La revoca della concessione del 𝗖𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗦𝗽𝗼𝗿𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗱𝗶 𝗥𝗼𝘀𝗲𝗹𝗹𝗲 da parte del Comune di Grosseto ha scatenato un vero terremoto nel mondo biancorosso. Una decisione che per centinaia di famiglie, giovani atleti, tecnici e tifosi è 𝗶𝗻𝗴𝗶𝘂𝘀𝘁𝗮, 𝗶𝗹𝗹𝗲𝗴𝗶𝘁𝘁𝗶𝗺𝗮 𝗲 𝘀𝗯𝗮𝗴𝗹𝗶𝗮𝘁𝗮. Così l’𝗨𝗦 𝗚𝗿𝗼𝘀𝘀𝗲𝘁𝗼 ha reagito con un comunicato forte e dettagliato, annunciando iniziative legali e rilanciando un progetto ambizioso per il futuro sportivo della città.
𝗟𝗮 𝗱𝘂𝗿𝗮 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗮 𝗱𝗶 𝗽𝗼𝘀𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗚𝗿𝗼𝘀𝘀𝗲𝘁𝗼
Secondo la società, il provvedimento comunale si basa su errori e interpretazioni contrattuali infondate. Il contratto di mutuo con l’istituto bancario è, a detta dei legali del club, pienamente valido, e tutte le evidenze sono già state trasmesse sia alla banca sia al Comune. Ancora più grave, per il club, sarebbe l’assenza di un reale confronto con l’Amministrazione, con “gravi violazioni del contraddittorio procedimentale”. Per queste ragioni l’US Grosseto ha annunciato la presentazione immediata di un 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗿𝘀𝗼 𝗮𝗹 𝗧𝗔𝗥, con la richiesta di accertare l’illegittimità dell’atto. Nel caso il ricorso venisse accolto, la società non esclude di 𝗰𝗵𝗶𝗲𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗿𝗶𝘀𝗮𝗿𝗰𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗶 𝗱𝗮𝗻𝗻𝗶 𝘀𝘂𝗯𝗶𝘁𝗶, non solo dalla società ma dall’intera comunità sportiva grossetana. Non manca la preoccupazione per possibili ripercussioni economiche: il club avverte che, se il Comune procedesse in autonomia al versamento integrale della somma finanziata come preteso dalla banca, ciò potrebbe configurare una 𝗴𝗿𝗮𝘃𝗲 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗼𝗻𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗽𝗲𝗿 𝗱𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗲𝗿𝗮𝗿𝗶𝗮𝗹𝗲. Nonostante la tensione, l’US Grosseto ha voluto rassicurare subito famiglie e giovani atleti: le attività proseguiranno regolarmente e nessuno sarà privato del diritto di allenarsi e crescere a Roselle. Infine, la società rilancia il proprio progetto di lungo termine: da settimane è stato presentato al Comune un piano per la 𝗖𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗦𝗽𝗼𝗿𝘁, con incluso un nuovo stadio, un’opera che per il club è “strategica per il futuro della città e dell’intero movimento sportivo grossetano”. Al momento, però, non c’è stato alcun riscontro da parte dell’Amministrazione.
𝗟𝗮 𝗿𝗲𝗽𝗹𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗖𝗼𝗺𝘂𝗻𝗲: 𝘁𝘂𝘁𝗲𝗹𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗲𝘀𝘀𝗲 𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗼
Dal Palazzo Comunale arriva una risposta ufficiale forte e dettagliata, con motivazioni completamente diverse. Secondo l’Amministrazione, la revoca della concessione è stata una scelta obbligata dall’evoluzione della situazione finanziaria legata al mutuo acceso per il Centro Sportivo. L’ente sostiene di aver agito per 𝘁𝘂𝘁𝗲𝗹𝗮𝗿𝗲 𝗹’𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗲𝘀𝘀𝗲 𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗼, dopo che la banca aveva comunicato la risoluzione del mutuo a causa di presunti inadempimenti nei pagamenti. Il Comune precisa di aver provveduto a 𝗮𝗰𝗰𝗼𝗹𝗹𝗮𝗿𝘀𝗶 𝗶𝗹 𝗺𝘂𝘁𝘂𝗼 𝗿𝗲𝘀𝗶𝗱𝘂𝗼 e di aver rimodulato le rate mensili in modo da ridurre il carico economico sulle casse comunali, in un’ottica di responsabilità gestionale dei beni pubblici. Secondo la nota dell’Amministrazione, tutte le decisioni sono state prese nel rispetto delle normative vigenti e della disciplina contrattuale in essere, con l’obiettivo di evitare rischi economici maggiori per la collettività. Dalla sede comunale si sottolinea inoltre che l’ente ha agito non contro la società ma 𝗽𝗲𝗿 𝗴𝗮𝗿𝗮𝗻𝘁𝗶𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗿𝗿𝗲𝘁𝘁𝗮 𝗴𝗲𝘀𝘁𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝗽𝗮𝘁𝗿𝗶𝗺𝗼𝗻𝗶𝗼 𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗼, mantenendo aperto il dialogo istituzionale e con l’obiettivo dichiarato di preservare la funzione sportiva e sociale dell’impianto.
𝗨𝗻 𝗱𝗶𝗯𝗮𝘁𝘁𝗶𝘁𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝘃𝗮 𝗼𝗹𝘁𝗿𝗲 𝗶 𝘁𝗲𝗿𝗺𝗶𝗻𝗶 𝘁𝗲𝗰𝗻𝗶𝗰𝗶
Per i tifosi e i protagonisti del mondo biancorosso, però, questa controversia non è soltanto una questione di contratti, scadenze o procedure amministrative. Per molti, Roselle non è un semplice complesso di campi sportivi: è un simbolo, un luogo di identità, crescita e comunità. Da un lato ci sono le ragioni legali e proceduralmente puntuali dell’US Grosseto, dall’altro la visione istituzionale di un Comune che rivendica di aver agito nel rispetto dell’interesse pubblico. In mezzo, però, ci sono famiglie, ragazzi e il sentimento collettivo di un’intera città, che guarda a Roselle come ad un bene comune da preservare.
𝗜𝗹 𝗳𝘂𝘁𝘂𝗿𝗼? 𝗔𝗻𝗰𝗼𝗿𝗮 𝗮𝗽𝗲𝗿𝘁𝗼
Ora la palla passa alle aule del TAR, dove si deciderà il futuro giuridico della concessione. Ma la battaglia, per molti, ha già assunto valore culturale e simbolico: 𝗱𝗶𝗳𝗲𝗻𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗖𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗦𝗽𝗼𝗿𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗱𝗶 𝗥𝗼𝘀𝗲𝗹𝗹𝗲 𝘀𝗶𝗴𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗶𝗳𝗲𝗻𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗹’𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗶𝘁𝗮̀ 𝘀𝗽𝗼𝗿𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗱𝗶 𝗚𝗿𝗼𝘀𝘀𝗲𝘁𝗼. Il Grifone ha promesso di non mollare. E con lui, in tanti, continuano a credere che una soluzione dignitosa per Roselle sia non solo possibile, ma doverosa.








