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🗣️ Indiani: “Servirà una grande prestazione. Responsabilità? Ce la teniamo stretta”

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Alla vigilia della trasferta di San
Donato, mister Paolo Indiani ha presentato la sfida che attende il Grosseto
nella consueta conferenza stampa pre gara, soffermandosi su condizione della
rosa, difficoltà dell’incontro e motivazioni delle due squadre.

🚑 Per quanto riguarda l’infermeria, l’allenatore biancorosso ha aggiornato sulle
condizioni di Bellini, protagonista di un episodio che testimonia lo spirito
del gruppo:
«Bellini è l’esempio della disponibilità di questi ragazzi: domenica
voleva continuare a giocare nonostante il problema al ginocchio, addirittura
era rientrato in campo con il crociato rotto. Bacciardi in settimana ha avuto
anche un po’ di febbre, ma speriamo di averlo a disposizione. Gli altri, a
eccezione di Guerrini, sono tutti disponibili».

🎯 Indiani non nasconde l’ambizione del Grosseto:
«Vorremmo vincere le due prossime partite. Se potessi chiuderei
a 44 punti. A San Donato una volta ne facemmo 41 e ci sembrava qualcosa di
straordinario. Ma quest’anno ogni partita è difficilissima, e quella di domani
lo sarà ancora di più».

⚔️ Sulla gara di domani, il tecnico si aspetta un avversario aggressivo e
organizzato:
«Il San Donato è una squadra che viene a prenderti
alta, che gioca su di te. Bisogna essere più bravi del solito. A Sansepolcro lo
siamo stati, ma domani dovremo fare ancora meglio».

🧠 Dal punto di vista tattico, Indiani non si aspetta grandi sorprese:
«Loro giocano più o meno sempre allo stesso modo
dall’inizio dell’anno. È chiaro che faranno gli accorgimenti necessari, così
come faremo noi».

⚖️ Un passaggio importante riguarda le diverse pressioni che accompagnano le due
squadre:
«È inutile ripetere che una squadra come loro, senza
problemi di classifica, gioca con uno spirito più libero. Noi invece abbiamo la
responsabilità dei tre punti. Ma siamo contenti di avere questi problemi e
vogliamo portarceli dietro fino alla fine».

📚 Indiani parla per esperienza personale:
«L’ho vissuto tante volte, anche a Pontedera. Quando
giochi libero, se vali sette fai sempre sette, se non di più. Quando invece
senti la pressione, a volte fai meno. Noi finora siamo stati bravissimi a fare
sette o anche di più, e vogliamo continuare».

🤝 Sull’assenza di Bellini e sulla gestione della rosa, il tecnico ribadisce la
fiducia nel gruppo:
«Abbiamo enorme fiducia in chi è a disposizione.
Bellini è un interprete importante del nostro modo di giocare, ma non è che
senza di lui si giochi in dieci. Chi ha giocato meno avrà spazio e ci
dimostrerà il proprio valore».

❤️ La trasferta di San Donato ha anche un sapore speciale per Indiani:
«È un piacere enorme tornare in un posto dove ho
vissuto due anni bellissimi. Lì mi hanno fatto ritrovare la voglia di allenare
dopo un periodo difficile. Sarò sempre riconoscente alla proprietà, alla città
e all’ambiente».

😄 Infine, una battuta su Bellini e sul suo percorso di recupero:
«Gli ho detto che deve essere pronto per la finale
Scudetto – scherza Indiani – ma la cosa più importante è che faccia la
riabilitazione con calma e nel modo giusto. Si torna più forti di prima. Noi lo
aspettiamo e non lo abbandoniamo».

⏱️ Domani il campo dirà se il Grosseto saprà ancora una volta rispondere presente,
con la consapevolezza di chi sa che la pressione è anche il segnale di qualcosa
di importante in gioco.

📋 Convocati: Ampollini,
Bacciardi, Benedetti, Brenna, Cardelli, Ciabuschi, Ciraudo, D’Ancona, Della
Latta, Disanto, Ferronato, Fiorani, Gerardini, Gonnelli, Italiano, Marcu,
Marzierli, Montini, Regoli, Riccobono, Romagnoli, Sabelli, Sacchini,
Santarelli, Tognetti.

