Con una nota ufficiale la F.C. Grosseto ha comunicato di aver affidato la panchina a Nevio Orlandi. A Danilo Pagni viene affidato l’inbcarico di Direttore Sportivo mentre ad Alessio Bifini il ruolo di allenatore in seconda. Presentazione ufficiale questo pomeriggio, alle ore 17:00, presso lo stadio Carlo Zecchini.
Giacomarro si, Giacomarro no
Sono ore decisive per le sorti del mister e per l’intera stagione del Grifone. Mentre Bifini dirige l’allenamento pomeridiano in casa della società si ragiona profondamente sul confermare il licenziamento di Giacomarro o proseguire come si era iniziato. Giacomarro è sempre in città attendendo di sapere il suo destino. L’asse Maremma – New York è attualmente intasata di comunicazioni e video conferenze tra tutti i soci, Janet compresa. Giacomarro ha spiegato le sue ragioni al presidente sottolineando la delicatezza di esonerarlo nel momento cruciale del campionato. Lo spogliatoio intanto si è espresso a favore del tecnico assumendosi le responsabilità di un gioco molto approssimativo. Anche questo atteggiamento dei giocatori potrà avere un sostanziale peso specifico nella vicenda. Tra poche ore il dado sarà tratto.
Trasferta di Genzano, i Maremamni 1912 organizzano un pullman
In attesa che la società sciolga ogni dubbio su chi siderà (o risiederà) sulla panchina biancorossa, i tifosi non si fermano e guardano già al futuro, un futuro che si chiama Cynthia. Per questo hanno organizzato un pullman per la trasferta di domenica a Genzano. Prenotazioni presso il negozio Parrucca, in via Oberdan.
Superstiti e guardiani
Decido di vederne una dal gabbiotto.
Mi stuzzica l’idea di disturbare Giancarlo e Giacomo mentre fanno la radiocronaca.
Poi la partita e questo è quello che mi resta.
Un arbitraggio, come si diceva una volta, all’inglese che non mi disturba affatto.
Un vento che per lunghi tratti ha condizionato la partita.
Complice, forse, anche delle due occasioni create dal Rieti.
Un terreno di gioco che, palla a terra, non aveva nulla da invidiare all’orto del mio povero nonno.
Un secondo tempo con quattro attaccanti in linea ad affollare ulteriormente un’area di rigore in cui già non passava uno spillo.
Tanta volontà ma scarsa lucidità.
A fine partita fischi per i nostri e applausi per gli avversari.
In tarda serata l’esonero di Mister Giacomarro.
Questo il ‘bignami’ della pagina di storia scritta ieri dal Grifone.
Un capitolo che si chiude e uno nuovo che, da oggi, inizieremo a scrivere.
Ma la domanda che mi ronza in testa è: cosa vuol dire essere tifosi?
È giusto fischiare la propria squadra dopo una partita come quella di ieri?
È giusto applaudire gli avversari?
È giusto essere già convinti che, per quest’anno, è tutto finito?
È giusto anteporre egocentrici personalismi di tutti i generi (uno su tutti quello dell’io l’avevo detto) al sentimento disinteressato del vero tifoso?
Io non sto dalla parte della società, non sto dalla parte della squadra, non sto dalla parte del Mister e soprattutto non sto dalla parte mia.
So solo una cosa, e la so bene.
Ieri quello che più mi è mancato è stato non essere in Nord, vicino a quei ragazzi.
È inutile provarne altre, non ci sono alternative a quel modo di essere tifosi.
O almeno io non ne conosco.
Quei ragazzi sono l’unica cosa vera che è rimasta nel calcio.
Superstiti e guardiani di una mentalità in via d’estinzione.
Ripeto.
Superstiti e guardiani.
T&GO
Esonerato mister Giacomarro
Doveva attendere fino a domani, doveva rifletterci su ma a quanto pare Max Pincione le idee le aveva già chiare su quale fosse il futuro del mister. Di seguito il comunicato ufficiale della F.C: Grosseto.
