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Arriva l’Atletico Piombino, Miano: “E’ un derby difficile, ma siamo pronti”

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Una gara particolare per il tecnico del Grosseto che affronta per la terza volta in stagione l’Atletico Piombino. Il Grifone vuole proseguire il volo solitario in testa alla classifica, ma per farlo deve battere allo Zecchini i nerazzurri, che in settimana hanno cambiato allenatore. Una situazione molto simile a quella dell’ultima giornata disputata sul campo dell’Atletico Cenaia che, proprio contro i biancorossi, presentava un nuovo tecnico in panchina. «Vivendo qua, ho percepito che mister Fratini ha portato entusiasmo e ci saranno tanti giocatori che vorranno mettersi in mostra già dalla partita contro di noi – racconta Sebastiano Miano -. Sarà una gara difficile, non ho grandi informazioni su come verranno a giocarsela, ma non ha importanza, perché tanto la gara dobbiamo farla noi».

La settimana di sosta è servita al mister biancorosso per lavorare su alcuni aspetti da correggere e anche per sperimentare nuove soluzioni tattiche, come quelle provate nell’amichevole contro il Montiano. «Ho cercato di recuperare chi ha giocato di meno e preparare questa sfida al meglio in modo da portarla a casa – precisa Miano -. Sotto il profilo del gioco che esprimiamo possiamo fare meglio, c’è da migliorare e la sosta è servita proprio a questo. In ogni caso abbiamo lavorato bene e i ragazzi si sono dimostrati molto disponibili nel provare nuove soluzioni. Quello con l’Atletico Piombino è un derby difficile, ma siamo pronti per fare una grande partita».

Miano avrà a disposizione l’intero organico avendo recuperato gli infortunati di lungo corso. Unico elemento in dubbio resta Del Nero, ancora non al meglio della condizione.

A scuola con il Grifone

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E’ ufficiale l’accordo tra la Società Unionista e alcune scuole elementari del Comune di Grosseto. Il primo progetto di collaborazione con le scuole, al quale ci auguriamo ne seguano tanti altri, è stato siglato tra l’U.S. Grosseto e l’Istituto Comprensivo Grosseto 5, che comprende le scuole elementari di via Rovetta, via De Amicis e Braccagni. L’iniziativa é stata accolta con grande entusiasmo dalla direzione didattica e dai calciatori stessi che, per 60 ore complessive nel corso dell’anno scolastico, affiancheranno gli insegnanti di motoria e cercheranno di far divertire i bambini, avvicinandoli ai colori della squadra della propria città. Per il momento le classi interessate saranno le terze, le quarte e le quinte.

Per celebrare la collaborazione, la Società ha messo a disposizione degli alunni 500 inviti omaggio per la partita di domenica prossima contro il Piombino. Gli inviti, valevoli per la Curva Nord, danno diritto ad un biglietto a soli 3 euro per chi accompagna il bambino.

 

C’è l’effetto sosta, ma il Grifone vuole riprendere la corsa

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Una sosta vissuta con il primato in tasca. Il Grifone non vede l’ora di riabbracciare il campionato e il proprio pubblico con l’intento di provare l’allungo in vetta alla graduatoria. I biancorossi nel sesto turno ospitano l’Atletico Piombino che in questa stagione è già stato affrontato per due volte nel primo turno di Coppa Italia. Tra la squadra di Miano e i nerazzurri ci sono sempre state due reti di scarto in favore dei grossetani: un trend di buon auspicio, ma che non deve ingannare. In prima battuta la coppa è spesso vissuta come manifestazione di rodaggio al campionato, in seconda analisi gli ospiti, in settimana, hanno cambiato allenatore e cercano nuova spinta per rilanciarsi in una classifica deficitaria. Una situazione analoga che si era verificata anche contro un altro Atletico del girone: il Cenaia, che aveva cambiato guida tecnica in vista del match con i maremmani.