⚽ San Donato Tavarnelle, solidità senza acuti: tre pareggi consecutivi nelle ultime gare

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Il San Donato Tavarnelle sarà il prossimo avversario dell’US Grosseto, atteso domenica dalla trasferta in terra fiorentina. La formazione gialloblù arriva all’appuntamento attraversando una fase di continuità di risultati, ma senza riuscire a ritrovare la vittoria nelle ultime settimane.

📊 𝗜𝗹 𝗿𝗲𝗻𝗱𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗿𝗲𝗰𝗲𝗻𝘁𝗲
Analizzando il percorso nelle ultime quattro partite, il San Donato ha raccolto una vittoria e tre pareggi, con i segni “X” che rappresentano i risultati più recenti. Dopo il successo esterno per 𝟮-𝟬 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗶𝗹 𝗦𝗶𝗲𝗻𝗮, datato 16 novembre, la squadra ha rallentato il passo, pareggiando consecutivamente contro 𝗖𝗮𝗻𝗻𝗮𝗿𝗮, 𝗚𝗵𝗶𝘃𝗶𝗯𝗼𝗿𝗴𝗼 e 𝗙𝗼𝗹𝗶𝗴𝗻𝗼, tutte gare terminate sul punteggio di 1-1. Un rendimento che racconta di una squadra difficile da superare, ben organizzata sul piano tattico e solida in fase difensiva, ma che nelle ultime uscite ha faticato a trasformare le buone prestazioni in vittorie. Il San Donato predilige il controllo dei ritmi e la gestione della gara, concedendo poco agli avversari.

🔍 𝗖𝗵𝗲 𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝘀𝗮𝗿𝗶𝗼 𝘀𝗮𝗿𝗮̀ 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗹 𝗚𝗿𝗼𝘀𝘀𝗲𝘁𝗼
Per il Grosseto si profila dunque una sfida da affrontare con grande attenzione e concentrazione. I biancorossi si troveranno di fronte una formazione compatta, reduce da una serie di risultati utili consecutivi, ma ancora alla ricerca del successo pieno.

🎟️ 𝗜𝗻𝗳𝗼 𝗯𝗶𝗴𝗹𝗶𝗲𝘁𝘁𝗶 – 𝗧𝗿𝗮𝘀𝗳𝗲𝗿𝘁𝗮
Per tutti i tifosi biancorossi che vorranno seguire la squadra in trasferta:
𝗣𝗿𝗲𝘃𝗲𝗻𝗱𝗶𝘁𝗮 𝗮𝗹 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗼 𝗱𝗶 € 𝟭𝟬,𝟬𝟬, disponibile fino a domani sera presso il 𝗕𝗮𝗿 𝗧𝗿𝗶𝗽𝗼𝗹𝗶
Il giorno della partita, biglietti acquistabili 𝗱𝗶𝗿𝗲𝘁𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗼 𝘀𝘁𝗮𝗱𝗶𝗼 𝗮𝗹 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗼 𝗱𝗶 € 𝟭𝟱,𝟬𝟬

Stop forzato per Bellini: lesione al crociato, tempi da definire

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US Grosseto 1912 comunica che il calciatore Filippo Bellini ha riportato una lesione di alto grado acuta del legamento crociato anteriore e del corno anteriore del menisco esterno durante la gara di domenica scorsa contro il Prato.
Il giocatore sarà sottoposto nei prossimi giorni a intervento chirurgico eseguito dal dott. Giuseppe De Angelis, consulente ortopedico della società.
I tempi di recupero verranno comunicati successivamente, una volta completate le valutazioni post-operatorie.
A Filippo va il nostro più grande in bocca al lupo per una pronta e completa guarigione.

Comunicato Ufficiale Us Grosseto 1912

Paolo Indiani: la forza silenziosa del gruppo

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Il nuovo allenatore dell’US Grosseto e la leadership che ha costruito 11 vittorie in Serie D

Nel mondo del calcio esistono allenatori che conquistano per la tattica, altri per il carisma, altri ancora per la prestazione estetica della squadra. Poi c’è Paolo Indiani, classe 1954, uomo pragmatico, concreto, capace di ottenere risultati ovunque sia passato. Con undici campionati di Serie D vinti, Indiani non è soltanto uno dei tecnici più vincenti della categoria: è un punto di riferimento per chi crede che il successo, prima ancora che dai moduli, nasca da una parola semplice e complessa: il gruppo.

