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Il Grifone espugna Altopascio: Marzierli firma l’1-0, il Grosseto vola a +11

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Il Grosseto passa ad Altopascio con una vittoria importante. Finisce 1-0 per i biancorossi, decide Edoardo Marzierli al 31’ della ripresa, su assist di Riccobono, entrato nella seconda parte di gara e autentico spartiacque del match. Una partita tattica, bloccata nel primo tempo, ma con il Grosseto che ha sempre dato l’impressione di avere qualcosa in più.

Primo tempo: equilibrio e tensione
La gara si apre su ritmi controllati. Il Tau prova a chiudere gli spazi, il Grosseto palleggia con pazienza, senza forzare. Poche occasioni nitide, ma la sensazione che i biancorossi abbiano maggiore qualità nella gestione. Dietro, Brenna e Gonnelli alzano il muro. Tutto ciò che passa dalla zona centrale viene sistematicamente neutralizzato. Il Tau prova ad appoggiarsi sulle ripartenze, ma trova una coppia di centrali semplicemente impeccabile.

Secondo tempo: cresce il Grosseto
Nella ripresa cambia l’inerzia. Il Grosseto alza il baricentro, aumenta la pressione e comincia a spingere con continuità. Il Tau arretra, fatica a ripartire. Prima del vantaggio c’è già un campanello d’allarme: Cabella si supera con una prodezza che nega il gol ai biancorossi. Ma è solo il preludio. L’ingresso di Riccobono dà energia e qualità negli ultimi metri. Strappi, personalità, verticalizzazioni. È lui a spaccare la partita.
Al 31’ della ripresa arriva l’episodio che decide tutto: Riccobono inventa, Marzierli attacca lo spazio con tempismo perfetto e non perdona. Palla in rete. 1-0 Grosseto.
Un gol da attaccante vero, dal peso specifico enorme.
E l’immagine che accompagna questa vittoria dice tutto:
Marzierli con le braccia alzate, pugni stretti, urlo liberatorio. La fascia sul braccio, il sudore sul volto, la determinazione negli occhi. Dietro di lui i compagni che lo abbracciano. È l’espressione di una squadra che prima di tutto è gruppo

Muro biancorosso
Se davanti decide Marzierli, dietro è una prova di forza collettiva. Brenna e Gonnelli annullano ogni tentativo del Tau. Precisione negli interventi, letture perfette, zero sbavature. Una prestazione da manuale.
Il Tau viene fermato sistematicamente. Non riesce mai a trovare lo spiraglio giusto.
Vincere ad Altopascio non era semplice. Farlo con così, controllando la partita e colpendo nel momento decisivo, vale doppio.
Tre punti che pesano, che lanciano il Grosseto a +11 dallo stesso Tau, raggiunto dal Seravezza, a 10 giornate dalla fine del campionato.

Due pullman sì. Il terzo no. E adesso qualcuno dovrebbe spiegare il perché.

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Tutto ok per i due pullman organizzati dal Club Portavecchia i quali sono regolarmente disponibili. La macchina organizzativa ha funzionato e la risposta dei tifosi è stata straordinaria e rapida.

Il problema però riguarda il terzo pullman richiesto da un altro gruppo di tifosi organizzati.

C’erano le richieste.

C’erano i tifosi pronti a salire.

C’era perfino l’autista disponibile a guidarlo quel pullman.

Eppure, secondo quanto riferito, Autolinee Toscane avrebbe rifiutato di mettere a disposizione il mezzo. Non per mancanza di personale. Non per indisponibilità tecnica. Ma per una decisione aziendale che, al momento, lascia perplessi.

Qui non si tratta di polemica sterile. Si tratta di una comunità che si muove, che si organizza, che risponde in massa. E quando la domanda supera l’offerta, la risposta naturale dovrebbe essere agevolare, non bloccare, soprattutto se si parla di servizi pubblici, se si parla di raggruppare 50 persone su di un unico mezzo anziché farli partire con almeno 10/12 auto proprie.

Perché negare un mezzo quando c’è richiesta concreta e copertura organizzativa?

Perché fermare un’iniziativa che nasce dall’entusiasmo e dalla passione?

Adesso serve chiarezza. Perché quando c’è entusiasmo, quando c’è rispetto delle regole, quando c’è un’organizzazione seria alle spalle, dire no senza spiegazioni rischia di trasformarsi in un autogol.

La palla, ora, passa a chi ha preso questa decisione. ⚪🔴

Grosseto-Tau partita che vale il campionato: ma è normale giocarla in uno stadio da 300 posti?

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Domenica 15 febbraio non sarà una domenica qualsiasi per il campionato di Serie D. Ad 𝗔𝗹𝘁𝗼𝗽𝗮𝘀𝗰𝗶𝗼 va in scena una sfida che profuma di bivio stagionale: Grosseto, capolista con 56 punti, contro il 𝗧𝗮𝘂 𝗖𝗮𝗹𝗰𝗶𝗼 𝗔𝗹𝘁𝗼𝗽𝗮𝘀𝗰𝗶𝗼, secondo a quota 48.

