Home Blog Page 76

Niente scuse

2
foto di Manuel Pifferi - Biancorossi.it

E’ il momento del silenzio.
E’ il momento dei fatti.
Domani abbiamo la prima di cinque partite che ci separano dalla conquista di un trofeo che per noi sarebbe storico.
Doppiamente importante perché al suo interno, quella meravigliosa Coppa, contiene il pass per la serie D.
Non ci sarà spazio per timori ed esitazioni.
Domani chi entrerà in campo dovrà avere la consapevolezza che la maglia indossata ha una storia centenaria.
Un storia che va rispettata.
Onorata.
Deve sentirne il peso sulla bocca dello stomaco.
Pochi minuti prima della partita, una volta che il Mister avrà finito di parlare negli spogliatoi, gli unici rumori che si dovranno sentire sono quelli degli scarpini sul pavimento e i battiti dei cuori a far pressione dentro i timpani.
Non c’è spazio per nient’altro.
I bonus sono finiti.
La pioggia, il campo pesante, il fango negli occhi, l’arbitro, gli infortuni, i dolorini, la sfortuna, la pasta scotta….
Basta.
Fine.
Niente scuse.
Niente piagnistei.
Domani è solo per uomini veri.
E noi tifosi, alla fine, vi giudicheremo.
Ma non baderemo alla vittoria.
No.
Noi siamo gli ultimi romantici del pallone.
Una razza in via d’estinzione.
Non tifiamo squadroni opulenti.
Noi tifiamo per il Grosseto.
Per la squadra della nostra terra.
In qualsiasi categoria e in qualsiasi campo.
Ormai nulla ci fa più paura.
Ed è su questo che vi misureremo.
Sulla tenacia e il coraggio con cui avrete lottato.

T&GO

Urbino Taccola vs Grosseto: Il fotoalbum

0
foto di Manuel Pifferi - Biancorossi.it

Il fotoalbum della partita disputata tra Urbino Taccola e Grosseto

Il momento giusto per tacere

0

La vendetta è un atto infantile e povero di significati e, come tale, andrebbe di per sé ignorato. Ci sono vendette, però, che è opportuno stigmatizzare e biasimare perché infarcite di acredine e cattivo gusto, traboccanti di falsità e puerili vittimismi. E’ con questo spirito che esprimiamo il nostro disappunto per il disagio che il Sig. Alessandro De Gregorio ha avvertito sedendosi, domenica scorsa, sulle poltroncine della Tribuna Vip dello Stadio “Carlo Zecchini”, disagio che ha poi affidato ad un trafiletto pubblicato il giorno dopo sul giornale locale per cui scrive ed al proprio profilo FB.

Ci dispiace per lui che la giornata sportiva non abbia seguito il copione sperato e ci rammarichiamo (nemmeno poi tanto) che il Grosseto “delle meraviglie”, come egli stesso ama definirlo, abbia rifilato tre reti al Piombino “dei ragazzotti” sempre per usare attributi a lui cari. E’ oggettivamente difficile calarsi nel ruolo di giornalista/tifoso e il cuore può portare a commettere errori giustificabili, magari non buttando un occhio alle formazioni, per rendersi conto da soli, che anche la squadra avversaria è infarcita di giovani volenterosi e ricchi di orgoglio nell’indossare quella maglia. Capiamo tutto, davvero, anche il nostalgico paragone sulle tifoserie, che avrebbe potuto servire da prologo ineccepibile ad un racconto degno del “Libro Cuore” di un novello de Amicis. Purtroppo (o per fortuna) quella di Davide e Golia, domenica scorsa, è rimasta una storia di fantasia, con Davide che ne ha buscate di santa ragione nonostante si trovasse a “combattere” contro una formazione ben più blasonata, in contesti che vanno ben oltre quella che è la consuetudine che la sua storia sportiva certifica.

Non si crucci Sig. de Gregorio, qui a Grosseto ne abbiamo visti passare tanti come lei che, seduti su quelle poltroncine, pensavano di veder giocare la partita della vita portando a casa gli agognati 3 punti: che fossero il Torino, il Bologna o il Piombino, si sono alzati sempre con la stessa identica delusione.

