “nuovo” Grifone scendeva in campo a La Magona d’Italia per disputare la partita di andata di Coppa Italia d’Eccellenza. Ricordo benissimo quel giorno, così come ricordo benissimo le facce dei tanti tifosi presenti sugli spalti. Erano mesi che non vedevamo la nostra maglia biancorossa lottare su un campo di calcio. L’emozione, la gioia e la soddisfazione si leggevano chiari sui volti di tutta la gente. Il Grifone aveva nuovamente spiccato il volo e poco importava se per poterlo fare si era dovuto accettare di ripartire dall’Eccellenza. Quando c’è passione, quella vera, non c’è categoria. Il Grosseto è uno ed uno soltanto, che si giochi a Marassi o che scenda in campo in qualsiasi altro impianto di paese. Quale miglior modo poi di ripartire se non con uno come Simone a capo della presidenza e uno come Gigi seduto sulla panchina? Nessun tifoso nel suo immaginario sarebbe stato in grado di poter disegnare una rinascita migliore. I primi giorni sono scivolati via tra continui baci e abbracci tra società, squadra, tifoseria e addetti ai lavori. Il picco glicemico però è stato raggiunto velocemente e già da un paio di settimane c’è chi ha preferito mettersi “a dieta”. Il primo a finire nel mirino è stato Consonni e il suo metodo di gioco, ritenuto poco efficace in un campionato come quello di Eccellenza. Pochi tiri in porta, nessun gol su azione e poca concretezza dalla trequarti in sù. Poco importa se il Mister ha dovuto fare a meno per un po’ di Boccardi e Coli e poco importa se ad oggi non ha ancora potuto schierare i due migliori acquisti della società, ovvero Hysa e Invernizzi. Chi segue il calcio sa benissimo che quando le cose non girano come dovrebbero il primo a farne le spese è proprio l’allenatore, però è anche vero che chi segue il calcio sa altrettanto bene che per poter dare dei giudizi attendibili si deve aspettare almeno 10/12 partite, soprattutto quando una squadra è composta perlopiù da elementi nuovi che non hanno mai giocato insieme, così come l’intero staff tecnico. Il Grosseto al momento ne ha disputate 7, comprese le 3 di coppa. Troppo poco per emettere sentenze definitive. La squadra è in difficoltà, questo è indiscutibile, ma chi scrive ritiene che il problema sia più mentale che tecnico e che serva solo quel po’ di fiducia e di consapevolezza che solo le vittorie sul campo possono darti. Cosa fare allora? Niente, in questo momento l’unica cosa che possiamo fare, per aiutare società e squadra, è aspettare e rimandare “la dieta” per almeno una altro mese. Abbia quindi pazienza tutta quella gente dal palato fino, quelli abituati a criticare i vari Bellé perché “non si muove”, Pinilla perché “se era buono non lo prendevamo noi“, Immobile perché “è uno che non vede mai la porta”, Donati perché “è uno che in queste categorie non ci può giocare”, Allegri perché “fa giocare Mengoni terzino sinistro”, Pioli perché “chi lo ha mai sentito prima” e Sarri perché “questo allenava la Sangiovannese“. Grosseto si sta dimostrando piazza difficile con pretese che vanno ben oltre le possibilità della città. In questa settimana abbiamo assistito alla caduta di una società importante come il Modena, una squadra che ha calcato anche i campi della serie A, una città con una grande tradizione calcistica che adesso rischia di sparire dal panorama calcistico. Noi abbiamo avuto la fortuna di riuscire subito a ripartire grazie alla famiglia Ceri. E allora aggrappiamoci forte all’unica grande certezza che abbiamo e aiutiamola in questo difficile percorso allontanando le inutili e precoci polemiche che stanno veleggiando sopra al Carlo Zecchini.