Una vittoria biancorossa potrebbe chiudere virtualmente il campionato. Una vittoria del Tau, al contrario, lo riaprirebbe almeno in parte, rendendo il finale molto più combattuto.

Fin qui, tutto normale. Il problema nasce quando si sposta l’attenzione dal campo alle tribune.

Lo stadio di Altopascio ha una c𝗮𝗽𝗶𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗹𝗲𝘀𝘀𝗶𝘃𝗮 𝗱𝗶 𝗰𝗶𝗿𝗰𝗮 𝟯𝟬𝟬 𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶. Un dato già di per sé anomalo per una partita di questo peso, in un campionato come la Serie D.

Ai tifosi biancorossi sono stati riservati 𝟮𝟮𝟯 𝘁𝗮𝗴𝗹𝗶𝗮𝗻𝗱𝗶. Un numero che, sulla carta, sembra importante. Ma che diventa improvvisamente fragile se rapportato alla realtà.

I tifosi del Grosseto sono imprevedibili, lo sappiamo. E quando la posta in palio è così alta, la risposta può trasformarsi in un vero e proprio esodo. Basta guardare a quanto accaduto la scorsa stagione a Siena: 𝟲𝟱𝟬 𝘁𝗶𝗳𝗼𝘀𝗶 𝗯𝗶𝗮𝗻𝗰𝗼𝗿𝗼𝘀𝘀𝗶 in trasferta, con il settore ospiti riempito ben oltre le aspettative. Oggi, a poco meno di una settimana dalla partita, 𝗰𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗶𝗮̀ 𝗱𝘂𝗲 𝗽𝘂𝗹𝗹𝗺𝗮𝗻 𝗼𝗿𝗴𝗮𝗻𝗶𝘇𝘇𝗮𝘁𝗶, circa 110 persone. E siamo solo all’inizio.

È lecito pensare che molti altri possano mettersi in viaggio con mezzi propri. Ed è proprio qui che nasce la domanda, semplice e diretta:

𝗽𝗼𝘀𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗵𝗶 𝗵𝗮 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗼𝗻𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝘀𝘂𝗹𝗹’𝗼𝗿𝗱𝗶𝗻𝗲 𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗮 𝗽𝗿𝗲𝘃𝗲𝗱𝗲𝗿𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝗶𝘁𝘂𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗴𝗲𝗻𝗲𝗿𝗲 𝗲 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝘃𝗲𝗻𝗶𝗿𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼?

Una gara che può decidere il campionato, non meriterebbe forse un impianto adeguato, capiente, sicuro? Davvero bisogna aspettare che si crei una criticità per poi correre ai ripari?

Prevedere e prevenire dovrebbe essere la regola, non l’eccezione. Soprattutto quando i segnali sono sotto gli occhi di tutti.

Perché il calcio è passione, è entusiasmo, è partecipazione. Ma è anche responsabilità. E certe situazioni, se non gestite per tempo, rischiano di trasformare una grande giornata di sport in qualcosa che nessuno vuole vedere.

𝗚𝗿𝗼𝘀𝘀𝗲𝘁𝗼 𝘃𝘀 𝗧𝗿𝗲𝘀𝘁𝗶𝗻𝗮: 𝗧𝗿𝗲 𝗽𝘂𝗻𝘁𝗶 𝗰𝗼𝗻 𝗶𝗹 𝗰𝘂𝗼𝗿𝗲

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Non è stata la partita più scintillante della stagione, soprattutto nei primi quarantacinque minuti, ma il Grosseto ha dimostrato ancora una volta di che pasta è fatto. Contro un Trestina ordinato, compatto e tutt’altro che arrendevole, i biancorossi hanno saputo stringere i denti, soffrire e colpire nel momento decisivo, portando a casa una vittoria pesantissima in chiave classifica.

Al “Carlo Zecchini” finisce 2-1 per l’US Grosseto 1912, con il gol decisivo che arriva addirittura al 93’, quando ormai la partita sembrava destinata a chiudersi in parità. Un successo che vale più dei semplici tre punti: vale per il carattere, per la reazione dopo il pari subito e per la capacità di crederci fino all’ultimo secondo.

𝗣𝗿𝗶𝗺𝗼 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼 𝗱𝗶 𝗳𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮, 𝗽𝗼𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗲𝗿𝘁𝗲𝘇𝘇𝗲
Il Grosseto prova a fare la partita fin dall’avvio, ma la manovra è spesso lenta e prevedibile. Le conclusioni di Disanto, Bacciardi e Sacchini non impensieriscono più di tanto Migliorati, mentre il Trestina si rende pericolosissimo al 25’, quando un errore in uscita di Marcu spalanca la porta a Mercuri, che incredibilmente calcia fuori a porta vuota. Un brivido che fotografa un primo tempo più nervoso che brillante, chiuso tra le proteste biancorosse per un tocco di mano in area non sanzionato dall’arbitro.