Quello che invece ci resta difficile da digerire è che la frustrazione sportiva la porti a dipingere a tinte forti scenari di cameratismo di bassa lega, infarcendoli, per esigenze di sensazionalità giornalistica, con lo stridente e forzato richiamo alla tragedia che ha colpito Davide Astori e la sua famiglia. Ci appare veramente deprecabile fare leva sulla sensibilità dei lettori servendosi di una morte per enfatizzare il proprio personale disagio. Ci sono già troppe vittime, accidentali o meno, in questo Paese, che possiamo (e vogliamo) benissimo fare a meno di lei e delle sue elucubrazioni. La nostra Città ha saputo rendere dignitosamente omaggio alla memoria del ragazzo, non occorre aggiungere altro.

La vogliamo dunque tranquillizzare ricordandole che nella nostra Tribuna, come nel nostro Stadio, non esistono “cricche” e fazioni ma solo tifosi che, al di là delle loro differenze culturali, sociali e ideologiche, si ritrovano a seguire la squadra della propria Città. I bambini non subiscono alcun trauma e occupano il loro posto sulle poltroncine accanto ai ragazzi, alle famiglie, ai giocatori, ai dirigenti e ai giornalisti come lei.

Se continuerà a seguire la sua squadra e avrà la fortuna (che le auguriamo) di vederla impegnata in contesti, sportivi e sociali, diversi da quelli a cui è abituato, è probabile che imparerà anche che la convivenza implica rispetto reciproco e che l’ospite, per ragioni di educazione, è il primo a doverlo dimostrare. Nel suo prossimo articolo si complimenti con i nostri Steward, invece di denigrarli e ridicolizzarli, perché è anche grazie alla loro esperienza e buonsenso se tanti fenomeni che occupano quelle poltroncine con manie di protagonismo e maleducazione riescono a seguire tutto l’incontro senza essere accompagnati fuori. Tutto questo a patto che quando si entra allo Stadio Zecchini si sia consapevoli di dover abbandonare frustrazioni personali, insoddisfazioni e pregiudizi: per tutto questo nemmeno il buonsenso e l’ospitalità di noi Maremmani può aiutare.

Il mio ossigeno

0

Temevo l’avversario.
Temevo i precedenti che avevamo avuto contro di loro.
Temevo che nelle gambe ci fossero ancora le scorie del mercoledì di coppa.
Temevo un paio di assenze.
Temevo.
Poi la partita è iniziata e in brevissimo tempo tutti questi timori sono svaniti.
Un’altra autoritaria prova di carattere e personalità.
Una prestazione atletica superba.
Trame di gioco che definirei fuori luogo per questa categoria.
Ma il meglio si cela nei dettagli.
Nelle sfumature.
E’ li che spesso si può scovare la verità.
E’ osservando quei piccoli gesti che si comprende la nostra forza, la nostra essenza.
Sono diventati un vero gruppo.
Sono diventati una cosa sola.
Si aiutano.
Si supportano.
Sono consapevoli della propria forza.
Sono diventati mentalmente e agonisticamente cattivi.
Trasmettono sicurezza.
Contagiano sfrontatezza.
Saranno irriverenti da qui fino alla fine.
Ed oltre …
Hanno imparato a dare significato alle piccole cose.
Credo sia questo il segreto.
Il calcio è un gioco, ma se lo prendi solo come tale sarà difficile riuscire a trovare le motivazioni per sacrificarsi quotidianamente per anni.
Di conseguenza le gratificazioni che ne scaturiranno saranno irrilevanti.
Ma soprattutto non si beneficerà mai di  tutta la linfa vitale che esso in realtà contiene.
Per viverlo pienamente gli devono essere attribuiti dei valori che non possono essere contenuti nella sola parola “gioco”.
Si deve parlare di senso di appartenenza ad una terra e ad una stirpe.
Ad un popolo.
Si devono cercare continuamente nuove motivazioni personali e di gruppo.
Perché sono queste che alla fine fanno la differenza.
Il potenziale educativo che contiene lo sport è racchiuso proprio in questa abilità di ricerca.
In questa capacità di assegnare significati alle piccole cose e quindi a tutta un’esistenza.
A tutta una vita.
E’ in questa scelta, ed è di fronte a questo bivio che si crea la selezione naturale più rilevante.
Quella tra il vivere e il sopravvivere.
E’ in questa ricerca interiore che, durante una vita, si trova la forza di rialzarsi o più semplicemente di rincorrere un avversario fino al novantesimo.
Dare un senso alle grandi ma anche alle piccole cose.
Tutto qui.
Questo  è anche il mio carburante.
Quello che mi fa partire da Roma per immergermi nella mia terra.
Sotto l’acqua.
Ma appagato.
Perché io in quel momento SONO esattamente dove voglio ESSERE.
In mezzo alla mia gente.
Accompagnato da tutti i significati che ho imparato ad attribuire a questo mio perenne pellegrinaggio.
A questo mio esilio.

