Il dopo Olbia ha messo di fronte spogliatoio e società in un clima certamente non sereno. Da una parte i giocatori chiedono che siano onorati i rimborsi spese mancanti, dall’altro si fa muro con la causale dei playoff non onorati come era nelle attese. Un braccio di ferro esteticamente non bello a vedersi. Comunque si risolva, la questione non potrà influire sulla domanda d’iscrizione al campionato 2016-2017 e neppure sull’eventuale richiesta di ripescaggio perché nei dilettanti non è richiesta nessuna liberatoria da parte dei tesserati. L’unico ostacolo potrebbero essere eventuali sentenze in giudicato a fare data al 31 maggio di cui, ad oggi, non c’è traccia. L’augurio è che le tensioni si smorzino con reciproca soddisfazione tra le parti.
Coppa Passalacqua: Argentario vs Castiglionese 0-4
ARGENTARIO: Lacchini, Coccoluto, Paolini (40’ Mantovani), Vongher (33’ st Flego), Palombo, Cobianu, Castriconi (3’ st M. Terramoccia), Atzori, Merli, A. Terramoccia (25’ st Sabatini), Mililoti. A disposizione: Alocci. All. Cangi.
CASTIGLIONESE: Terni, Veri (40’ st Rosadoni), Pisani, Biancalani, Mascelloni (24’ st Monaci), Notari, Pecchi (37’ st Marinai), Betti, Bucci (49’ st Merejo), Panfilo, Lucarelli (44’ st Bagnoli). A disposizione: Armellini, Cristinzio. All. Tenerini.
ARBITRO: Biagioni (assistenti Giordano e Signori).
RETI: 20’’ Pecchi, 19’ Panfilo, 50’’ st Panfilo 5’ st Bucci (rig.).
NOTE: espulsi Lacchini al 5’ st (fallo in chiara occasione da rete) e Merli al 29’ st (proteste). La gara è stata sospesa dal 6’ al 9’ della ripresa per soccorrere l’assistente Giordano rimasto stordito dall’esplosione di un grosso petardo. Calci d’angolo 6-1 per la Castiglionese. Recupero 2’ + 5’.
GROSSETO La Castiglionese travolge (0-4) l’Argentario tenendo accesa la fiammella della speranza per raggiungere i quarti. I bianchi di mister Cangi dicono addio alla coppa uscendo senza vittorie, un solo gol all’attivo, nove al passivo. La gara presenta subito una condizione: la Castiglionese è in campo, l’Argentario no. Così si spiega il pasticcio difensivo in area tra Lacchini e i compagni di difesa al ventesimo secondo, che spalanca la porta al tocco elementare e vincente di Pecchi. I bianchi non sono in partita, subiscono costantemente l’aggressività dei rossoblu, latitano nel palleggio e nel ritmo. Al 19’ arriva il diagonale di Panfilo a colpire ulteriormente i ragazzi di Cangi. Serve un Lacchini super per contenere il doppio svantaggio fino al riposo. La ripresa è uguale. Panfilo segna la doppietta personale e il terzo gol della Castiglionese. Nessuna reazione sul fronte opposto. Al 5’ cartellino rosso per Lacchini con allegata la massima punizione. L’Argentario non ha il secondo portiere e così Palombo entra tra i pali. Dal dischetto Bucci non fallisce: 0-4. Contemporaneamente al rigore scoppia, sul versante tribuna, un rumorosissimo petardo e l’assistente Giordano resta stordito. I soccorsi sono immediati e dopo 3’ si prosegue. La partita a quel punto è vuota di contenuti. Al 14’ si registra l’unico tiro dell’Argentario con Merli. Lo stesso Merli viene espulso al 29’ per proteste. Stasera ultimo atto del girone C con Alberese – San Donato. Questa la classifica: San Donato 6, Castiglionese e Alberese 4, Argentario 0.