𝗥𝗶𝗽𝗿𝗲𝘀𝗮: 𝗰𝘂𝗼𝗿𝗲, 𝗹𝗼𝘁𝘁𝗮 𝗲 𝘂𝗻 𝗳𝗶𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗮 𝗳𝗶𝗹𝗺
Nella ripresa il Grosseto alza ritmo e intensità. Dopo una grande occasione non sfruttata da Marzierli e Sabelli, al 62’ arriva il meritato vantaggio: pennellata di Montini dalla destra e incornata vincente di Marzierli, che fa esplodere lo stadio. Sembra il momento buono, ma il calcio sa essere crudele: dieci minuti dopo Marcu interviene su Mercuri, per l’arbitro è rigore e Giuliani dal dischetto non sbaglia.

Il pari non spegne il Grosseto, anzi. I biancorossi continuano a spingere, rischiano sul palo esterno di Confessore, ma non smettono mai di crederci. Indiani pesca dalla panchina, rimescola le carte e nel recupero arriva l’episodio che decide la gara: al 93’ Montini disegna l’ennesimo cross della sua partita e Sabelli, con un perfetto colpo di testa, infila il pallone alle spalle di Migliorati. È il gol della liberazione, della rabbia trasformata in gioia, del gruppo che non molla mai.

𝗧𝗿𝗲 𝗽𝘂𝗻𝘁𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗽𝗲𝘀𝗮𝗻𝗼
Il 2-1 finale racconta di un Grosseto forse imperfetto, ma tremendamente vivo. Una squadra che sa soffrire, che accetta la battaglia e che, quando serve, tira fuori l’anima. Contro un Trestina organizzato e difficile da affrontare, i biancorossi conquistano una vittoria fondamentale, dimostrando che questa stagione si può costruire anche, e soprattutto, con il cuore.
E alla fine, sotto la curva, conta solo una cosa: il Grosseto c’è, lotta, cade, si rialza… e vince. Con la testa, ma soprattutto con il cuore.

𝗨𝗦 𝗚𝗿𝗼𝘀𝘀𝗲𝘁𝗼 𝟭𝟵𝟭𝟮 – 𝗦𝗽𝗼𝗿𝘁𝗶𝗻𝗴 𝗧𝗿𝗲𝘀𝘁𝗶𝗻𝗮 𝟮-𝟭 (𝟬-𝟬)

⚪️🔴 𝗨.𝗦. 𝗚𝗥𝗢𝗦𝗦𝗘𝗧𝗢 𝟭𝟵𝟭𝟮 (𝟯-𝟰-𝟭-𝟮)
Marcu, Sacchini (61’ Benedetti), Sabelli, Gonnelli (81’ Ampollini), Disanto (89’ Riccobono), Bacciardi, Montini, Regoli (81’ Malva), Brenna, D’Ancona (81’ Ciraudo), Marzierli.
𝗔 𝗱𝗶𝘀𝗽𝗼𝘀𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲: Romagnoli, Masini, Riccobono, Benedetti, Ampollini, Malva, Guerrini, Fiorani, Ciraudo.
𝗔𝗹𝗹𝗲𝗻𝗮𝘁𝗼𝗿𝗲: Paolo Indiani

⚪️⚫️ 𝗦𝗣𝗢𝗥𝗧𝗜𝗡𝗚 𝗖𝗟𝗨𝗕 𝗧𝗥𝗘𝗦𝗧𝗜𝗡𝗔 (𝟱-𝟰-𝟭)
Migliorati, Scartoni (63’ Bussotti), De Meio (69’ Dottori), Sensi, Mercuri, Lucchese (81’ Russo), Nouri, Priore (73’ Confessore), Giuliani, Principe (85’ Ferri Marini), Ferrarese.
𝗔 𝗱𝗶𝘀𝗽𝗼𝘀𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲: Bonifacio, Ubaldi, Bussotti, Ferri Marini, Tolomello, Dottori, Granturchelli, Russo, Confessore.
𝗔𝗹𝗹𝗲𝗻𝗮𝘁𝗼𝗿𝗲: Simone Calori

𝗔𝗿𝗯𝗶𝘁𝗿𝗼: Sig. Domenico Mascolo di Castellammare di Stabia
𝗔𝘀𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗻𝘁𝗶: Sig. Leonardo Valenti di Roma 2; Sig. Marco Tundo di Roma 2
𝗥𝗲𝘁𝗶: 62’ Marzierli; 72’ Mercuri; 93’ Sabelli
𝗔𝗺𝗺𝗼𝗻𝗶𝘁𝗶: 64’ Calori; 72’ Giuliani; 76’ Sabelli; 84’ Mercuri; 90’ Russo;
𝗔𝗻𝗴𝗼𝗹𝗶: 8-1

Recupero: 3’ pt + 5’ st

Una città che non sa cosa vuole

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C’è un modo corretto di raccontare le notizie e ce n’è uno strumentale. In mezzo, purtroppo, ci sta quasi sempre il rumore dei social, dove il giudizio arriva prima dei fatti e le sentenze vengono emesse senza appello. È quello che è successo anche con la recente scomparsa del logo Lamioni Holding dalle maglie della Fiorentina: una vicenda complessa, trattata da molti in modo semplicistico, dando per scontato chi abbia torto e chi ragione.

