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Grosseto Vs Albalonga: le pagelle

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GAGNO 6: un paio di interventi facili e nulla di più, giornata tranquilla per il giovane portiere biancorosso.

LIBUTTI 6,5: limita le incursioni nel primo tempo, nella ripresa si fa vedere di più e sbroglia qualche situazione difficile in difesa.

UNGARO 6,5: gioca con grande sicurezza, annulla gli attaccanti avversari.

DIGIORGIO 6: guida la difesa senza problemi, rimedia un cartellino giallo forse evitabile.

MACIUCCA 6,5: spinge con continuità nel primo tempo, meno intraprendente nella ripresa. In fase difensiva non sbaglia un colpo.

LAURIA 6,5: vertice basso del rombo del Grifone, mette ordine alla squadra si dimostra molto utile come filtro davanti alla difesa.

NICHELE 6: appare un po’ fuori ruolo nella posizione di centrocampista interno destro del rombo, meglio nella ripresa quando viene restituito alla posizione centrale.

OLIVIERI 5,5: gioca dietro le punte, ma è meno brillante del solito, forse accusa il caldo.

(90° PEANA s.v.): gioca solo il recupero.

VACCARO 5,5: luci ed ombre per il giovane centrocampista biancorosso, che pecca di continuità nella sua prestazione. Mister Orlandi lo richiama in panchina nel secondo tempo.

(63° CREMONINI 6): qualche buona iniziativa sulla fascia destra, con lui il Grosseto torna al 4-4-2 classico.

NAPPELLO 6,5: si procura e trasforma il rigore, decidendo il match nel primo tempo.

(75° PATIERNO 5,5): ha una buona occasione nei minuti di recupero, ma calcia a lato da buona posizione, mancando il raddoppio.

DI GENNARO 6,5: come al solito non si risparmia e svolge un gran lavoro nella fase di non possesso, andando a pressare il portatore di palla avversario, oltre alla solita buona protezione della palla per far salire la squadra.

Grosseto Vs Albalonga 1-0 (1-0)

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Biancorossi di rigore, dal dischetto decide Nappello

Grosseto vs Albalonga in diretta radiofonica su Radio Onda Biancorossa

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Oggi pomeriggio, a partire dalle ore 15:00, Giancarlo Mallarini, Giacomo Spinsanti e Riccardo Coen vi racconteranno la radiocronaca di Grosseto vs Albalonga.

Per ascoltare la radio sarà sufficiente collegarsi alla Home Page di Biancorossi.it con il vostro computer o con il vostro smartphone/tablet (cliccando sul player che appare in alto). Inoltre potrete seguire la trasmissione radiofonica attraverso la nuova App gratuita, di Radio Onda Biancorossa, per dispositivi Apple, accessibile a questo link. In alternativa, si potrà scaricare l’applicazione gratuita spreaker, disponibile per tutti gli smartphone (iPhone e Android).

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Rifinitura a porte chiuse

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Fine delle pause, si ritorna in campo. Davanti 6 partite dove dimostrare che questo Grifone non è quello tremolante di Ostia. Il tecnico Orlandi arriva direttamente dalla rifinitura avvenuta a porte chiuse. “Si riparte dalle difficoltà incontrate a Ostia – annuncia – dalle lacune in cui siamo caduti. L’obbiettivo adesso si chiama secondo posto visto che la Viterbese Castrense adesso è troppo lontana. La capolista  ha inciso positivamente nella stagione sfruttando molti episodi favorevoli che ne hanno agevolato l’ascesa”. Davanti c’è l’Albalonga. “Squadra rognosa – Orlandi la battezza così – capace di variare disposizione degli uomini in campo con facilità. Al suo interno giocano uomini esperti e validi. Sono camaleontici, noi non dovremo concedergli la possibilità di attingere a queste facoltà”. Parliamo di uomini. “Palumbo non è disponibile – risponde il tecnico – su di lui è in atto un provvedimento della società, che lo tiene lontano dal gruppo. Maciucca è in ripresa da tre settimane e sta aumentando la forma fisica. In settimana si è lavorato sulla coppia Lauria – Nichele. È probabile che giochino insieme per la prima volta, ci sto pensando, come sempre decido domani”. Avete discusso sulla sconfitta di Ostia? “La squadra ha avuto un atteggiamento non consono al tipo di gara. Queste combinazioni negative partono dall’inconscio, tuttavia la nostra prestazione è stata molto negativa. Ne abbiamo parlato negli spogliatoi”. Quindi Orlandi ha parlato degli errori arbitrali, eventi che hanno segnato in negativo il cammino biancorosso. “Gli arbitri sono di questa categoria” ha terminato Orlandi.