In ogni caso sono aspetti che non si possono sottovalutare e che si aggiungo al temuto effetto sosta. Il campionato, infatti, si è fermato sul più bello, con il Grosseto lanciato in vetta e reduce da una serie di risultati utili piuttosto confortanti. La speranza del popolo unionista è che la pausa non abbia distratto i biancorossi, pronti a rimettersi in marcia, a conquistare i tre punti allo Zecchini e, perché no, ad allungare in classifica. Il prossimo turno, a tutti gli effetti, potrebbe essere favorevole al Grifone, almeno osservando l’intreccio nella parte alta della graduatoria, con il Montecatini impegnato con il Pro Livorno Sorgenti e il Montignoso che renderà visita al Fucecchio. Alle spalle del Grosseto, quindi, si affronteranno seconda contro quinta e terza contro quarta: l’occasione è quella giusta, a patto di non sottovalutare in partenza l’Atletico Piombino.

Intanto nella test amichevole di ieri, la squadra di Miano ha superato il Montiano con il punteggio di 7-0, con le reti di Pirone, Camilli su rigore, tripletta di Boccardi, Pierangioli e Andreotti. Questo l’undici iniziale schierato dal tecnico dei biancorossi: Nunziatini; Pizzuto, Ciolli, Gorelli, Lepri; Raito, Zagaglioni, Luci; Camilli, Pirone, Pierangioli. Nella ripresa invece Miano ha mandato in campo Cipolloni; Cantore, Gorelli, Sabatini, Zagaglioni; Cretella, Fratini, Pierangioli, Boccardi; Andreotti, Molinari.

Giovanili biancorosse: anticipo ok per i Giovanissimi B

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Giocano d’anticipo i Giovanissimi B allenati da Roberto Gafà che superano di slancio il Massa Valpiana con il punteggio di 6-0. Biancorossi avanti al 15’ con Tenci che sfrutta alla perfezione un lancio lungo di Bertoni dalla trequarti campo. Al 27’ il raddoppio di Benetello, rapido a depositare in rete una conclusione di Arrigucci non trattenuta dal portiere. Lo stesso Benetello porta in dote il tris del Grosseto al 34’, con una deviazione a correggere una rovesciata di Tenci su cross di Colli. Nella ripresa al 42’ la quarta rete su calcio di rigore, trasformato da Tenci e concesso per atterramento di Turbanti. Al 62’ tocca invece a Pisotta insaccare in porta dopo una scorribanda sulla corsia laterale, mentre al 65’ Benetello serve a Corti il pallone per il definitivo 6-0. La squadra dei Giovanissimi B ottiene così il terzo successo su altrettante partite in questo avvio di campionato.

MASSA VALPIANA-GROSSETO 0-6
MASSA VALPIANA: Romei, Vagnetti, Sartini, Sani, Cozzatelli, Totti, Grassini, Carli, Giannoni, Vannini, Guarini. A disp. Spinelli, Boccabella, Pollini.
GROSSETO: Scavuzzo, Colli, Barbetti, Dovidio, Bertoni, Bardi, Arrigucci, Affabile, Benetello, Tenci, Corti. A disp. Passalacqua, Pisotta, Gamberi, Veglianti, Turbanti. All.Gafà.
Reti: 15’Tenci, 27’Benetello, 34’Benetello, 42’Tenci rig., 62’Pisotta, 65’Corti.

Impegno serale di Coppa per il Grosseto

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Il Grosseto ospiterà il Valdinievole Montecatini per la partita valevole per i quarti della Coppa Italia di Eccellenza il giorno mercoledì 14 Novembre alle ore 20:30.