Perchè per me è ossigeno.
È una boccata d’aria prepotente.
Come quando riaffiori in superficie dopo una lunga apnea.

Ti amo Maremma.
Ti amo Grifo.

Grosseto vs Atletico Piombino: Le pagelle

0

NUNZIATINI 6,5: Due ottimi interventi che permettono al Grosseto di mantenere la porta inviolata.
BORSELLI 6,5: Sulla sua fascia lascia i solchi, spinge molto, soprattutto nel primo tempo.
GORELLI 7: Diga difensiva, chiude tutto e rimedia anche a qualche errore dei compagni di reparto.
CIOLLI 6: Disattento in qualche occasione, per il resto conduce la gara senza troppi problemi.
SABATINI 6,5: Qualche errore in fase difensiva, si propone molto in fase offensiva soprattutto nel primo tempo, è suo  l’assist del primo gol. (dal 48′ st. POLIDORI s.v.)
RAITO 7: Mastino a centrocampo, recupera palloni e interrompe le azioni avversarie. (dal 88′ st. MESINOVIC s.v.)
BERRETTI 6,5: Punto centrale del gioco biancorosso, imposta bene e sbaglia poco.
COSIMI 7,5: Man of the match, due gol e qualche occasione sprecata.
BOCCARDI 6,5: Sempre presente nelle azioni offensive, cerca molte volte il gol senza trovarlo colpendo anche un palo (dal 69′ st. FAENZI 6,5: Rientra dopo quattro mesi e sfiora il gol prendendo palo.)
NIGIOTTI 6: Si vede principalmente ad inizio partita servendo un buon pallone a Vegnaduzzo, poi qualche cavalcata sulla fascia e nulla più. (dal 65′ st. TUONI 6: Entra per rafforzare il centrocampo.)
VEGNADUZZO 6: Meno preciso del solito, sbaglia due occasioni d’oro davanti alla porta, ma si sacrifica come sempre. (dal 76′ st. VENTO 6,5: Prima la traversa poi il gol, buona la prestazione dell’attaccante.)

Grosseto vs Atletico Piombino: Il foto album

0

Il foto album della partita disputata tra Grosseto e Piombino

Grosseto vs Atletico Piombino: 3-0 (2-0)

0

GROSSETO (4-2-3-1): Nunziatini; Borselli, Gorelli, Ciolli, Sabatini (94’ Polidori); Berretti, Raito (88’ Mesinovic); Nigiotti (64’ Tuoni), Boccardi (69’ Faenzi), Cosimi; Vegnaduzzo (76’ Vento). A disposizione: Cipolloni, Lazzerini. All. Danesi.

ATLETICO PIOMBINO: Rizzato (1’ st Pagliuchi), Buselli, Grotti (69’ Quarta), Gherardini (72’ Serri), Fatticcioni, T. Rocchiccioli, Catalano, Luci (55’ Papa), Lici, Barozzi (1’ st Fanciulli), I. Rocchiccioli. A disposizione: Cecchini, Barbieri. All. Madau.

Arbitro: Cevenini della sezione di Siena.
Assistenti: Pulcinelli della sezione di Siena e Salvadori della sezione di Arezzo.
Reti: 42’ e 50’ Cosimi, 95’ Vento.
Ammoniti: 38’ Lici, 44’ Gorelli, 76’ Berretti, 78’ Rizzato, 81’ Serri, 93’ Tuoni.
Angoli: 4-3
Recupero: 6’-4’.