Nel giugno 2025 ha accettato la sfida Grosseto. Una piazza ambiziosa, affamata di riscatto e profondamente legata al proprio territorio. Un terreno fertile per un allenatore che ha fatto della costruzione dell’identità collettiva la sua firma tecnica.

La vera forza del mister: la gestione umana
Chiedere a Indiani quale sia il segreto delle sue promozioni è quasi inutile. Non lo sentirete mai parlare di sé. Piuttosto, ti racconterà del gruppo, dei ragazzi, della società. È lì che si nasconde il cuore del suo metodo: nella convinzione che una squadra vincente non nasce dall’allenatore, ma dall’alchimia tra le persone.
La sua leadership non è autoritaria, ma autorevole. È un allenatore che ascolta, osserva, parla poco e al momento giusto. Conosce i tempi emotivi della squadra come un direttore d’orchestra: sa quando utilizzare la parola giusta per scuotere, e quando invece preferire il silenzio.

Benzina o acqua: la psicologia secondo Indiani
Indiani ha una caratteristica rara: sente il clima.Se la critica esterna tenta di ridimensionare la sua squadra, lui butta benzina sul fuoco. Sottolinea ciò che di positivo è stato fatto, assorbe gli attacchi, li trasforma in motivazione interna. È in quei momenti che la sua comunicazione diventa scudo, protezione, carburante psicologico.
Al contrario, quando tutto sembra funzionare, quando la squadra vola, quando tifosi e stampa iniziano a parlare di trionfi annunciati, allora Indiani versa acqua sul fuoco. Invita alla calma, richiama alla realtà, ricorda che nulla è scontato. Il suo obiettivo è semplice e fondamentale: evitare l’autocompiacimento, il nemico più pericoloso delle squadre vincenti.

L’arte della conferenza stampa
Indiani è un comunicatore raffinato. Non ama gli eccessi, parla in modo semplice ma domina il contesto. Le conferenze stampa con lui non sono mai banali: sceglie i temi, orienta gli argomenti, sposta l’attenzione dove ritiene strategico. Sa fare complimenti all’avversario, e lo fa con eleganza. Ma dietro quella cortesia c’è una precisa scelta comunicativa: far emergere ancora di più il valore del lavoro dei suoi giocatori.

È una forma di gioco psicologico, sottile ma efficace. Ogni parola ha un obiettivo: proteggere, unire, motivare.

Una “vecchia volpe” moderna
C’è chi lo definirebbe una vecchia volpe del calcio, nel senso più nobile del termine:esperienza, astuzia, calma, lucidità.
Eppure sarebbe riduttivo.Perché Indiani non si è limitato ad accumulare anni, ha saputo evolversi. Ha capito i cambiamenti del calcio e, soprattutto, quelli dei calciatori. La sua è una competenza fatta di campo, spogliatoio, errori e soluzioni. Una competenza viva.

Conclusione: al Grosseto è arrivato un costruttore
Paolo Indiani non è soltanto un allenatore: è un costruttore di mentalità.Dove arriva, porta ordine, identità, pazienza. E risultati. La storia dice che quando il mister prende in mano un progetto, non lo fa per restare spettatore: lo fa per guidarlo, plasmarlo e, spesso, portarlo in alto. Il Grosseto, oggi, non vanta solo un tecnico esperto ma anche un modo di interpretare il calcio. Un modo antico nel linguaggio, moderno nei contenuti: semplice, umano, vincente.

Grosseto – Prato: 1-0: il Pagellone del Grifone 👍👎

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👍 𝗦𝗼𝗹𝗶𝗱𝗶𝘁𝗮̀ 𝗗𝗶𝗳𝗲𝗻𝘀𝗶𝘃𝗮
Una prova concreta e ordinata, soprattutto nei momenti più complessi del primo tempo.
📍 Migliori in reparto: 𝗠𝗮𝗿𝗰𝘂 determinante con parate pesanti, una tra tutte quella su Cela, 𝗚𝗼𝗻𝗻𝗲𝗹𝗹𝗶 preciso e pulito nelle letture, abile ad annullare Rossetti, 𝗕𝗿𝗲𝗻𝗻𝗮 totale nella gestione difensiva e puntuale nelle ripartenze.