La F.C. Grosseto comunica di aver sollevato il sig. Domenico Giacomarro dall’incarico di Allenatore responsabile della prima squadra. La Società ringrazia il sig. Giacomarro per l’impegno profuso e il lavoro svolto, augurando sinceramente allo stesso le migliori soddisfazioni personali e professionali.
Rieti e Grosseto due mondi opposti
La parola chiave dell’intervento di Pincione è stata “menefreghismo”. Una frustata dolorosa, un intervento a gamba tesa. Con quel termine il presidente ha riassunto lo stato attuale del Grifone sconfitto per la prima volta anche sul terreno amico in una gara troppo importante per essere considerata solo uno scivolone. Doveva essere il riscatto di un gruppo e di una panchina, il giorno del colpo d’ala, il riallineamento con la società e il popolo. Così non è stato. Brutta partita, brutto risultato, brutta figura. Giacomarro e i suoi delfini hanno fallito in lungo e in largo. Poco gioco, scarsa concentrazione, cattiva gestione dell’evento. Dopo le carezze è il momento delle critiche per uomini capaci di sollevare entusiasmi, raccogliere consensi e far pensare ad un futuro roseo. Invece il domani è già segnato. Esprimendosi con quel “menefreghismo” Pincione ha già fatto le sue scelte pur prendendosi ufficialmente una notte e un giorno per deliberare. Non era in preventivo questa piega della stagione, i giorni belli erano stati portatori di ottimismo, il bel gioco faceva intravedere un cammino difficile ma sostanzialmente uniforme. I buoni giudizi piovevano come manna sulla squadra. Adesso la rottura appare insanabile, il futuro senza appigli. Pincione prenderà le sue decisioni con la classica calma che, apparentemente, lo anima. Il nuovo decorso rappresenta un enigma molto duro da sciogliere come arduo appare il lavoro del nuovo (eventuale) allenatore. Anche la rosa dovrebbe subire tagli pesanti. Da contraltare le dichiarazioni del tecnico Paris: “Siamo partiti senza nulla, nemmeno il preparatore atletico, con la sola salvezza nel mirino. Adesso siamo primi”. Il bello e il cattivo del calcio è rappresentato da questo quadro. Da una parte una società “con tutto a disposizione per i calciatori” come ha ribadito Pincione, dall’altra un Rieti partito nudo e crudo e adesso principe del girone. Ora aspettiamo le decisioni del primo dirigente biancorosso, attendiamo come, e se, varierà il panorama biancorosso. La sesta di ritorno passerà alla storia come il punto di non ritorno in casa Grifone. Peccato, si pensava in maniera completamente diversa. Segno evidente che il calcio segue leggi molto distanti dal cuore.
Pincione : “Questa squadra non gioca a calcio”
Pincione si siede in sala stampa dopo che era stato annunciato il totale silenzio biancorosso. Il presidente ha gli occhiali in fronte, un viso nero come le nuvole sopra lo Zecchini, l’espressione generale che riassume la gara, e la sconfitta, del Grifone. “Una situazione che non mi piace – dice – adesso devo fare quello che devo fare. La matematica non ci condanna e non voglio lasciarmi scappare l’occasione di arrivare all’obiettivo prefissato. Devo riflettere. Individualmente non siamo inferiori a nessuno, è il complesso che non fa un c…o, non c’è stato nessun miglioramento. Troppi tacchi, nessun tiro in porta. La squadra crede che le gare durino 560’ invece che 90’, e nessuno prova a reagire. Al mister avevo dato carta bianca. L’inizio del declino lo ripongo alla partita con la Sangiovannese dove siamo stati esclusi dalla coppa Italia per arroganza e sufficienza. In quel momento è cambiato qualcosa. La società –continua Pincione – ha dato il massimo, paghiamo regolarmente ogni 15 giorni, mettendo ogni risorsa a vantaggio della squadra. Io ci credo ancora, ma non come siamo adesso, serve una svolta sostanziale. Il Rieti ha fatto la partita che dovevamo giocare noi, all’incontrario ho visto un totale menefreghismo in campo. Quando sono ritornato in società ho chiesto di più alla squadra e non è stato fatto. Almeno potevamo batterci al massimo, ma le lacune di oggi sono quelle di settembre. Poi non vedo capacità nelle sostituzioni. Non funziona nulla. Il tecnico ha fatto il mercato che voleva bocciando le soluzioni dettate dalla società. Anche quando la squadra ha vinto 5 gare di seguito personalmente osservavo una formazione in declino. Dobbiamo cambiare, le carenze sono sempre le stesse. I giocatori – conclude il presidente – sono stati indottrinati a giocare a memoria e non a calcio”.
