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Ripescaggio di dignità

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Ai ragazzi del Massa Martana riesce l’impresa.
Al triplice fischio la loro esultanza, davanti ad uno stadio ammutolito e incredulo, risalta e stride come una campagna di sensibilizzazione di ActionAid mentre stai per addentare un piatto fumante di tortelli.
Onore, quindi, a chi ha saputo metterci più cuore e umiltà.
In serata Mario e Simone Ceri fanno il bel gesto di rendere merito agli avversari lasciando un messaggio sulla loro pagina FB.
Lealtà e rispetto per l’avversario.
Della giornata di ieri, certamente, l’unica cosa che varrà la pena ricordare.
E adesso?
Da dove riprendiamo?
Ammesso e non concesso di impossessarsi di un posto nella griglia dei playoff, in tutta sincerità, non credo che riusciremmo comunque a vincerli.
Quindi, senza tanti giri di parole, la vera opportunità sarebbe e resterebbe il ripescaggio.
Mmmh, molto bene.
Quindi noi saremmo meritevoli di un ripescaggio?
Noi saremmo una compagine che in campionato e in coppa ha dato dimostrazione di meritare la D?
D come dignità.
E se ancora ce ne resta un po’ vi prego tutti, nessuno escluso, di riflettere profondamente sull’opportunità di presentare la domanda di ripescaggio.
A Londra ci sono più di dieci squadre.
Praticamente ogni quartiere ne ha una.
Se hai la fortuna di nascere nel quartiere del Chelsea hai buone possibilità, durante un’esistenza, di vincere qualcosa; ma se nasci del Millwall…forse neanche in tre vite alzerai un trofeo.
Ma la particolarità sta nel fatto che nessun tifoso inglese si sognerebbe mai di nascere in un quartiere di Londra e tifare Liverpool, Manchester o anche solo la squadra di un altro quartiere.
Questo perché a nessuno di loro importa in quale categoria giochi la propria squadra; quello che per loro conta realmente è solo il sentimento di appartenenza.
……A-PPAR-TE-NEN-ZA…..

Lo dico apertamente.
Io non sono per il ripescaggio per due motivi.
La categoria me la devo guadagnare sul campo, alla luce dei risultati di quest’anno altre vie sono moralmente non perseguibili.
Restare in Eccellenza è un utile bagno di umiltà da cui ripartire.
Per tutta la città, nessuno escluso.

Qui l’unica cosa che veramente c’è bisogno di ripescare è la dignità perduta.

T&GO

Grosseto vs Massa Martana: Il fotoalbum

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Il fotoalbum della partita disputata tra Grosseto e Massa Martana

Grosseto-Massa Martana 0-1 (0-0)

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GROSSETO (4-2-3-1): Nunziatini; Borselli, Gorelli, Ciolli, Sabatini; Berretti, Raito; Cosimi (26’ st Mesinovic), Faenzi (31’ st Vento), Nigiotti (5’ st Invernizzi); Vegnaduzzo. A disposizione: Cipolloni, Lazzerini, Tuoni, Zoppi. All. Danesi.

MASSA MARTANA: Squadroni, De Palma, Ramadani (4’ st Giuntini, al 48’ st Nuzzo), Bagnato, Nulli Costantini, Alabastri, Angeli (18’ st Tiberti), De Santis, Manni, Rocchi (42’ st Bertoldi), Vichi (26’ st Scassini). A disposizione: Tamburini, Angeli. All. Montecchi.

Arbitro: Palmieri della sezione di Conegliano.
Assistenti: Ragone della sezione di Ciampino e Palmigiano della sezione di Ostia Lido.
Rete: 35’ st Scassini.
Ammoniti: 20’ pt Alabastri (M), 14’ st Cosimi (G), 30’ st Nulli (M)
Angoli: 3-3
Recupero: 1-5