Raccontare questa notizia esclusivamente in chiave negativa, assumendo automaticamente che la Holding sia dalla parte del torto e che la richiesta della Fiorentina sia legittima, non è informazione: è narrazione orientata. Può darsi che le cose stiano davvero così, ma non è affatto scontato. E soprattutto, finché non ci sono elementi chiari e definitivi, il minimo sindacale sarebbe mantenere equilibrio e prudenza.

In questi giorni qualcuno mi ha chiesto perché non abbia parlato di questa vicenda e perché, più in generale, io “trascuri” le notizie che riguardano presunti debiti delle società riconducibili a Lamioni. Le risposte sono tre, semplici e lineari.

La prima: io parlo dell’US Grosseto, non della Fiorentina. La seconda: se si decide di parlare di debiti, per onestà intellettuale bisognerebbe parlare anche dei crediti. Raccontare solo una metà della storia serve a costruire una tesi, non ad informare. La terza: se si vuole fare un parallelo sulla cessazione di una sponsorizzazione per presunti mancati pagamenti, allora sarebbe corretto ricordare anche come è finita la storia di Distretti Ecologici, sponsor che avrebbe dovuto garantire enormi entrate e un
futuro radioso al Grosseto. Di quello, però, non parla nessuno.

Ed è qui che si arriva al punto centrale: Grosseto è una città che, sportivamente parlando, non sa cosa vuole.

C’è una parte dell’ambiente che continua a “pressare” sull’idea che Lamioni sia in seria difficoltà economica, sostenendo che non si possa stare zitti o fermi a guardare. Ma allora la domanda nasce spontanea: ad una squadra che ha collezionato 53 punti in 22 partite, è sola al comando con sei lunghezze di vantaggio sulla seconda, con un gruppo squadra e un allenatore che trasmettono serenità e solidità, cosa dovrebbe essere criticato oggi?

Perché minare questo equilibrio con continui attacchi mediatici, soprattutto sui social? Cui prodest? A chi giova destabilizzare l’ambiente mentre il campo sta dando risposte inequivocabili?

E soprattutto: qual è l’alternativa? Continuare ad attaccare, alimentando dubbi e sospetti? Oppure fare la cosa più razionale e, forse, più matura: lasciare l’ambiente tranquillo, sostenere la squadra fino al raggiungimento della sospirata promozione in Serie C e poi, a bocce ferme, valutare tutto il resto?

Anche perché oggi nessuno può dire con certezza quale sia la strategia della società. Potrebbe, nonostante le chiacchiere, non avere problemi a concludere questo campionato e a sostenere serenamente il prossimo in Serie C con un progetto ambizioso. Oppure potrebbe già esistere un accordo per una cessione una volta centrato l’obiettivo. Sono tutte ipotesi. Ma sono ipotesi che si valutano dopo, se mai ce ne fosse bisogno, non mentre la squadra corre.

Una cosa però è certa: se si decide di attaccare Lamioni, allora serve un piano “b”. Subito. Chi propone lo scontro deve avere il coraggio di dire quale sarebbe l’alternativa concreta, sostenibile, credibile. Altrimenti non è critica: è solo rumore.

Grosseto deve decidere cosa vuole, sotto il profilo sportivo. Senza ambiguità. O si sta con il Grosseto, tutelandone il presente e il risultato sul campo, oppure si sceglie di stare contro, assumendosene la responsabilità. Quello che non è più accettabile è il gioco dei “falsi tifosi”: quelli che dicono di amare il Grifone mentre, nei fatti, lavorano ogni giorno per indebolirlo.

Perché una città che non sa cosa vuole, alla fine, rischia di perdere proprio ciò che dice di voler difendere.

Camaiore si conferma bestia nera, terza sconfitta stagionale per i biancorossi

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Il Grosseto esce sconfitto da Camaiore al termine di una gara che, nei numeri e nell’inerzia, ha visto i biancorossi fare la partita per lunghi tratti. Il Camaiore, però, si conferma avversario ostico e cinico: poche ripartenze, ma decisive.

Il Grosseto domina territorialmente, gioca quasi sempre nella metà campo avversaria e costruisce gioco con continuità, pagando però a caro prezzo le difficoltà nel trovare la conclusione. Pesano i troppi errori nell’ultimo passaggio e la scarsa precisione al tiro, elementi che impediscono di trasformare il predominio in occasioni nitide.

I padroni di casa, fedeli alla propria identità, attendono e colpiscono in transizione: è proprio su una delle poche ripartenze che il Camaiore trova l’episodio decisivo, mettendo in difficoltà una difesa costretta a rincorrere.

Non mancano le polemiche arbitrali. Nel primo tempo il Grosseto reclama un calcio di rigore per l’atterramento di Marzierli, mentre le proteste biancorosse si accendono anche in occasione del penalty concesso ai padroni di casa per l’evidente posizione di fuori gioco dell’attaccante del Camaiore e perché oltretutto sembrerebbe che il fallo commesso da Marcu avvenga fuori area.