Il momento
Come a scuola per il compito d’italiano. Davanti al foglio bianco i pensieri e le parole, cadono sul pavimento rotolando lontano. Scrivere sull’uccellaccio – chiedo scusa se qualcuno si offende ma sono più di 7 anni che lo chiamo amorevolmente con questo appellativo e chi, adesso, crede sia una offesa è in perfetta, inutile e volgare malafede – dopo la sconfitta ai playoff non è facile. Due le strade: sparare a zero o salvare la stagione. Scegliamo la seconda sapendo benissimo di essere catalogati come ruffiani e aspiranti a un posto accanto alla società. Niente di tutto questo. Chi ci conosce sa benissimo chi siamo, cosa vogliamo e dove andiamo. La direzione la indica il cuore, sempre. In nome del quale chi scrive (fatemelo dire di nuovo) nel lontano 1994-95 come segretario del Grifone vinse uno strepitoso campionato per poi rovinare (personalmente) nel fango. Ma il cuore non si è mai fermato. Non domandandoci neppure se ci sarà un futuro, ripartiamo da questo campionato. Un secondo posto, una semifinale playoff simile ad un mostro con un solo occhio, momenti belli, periodi brutti, botta e risposta con la dirigenza, tensioni, strette di mano, silenzi, parole pesanti. All’interno di questo lago ci sono i presupposti per costruire la nuova avventura. Non importa se in Lega Pro o in D, la casa deve essere robusta e valida a prescindere. Pincione ha in testa gli elementi necessari per dividere il buono dal cattivo del passato, analizzare uomini e situazioni, rivedere, aggiustare il mondo dell’uccellaccio. E’ assolutamente in grado di procedere tamponando le crepe con l’ambiente che lo circonda, intuire gli errori e le ingenuità disseminate lungo la strada. Un anno è lungo ma è un granello di sabbia se confrontato con il domani. C’è un tempo per polemizzare, c’è il momento di risaldare gli animi. Ecco quel momento è adesso.
Coppa Passalacqua: Gavorrano vs San Vincenzo il fotoalbum della partita
Il fotoalbum della partita disputata tra Gavorrano e San Vincenzo
Coppa Passalacqua: Gavorrano vs San Vincenzo 2-2
GAVORRANO: Pagliuchi, Cinea, Muzzi, Montefusco, Lanzieri (3’ st La Spina) Cocciolo (21’ st Paladini), Gambazza, Catella, Laiolo (15’ st Fanciullacci), Porro, Agnelli. A disposizione: A. Giannoni, Pavin, Gabotti, Benassi. Allò. Cacitti.
SAN VINCENZO: Guerrieri, Rossi (25’ st Coscia), Burgalassi, Lazzerini, R. Giannoni, Valori (8’ st Gentili), Tonelli (8’ st Gualersi), Sorresina (25’ st Danti), Perillo (8’ st Ristori), Bussotti, Elezi. A disposizione: Pantani. All. Manetti.
ARBITRO: Argenti (assistenti Di Monaco e Rullo).
RETI: 34’ Cocciolo, 18’ st Bussotti, 30’ st Agnelli, 32’ st Bussotti.
NOTE: serata fredda e ventosa. Calci d’angolo 4-0 per il San Vincenzo. Recupero: 0’ + 4’.
GROSSETO Era già tutto previsto. Gavorrano ai quarti, San Vincenzo ai saluti. Partita concreta, reti di buona fattura, gioco veloce, emozioni, portieri in serata positiva, Bussotti e Montefusco in cattedra, pareggio giusto. I gialli di Cacitti si presentano con i giocatori meno impegnati in stagione, gli amaranto di Manetti propongono per la prima volta Bussotti titolare con il 10 dietro la maglia. Il ragazzino espone il suo calcio rapido, produttivo, veloce e sbrigativo, dando alla squadra quel qualcosa in più anche in fase di conclusione (doppietta) vero tallone d’Achille dei livornesi e causa della precoce eliminazione. Cacitti tiene fermi gli ammoniti lanciando nella notturna gli scalpitanti elementi della panchina. Al termine della gara il tecnico è apparso molto contrariato e indispettito: “Sono presuntuosi – ha detto – si sentono fenomeni e non lo sono, anzi sono scarsi. Se nel calcio non corri e non lotti vai poco lontano”. Parole incandescenti, che si abbinano a quelle proferite dopo il successo (3-2) sul Fonteblanda dove i ragazzi di Ripaldi hanno rischiato di pareggiare partendo dallo 0-3. Il riassunto stringato della cronaca. Gialli avanti al 38’: assist al bacio di Montefusco per Cocciolo, tiro che bacia il sette alla destra di Guerrieri. Ripresa. Bussotti (18’) parte dalla sinistra, stringe in area, diagonale fulminante alla sinistra di Pagliuchi, pareggio. Insiste il San Vincenzo arrivando vicinissimo al gol (26’), e a subire (30’) il contropiede del Gavorrano, che trova Agnelli misteriosamente solo in area, tocco di piatto e Gavorrano avanti. Sarebbe troppo severa la sconfitta Bussotti lo sa e al 32’ bilancia l’incontro. Questa la classifica conclusiva del girone B: Gavorrano 7, Nuova Grosseto e Fonteblanda 4, San Vincenzo 1. La Nuova Grosseto accede ai quarti ai danni del Fonteblanda dopo sorteggio. Stasera ritorna il girone B con Argentario (0 punti) – Castiglionese (1) alla loro terza notturna.