Continua la passione del Grifone, che dopo aver visto sfumare il sogno del primo posto in campionato e la meritata vittoria nel derby di Poggibonsi, deve rinunciare anche alla Coppa Italia. Questa volta il boccone amaro fa male, perché cancella l’ultima vera speranza per il salto di categoria. Passa il Massa Martana, che ha fatto la sua modesta partita, lasciando ancora rimpianti al popolo biancorosso. Si riparte dall’1-1 dell’andata agguantato su rigore a Todi, in campo neutro, da una giocata di Boccardi. In campo più che il Massa Martana, il Grosseto sembra affrontare il Barcellona per i colori delle maglie. La prima occasione arriva dopo un minuto e mezzo con il filtrante di Faenzi per Cosimi, il grossetano sterza, entra in area e conclude di poco a lato per i primi applausi convinti. La risposta degli ospiti arriva al 10’ con la punizione di Bagnato, respinta in due tempi da Nunziatini. Ancora gli ospiti, dieci minuti dopo, con una sgroppata di Manni che entra in area, dribbla Nunziatini ma deposita sull’esterno della rete. Smaltita la paura il Grosseto riparte e alla mezz’ora trova una doppia incornata, prima con Vegnaduzzo poi con Cosimi, che Squadroni respinge, prima che il giudice di gara fischi il fuorigioco. L’occasione d’oro arriva al 41’. Faenzi riceve da Raito un pallone invitante, lo nasconde e s’infila furtivamente in area tra un dribbling e una magia, servendo l’accorrente Cosimi che trova i guanti di Squadroni. Lo stesso numero uno avversario fa imbestialire i tifosi biancorossi quando chiude nuovamente lo specchio all’ennesima incursione di Cosimi. Sfortuna nera per il Grosseto che chiude immeritatamente sullo 0-0 il primo tempo. A inizio ripresa Raito mostra a tutti i piedi buoni con un’apertura millimetrica per Cosimi, che stoppa e serve sui piedi di Vegnaduzzo un pallone che finisce sul fondo. A fare paura però è sempre il numero 9 ospite, Matteo Manni, che in mezza girata obbliga Nunziatini a sfoderare il miracolo tascabile per chiudere in angolo. Alla mezz’ora altra occasione sprecata davanti porta, questa volta con Vegnaduzzo, tra i migliori in campo, che batte Sqauadroni ma sfiora soltanto il palo. Al 35’ la doccia fredda. Invernizzi perde banalmente un pallone a centrocampo sul quale nasce il terzo corner per gli ospiti. Sugli sviluppi dell’angolo Scassini riceve sul secondo palo un pallone che, indisturbato, insacca facilmente. Gelato il migliaio di spettatori, il Grifone cerca di raccattare le forze per gli ultimi assalti all’arma bianca che non portano però a niente. Finisce così, con un quarto di finale amaro, il percorso biancorosso in Coppa Italia tra facce deluse e fischi del pubblico.

Grosseto vs Massa Martana: la sala stampa

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Sabatino Montecchiani (Mister Massa Martana)

Abbiamo saputo soffrire tenendo la partita aperta e colpito nel momento più opportuno. La squadra è stata perfetta ed ha compiuto una vera impresa, grazie anche agli splendidi interventi del nostro portiere. Dentro di noi ci credevamo ma il Grosseto è sicuramente una squadra superiore alla nostra e conoscendone il valore il successo vale certamente doppio.

Andrea Danesi

Sono venuto a metterci la faccia perché  è troppo facile parlare solo quando si vince. Mi prendo le colpe di tutto quello che non ha funzionato anche se tutto sommato le cose che non hanno funzionato davvero sono poche. Siamo stati sempre davanti al loro portiere che ha fatto una grandissima prestazione, una partita veramente sfortunata dove gli avversari hanno fatto un tiro in porta e hanno segnato. Noi abbiamo costruito tantissimo e buttato via il possibile senza concludere, 4 o 5 situazioni senza contare lo schema da calcio d’angolo in cui non siamo riusciti a buttarla dentro. Non è giusto colpevolizzare Vegnaduzzo per l’errore perché ha tirato avanti la carretta per tutto l’anno e ha realizzato così tanto che un errore può capitare. Invernizzi è reduce da un duplice infortunio e non possiamo pretendere che giochi tutta la partita ai livelli che gli competono. Non credo che se avessimo fatto le barricate questo avrebbe cambiato qualcosa, io sono per giocarsela a viso aperto come è giusto che si debba affrontare un quarto di Coppa. In fondo non abbiamo mai rischiato, mai preso un contropiede perché eravamo troppo sbilanciati; questa impostazione di gara ci ha permesso invece di creare diverse palle goal. Certo che se avessimo marcato anche la metà delle opportunità che abbiamo avuto ora staremmo a commentare una partita ben letta e preparata.

Il trauma per la squadra ora sarà enorme, quello che dico ai ragazzi è che non si debba aver nessun rammarico quando si da il massimo, confidando nella loro lealtà verso se stessi e verso il Grosseto. Andiamo via dal campo con tanta rabbia in corpo ma nessun rammarico, se avessi un’altra opportunità preparerei di nuovo la partita allo stesso modo. Ho visto tanta voglia e tanto impegno e nonostante lo spogliatoio sia depresso oggi non posso che difenderli e stare dalla loro parte.

Continuerò a lavorare con i ragazzi con impegno e devozione, certo che rimane una grandissima amarezza per l’incontro di oggi.