👍 𝗠𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗲 𝗚𝗲𝘀𝘁𝗶𝗼𝗻𝗲
Il Grosseto cambia faccia nella ripresa: più intensità, più equilibrio e maggiore convinzione.
📍 Merito anche di 𝗜𝗻𝗱𝗶𝗮𝗻𝗶, che legge la partita alla perfezione e con i cambi del secondo tempo ribalta energia e ritmo.

👍 𝗜𝗹 𝗚𝗼𝗹 𝗱𝗶 𝗚𝗲𝗿𝗮𝗿𝗱𝗶𝗻𝗶
Una palla gettata in area, sporca, velenosa: decisiva.
📍 Oltre al gol, 𝗚𝗲𝗿𝗮𝗿𝗱𝗶𝗻𝗶 è stato leader di personalità, equilibrio e cattiveria agonistica a centrocampo.

👍 𝗖𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼𝗰𝗮𝗺𝗽𝗼 𝗱𝗶 𝗖𝗼𝗿𝘀𝗮 𝗲 𝗖𝗼𝗿𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼
Tanta quantità, tanta pressione e giocate sempre utili alla squadra.
📍 𝗕𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮𝗿𝗱𝗶 si prende spazio, rischia, prova la conclusione e accompagna sempre l’azione con personalità.

👍 𝗧𝗶𝗳𝗼𝘀𝗲𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗣𝗿𝗮𝘁𝗼
Aldilà degli sfottò, che sono il sale del calcio, oggi meritano una menzione anche i lanieri per la loro presenza importante sugli spalti: tanti, compatti e rumorosi. Una curva che ha regalato colore e identità alla partita, creando una cornice che in Serie D, in trasferta, si vede raramente.

👎 𝗔𝗽𝗽𝗿𝗼𝗰𝗰𝗶𝗼 𝗮𝗹 𝗣𝗿𝗶𝗺𝗼 𝗧𝗲𝗺𝗽𝗼
Troppa sofferenza nella costruzione bassa e poca lucidità nel palleggio. Il Prato ha imposto il ritmo e il Grosseto ha dovuto stringere i denti.

👎 𝗢𝗰𝗰𝗮𝘀𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝗦𝗳𝗿𝘂𝘁𝘁𝗮𝘁𝗲
Se vogliamo cercare il pelo nell’uovo, dopo il gol del vantaggio ci sono stati momenti per chiuderla, il Grosseto si è reso pericoloso in più occasioni ma non è riuscito a trovare la zampata del KO.

👎 𝗜𝗻𝗳𝗼𝗿𝘁𝘂𝗻𝗶𝗼 𝗮 𝗕𝗲𝗹𝗹𝗶𝗻𝗶 𝗻𝗲𝗹 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗼 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼
Un episodio che ha costretto a una variazione tecnica e mentale anticipata rispetto ai piani gara. Sperando che per 𝗕𝗲𝗹𝗹𝗶𝗻𝗶, elemento fondamentale per il centrocampo biancorosso, non sia nulla di grave.

#USG1912 #GrossetoPrato #Pagellone #SerieD #ForzaGrosseto #TrePuntiPesanti #CuoreBiancorosso #RoadToSerieC #Calcio #Zecchini #OrgoglioMaremmano

📷 Grosseto – Prato: il fotoalbum della partita

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Tutti gli scatti della partita e del tifo presente in occasione della partita disputata tra Grosseto e Prato.

Grosseto – Prato 1-0: gli highlights

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Gli highlights della partita

Grosseto, vittoria da grande squadra: Prato piegato 1-0 in una sfida da Serie C

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Allo Zecchini oggi è andata in scena una partita che difficilmente verrà ricordata come una semplice gara di Serie D. Intensità, pubblico, ritmo e qualità hanno fatto pensare per lunghi tratti a una sfida di categoria superiore. E in questo contesto, il **Grosseto ha dimostrato ancora una volta di essere una squadra matura, cinica e capace di soffrire**, piegando un Prato brillante e mai domo grazie alla rete decisiva di Gerardini al 65’, arrivata in un match più complesso di quanto dicano classifica e pronostici. Con questo successo, il Grosseto vola a +13 proprio sui lanieri, ma il campo ha raccontato una partita equilibrata, in cui il Prato ha dimostrato di essere assolutamente all’altezza di una corazzata come quella di Indiani. E forse, proprio per questo, la vittoria odierna pesa come oro.