Coppa Passalacqua: Nuova Grosseto vs Fonteblanda il fotoalbum della partita
Il fotoalbum della partita disputata tra Nuova Grosseto e Fonteblanda
Il sorteggio solleva ai quarti la Nuova Grosseto (1-1)
NUOVA GROSSETO: Dani, Abbate (18’ st Presicci), Schiavo, Tartaglia (31’ st Ghizzani), Tistarelli, Lolli, Sassetti (14’ st Giommoni), Addis, Mazzieri, Molinari, Podestà (41’ st Baraldi). A disposizione: Granai, Corti, Biagini, Malcapi, Subissati. All. Bernabini.
FONTEBLANDA: Amerighi, Manzi (13’ st Giomarelli), Gallo (43’ st Santini), Mandragora, Dorso, Toninelli, Avanzati, Ricci, Ciarpi, Biagiotti, Cervetti. A disposizione: Arienti, Frulletti, Fiorini, Angeli, L. Marcelli, G. Marcelli. All. Ripaldi.
ARBITRO: R. Lampedusa (assistenti Giuggioli e A. Lampedusa).
RETI: 22’ st Molinari (rig.), 26’ st Mandragora.
NOTE: la Nuova Grosseto accede ai quarti di finale dopo il sorteggio effettuato a fine gara. Espulso Giommoni al 40’ st per gioco scorretto. Calci d’angolo 7-3 per il Fonteblanda. Recupero: 1’ + 4’.
GROSSETO Decide la giovanissima mano di Alessandra, che estrae la pallina con il nome della Nuova Grosseto. E’ l’epilogo di una situazione di assoluta parità creatasi, dopo due gare, nel girone B tra la Nuova e il Fonteblanda: stessi punti (3), stessa differenza reti (0) stesse reti segnate (3). Il regolamento non lascia interpretazioni, si ricorre al sorteggio. Inutile la richiesta di deroga inoltrata alla Figc dall’organizzazione dove si chiedeva di ricorrere ai calci di rigore. Domanda respinta. Al termine della notturna l’equilibrio non si è modificato (1-1) e Alessandra ha estratto la fatidica pallina. In pratica non ci sono stati ne vinti, ne vincitori in campo dove, per altro, è andata in scena una gara piacevole, emozionante e ben giocata dalle contendenti capaci di sciorinare calcio e geometrie. La prima frazione ha visto la partenza lanciata della Nuova con Amerighi capace di sventare con abilità e prontezza di riflessi su Molinari e Sassetti. I ragazzi di Ripaldi si scuotevano riuscendo a impensierire la Nuova con Mandragora, Ciarpi e Gallo dove Dani era bravissimo a mettere in corner. La ripresa ricalcava il primo tempo fino al 21’ quando Molinari si procurava il penalty che poi trasformava con freddezza. Al 25’ la Nuova arriva ad un millimetro dal raddoppio con Amerighi ancora provvidenziale sul colpo di testa di Lolli. Il Fonteblanda non calava di tono riuscendo a pareggiare al 26’ con Mandragora. La gara era vissuta con molti capovolgimenti di fronte, le squadre no abbassavano la guardia. L’ultima beffa per il Fonteblanda arrivava al 47’ con Santini che a zero metri dalla linea di porta deviava sul palo alla destra di Dani. Quindi la fine e il crudele sorteggio.
Stasera il già qualificato Gavorrano si incrocia con il già eliminato San Vincenzo nell’ultima sfida del girone. Questa la classifica attuale del girone B: Gavorrano 6, Fonteblanda e Nuova Grosseto 4, San Vincenzo 0.
Grosseto vs Olbia: Il fotoalbum della partita
Il fotoalbum della partita disputata tra Grosseto e Olbia. Scatti di Emanuela Monaci e Noemy Lettieri.