Il sesto turno

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Il cammino interrotto a Cenaia riprende. Il Grifone è tornato in pista agli ordini di Miano e il suo staff. Con il rientro dalla positiva avventura della rappresentativa di Lega di Andreotti e Gorelli, la presenza gradevolissima di Fratini e Luci, il gruppo era praticamente al completo. Unica defezione quella di Molinari stoppato dalla febbre. Allenamento costruttivo, profondo, interpretato nel modo giusto sul piano fisico e mentale. Serio. L’avversario di domenica, l’Atletico Piombino, è stato sconfitto in coppa ma affrontarlo con troppa sufficienza sarebbe una leggerezza che la capolista non può e non deve permettersi. L’immagine odierna del Grifone è stata di una squadra pronta a scendere in campo cercando il successo usando le qualità già dimostrate con l’intenzione di una ulteriore crescita generale.

Un uomo banale

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Nonostante abbia ormai raggiunto un’età in cui di esperienza ne dovrei avere accumulata abbastanza, io, ancora oggi, ogni volta che mi capita, ci resto male.
Persone che prima frequentavano lo stadio assiduamente, adesso non ci mettono più piede.
Attenzione, non sto parlando di quelle fasi della vita in cui, per mille ragioni, si devono cambiare le priorità e quindi, di conseguenza, le abitudini.
Sto parlando di te che hai semplicemente sostituito l’U.S.Grosseto con una parabola satellitare o ancora peggio con un’altra squadra, ovviamente, di serie A e naturalmente, il più possibile vincente.
Come si fa a barattare un amore?
Quale “sana” soddisfazione ti può dare tifare per una squadra che non ha nulla a che vedere con la tua storia personale e con le tue origini?
Parlo di “sana” soddisfazione perché, invece, quella di cui soffri tu non è altro che la proiezione, contraffatta, delle tue frustrazioni, dei tuoi insuccessi, dei tuoi fallimenti e delle tue umiliazioni che cerca riscatto nei successi altrui.
Successi che in realtà non ti appartengono, successi che ti aiutano soltanto a distaccarti dalla realtà come una bottiglia di vino scadente lo è per un alcoolizzato.
Parlo con te.
Si.
Proprio con te.
Con te che stai vivendo una vita non tua, che stai esultando e gioendo di successi non tuoi, con te che stai tifando una squadra che appartiene ad una terra e ad una città in cui si parla un dialetto che tu neanche capiresti.
Posso arrivare a comprendere di simpatizzare , è inevitabile e in parte lo faccio anche io, per una squadra della massima divisione ma arrivare ad abbandonare del tutto la squadra della propria città…questo no, questo mai!!!
Esiste una pagina FB dal nome “Tifosi e simpatizzanti Grosseto calcio!”, nel nome c’è già la differenziazione tra tifosi e simpatizzanti, ma tu non appartieni a nessuna delle due categorie.
Tu sei il “nulla”.
E quando ti ripresenterai allo stadio, perché succederà molto prima di quello che pensi, ti accoglieremo per l’appunto come se “nulla” fosse successo.
E a quelli che penseranno, leggendomi, che sono troppo radicale in questo mio giudizio, rispondo che per me esiste solo un modo di vivere il calcio e di questo non esistono compromessi.
Il calcio è passione e le passioni si vivono solo con il cuore.
Ed il cuore non si baratta.
Ma certe cose non si posso spiegare.
O ce l’hai, o non ce l’hai.
Ciao, uomo banale, a presto.

Le passioni moderate producono uomini comuni.
(Denis Diderot)
Non si può descrivere la passione, la si può solo vivere.
(Enzo Ferrari)
È appassionandosi che si vive e vibra, tutto il resto è un arrancare stanchi.
(Anna Salvaje)