Dal Vangelo secondo Matteo: il Grosseto liquida la pratica Piombino e conquista la quarta vittoria consecutiva, senza considerare la Coppa. La doppia firma è del suo Apostolo, quel Matteo Cosimi che riaccende i sogni del Grifone e dedica ancora una volta al babbo vittoria e titolo di migliore in campo. Allo scadere il gol di Vento arrotonda sul 3-0 il risultato. La prima occasione è per il Grosseto e passa sui piedi di Cosimi, che al 5’ riceve una palla filtrante da Gorelli e dal limite prova a piazzarla rasoterra sul secondo palo: la difesa però respinge. Due minuti dopo è Vegnaduzzo, servito da Nigiotti, a fallire davanti a Rizzato un calcio di rigore in movimento spedendo il pallone alto sulla traversa. Al 13’ anche lo Zecchini riserva il suo tributo al calciatore scomparso recentemente, Davide Astori, con un lungo applauso. Dopo quasi venti minuti fa capolino il Piombino con una punizione di Iacopo Rocchiccioli, che Nunziatini para a terra. A cinque minuti dall’intervallo è Catalano, ancora per gli ospiti, a scoccare un destro a giro dal limite dell’area sfiorando la traversa. La festa arriva al 42’ su contropiede del Grosseto che scodella in area con Sabatini per la testa di Boccardi, il portiere respinge e sotto porta il più lesto di tutti è Matteo Cosimi che insacca raccogliendo gli applausi dei tifosi. Le mani alle orecchie e poi quel dito a indicare lassù, per la dedica più importante mista a un pizzico di rivincita. Al quinto di recupero Cosimi sfrutta un maldestro retropassaggio del Piombino, anticipa Rizzato in uscita e piazza per la seconda volta la sfera alle sue spalle. Doppietta per l’attaccante grossetano che fa impazzire lo Zecchini. Nella ripresa la prima vera occasione arriva al 10’, con il numero di Borselli, tra i migliori, che si smarca in area e cerca Vegnaduzzo: la sua girata volante manca però l’appuntamento con il terzo gol. Al 67’ sugli scudi anche Nunziatini, che sventa in tuffo una pericolosa occasione ospite. I biancorossi rallentano il ritmo e la parola fine potrebbe arrivare 5’ prima del novantesimo quando Faenzi prima e Vento poi colpiscono rispettivamente palo e traversa. L’ultimo legno però lo colpisce l’Atletico Piombino durante il recupero, prima del 3-0 definitivo siglato in contropiede da Vento, entrato al posto di Vegnaduzzo. Poi solo applausi. Cosimi, Borselli e Gorelli si confermano migliori in campo, mentre Vegnaduzzo conferma di essere l’uomo di cui i maremmani non possono fare a meno, al di là dei gol. Il Grosseto conquista tre punti preziosissimi e rimane in scia a Cuoiopelli e San Gimignano, entrambe vittoriose, in attesa di recuperare il derby con il Poggibonsi.

Grosseto vs Atletico Piombino: la sala stampa

0

Mario Ceri

Pur avendo giocato mercoledì correndo tanto, la squadra oggi ha pressato quasi fino al 90°, questo gruppo ora mi piace proprio! E’ stata una buona partita, siamo più cinici e affamati anche se sbagliamo ancora goal quasi fatti. Per quello che riguarda il campionato, purtroppo, anche vincendole tutte, dobbiamo aspettare passi falsi delle altre sperando che ci siano. La Coppa diventa fondamentale, faremo di tutto per proseguire il cammino anche lì.

Edoardo Laiolo

Faenzi è rientrato e siamo contenti, i due problemi sono Invernizzi e Degl’Innocenti: il primo con una lesione in un punto diverso dal precedente su cui stiamo lavorando, il secondo con una distrazione dell’adduttore che ha iniziato a correre nuovamente oggi. Per entrambi, visto i tempi stretti, cercheremo di fare il possibile rimettendoli in campo al più presto.

Matteo Cosimi

Tanta soddisfazione e due goal importanti per i tre punti. Ho un momento positivo e andiamo avanti così, ancora non abbiamo ottenuto nulla. Sono riuscito a sbloccarmi e cerco di credere in tutte le palle che mi possono capitare, anche quelle più sporche, il secondo goal ne è una dimostrazione. Un mese fa si parlava per me di tribuna e ora invece la situazione è nettamente migliorata!