Enrico Andreucci ospite a Onda Biancorossa

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Questa sera, alle ore 18:00, torna l’Onda Biancorossa, trasmissione radiofonica del venerdì targata Biancorrossi.it. Ospite della serata il gradito ritorno di Enrico Andreucci, alias “Enrico da Istia”.

Per ascoltare la radio sarà sufficiente collegarsi alla Home Page di Biancorossi.it con il vostro computer o con il vostro smartphone/tablet (cliccando sul player che appare in alto). Inoltre potrete seguire la trasmissione radiofonica attraverso la nuova App gratuita, di Radio Onda Biancorossa, per dispositivi Apple, accessibile a questo link. In alternativa, si potrà scaricare l’applicazione gratuita spreaker, disponibile per tutti gli smartphone (iPhone e Android).

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Altri interrogativi biancorossi

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Nuovo capitolo biancorosso al Palazzoli, nuova pagina su cui soffermarsi. Questa volta si è usata la videoconferenza diretta con Pincione per offrire un dialogo con il popolo. Il presidente ha confermato le sue impressioni su Palumbo e Zotti accusati di scarso impegno aggiungendo un particolare: i due farebbero pressioni sullo spogliatoio per agevolare il ritorno di Giacomarro in panchina. I bomber del Grifone, poi, hanno rigettato le accuse davanti al popolo indeciso su cosa pensare, a chi dare ragione. Il quesito è delicato e di difficile soluzione. Di certo Zotti e Palumbo sono alleati di Giacomarro, che li ha voluti con decisione ad inizio stagione, e questa vibrazione non è potuta sfuggire a Orlandi quando ha messo piede nello spogliatoio. Uno spogliatoio, tra l’altro, con cui Giacomarro ha costruito, pur tra cadute e qualche perplessità, il 90 per cento della classifica attuale. Pincione ha dato il taglio dopo settimane, meglio dire mesi, di riflessioni e convinzioni. Giacomarro non è duttile, va avanti per la sua strada senza modellare una squadra diversa, Giacomarro ha i paraocchi e i tappi nelle orecchie. Così arriva Orlandi, l’antitesi di Giacomarro, ma l’orizzonte non ha avuto variazioni tecniche, tattiche e di risultati da risultare soddisfacente. Quello che resta sul terreno sono due giocatori in borghese, fratture varie, atmosfera deprimente, sensazioni negative per il domani, scarsa lucidità di conduzione generale. In questo panorama si innestano la forte contrapposizione con lo sponsor unico, la poco gradevole posizione della Fc con i fornitori del territorio, lo scontro con lo sponsor tecnico Erreà, la non felice situazione del settore giovanile lasciato allo sbando. Come quadro pasquale non è poco, e non basta una videoconferenza per sgombrare la nebbia sempre più fitta e pesante intorno all’uccellaccio.