Grosseto vs Massa Martana: Le pagelle

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NUNZIATINI: 6 Inoperoso per buona parte della partita, nulla può sul gol del Massa Martana.
BORSELLI: 5,5 Meno propositivo del solito e di conseguenza meno pericoloso ed efficace.
GORELLI: 6 Uno dei pochi a lottare sempre fino alla fine, lo fa prima come difensore centrale e poi da centrocampista.
CIOLLI: 5,5 Il Grosseto dietro rischia poco ma alla fine subisce su calcio piazzato. Qualcosa da rivedere.
SABATINI: 5,5 Anche lui come Borselli poco propositivo, commette troppi errori in fase di appoggio.
BERRETTI: 5 Partenza lenta dove sbaglia qualcosa soprattutto in impostazione, poi si riprende, ma troppo poco per uno come lui.
RAITO: 6 Lottatore a centrocampo, morde su tutti i palloni, il voto scaturisce dalla media di 7 per la grinta e 5 per la precisione.
COSIMI: 5,5 Parte forte cercando subito il gol, piano piano però cala di intensità. Troppe le occasioni sprecate (dal 26’st. MESINOVIC: 5,5 Entra al posto di un esausto Cosimi, senza però incidere sul match).
FAENZI: 6 Molto attivo nelle azioni offensive, molto presente anche in difesa. Da lui partono le azioni più pericolose (dal 31’st. VENTO: 5,5 Si danna l’anima alla ricerca del gol ma alla fine anche lui spreca malamente un’ottima occasione per pareggiare).
NIGIOTTI 5,5: Partita lenta e noiosa per l’esterno, senza spunti di qualità (dal 5’st. INVERNIZZI: 5,5 Pe r lui solo un ottimo spunto nel finale che permette a Vegnaduzzo di trovarsi da solo davanti al portiere).
VEGNADUZZO: 5 Lotta come sempre su ogni pallone, il più convincente nell’arco dei 90 minuti, peccato che su di lui pesi enormemente l’errore sul finale che avrebbe permesso al Grosseto di raggiungere il pari.

Coitus interruptus

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Venivamo, giustappunto, da una partita che non doveva essere giocata per impraticabilità del campo e ci ritroviamo, dopo sette giorni, a parlare di una partita che doveva, in tutte le maniere, essere finita di disputare.
Questi non sono altro che gli ultimi due di una serie di episodi che ci hanno visto penalizzati durante tutto l’arco del campionato, senza contare quelli che sono successi lontano dai nostri sguardi.
Non voglio scivolare su presunte congetture, non mi appartiene, ma non voglio neanche passare per il candido sempliciotto di turno.
Lo sgradevole sospetto che il campionato non abbia, e continui a non avere, uno svolgimento regolare è vivido.
L’impressione non è tanto quella che qualcuno ce l’abbia con il Grosseto, quanto che qualcuno faccia gioco su una ragnatela di relazioni ben consolidate per trarne vantaggi e facilitazioni.
Grosseto, purtroppo, è una piazza che in passato è già stata testimone di campionati falsati da dei balordi prestati al mondo dello sport.
Grosseto, purtroppo, si è ”fatta l’occhio” a percepire determinate dinamiche malsane.
In ballo, oltre ad esserci svariate migliaia di euro, c’è la credibilità di questo campionato e di tutto un movimento dilettantistico.
In questo senso la misura è colma.
E si badi bene che qui nessuno vuole esimersi dal prendersi le proprie responsabilità su un campionato che, è sotto gli occhi di tutti, è stato disputato al di sotto delle iniziali aspettative societarie e dei tifosi.
In questo senso ho la certezza che tutti, dal Presidente al magazziniere, sanno perfettamente quali errori sono stati commessi e da dove ripartire per la nuova stagione.
Ma qui il punto è un altro.
Qui è in gioco la madre di tutte le domande.
Il calcio è dei tifosi o di consumati e navigati personaggi che si aggirano per questi campi di provincia?
E’ più centrale il rispetto e l’attenzione per tanta gente che, solo per passione, macina centinaia di chilometri per vedere la propria squadra dietro una rete con i piedi nel fango o è più centrale il dirigente con una dotatissima rubrica telefonica?

La risposta, per quanto mi riguarda, me la dette Simone più o meno tre anni fa.

“Di una cosa puoi stare certo se sarò dentro i tifosi saranno con me per vigilare e sentirsi partecipi. Il mio sogno è restituire il calcio alla gente, senza pay TV e tessere. Il mio calcio è polveroso, sanguigno, orgoglioso, a volte cattivo. Il mio calcio è fatto di passione e non di esibizioni, vestiti buoni e cravatte. Ed è quello che ho messo a Roselle. Grazie di cuore, per tutto e di pure a Damiano che in un modo o nell’altro, orgogliosamente, cambieranno i teatri ma non la fierezza della nostra gente, non i colori per cui soffrire.
Senza ammainare i vessilli continueremo a giocare al calcio. Questo XXXXXXXX è il mio nr. di telefono.
Chiamami quando ti pare e rassicura tuo figlio … il grifone non muore!!!”.