Vincenzo Vento

Dopo la traversa sono arrivato con troppa foga sul pallone, peccato, ma dopo mi sono rifatto. Per fare bene conta giocare, trovando il goal sembra tutto più semplice. Per questo quando entro cerco di dare il massimo e farmi trovare sempre pronto come vuole il Mister. Chi gioca sta facendo bene e chi subentra gioca al 150% e si vedono i risultati. I miei amici, in curva, non facevano altro che dirmi che volevano un mio goal e quello di oggi è tutto per loro, se lo meritano davvero, vederli felici è stata un’emozione unica!

Domenica Giornata Biancorossa mentre il 25 previsto il recupero contro il Poggibonsi

0

L’U.S. Grosseto comunica che domenica, contro il Piombino, ci sarà la “Giornata Biancorossa” e pertanto non saranno validi gli abbonamenti. Le prevendite sono già iniziate su tutto il circuito ciaotickets. Ai sostenitori neroazzurri sarà riservata la curva sud. Domenica inoltre saranno aperte tre biglietterie, le due tradizionali davanti alla piscina per i biglietti di tribuna laterale Nord e curva Nord ed una sotto la gradinata, per tribuna laterale sud e curva Sud. Le biglietterie apriranno dalle ore 12.30.

Si informa infine che la partita contro il Poggibonsi sarà recuperata domenica 25 marzo alle ore 15. Restano disponibili i biglietti presso Parrucca e Bar Stadio mentre rimangono validi i biglietti che sono già stati acquistati.

L’antipatico

0

Quindi mercoledì scorso la squadra, seguita da un manipolo di, quanto mai, originali tifosi, si è andata a prendere, con autorevolezza, la qualificazione ai quarti di finale della Coppa Italia di Eccellenza.
Impressionante la personalità con cui tutta la squadra ha approcciato a questo importante snodo della stagione facendo sembrare semplice ciò che non lo era affatto e straordinario (per chi come me lo ha vissuto) il cordone ombelicale che hanno creato alcuni nostri tifosi per comunicare attraverso i social l’andamento della partita.
E’ antipatico fare nomi ma Alessandra alla parte tecnica ed Eddy alla telecronaca sono un duetto che ci invidia anche SKY.

Poche ore prima il San Gimignano capitolava in casa contro il, sempre ostico, Poggibonsi.
Anche in questo caso molto apprezzati i puntuali aggiornamenti che Cartesio ci forniva via social.
E’ sempre antipatico guardare in casa degli altri, pazienza, per stavolta, ce ne faremo volentieri una ragione.
Fiato sul collo e non molliamo un c ….. vabbè, non molliamo niente!!!

Pochi giorni prima, in una stanza di albergo ad Udine, se ne andava Davide Astori, ragazzo giovane, padre di una bambina e capitano della Fiorentina.
E’ sempre antipatico fare le classifiche, come Dani Alves dico solo che certe morti colpiscono l’immaginario collettivo più di altre perché certi personaggi entrano quasi quotidianamente nelle nostre case e questo fa si che, anche se non li conosciamo personalmente, li sentiamo più vicini, più intimi.
Non so se è giusto, non so se in tutto questo c’è una morale, ma è così.

Un mese prima arrivava, a Grosseto, Andrea Danesi, tra diffidenza generale (anche la mia) e affetto mortificato (anche il mio) per il nostro ex capitano.
Le sue prime “uscite” sono state considerate infelici, e forse per certi versi lo sono anche state, ma molto probabilmente servivano per rompere vecchi consolidati equilibri, al fine di crearne di nuovi, più congeniali alla sua visione di calcio, spogliatoio e rapporto con la stampa.
Mi da l’impressione, in una sorta di bilancio del primo mese, di aver parlato poco con la lingua e tanto con i fatti.
E’ evidente, a mio modesto parere, la sua capacità di plasmare, modellare e forgiare il materiale umano a sua disposizione.
E’ sempre antipatico interrompere rapporti professionali con persone di cui nutri profonda stima ma questa sembra proprio una di quelle vote in cui farlo è stato doloroso ma necessario e fruttuoso.

T&GO