Resta l’amaro in bocca per una partita interpretata con personalità ma senza concretezza: contro un Camaiore cinico, il Grifone paga la mancanza di lucidità negli ultimi sedici metri e incassa la terza sconfitta stagionale. Ora testa al prossimo impegno, con la necessità di ritrovare efficacia sotto porta.

Dentro la 22ª giornata: le nostre sensazioni

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𝗖𝗮𝗺𝗮𝗶𝗼𝗿𝗲 𝗖𝗮𝗹𝗰𝗶𝗼 𝘃𝘀 𝗚𝗿𝗼𝘀𝘀𝗲𝘁𝗼 𝟭𝟵𝟭𝟮
Sfida di buon livello. Il Camaiore resta squadra organizzata ma vive un momento meno brillante, mentre il Grosseto arriva con continuità, solidità e numeri da capolista.
🔍 𝘚𝘦𝘯𝘴𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘧𝘪𝘯𝘢𝘭𝘦: 𝘎𝘳𝘪𝘧𝘰𝘯𝘦 𝘤𝘰𝘯 𝘱𝘢𝘴𝘴𝘰 𝘴𝘶𝘱𝘦𝘳𝘪𝘰𝘳𝘦, 𝘮𝘢 𝘱𝘢𝘳𝘵𝘪𝘵𝘢 𝘥𝘢 𝘢𝘧𝘧𝘳𝘰𝘯𝘵𝘢𝘳𝘦 𝘤𝘰𝘯 𝘢𝘵𝘵𝘦𝘯𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦.

𝗖𝗮𝗻𝗻𝗮𝗿𝗮 𝘃𝘀 𝗩𝗶𝘃𝗶 𝗔𝗹𝘁𝗼𝘁𝗲𝘃𝗲𝗿𝗲 𝗦𝗮𝗻𝘀𝗲𝗽𝗼𝗹𝗰𝗿𝗼
Scontro diretto in zona bassa. Il Cannara continua a vivere un momento nerissimo, il Sansepolcro fatica ma arriva almeno da qualche pareggio recente.
🔍 𝘚𝘦𝘯𝘴𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘧𝘪𝘯𝘢𝘭𝘦: 𝘨𝘢𝘳𝘢 𝘱𝘦𝘴𝘢𝘯𝘵𝘦 𝘴𝘶𝘭 𝘱𝘪𝘢𝘯𝘰 𝘮𝘦𝘯𝘵𝘢𝘭𝘦, 𝘯𝘦𝘳𝘷𝘰𝘴𝘢 𝘦 𝘣𝘭𝘰𝘤𝘤𝘢𝘵𝘢.

𝗙𝗼𝗹𝗹𝗼𝗻𝗶𝗰𝗮 𝗚𝗮𝘃𝗼𝗿𝗿𝗮𝗻𝗼 𝘃𝘀 𝗣𝗿𝗮𝘁𝗼
Due squadre in difficoltà di risultati. Il Gavorrano alterna troppo, il Prato fatica a trovare continuità ma resta più solido nel complesso.
🔍 𝘚𝘦𝘯𝘴𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘧𝘪𝘯𝘢𝘭𝘦: 𝘱𝘢𝘳𝘵𝘪𝘵𝘢 𝘢𝘱𝘦𝘳𝘵𝘢, 𝘤𝘰𝘯 𝘦𝘲𝘶𝘪𝘭𝘪𝘣𝘳𝘪𝘰 𝘦 𝘮𝘢𝘳𝘨𝘪𝘯𝘪 𝘳𝘪𝘥𝘰𝘵𝘵𝘪.

𝗢𝗿𝘃𝗶𝗲𝘁𝗮𝗻𝗮 𝗖𝗮𝗹𝗰𝗶𝗼 𝘃𝘀 𝗦𝗲𝗿𝗮𝘃𝗲𝘇𝘇𝗮 𝗣𝗼𝘇𝘇𝗶 𝗖𝗮𝗹𝗰𝗶𝗼
Entrambe arrivano da risultati alterni. L’Orvietana in casa prova a spingere, il Seravezza resta squadra compatta ma meno continua rispetto a qualche settimana fa.
🔍 𝘚𝘦𝘯𝘴𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘧𝘪𝘯𝘢𝘭𝘦: 𝘨𝘢𝘳𝘢 𝘦𝘲𝘶𝘪𝘭𝘪𝘣𝘳𝘢𝘵𝘢, 𝘥𝘢 𝘦𝘱𝘪𝘴𝘰𝘥𝘪.