Il Grifone precipita
Stop alle suggestioni, stop ai sogni. L’uccellaccio precipita disintegrando cuore e passione, triturando fiducia, mortificando popolo e bandiere. L’Olbia ha meritato, senza se, senza ma. Non ci sono appigli, la cordata biancorossa resta seduta sul campo base, la cima è di altri. Orlandi parla di episodi: “Gara decisa da situazioni contrarie, risultate poi determinanti. E’ successo sulla prima e seconda rete dei sardi. Noi eravamo stati capaci di raddrizzare il risultato su calcio di rigore sfiorando il vantaggio al 45’ con Di Gennaro. Nella ripresa, dopo il raddoppio dell’Olbia, abbiamo cercato di allargare la loro difesa con Torri e Lavopa andati vicino al gol. Non siamo riusciti ad agguantare sul campo l’obiettivo prefissato. Ci Dispiace per la società e i tifosi. C’è scoramento. La squadra comunque ha fatto il suo dovere non mi sento assolutamente tradito dal gruppo. L’Olbia – conclude il tecnico – non ha corso più di noi ma ha corso meglio di noi”. Spetta a Di Gennaro il compito di spalancare meglio l’uscio di questa negativa semifinale. “Non abbiamo giocato da Grosseto, loro hanno meritato in pieno il successo. Quel gol su angolo ci ha spezzato le gambe e la testa. Non eravamo il solito Grifone. Volevamo portare avanti i playoff, non ci siamo riusciti dopo non aver mai mollato durante l’intero campionato”. Di Gennaro entra nei suoi territori fatti di cuore fantasia e assolute verità: “Quel mio pallone deviato dal portiere non meritava di entrare in porta, ribadisco cioè che la palla ha un’anima e quel vantaggio non lo meritavamo. Un ringraziamento speciale alla società un saluto particolare e caloroso ai tifosi a cui auguro che il Grosseto possa tornare nelle categorie che gli competono”. Se non è un addio ci si avvicina molto. Gli occhi di Zotti dietro gli occhiali parlano in silenzio: “Complimenti all’Olbia – sussurra – capace di prendere in mano le redini della gara. E’ una sconfitta pesante, forse potevamo fare di più negli ultimi 20’”. Infine Olivieri: “Le frasi sono inutili, loro sono stati più attenti e svegli di noi. Non siamo stati capaci di produrre l’assalto finale, eravamo confusi. Il raddoppio ci ha spento. Non eravamo come qualche settimana fa, il rinvio ci ha penalizzato”. E adesso? Tutto è nelle mani e nella testa della Grosseto Group.
Grosseto Vs Olbia: le pagelle
GAGNO 4: si fa sorprendere sul suo palo da un tiro non irresistibile di Caboni nel primo tempo, nella ripresa completa la frittata facendosi sorprendere dal calcio d’angolo di Cossu. Due errori gravi e decisivi che macchiano la sua prestazione e quella del Grosseto.
LIBUTTI 6,5: spinge con buona continuità nel primo tempo, arriva più volte sul fondo. Nella ripresa scala centralmente nella difesa a tre, tutto sommato uno dei migliori tra i biancorossi.
UNGARO 5: soffre molto la fisicità di Caboni, finisce per essere sostituito nel finale di partita.
(75° TORRI 5,5): una sola occasione per lui, una bella girata di sinistro che fa gridare al gol e che purtroppo termina a lato.
DIGIORGIO 5,5: prestazione poco lucida, Mastinu e Caboni creano diversi problemi al reparto difensivo del Grosseto.
MACIUCCA 5: alcuni errori evidenti con palloni persi che risultano fatali, vedi il secondo gol dell’Olbia. Spesso i problemi del Grosseto nascono dalla sua parte.
LAURIA 5,5: non brilla mai, un passo indietro rispetto alle ultime prestazioni che erano state molto convincenti.
(86° NICHELE S.V.): entra nel finale per cercare l’inserimento di testa, ma non ci riesce.
OLIVIERI 5,5: soffre molto sulla destra nel rombo di centrocampo, in pratica non entra mai in partita. Migliora leggermente quando passa al centro nel finale, ma in generale ci si aspettava di più da lui.
ZOTTI 6,5: finché ha benzina da spendere, è uno dei migliori, anche se commette qualche errore non da lui. Si procura e trasforma il rigore del momentaneo pareggio, forse la sua sostituzione arriva troppo presto.
(62° NAPPELLO 6): buono l’impegno sulla sinistra, mette diversi palloni al centro e salta l’uomo nell’uno contro uno, per quanto visto forse meritava di giocare titolare.
LAVOPA 6,5: forse il più brillante in assoluto, si rende pericoloso spesso con azioni personali che creano la superiorità numerica. Sfiora il pareggio nel finale.
PATIERNO 5: combina poco, spesso anticipato o sovrastato dai centrali avversari.
DI GENNARO 5,5: combatte generosamente come al suo solito, ma spreca un’ottima occasione nel finale del primo tempo calciando sul portiere in uscita.