L’antimateria

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Il dopo Ostia è diventato il nuovo buco nero del Grifone. Il pallonetto vincente di Piro non solo ha spezzato il digiuno lungo 11 turni dell’Ostiamare ma ha aperto inedite cicatrici biancorosse. Pincione, da 6.743 chilometri, è stato durissimo: “Qualcuno della rosa rema contro”. Affermazione chiarissima, precisa, chirurgica. Non fa i nomi il presidente ma è lapalissiano il riferimento a Zotti e Palumbo perché “dopo il doppio cambio la squadra è migliorata”. I due “trasgressori” non partecipano alle sedute di allenamento in attesa di ulteriori decisioni societarie, che potrebbero propagarsi fino all’estremo. Vista da fuori, comunque, i vogatori negativi sono apparsi molti di più, a salvarsi sono stati chi non è entrato e chi era in tribuna. Il resto, tecnico compreso, ha il sapore di resa completa, di immobilismo estremo, di lavata di mani pasquale. Alla faccia delle 7 finali 7 sbandierate e promesse con grande pathos all’accendersi di telecamere o davanti alle penne. E’ stato l’ennesimo scivolone di una squadra ripetutamente incapace di alzare la voce e il ritmo gara quando era necessario. Da Giacomarro a Orlandi non è cambiato niente, questo Grifone è sinonimo di debolezza caratteriale, di mollezza fisica, di antimateria calcistica. La domenica di Ostia si è conclusa con una contestazione dei tifosi all’arrivo del pullman allo Zecchini. La contrarietà del popolo, paragonabile più che altro a una luce accesa nella notte, è stata invece interpretata come una bolgia umana che si accanisce con bastoni e catene sui malcapitati biancorossi. Niente di tutto questo. Il popolo ha esternato a voce rabbia e delusione. Tutto qui. Nessun danno alle cose e alle persone. Da 6.743 chilometri Pincione ha ricevuto informazioni estranee ai fatti, chi le ha inviate ha sbagliato. Ma la settimana del dopo Ostia ha regalato altre gustose ciliegine. La mattina di lunedì sui social sono apparse scritte che preannunciavano il taglio dell’intero staff tecnico della juniores. Nel pomeriggio tutto questo si è avverato sollevando un clamoroso polverone. Poche ore più tardi, dopo riunioni, discussioni, interventi della squadra, la retromarcia. Al centro della questione l’unico sponsor del Grifone di nome Paolo Brogelli colpito sul fianco familiare da voci decisamente distorte sul suo operato. Una brutta pagina difficile da cancellare. Pincione e il suo staff dovrebbe spiegare come e perché si possa mettere in discussione l’unico imprenditore pronto a legarsi con la società. Buona Pasqua.

Ostia male

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La penna non scorre.
Io sono uno che scrive di “colore”, uno che scrive di pancia.
Per descrivere la partita di ieri invece dovrei forzare la mia natura e scrivere di aspetti tecnici e tattici.
Ma per me il calcio è un romanzo, tra i più belli mai scritti.
Ieri ho sofferto.
Sono stato pervaso, fin dall’inizio, da un diffuso senso di impotenza.
C’era apatia nell’aria e indolenza in campo.
Se questa era la prima di una serie di sette finali da giocare con il coltello fra i denti, ecco, ieri a fatica c’avremmo tenuto un ciuccio.
Il tempo scorreva e io mi guardavo intorno incredulo.
E non ero il solo.
Attorno a me scoprivo molta empatia.
Continuare a scrivere sul vissuto di ieri è deprimente, sia per me, sia per chi mi leggerà.
La frustrazione di quei novanta minuti resta impressa in due scatti fotografici.

La squadra che, a fine partita, si avvicina al settore ospiti, salvo poi fermarsi a debita distanza.
Nei loro sguardi un’infinità di domande senza risposta.

Click: smarrimento.

Mentre aspettiamo che le forze di sicurezza ci facciano uscire, viene gettato a terra un fumogeno.
Lo osservo mentre si esaurisce da solo, ignorato dai più.
Sarebbe dovuto servire per altro.

Click: malinconia.

Mi allontano con la macchina, sul lungomare vedo gente passeggiare serena in questa giornata primaverile.
Ostia mare.

Il mio stato d’animo è distante anni luce dal loro.
Ostia male.

Al Bruno Passalacqua anche gli juniores del Grosseto, ecco i sorteggi

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Sarà affidato ad Albinia – Follonica (lunedì 25 aprile) l’esordio 2016 del più vecchio torneo calcistico della Maremma. Il primo passo della coppa Passalacqua ha visto la composizione dei quattro gironi grazie alle mani di un ragazzino di 14 anni di nome Filippo. A seguire lo svolgimento quasi tutte le 16 società partecipanti, Francesco Luzzetti patron della manifestazione, l’assessore Paolo Borghi, Agide Rossi delegato Figc, Alessio Bargagli presidente Aia. Borghi ha ringraziato Luzzetti per la sua costanza e abilità nel guidare “l’evento sportivo più importante della provincia” e ha concluso aggiungendo: “Si lavora per riportare la coppa in città, precisamente sul sintetico di via Australia”. Rossi ha portato i saluti della federazione auspicandosi lealtà sportiva e correttezza in campo sottolineando di trattare gli arbitri “come amici”. Bargagli ha speso poche parole: “Spero che vada come l’anno scorso”. Presenti anche i rappresentanti della Misericordia, che garantiranno sempre la presenza dell’ambulanza e l’associazione Frates (donatori di sangue) perché “Il Passalacqua si occupa anche di beneficienza” come ha precisato Luzzetti. Tutte le gare avranno inizio alle 21.15. La finale è programmata per giovedì 9 giugno. L’intero torneo (31 partite) sarà trasmesso in diretta da Radio Onda Biancorossa l’emittente web di Biancorossi.it.