Primo tempo di sofferenza: Marcu decisivo
Il Grosseto prova a partire forte: dopo appena 2 minuti Bacciardi scalda i guanti di Furghieri e al 3’ i biancorossi hanno già collezionato tre corner. Ma il Prato non solo non arretra, anzi cresce minuto dopo minuto, pressando alto e costringendo il Grosseto a difendersi. Cesari e Cela mettono i brividi alla retroguardia maremmana, mentre Marcu si conferma una sicurezza respingendo tutto ciò che arriva nello specchio. L’occasione più grande per gli ospiti arriva al 42*: Cesari svetta di testa e sfiora il palo, mentre poco prima dell’intervallo una punizione interessante del Prato viene neutralizzata dalla barriera. Il primo tempo si chiude sullo 0-0, con il Grosseto costretto più a difendersi che a costruire: una sofferenza lucida, ordinata e da grande squadra.

Ripresa: il Grosseto cambia passo e colpisce
Indiani interviene subito con due cambi e la squadra sembra più equilibrata. Il Prato però non arretra: al 56’ Rossetti costringe ancora Marcu alla parata più importante della gara. È un campanello d’allarme, ma anche la scintilla che cambia il volto al match. Al 58’ il Grosseto sfiora il vantaggio con Marzierli, che schiaccia di testa da distanza ravvicinata sfiorando il palo. È l’anticamera del gol: minuto 65, rimessa laterale veloce, Gerardini riceve, sorprende la difesa e lascia partire un pallone velenoso che attraversa l’area e si insacca sul palo lontano. Lo Zecchini esplode: 1-0 e inerzia del match ribaltata. Da lì in avanti il Prato tenta la reazione, cambia assetto e attacca con generosità, ma il Grosseto diventa granitico e riparte con pericolosità. Marzierli ha un’altra colossale opportunità al 79’, mentre nel finale Bacciardi sfiora il raddoppio dalla distanza. Gli ultimi minuti sono lotta, gestione, cuore: la partita si chiude dopo 5’ di recupero con l’urlo liberatorio dei tifosi biancorossi.

Una vittoria dal peso enorme
Questo 1-0 è molto più di tre punti. È una prova di personalità, di maturità agonistica, di capacità di adattarsi al ritmo dell’avversario. Il Prato merita applausi: squadra ordinata, coraggiosa, intensa. Una formazione che, se manterrà questa identità, potrà togliersi molte soddisfazioni e continuare a competere ad alti livelli. Ma oggi, allo Zecchini, è stato il Grosseto a dimostrare di essere la formazione più completa, più esperta e più concreta: una squadra che sa soffrire quando serve e colpire quando conta. E in un campionato equilibrato come la Serie D, questa è forse la qualità più preziosa.

⚪️🔴 US Grosseto 1912 (4-3-1-2): Marcu; Della Latta, Gerardini, Marzierli, Bacciardi; Bellini, Montini, Benedetti; Gonnelli; Brenna, Ciraudo.
A disposizione: Romagnoli, Sabelli, Riccobono, Ampollini, Ciabuschi, Fiorani, Regoli, D’Ancona, Sartorelli.
Allenatore: Paolo Indiani

⚪🔵 AC Prato (4-3-1-2): Furghieri; Gioe, Rinaldini, Cela, Boccardi; Polvani, D’Orsi, Lattarulo, Berizzi; Cesari; Rossetti.
A disposizione: Fantoni, Iacoponi, Corsa, Limberti, Zanon, Verde, Andreoli, Greslin, Mencagli.
Allenatore: Simone Venturi
Arbitro: Mansour Faye (Brescia)
Assistenti: Davide Salinelli (Genova) e Marco Infante (Battipaglia)

Reti: 65’ Gerardini;
Ammoniti: Ciraudo; Berizzi; Boccardi; D’Orsi; Gerardini; Sabelli; D’Ancona; Ampollini; Rossetti;
Angoli: 5-8
Recupero: 2’ pt – 5’ st

#ForzaGrosseto #USG1912 #SerieD #CuoreBiancorosso #Zecchini #GrossetoPrato #Vittoria #Calcio #MatchDay #MaremmaOrgoglio #TrePuntiPesantissimi #RoadToSerieC

🔥 Grosseto-Prato, la vigilia secondo mister Indiani: “Siamo primi, giochiamo da primi. Domani serve l’aiuto di tutti.” Da Prato attesi 600 tifosi.