PSICO CALCIO

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Per ultimo entra Gigi.
Chiude la porta.
E’ un gesto che implica e prelude un confronto.
In mano ha una cartellina.
L’appoggia sull’lettino dei massaggi e la apre.
Tira fuori una ventina di fogli e penne.
Distribuisce il materiale a tutti i suoi calciatori che restano seduti a guardarlo ammutoliti.
Poi Gigi guadagna il centro dello spogliatoio.
Da li riesce a guardare tutti negli occhi.
“Adesso scrivete su quei fogli le vostre più intime paure. Se credete di non averne, scrivete comunque qualcosa che avete difficoltà a confidare. Domani, quando ci rivedremo, leggerete davanti a tutti quello cha avete scritto, nel punto esatto in cui mi trovo io in questo momento. Chi si presenterà con il foglio in bianco starà fuori per un mese. Buona serata.”
Gigi sorride ed esce dallo spogliatoio.
Per alcuni secondi il silenzio non viene rotto da nessuno.
Poi, il primo a parlare è Hysa.
“No capito cosa volere Mister….”
La replica più veloce è quella di Gorelli.
“Niente, tranquillo Hysa, il Mister ha detto che starai fuori un mese.”
Una risata generale riecheggia ed aiuta a distendere un po’ l’ambiente, mentre Hysa, impensierito per questa esclusione, borbotta qualcosa di indecifrabile anche per se stesso.
I ragazzi si docciano e si rivestono ma il solito vociare è sostituito nell’aria da un percepibile imbarazzo.
Molti di loro, mentre chiudono i borsoni e inforcano le cuffie per ascoltare le loro playlist, riflettono sulla crudeltà del mondo, soprattutto quando la materia che si sono portati più volte a settembre è proprio “italiano scritto”.
Alcuni finiranno a notte fonda, altri si faranno aiutare dalle mogli, i meno dignitosi dai propri figli, ma alla fine, chi più chi meno, terminerà il compitino.
Unica eccezione Hysa che passerà la notte, al telefono con il suo procuratore, a congegnare un discorso chiarificatore, da fare a Consonni, per comprendere i motivi della sua incomprensibile esclusione.
Il giorno dopo, a fine allenamento, stessa scena del giorno prima.
Per ultimo entra Gigi e chiude la porta.
“Adesso vi chiamerò e, uno ad uno, vi recherete in mezzo allo spogliatoio per leggere quello che avete scritto davanti a tutti. No…. aspettate un attimo. Tu chi sei?”
“Sono il procuratore di Hysa, vorremmo parlare un minuto con lei dell’esclusione di un mese che ha inflitto al mio assistito.”
Gorelli, ma non è il solo, trattiene a stento una risata mentre Gigi capisce tutto al volo, sorride e prosegue.
“Capisco, mi aspetti fuori , cortesemente…. Allora, vediamo un po’, inizia Matias….anzi no , inizio io.”
Quello che succederà, nelle abbondanti 12 ore successive, resterà ovviamente all’interno dello spogliatoio (è una delle leggi non scritte più importanti del calcio).
Scrivere, per alcuni di loro, sarà stato un atto rivoluzionario.
Per altri creativo.
Per altri ancora liberatorio.
Per alcuni sarà stato un travaglio.
Ma scrivere avrà consentito a tutti di dare forma ai propri timori, dandogli l’opportunità di osservarli dall’esterno.
Mettersi a nudo davanti ai propri compagni di gioco creerà nuove intese e ne rinsalderà altre.
Ci sarà empatia dove precedentemente c’era solo formalismo.
Per tutti, parlare in pubblico, sarà comunque stato un atto di coraggio.
Usciranno dall’impianto sportivo a notte fonda, ma qualcosa, in ognuno di loro, sarà cambiato per sempre.
Consonni, arrivato al parcheggio, sentirà russare rumorosamente.
Poco distante, dentro una macchina, il procuratore di Hysa si sarà fatto sopraffare dall’attesa.
La domenica successiva, contro l’Atletico Cenaia, il Grifone vestirà una nuova pelle.
Mentre qualcuno, seduto in tribuna, rifletterà sull’opportunità o meno di cambiare procuratore o frequentare un corso serale di italiano.

Avevo solo voglia di un po’ di leggerezza.

T&GO

Fucecchio vs Grosseto: Il fotoalbum

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Il fotoalbum della partita disputata tra Fucecchio e Grosseto

Tra Fucecchio e Grosseto un pari che lascia l’amaro in bocca

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Pareggio giusto in quel di Castelfranco di Sotto dove il Grosseto non va oltre lo 0-0 contro il Fucecchio. Gara con poche emozioni per entrambe le squadre. Parte subito forte il Fucecchio che dopo pochi minuti trova il palo con la conclusione di Sciapi a Nunziatini battuto. A pochi minuti dal termine del primo tempo il Grosseto resta in dieci per rosso diretto a Mesinovic che atterra al limite dell’area Sciapi, lanciato a rete. Primo tempo che termina con una conclusione alta in rovesciata da parte dello stesso Sciapi.

Secondo tempo che segue il copione del primo soltanto a parti invertite con il Grifone questa volta a fare la partita senza però riuscire ad impensierire Pinelli. Al 50′ la partita torna in equilibrio numerico con l’espulsione di Botrini per doppia ammonizione. Il Grosseto detta il gioco ma anche a causa di decisioni arbitrali molto discutibili, ben due i rigori richiesti dai biancorossi, non riesce a sfondare la difesa bianconera del Fucecchio.
La partita termina dopo quattro minuti di recupero sul punteggio di 0-0, pareggio giusto per quello visto tra le due formazioni scese in campo oggi allo stadio Osvaldo Martini. Al termine della partita un breve confronto duro ma corretto tra squadra e tifosi.

FUCECCHIO: Pinelli; Tiso (41′ Manetti), Menichetti, Cenci, Zanaboni (69′ Paolieri), Botrini, Papa, Mazzanti, Sciapi, Tardiola, Citera. A disposizione: Vannoli, Covato, Paolieri, Carfagna, Conti, Fejzaj, Manetti. All. Ghizzani.

GROSSETO: Nunziatini; Del Nero (78′ Salvestroni), Mesinovic, Ciolli, Sabatini; Gorelli, Borselli, Berretti; De Carolis (74′ Nigiotti), Vegnaduzzo (69′ Coli), Cosimi (59′ Boccardi). A disposizione: Bigoni, Salvestroni, Coli, Fratini, Boccardi, Nigiotti, Bicocchi. All. Consonni.

Arbitro: Donati sez. di Livorno
Assistenti: Magherini e Biagioni
Ammoniti: 17′ Mesinovic, 26′ Mazzanti, 45’+1′ Botrini, 70′ Del Nero, 92′ Pinelli
Espulsi: 44′ Mesinovic, 49′ Botrini
Recupero: 2’ pt, 4′ st.

Fucecchio vs Grosseto: Il Live Match

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Segui la diretta live dell’incontro tra Fucecchio e Grosseto. Inizio ore 15:00