[divider]IL CALENDARIO[/divider]

Girone A: Albinia, Follonica, Casteldelpiano, Arcille
Lunedì 25 aprile Albinia – Follonica
Martedì 26 aprile Casteldelpiano – Arcille
Lunedì 9 maggio Arcille – Albinia
Martedì 10 maggio Follonica – Casteldelpiano
Giovedì 19 maggio Albinia – Casteldelpiano
Venerdì 20 maggio Follonica – Arcille
Girone B: Nuova Grosseto, Gavorrano, Fonteblanda, San Vincenzo
Mercoledì 27 aprile Nuova Grosseto – Gavorrano
Giovedì 28 aprile Fonteblanda – San Vincenzo
Mercoledì 11 maggio San Vincenzo – Nuova Grosseto
Giovedì 12 maggio Gavorrano – Fonteblanda
Domenica 22 maggio Nuova Grosseto – Fonteblanda
Lunedì 23 maggio Gavorrano – San Vincenzo
Girone C: Argentario, Alberese, Castiglionese, San Donato
Lunedì 2 maggio Argentario – Alberese
Martedì 3 maggio Castiglionese – San Donato
Venerdì 13 maggio San Donato – Argentario
Domenica 15 maggio Alberese – Castiglionese
Martedì 24 maggio Argentario – Castiglionese
Mercoledì 25 maggio Alberese – San Donato
Girone D: Grosseto, Roselle, Porto Ercole, Casotto P. Marina
Mercoledì 4 maggio Grosseto – Roselle
Giovedì 5 maggio Porto Ercole – Casotto P. Marina
Lunedì 16 maggio Casotto P. Marina – Grosseto
Martedì 17 maggio Roselle – Porto Ercole
Giovedì 26 maggio Grosseto – Porto Ercole
Venerdì 27 maggio Casotto P. Marina – Roselle
Quarti di finale da lunedì 30 maggio a giovedì 2 giugno
Semifinali domenica 5 giugno e lunedì 6 giugno
Finalissima giovedì 9 giugno

Se tornasse la malaria

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Se tornasse la malaria non avremmo più l’illusione di una squadra vincente. Gente assopita che non si è resa conto dell’importanza della posta, che doveva scavare solchi e invece non ha saputo incidere, che è scivolata sull’erba dello “Zecchini” così come sul sintetico rovinato di campetti di periferia senza lasciare traccia: impalpabile e incolore. Gente a cui non è MAI mancato il lusso del supporto e della stima dei tifosi, in cui avevamo riposto tutte le nostre speranze. Uomini che hanno buttato al vento l’opportunità di essere la squadra di Grosseto, di mangiarsi gli avversari, di far valere le loro e le nostre qualità.

Se tornasse la malaria sapremmo con sicurezza quello che farebbero gli americani: scapperebbero. Lo sapremmo con dignità e con certezza, senza bisogno che nessuno trovi il tempo o il modo di giustificarsi. Avremmo un motivo serio e concreto per comprendere perché, un progetto importante e ambizioso si è arenato alle prime difficoltà. 5000 euro tornerebbero ad avere il valore che si meritano e le persone penserebbero a migliorarsi e a imparare dai propri errori per fare sempre meglio, dandosi tempo. Saremmo ancora una volta soli ma coscienti della forza e della passione che sappiamo esprimere.

Se tornasse la malaria la politica la farebbe la gente. Non ci sarebbero più promesse da sbandierare o posti da ricoprire. Ognuno agirebbe per il proprio bene ma anche per quello della comunità perché senza crescere assieme nessuno crescerebbe davvero. Non ci sarebbero più giochi di potere e scelte di partito. La gente si parlerebbe, trovando soluzioni opportune e condivise, giocando dalla parte della propria terra.

Se tornasse la malaria salverebbe sicuramente noi, il popolo biancorosso: i malati di Grosseto, con una percentuale consistente di sangue bianco, semplicemente perché da solo il rosso non ha alcun senso. Quelli che si commuovono per un tramonto a Marina, che vedono il Duomo della nostra Città come il più bello del mondo, che la domenica (ma anche se non è domenica va bene lo stesso) vanno avanti a tortelli e Grifone. Quelli che “Sol per te Maremma” la cantano prima col cuore e poi con la voce, quelli che della malaria sono i veri figli, portatori sani di Maremmanità.