𝗣𝗼𝗴𝗴𝗶𝗯𝗼𝗻𝘀𝗶 𝘃𝘀 𝗚𝗵𝗶𝘃𝗶𝗯𝗼𝗿𝗴𝗼 𝗩𝗗𝗦
Il Poggibonsi vive un momento difficile, mentre il Ghiviborgo, pur senza brillare, mostra maggiore capacità di restare in partita.
🔍 𝘚𝘦𝘯𝘴𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘧𝘪𝘯𝘢𝘭𝘦: 𝘨𝘢𝘳𝘢 𝘤𝘰𝘮𝘱𝘭𝘪𝘤𝘢𝘵𝘢 𝘱𝘦𝘳 𝘪 𝘱𝘢𝘥𝘳𝘰𝘯𝘪 𝘥𝘪 𝘤𝘢𝘴𝘢, 𝘦𝘲𝘶𝘪𝘭𝘪𝘣𝘳𝘪𝘰 𝘱𝘰𝘴𝘴𝘪𝘣𝘪𝘭𝘦.

𝗦𝗰𝗮𝗻𝗱𝗶𝗰𝗰𝗶 𝟭𝟵𝟬𝟴 𝘃𝘀 𝗦𝗮𝗻 𝗗𝗼𝗻𝗮𝘁𝗼 𝗧𝗮𝘃𝗮𝗿𝗻𝗲𝗹𝗹𝗲
Lo Scandicci arriva da un buon momento di forma recente, il San Donato continua a faticare soprattutto nei risultati.
🔍 𝘚𝘦𝘯𝘴𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘧𝘪𝘯𝘢𝘭𝘦: 𝘚𝘤𝘢𝘯𝘥𝘪𝘤𝘤𝘪 𝘤𝘰𝘯 𝘲𝘶𝘢𝘭𝘤𝘰𝘴𝘢 𝘪𝘯 𝘱𝘪𝘶̀ 𝘴𝘶𝘭 𝘱𝘪𝘢𝘯𝘰 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘧𝘪𝘥𝘶𝘤𝘪𝘢.

𝗦𝗽𝗼𝗿𝘁𝗶𝗻𝗴 𝗖𝗹𝘂𝗯 𝗧𝗿𝗲𝘀𝘁𝗶𝗻𝗮 𝘃𝘀 𝗔𝗾𝘂𝗶𝗹𝗮 𝗠𝗼𝗻𝘁𝗲𝘃𝗮𝗿𝗰𝗵𝗶 𝟭𝟵𝟬𝟮
Due squadre che pareggiano molto e faticano a dare continuità. Nessuna delle due sembra avere un vero slancio in questo momento.
🔍 𝘚𝘦𝘯𝘴𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘧𝘪𝘯𝘢𝘭𝘦: 𝘱𝘢𝘳𝘵𝘪𝘵𝘢 𝘣𝘭𝘰𝘤𝘤𝘢𝘵𝘢, 𝘳𝘪𝘴𝘤𝘩𝘪𝘰 𝘦𝘲𝘶𝘪𝘭𝘪𝘣𝘳𝘪𝘰 𝘢𝘭𝘵𝘰.

𝗧𝗮𝘂 𝗖𝗮𝗹𝗰𝗶𝗼 𝗔𝗹𝘁𝗼𝗽𝗮𝘀𝗰𝗶𝗼 𝘃𝘀 𝗙𝗼𝗹𝗶𝗴𝗻𝗼 𝟭𝟵𝟮𝟴
Big match di giornata. Entrambe arrivano da un momento eccellente, con risultati e prestazioni convincenti.
🔍 𝘚𝘦𝘯𝘴𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘧𝘪𝘯𝘢𝘭𝘦: 𝘨𝘢𝘳𝘢 𝘥𝘪 𝘢𝘭𝘵𝘰 𝘭𝘪𝘷𝘦𝘭𝘭𝘰, 𝘥𝘰𝘷𝘦 𝘴𝘣𝘢𝘨𝘭𝘪𝘢𝘳𝘦 𝘱𝘰𝘤𝘰 𝘴𝘢𝘳𝘢̀ 𝘥𝘦𝘤𝘪𝘴𝘪𝘷𝘰.

𝗧𝗲𝗿𝗿𝗮𝗻𝘂𝗼𝘃𝗮 𝗧𝗿𝗮𝗶𝗮𝗻𝗮 𝘃𝘀 𝗦𝗶𝗲𝗻𝗮
Il Terranuova è tra le squadre più in forma del momento. Il Siena resta altalenante e lontano dalle certezze di inizio stagione.
🔍 𝘚𝘦𝘯𝘴𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘧𝘪𝘯𝘢𝘭𝘦: 𝘱𝘢𝘥𝘳𝘰𝘯𝘪 𝘥𝘪 𝘤𝘢𝘴𝘢 𝘥𝘪𝘧𝘧𝘪𝘤𝘪𝘭𝘪 𝘥𝘢 𝘣𝘢𝘵𝘵𝘦𝘳𝘦.

L’ultras e il moralista

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Ci sono due modi di guardare una partita di calcio.
Uno è dalla curva, in piedi, con la voce rotta e spesso sotto la pioggia.
L’altro è dal divano o, peggio, dalla scrivania, con il bilancio aperto e la morale pronta all’uso.

L’ultras non tifa una società, tifa una maglia che rappresenta una città, una storia, un senso di appartenenza che non si compra e non si chiude per fallimento. Per l’ultras il calcio non è “finché conviene”, è 𝗳𝗶𝗻𝗰𝗵𝗲́ 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗶𝗿𝗼.