Grosseto Vs Rieti: le pagelle
GAGNO 5,5: non ha colpe specifiche sul gol incassato, ma in generale si dimostra poco deciso in diverse occasioni, soprattutto nei disimpegni con i piedi. Spesso impreciso sui rilanci, non dà tranquillità al reparto difensivo.
UNGARO 5: torna titolare dopo tanto tempo passato tra panchina e tribuna, non può essere al meglio ed i rapidi attaccanti avversari finiscono per metterlo in difficoltà. Sul gol interviene a vuoto e lascia via libera a Barone.
(66° PATIERNO 6,5): entra e dà vitalità al reparto offensivo, va vicino al gol con un bell’avvitamento di testa in area di rigore, il suo ingresso poteva forse essere anticipato.
DI GIORGIO 5,5: non brilla al centro della difesa, rischia troppo con il pallone tra i piedi.
SCHETTINO 6,5: il migliore del Grosseto, soprattutto nel secondo tempo, quando salva su un avversario lanciato a rete ed alimenta il gioco offensivo con tanti passaggi ed interventi in anticipo ben eseguiti.
LIBUTTI 5,5: prova a sfondare sulla destra, ma sbaglia tutti i traversoni, risultando impreciso al momento decisivo. Fuori un suo diagonale di destro nel secondo tempo.
(78° CREMONINI S.V.): Giacomarro lo mette in campo per dare maggiore spinta nel finale, ma il tempo a disposizione per lui è troppo poco.
VACCARO 6: prova ad alimentare il gioco in mediana, ci riesce solo a tratti ma nemmeno lui brilla.
LAURIA 5: troppo leggero per giocare davanti alla difesa, non offre la dovuta copertura per fare da schermo alla difesa ed anche in fase di impostazione si limita troppo al compitino.
ZOTTI 5: il capitano inizia abbastanza bene la partita, ma si perde ben presto e risulta avulso dal gioco. Sembra non gradire la posizione di interno di centrocampo e la sua condizione fisica appare ancora non buona.
LAVOPA 5: soffre le condizioni non certo perfette del campo, le sue iniziative scarseggiano ed il gioco del Grosseto ne risente. Forse deve rifiatare un po’ dopo una prima parte di campionato ad altissimi ritmi.
DI GENNARO 5,5: pochi palloni giocabili per lui, non riesce ad incidere anche perché la difesa del Rieti lo marca strettissimo non concedendogli mai spazio e tempo per girarsi quando si trova con le spalle alla porta.
(57° NAPPELLO 5,5): entra nell’ultima mezz’ora per cercare di raddrizzare la partita, ma stavolta non riesce ad incidere come vorrebbe.
PALUMBO 5: sembra in fase calante di forma, nel primo tempo supera il portiere ma calcia a lato da posizione defilata, nella ripresa ci prova da lontano ma non inquadra la porta. Partita da dimenticare in fretta.
Grosseto Vs Rieti 0-1 (0-1)
Un Grosseto sbiadito lascia i tre punti al Rieti, brutta prestazione dei biancorossi