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Cresce l’attesa allo Zecchini per il big match di domani tra Grosseto e Prato, una sfida che vale molto più dei tre punti: vale identità, mentalità e consapevolezza. A presentare la gara è mister Paolo Indiani, che parte subito con un concetto chiaro: “Si è creato un clima strano: sembra che siano loro i primi con dieci punti di vantaggio. La realtà è un’altra: i primi siamo noi.”
Il tecnico biancorosso analizza la sfida con rispetto per il valore dell’avversario, ma senza mai uscire dalla linea guida che sta caratterizzando questa stagione: determinazione, lucidità e zero alibi.

⚔️ “Il Prato è forte, anche loro hanno un ottimo organico.”
Indiani non nega la qualità dei toscani: “Hanno un attacco di valore, quattro giocatori importanti e un organico numericamente e tecnicamente paragonabile al nostro. Sono una squadra forte, partita con qualche ritardo e questo probabilmente ha influito sui risultati iniziali, soprattutto fuori casa.”
Ma subito dopo aggiunge, con fermezza: “Se loro sono la seconda come organico, significa che noi siamo la prima. E domani dobbiamo dimostrarlo.”

🔥 Testa fredda, cuore caldo
Il mister non vuole distrazioni, né calcoli strategici: “Non andiamo in campo per accontentarci o per gestire il vantaggio. Noi proveremo a vincere. Un pareggio? Solo se la partita dirà questo, non certo come obiettivo iniziale.”
E lancia una provocazione: “Con l’entusiasmo che hanno creato loro, se dovessero uscire con un risultato parzialmente positivo, sembrerà quasi una vittoria. Bene: noi dobbiamo impedire questo film.”

🏆 “Siamo primi, e non per caso.”
Il Grosseto viaggia con un ruolino impressionante, che Indiani ricorda con orgoglio senza mai cadere nella presunzione: “Dopo quattordici giornate abbiamo 35 punti. Significa che stiamo facendo qualcosa di importante. Abbiamo sbagliato pochissimo, la squadra è matura, solida, consapevole.”

🔴⚪ Domani servirà anche il dodicesimo uomo: i tifosi
Il mister, alla fine, si rivolge direttamente alla città: “Domani ci sarà una cornice straordinaria. Ne abbiamo bisogno. Più siamo, più questa squadra si sentirà grande.”

🎟️ Lo Zecchini risponderà: ma serve anticipo ai botteghini
La cornice di pubblico si preannuncia caldissima. Alla chiusura della prevendita risultano oltre 600 tifosi ospiti provenienti da Prato, dato che conferma l’importanza della gara e che renderà ancora più prezioso il supporto biancorosso.
La società ricorda che, a causa delle procedure di sicurezza richieste dalla questura per la raccolta dati, l’acquisto del biglietto potrebbe richiedere tempo ai botteghini.

👉 Si invitano quindi tutti i tifosi ad acquistare il biglietto in anticipo per evitare code e assicurarsi di entrare allo stadio senza disagi e senza perdere nemmeno un secondo della partita.

📋 I convocati da mister Paolo Indiani:
Ampollini, Bacciardi, Bellini, Benedetti, Brenna, Cardelli, Ciabuschi, Ciraudo, D’Ancona, Della Latta, Ferronato, Fiorani, Gerardini, Gonnelli, Italiano, Marcu, Marzierli, Montini, Regoli, Riccobono, Romagnoli, Sabelli, Sacchini, Santarelli, Sartorelli, Tognetti.
#ForzaGrifone #USG #Grosseto #OrgoglioMaremmano #SerieDgirE #GrossetoPrato #UnitiSiVince #Tifosi #CuoreBiancorosso #Zecchini #Calcio #Passione #GrifoniSempre

❤️🤍 𝗡𝗼𝗻 𝗲̀ 𝘀𝗼𝗹𝗼 𝘂𝗻𝗮 𝗺𝗮𝗴𝗹𝗶𝗮

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Ci sono territori che non si limitano a esistere sulla carta geografica: respirano, parlano, resistono. La 𝗠𝗮𝗿𝗲𝗺𝗺𝗮 è uno di questi. Non si lascia capire al primo sguardo, non si offre, pretende rispetto prima ancora di concedersi. Chi ci è nato lo sa non siamo diventati così per caso. Siamo il risultato di secoli di sottomissione, isolamento, fatica e orgoglio.