Il moralista, invece, arriva sempre dopo. Quando la classifica va male, quando i conti non tornano, quando qualcuno sbaglia e nel calcio qualcuno sbaglia sempre.
Arriva e sentenzia:
“𝘊𝘰𝘴𝘪̀ 𝘯𝘰𝘯 𝘴𝘪 𝘱𝘶𝘰̀ 𝘢𝘯𝘥𝘢𝘳𝘦 𝘢𝘷𝘢𝘯𝘵𝘪.”
“𝘔𝘦𝘨𝘭𝘪𝘰 𝘳𝘪𝘱𝘢𝘳𝘵𝘪𝘳𝘦 𝘥𝘢 𝘻𝘦𝘳𝘰.”
“𝘌̀ 𝘨𝘪𝘶𝘴𝘵𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘱𝘢𝘨𝘩𝘪𝘯𝘰.”

Ma c’è una domanda che il moralista non si fa mai: 𝗰𝗵𝗶 𝗽𝗮𝗴𝗮 𝗱𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝗼?
Non paga chi firma i contratti.
Non paga chi promette e poi sparisce.
Non paga chi ha trasformato il calcio in un affare personale.

Paga la gente.
Paga chi c’era sotto la pioggia dall’Eccellenza fino alla Serie B.
Paga chi ha insegnato ai figli l’inno biancorosso prima ancora delle tabelline.
Paga chi non ha mai staccato la spina, nemmeno quando sarebbe stato più comodo farlo.

L’ultras ha una colpa, sì: ama senza condizioni. Difende anche quando sarebbe più facile voltarsi dall’altra parte. Ma è una colpa che nasce dal cuore, non dal tornaconto.

Il moralista, invece, ha una virtù che spesso diventa un alibi: parla di regole senza mai sporcarsi le mani, di etica senza mai metterci la faccia, di “chiudere tutto” senza capire cosa significhi 𝗽𝗲𝗿𝗱𝗲𝗿𝗲 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼.

Se il calcio fosse solo numeri e bilanci, avrebbero anche ragione loro. Ma il calcio è fatto di carne, voci, memoria, emozioni. È fatto di città che si riconoscono in undici maglie e in una curva che non chiede permesso per esistere.

A Grosseto, ultimamente, sembra che ci siano fin 𝘁𝗿𝗼𝗽𝗽𝗶 𝗺𝗼𝗿𝗮𝗹𝗶𝘀𝘁𝗶 𝗲 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗿𝗲 𝗺𝗲𝗻𝗼 𝘂𝗹𝘁𝗿𝗮𝘀. E quando il calcio viene raccontato da chi lo misura invece che da chi lo ama, non può esserci trasporto perché senza la passione del tifoso non può esserci verità.

Ma per fortuna negli stadi, come nella vita, 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝗺𝗮𝗶 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝗺𝗼𝗿𝗮𝗹𝗶𝘀𝘁𝗮 𝗮 𝗳𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮.

L’ultras può sbagliare.
Il moralista può avere ragione.
Ma quando chi dice di appartenere smette di difendere ciò a cui appartiene, non è lucidità: è 𝗮𝗯𝗶𝘂𝗿𝗮.

E uno stadio può sopravvivere a tutto, tranne a chi smette di crederci chiamandolo realismo.

🔄 Dentro la 21ª giornata – Rewind

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La 21ª giornata del Girone E è andata in archivio e, come sempre, è il momento di rileggere le nostre sensazioni pre-gara alla luce di quanto deciso dal campo.

Foligno 1928 – Sporting Club Trestina 3–1
Avevamo indicato un Foligno in un buon momento, chiamato a fare la partita. Il campo ha confermato in pieno la lettura, con i padroni di casa più continui e concreti.
➡️ Sensazione confermata.

Ghiviborgo VDS – Orvietana Calcio 1–1
Ci aspettavamo una gara equilibrata e così è stato. Match combattuto, con entrambe attente a non scoprirsi troppo.
➡️ Lettura corretta.

Grosseto 1912 – Cannara 6–0
Avevamo parlato di un Grifone nel miglior momento del girone, con margini importanti. Il risultato va persino oltre le attese, certificando lo stato di forma dei biancorossi.
➡️ Sensazione pienamente confermata.

Prato – Tau Calcio Altopascio 2–2
Avevamo previsto una gara molto tattica ed equilibrata. Il pareggio finale rispecchia perfettamente l’andamento della sfida.
➡️ Sensazione confermata.

San Donato Tavarnelle – Camaiore Calcio 0–2
La nostra lettura vedeva il Camaiore leggermente più continuo sul piano della fiducia. Il campo ha dato ragione a questa sensazione.
➡️ Sensazione confermata.

Seravezza Pozzi Calcio – Aquila Montevarchi 1902 1–1
Avevamo parlato di un match più aperto di quanto potesse sembrare. Il pareggio racconta una gara equilibrata e combattuta.
➡️ Lettura centrata.