T&GO

Giovanili biancorosse: festival del gol per i Giovanissimi B

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Secondo successo consecutivo per il Grosseto nei Giovanissimi B. In un week-end in cui la maggior parte dei campionati osservano un turno di riposo, i giovani di Roberto Gafà si scatenano contro l’Invicta, andando a bersaglio per dieci volte. Avvio di gara contraddistinto dalla supremazia dei biancorossi che al 16’ passano con Tenci che deposita in rete un cross dalla sinistra effettuato da Turbanti. Lo stesso Tenci raddoppia al 20’ realizzando così la personale doppietta. Tocca a Pisotta mettere dentro il 3-0, mentre Tenci ne approfitta per la tripletta con un colpo di testa su cross di Veglianti che vale il poker di segnature. Gamberi è lesto a ribadire in rete una corta respinta per il 5-0 che manda le due squadre all’intervallo. Nella ripresa non cambia la musica. Al 10’ Bertoni insacca su angolo di Veglianti, mentre il 7-0 è opera di Pisotta con un tiro dalla lunga distanza. Veglianti sale in cattedra nel finale e realizza l’8-0, prima di fornire ancora un assist per Gamberi, con il definitivo 10-0 realizzato con un tiro-cross di Benetello. Prossimo appuntamento fissato per il 20 ottobre, in trasferta contro il Massa Valpiana.

GROSSETO-INVICTA 10-0
GROSSETO: Scavuzzo, Arrigucci, Turbanti, Affabile, Passalacqua, Veglianti, Pisotta, Gamberi, Tenci, Dovidio, Bardi. A disp. Barbetti, Bertoni, Colli, Corti, Benetello.
INVICTA: Franci, Bartolomei, Fossile, Bolognesi, Comitale, Cenni, Fabbrucci, Arzilli, Dani, Alasia, Benvenuti. A disp. Giacopelli, Erman, Nuzzo, Ferroni, Cerbone.
Reti: Tenci (3), Pisotta (2), Gamberi (2), Bertoni, Veglianti, Benetello.

Le parole mai dette

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Alle cuffie ho preferito un libro.
Ogni tanto riposo gli occhi osservando per qualche istante il veloce scorrere di questo vecchio mondo dal finestrino.
Più mi allontano da Roma è più la natura prende il sopravvento su tutto.
Il cemento lascia spazio al verde.
Poso lo sguardo nuovamente sul libro e in pochi secondi sono in Africa, esattamente in Tanzania, seduto accanto al suo leader storico, Julius Kambarage Nyerere.
Un uomo che fece di tutto per affermare il diritto di questa piccola nazione a determinare il proprio futuro in piena autonomia dalle potenze colonialiste.
Molto probabilmente, se nella storia di quel continente ci fossero stati più uomini come lui, le attuali battaglie politiche si sarebbero concentrate su ben altro.
Sottraggo nuovamente il mio sguardo dal libro.
Fin da piccolo ho sempre avuto l’inclinazione irrefrenabile a prendere posizione al fianco del più debole.
Seduzione verso le scommesse perse.
Ho lo zaino posato a terra, tra le gambe, mi curvo leggermente, apro qualche centimetro di lampo, infilo dentro la mano e la riconosco subito al tatto.
La mia sciarpa.
Ne tiro fuori un lembo e così lo lascio.
Lo voglio osservare ogni tanto, come fosse la foto di una persona cara esposta in salotto.
Guardo nuovamente fuori, siamo entrati in Maremma.
Il tempo viene scandito pesantemente dall’incedere delle rotaie.
Ma non è fastidioso, piuttosto somiglia ad un mantra in cui i pensieri sembrano fluire più liberamente.
Con il fisico che ho è normale che abbia sempre avuto una simpatia per il più debole.
Adesso mi prendo per il culo anche da solo?
Il treno si ferma, non ho visto il cartello, la stazione è anonima.
Entra gente, non molta.
Davanti a me prende posto una signora distinta.
Ci salutiamo con un sorriso appena accennato.
Chi sa dove sta andando e perché?
E se me lo domandasse lei io cosa gli risponderei?
“Sto andando a Cenaia per stare con la mia gente”.
No, non capirebbe, posso fare di meglio.
“Sto andando a Cenaia a vedere il Grosseto in trasferta perché……perché è un cordone ombelicale che non riesco e non posso recidere”.
No, dai troppo smielato, al solo pensarlo mi s’è gustato un dente.
“Sto andando in trasferta per una macedonia di motivi, dal senso di libertà, al gusto di tornare un po’ bambini, al senso di appartenenza ed anche, come il libro che sto leggendo, per aiutare la mia squadra a determinare il proprio futuro in piena….”
No vabbè, sei pesante.
Qualcosa di più breve ma corposo.
“Sto inseguendo un sogno. Forse lo faccio da sempre. Non conosco altro modo per dare un senso a questa mia esistenza”.
Il treno rallenta, le rotaie smettono di scandire il tempo lasciando il posto ad un sibilo ferroso.
Grosseto.
Mi alzo e prendo in spalla lo zaino.
La distinta Signora mi fa cenno con la mano che qualcosa nel mio bagaglio non va.
Mi giro e vedo che la sciarpa ancora penzola fuori dalla cerniera.
Sempre con un sorriso ringrazio.
La distinta Signora non mi farà mai nessuna domanda e scenderò dal treno senza scambiare una parola con nessuno all’infuori del sottoscritto.
Il vagone si arresta con uno scossone, le porte si aprono, davanti a me intravedo l’imponente figura del TAV che mi è venuto a raccattare.
Non è più tempo di riflessioni.
Devo inseguire un sogno.
Con la mia sciarpa al collo.