Per generazioni questa terra è stata temuta più che amata. Epidemie, paludi, solitudine. C’è stato un tempo in cui il solo viverci era un atto di coraggio. E non tutti avevano parole gentili da dedicare ai nostri antenati. “𝘘𝘶𝘢𝘭𝘤𝘶𝘯𝘰” ci definì così:

“𝘜𝘰𝘮𝘪𝘯𝘪 𝘮𝘢𝘭𝘦𝘥𝘦𝘵𝘵𝘪, 𝘯𝘦𝘧𝘢𝘯𝘥𝘪, 𝘧𝘪𝘨𝘭𝘪𝘰𝘭𝘢𝘯𝘻𝘢 𝘥𝘪 𝘷𝘪𝘱𝘦𝘳𝘦 𝘦 𝘴𝘦𝘳𝘱𝘦𝘯𝘵𝘢𝘤𝘤𝘪 𝘵𝘰𝘳𝘵𝘶𝘰𝘴𝘪… 𝘨𝘦𝘯𝘦𝘳𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘪𝘯𝘧𝘭𝘦𝘴𝘴𝘪𝘣𝘪𝘭𝘦 𝘦 𝘱𝘪𝘶̀ 𝘥𝘶𝘳𝘢 𝘥𝘦𝘭 𝘮𝘢𝘤𝘪𝘨𝘯𝘰, 𝘯𝘰𝘯 𝘱𝘪𝘦𝘨𝘢𝘣𝘪𝘭𝘦 𝘯𝘦́ 𝘱𝘦𝘳 𝘣𝘭𝘢𝘯𝘥𝘪𝘻𝘪𝘦 𝘯𝘦́ 𝘱𝘦𝘳 𝘮𝘪𝘯𝘢𝘤𝘤𝘦.”

E forse in quelle parole c’è più verità di quanto sembri. Siamo duri, sì. Siamo schietti, diffidenti, testardi. Ma siamo anche capaci di difendere ciò che amiamo con una tenacia che non cede, nemmeno quando sarebbe più semplice lasciar perdere.

Per questo, la maglia del Grosseto non è un semplice simbolo sportivo ma il filo che lega passato e presente, è memoria che cammina, è 𝗼𝗿𝗴𝗼𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗺𝗮𝗿𝗲𝗺𝗺𝗮𝗻𝗼 trasformato in colore, sudore e voce. Dentro quella maglia c’è la stessa terra che i nostri antenati hanno strappato alla palude. Ci sono le pietre dei borghi, il sale della costa e la polvere delle campagne. C’è l’identità di chi non chiede il permesso per esistere.

Chi tifa questi colori, ogni volta che il Grifone scende in campo, non vede undici giocatori ma tutta la 𝗠𝗮𝗿𝗲𝗺𝗺𝗮. E ogni volta che qualcuno la indossa, non porta addosso un logo e due colori, porta una storia.

𝗣𝗲𝗿 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝘀𝗼𝗹𝗼 𝘂𝗻𝗮 𝗺𝗮𝗴𝗹𝗶𝗮.
È una promessa che si rinnova ogni volta che entra in campo.
È la voce di chi c’era, di chi c’è e di chi verrà.
E finché continueremo a sentirla così, come parte di noi, 𝗶𝗹 𝗚𝗿𝗶𝗳𝗼𝗻𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗮𝗿𝗮̀ 𝗺𝗮𝗶 𝘀𝗼𝗹𝘁𝗮𝗻𝘁𝗼 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝗾𝘂𝗮𝗱𝗿𝗮 𝗺𝗮 𝘀𝗮𝗿𝗮̀ 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗠𝗮𝗿𝗲𝗺𝗺𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗺𝗲𝘁𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝗹𝗼𝘁𝘁𝗮𝗿𝗲.

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