Siena – Scandicci 1908 0–1
Ci aspettavamo un Siena chiamato a fare la partita, ma il campo ha premiato lo Scandicci, più concreto e ordinato.
➡️ Sensazione smentita dal campo.

Terranuova Traiana – Follonica Gavorrano 1–0
Avevamo indicato il Terranuova come squadra difficile da battere in questo momento. Vittoria di misura, ma pesante.
➡️ Sensazione confermata.

Vivi Altotevere Sansepolcro – Poggibonsi 0–0
La sensazione era quella di una gara tesa, con margini ridotti. Il pareggio finale fotografa bene l’andamento del match.
➡️ Lettura corretta.

🗣️ Conclusione
Una giornata che ha confermato molte delle sensazioni della vigilia, con qualche sorpresa che rende il Girone E sempre più interessante e imprevedibile.

Grosseto impeccabile: dilaga nella ripresa e piega il Cannara sotto il diluvio

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Una prestazione autoritaria, matura e ben interpretata: il Grosseto travolge il Cannara 6-0, al termine di una gara iniziata su un campo reso pesantissimo dalla pioggia e chiusa con una ripresa di dominio totale. Il punteggio finale è netto, ma va raccontato per come si è sviluppato: gli umbri restano in partita fino al 70’, quando il terzo gol biancorosso spezza definitivamente l’equilibrio emotivo del match.

Fin dai primi istanti il Grosseto fa capire l’aria che tira. Dopo appena 25 secondi Disanto mette un pallone insidioso in area, costringendo Vassallo a un’uscita immediata. È il preludio a un primo tempo di gestione intelligente, giocato con intensità ma anche con attenzione, considerando le condizioni meteo: pioggia battente, campo viscido, controllo palla complicato e ogni giocata da pesare con cura.

Il vantaggio arriva al 27’: Riccobono recupera una palla sporca, da terra serve Sabelli, lucido nel calciare a rete per l’1-0. Il Cannara prova a reggere, ma il Grosseto continua a spingere e al 41’ raddoppia: Marzierli gira di testa all’angolo una palla che vale il 2-0 e mette la partita sui binari giusti prima dell’intervallo.

Nella ripresa, con la pioggia che concede una tregua, il Cannara prova a restare attaccato alla gara e al 68’ ha l’occasione che potrebbe cambiare l’inerzia: Leveh trova lo spazio per la conclusione, ma Marcu è decisivo e si oppone con prontezza, scongiurando il gol del 2-1 che avrebbe potuto riaprire la partita. È un intervento pesante, da portiere che “tiene” la squadra nei momenti in cui serve.

Scampato il pericolo, il Grosseto non perdona. Al 70’ arriva la spallata definitiva: Sacchini calcia, la traiettoria viene sporcata da un difensore e inganna Vassallo per il 3-0. È il gol che chiude virtualmente il match: da lì in poi il Cannara si sgretola.

Passa appena un minuto e Disanto, con grande prontezza, intercetta un rilancio del portiere e firma il 4-0. Il Grosseto dilaga, sfrutta gli spazi, gioca sul velluto e chiude i conti nel finale: all’87’ Malva trova la gioia personale, poi al 90’ ancora Sacchini, aiutato da una pozza d’acqua che rallenta la palla in area, sigla il definitivo 6-0.

Una vittoria costruita con ordine, intensità e letture corrette, figlia anche delle scelte e dell’impostazione di Paolo Indiani, che ha preparato una gara impeccabile, interpretata alla perfezione dalla squadra. Il Grosseto non si è fatto ingannare né dal meteo né dall’atteggiamento inizialmente compatto del Cannara: ha colpito al momento giusto e poi ha affondato con decisione.

US Grosseto 1912 vs Cannara: 6-0 (2-0)

⚪️🔴 US Grosseto (4-2-3-1): Marcu; Sabelli (72’ Fiorani), Marzierli (cap.), Disanto, Riccobono (55’ Sacchini), Bacciardi (72’ Masini), Montini, Gonnelli, Brenna, Guerrini (63’ Ciraudo), Regoli (80’ Malva).
A disposizione: Romagnoli, Benedetti, Ampollini, D’Ancona.
Allenatore: Paolo Indiani

🔴🔵 Cannara (4-4-2): Vassallo; Vergara, Cardoni (cap. 66’ Mancini G.), Gueye, Fracassini, Fumanti G., Gnazale (42’ Montero), Farneti (80’ Porzi), Leveh, Iacullo (66’ Bosco), Mancini R.
A disposizione: Stacchiotti, Lupi, Fioretti, Fumanti F., Labonia.
Allenatore: Rodolfo Romeo

Arbitro: Giovanni Giannì (Reggio Emilia)
Assistenti: Alessandro Dri (Reggio Emilia), Alaiddine Ben Marga (Bologna)
Reti: 27’ Sabelli; 41’ Marzierli; 70’ Sacchini; 71’ Disanto; 87’ Malva; 90’ Sacchini
Ammoniti: Mancini G.
Angoli: 8-2
Recupero: 2’ pt + 2’ st

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