Sono e resterò sempre dalla sua parte.
E’ inevitabile.
Al suo fianco in ogni battaglia.
Da domani si ricomincia.
Ieri appartiene già al passato.
Un coitus interruptus … non merita più di 24 ore di tormenti e …. pene.

T&GO

Poggibonsi vs Grosseto: Il fotoalbum

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Il fotoalbum della partita disputata tra Poggibonsi e Grosseto

Gente di curva

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Qualcosa si è rotto.
Nelle ultime due uscite la squadra ha smarrito la rabbia agonistica e la forza mentale che avevano contraddistinto le precedenti prestazioni.
Contro l’Urbino Taccola e il Massa Martana siamo tornati a soffrire della sindrome del “braccino corto”.
La capacità di imporre il proprio gioco, attraverso un pressing molto alto e buone trame di gioco, è venuta palesemente meno.
Tra i vari confronti che ho avuto la spiegazione che più sposo è quella di una difficoltà evidente che ha la squadra a sostenere una crescente pressione ambientale.
All’avvicinarsi di appuntamenti importanti viene meno la capacità di saperne gestire aspettative e tensioni.
Per chi, come me, crede fermamente nel legame tra forza mentale e prestazione atletica questa carenza è, senza tanti giri di parole, molto grave.
Nei prossimi venti giorni ci giochiamo tutte le nostre possibilità residue di restare in gioco per un posto in serie D.
In campionato affronteremo due partite durissime contro Poggibonsi e Cuoipelli.
Fra le due partite ci sarà il ritorno dei quarti contro il Massa Martana.
Se le cose non dovessero andare bene ci ritroveremmo fuori dai playoff (il distacco dal San Gimignano potrebbe essere tale da escludere la nostra compagine dalla partecipazione alla fase finale) e fuori dalla Coppa.
La squadra approccia a questo momento cruciale della stagione in una condizione generale precaria.
E, per essere sempre molto chiari, anche la tifoseria non sta messa meglio.
Le ultime uscite, casalinghe e non, hanno visto un calo significativo di presenze.
Insomma, la situazione non ha preso una bella piega.
Dobbiamo ritrovare tutti, dalla squadra all’ultimo dei tifosi, la determinazione necessaria a centrare il nostro principale obiettivo stagionale.
Ci sono tre zone distinte per responsabilità e competenze.

Lo spogliatoio.
Qui mi aspetto un contributo significativo da parte di Mister Danesi e Simone Ceri.
Loro hanno le competenze e le personalità giuste per poterci riuscire.
Loro due possono, nelle segrete dello Zecchini, far risuscitare nei cuori di questi ragazzi lo spirito guerriero necessario ad affrontare questo ultimo decisivo tratto di stagione.
Ci devono provare.

Il campo.
Questo è il campo di battaglia.
Ci accedono solo i soldati, i guerrieri.
La vittoria passerà per il coraggio dei singoli e la compattezza del gruppo.

Gli spalti.
Nelle ore successive alla fine della partita col Massa Martana, mentre leggevo in rete opinioni sfiduciate e nichiliste (alcune condivisibili), mi arrivavano un paio di messaggi che, senza lasciare spazio a incertezze, convocavano tutti per la trasferta di Poggibonsi.
Messaggi che mi hanno ricordato come, finite le critiche, il principale dovere del tifoso è esserci.
Punto!
Messaggi che mi hanno fatto venire la pelle d’oca.
In questo mondo sempre più prezzolato la parte migliore restano loro.
Il calcio sono loro.
Grosseto sono loro.
Gli unici in grado di scuotermi dal torpore dello sconforto.
Gli unici per cui vale ancora la pena di esserci.
Gente di curva.

T&GO

Massa Martana vs Grosseto: Il fotoalbum

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Il fotoalbum della partita disputata tra Massa Martana e Grosseto

Oggi l’ultimo saluto a Carlo Pucci

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Ieri, all’età di 86 anni, ci ha lasciato Carlo Pucci, storico giocatore del Grosseto di cui è stato anche il capitano per diverse stagioni. Uno degli ultimi testimoni di un calcio che non c’è più e grande uomo di sport. Numerosi gli incarichi sportivi che ha rivestito durante la sua vita e i riconoscimenti conseguiti. I funerali sono previsti per oggi pomeriggio alle ore 15, presso la chiesa di San Francesco. Ai suoi familiari ed a tutte le persone a lui care va il cordoglio di tutta la redazione di Biancorossi.it.