T&GO

Anche i buoni finiscono all’Inferno

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Inferno, luogo di disperazione e punizione, idea astratta di totale oscurità e sofferenza. Milton nel suo immaginario poetico «(…) osserva quell’aspro e pauroso e desolato luogo, quella prigione orribile e attorno fiammeggiante, come una grande fornace, e tuttavia da quelle fiamme nessuna luce, ma un buio trasparente, una tenebra nella quale si scorgono visioni di sventura, regioni di dolore e ombre d’angoscia, e il riposo e la pace non si troveranno, né mai quella speranza che ogni cosa solitamente penetra (…)» Esistono Inferni in terra? Certo, e di svariati tipi: amorosi, professionali, relazionali, sportivi… Il Grifone, ad esempio, è nel pieno del suo Inferno: una categoria dilettantistica con cui non ha più nulla da spartire o condividere. Un Inferno in cui è precipitato per tutta una serie di motivi che non devono essere spiegati e da cui è necessario riemergere al più presto, con le proprie ali e con la propria determinazione. Anche una squadra di calcio può dunque “ritrovarsi all’Inferno”, senza necessariamente puzzare di zolfo.

Del resto, chi non ha o non ha mai avuto un proprio Inferno personale da cui provare a riemergere? Fatte le dovute proporzioni, il Cenaia stesso, ultima formazione affrontata in campionato dal Grifone, (come si legge sul sito ufficiale della Società), è «uscito a riveder le stelle (…) dopo aver affrontato l’inferno, calcisticamente parlando, rappresentato da tre scontri in fila contro le prime tre della classe (…)» non più di qualche mese fa. L’Inferno non conosce dunque meriti e blasone, non guarda in faccia nessuno, sia che tu abbia giocato a Marassi o che tu non sia mai uscito da qualche campetto polveroso di provincia: ognuno ha il proprio, è solo una questione di tempo e di dimensioni.

Voglio tranquillizzarvi però perché l’Inferno è un mero concetto astratto, un’allegoria che i meno sprovveduti consideravano un tempo «..un’invenzione di preti e frati per tirar nella rete i sempliciotti…». Tutto vero e tutto capibile (mi auguro) eccezion fatta per quella maledetta rabbia e quella diabolica frustrazione che talvolta offuscano la mente dell’essere umano: l’Inferno, allora, può diventare davvero reale e a noi, che abbiamo quasi assaporato il Paradiso, non rimane altro che comprendere e perdonare, senza biasimare.