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Ostiamare vs Grosseto: Il fotoalbum della partita

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Duro confronto tra squadra e tifosi

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Al rientro dalla trasferta un gruppo di circa trenta tifosi ha atteso la squadra al Carlo Zecchini per un confronto. A non andare giù è stato l’atteggiamento con cui i biancorossi hanno affrontato la prima frazione di gioco e che ha determinato la sconfitta contro Ostiamare. Prima del confronto un piccolo “siparietto” che si è venuto a creare a causa di un’asta della bandiera che ha colpito il pullman della squadra. L’autista, avvertito il colpo e non rendendosi conto di cosa stesse accadendo, ha preferito tirare dritto e attendere l’arrivo della Polizia, chiamata verosimilmente dalla dirigenza biancorossa. Dopo circa mezz’ora ecco di nuovo arrivare l’autobus della squadra questa volta però scortato dalla volante. Una volta scesi tutti i giocatori, i tifosi gli hanno urlato le proprie ragioni, manifestando tutto il proprio dissenso nei confronti di quell’atteggiamento che è stato letto come una mancanza di rispetto nei loro confronti. Un confronto duro ma senza eccessi e al cospetto dei dirigenti della FC Grosseto e delle forze dell’ordine. Al termine della discussione, l’imperativo dei tifosi è stato forte e chiaro: 18 punti nelle prossime 6 partite.

Ostiamare Vs Grosseto 1-0 (1-0)

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Il Grosseto fa risorgere l’Ostiamare e incassa una dolorosa sconfitta per 1-0 maturata all’Anco Marzio. La squadra di Orlandi regala un tempo intero agli avversari, subendo l’aggressività dei lidensi in avvio del confronto e risultando inoffensiva per l’intero primo tempo. I locali, così, passano al 33′ con Piro che supera Gagno in uscita con un pallonetto. Nella ripresa Orlandi mescola le carte con un doppio cambio: fuori Zotti e Palumbo, dentro Cremonini e Torri. La gara di Torri dura veramente poco perché incappa in un doppio giallo ravvicinato e guadagna l’uscita dal campo anticipata. In dieci uomini il Grifone esprime il gioco migliore di una grigia giornata. I biancorossi sfiorano più volte il pareggio, ma a cinque minuti dal termine Schettino commette fallo da rigore e rimedia il secondo giallo. Il Grosseto resta in nove uomini, mentre Gagno neutralizza il penalty calciato da Massella. Il finale è ugualmente arrembante per i biancorossi, ma cambiano le sorti del confronto.

OSTIAMARE-GROSSETO 1-0
OSTIAMARE: Barrago, Mastrantonio, Succi, De Nicolò, Catese, Piroli, Piro, D’Astolfo, Massella, Ferrari, Maestrelli. A disp. Quattrotto, Kikabidze, Macellari, Cesaretti, Achilli, Frascehtti, Spanò, Calveri, Angeletti. All. Chiappara.

GROSSETO: Gagno, Ungaro, Schettino, Libutti, Baylon, Nichele, Lavopa, Vaccaro, Palumbo, Zotti, Nappello. A disp. Lanzano, Peana, Ciolli, Maciucca, Lauria, Battaglia, Cremonini, Patierno, Torri. All. Orlandi. Arbitro: Santoro di Messina.

Marcatori: 33’pt Piro (O). Espulso: al 16’st Torri e, al 39’ st Schettino per doppia ammonizione.

Note: al 40’st Gagno para un calcio di rigore a Massella.

Ancora poveri dentro

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In questa domenica dove il Grifone vola lontano e non è personalmente possibile raggiungere, in questa domenica delle Palme dove senti bussare la primavera, in questa domenica anomala negli orari e nelle abitudini calcistiche, ecco che la parola “inutilità” richiama alla mente brutti presentimenti, brividi di freddo, tangibile pessimismo. Ripassando le crude parole, che Simone Ceri inchioda sul pannello della politica cittadina, è facilissimo scivolare nelle acque limacciose dello stagno immobile e senza sbocchi delle strategie degli uomini e delle loro coscienze. Il solito teatrino ha riaperto il sipario, sul palcoscenico la commedia dei buoni e dei cattivi è giunta all’ennesima puntata di niente, del vuoto, dell’inutile. Ognuno dice di averci messo la faccia, di essere limpido. Ognuno risponde con il caratteristico sorriso ironico della poltrona agognata. Intanto il Grifone sta per giocare a Ostia una partita che potrebbe essere vuota come una lattina gettata nel cestino. Altrettanto il Roselle. Si corre per i tre punti? Assolutamente no. Si compete per crescere? Certamente no. Si gioca sul fino del baratro, l’ennesimo, si suda per la nebbia che potrebbe coprire tutto mandando al macero idee, progetti, fatica e soldi. Tanti. Il lemma “inutile” prende il volo come un drone a volo radente su una Maremma le cui urla si disperdono tra l’Amiata e il mare. L’antico detto “poveri dentro” rientra nell’attualità consolidando significati crudeli. Siamo poveri e divisi, incastrati nel nostro pianerottolo, prigionieri di una mentalità che cerca il difetto dell’altro, lo mette in primo piano senza dare risposte personali. Siamo inadempienti rispetto al prossimo, guardiamo il verde di erbe vicine mentre la nostra non è neppure nata. Inutilità pervasa dall’essere dalla parte della ragione a prescindere, di avere la verità in tasca, di essere i migliori in assoluto. Intanto il Grifone e il Roselle giocano partite inesistenti, intanto in altri campi si snocciolano regole, vincoli, ragnatele ingarbugliate di comma e articoli lontani mille miglia dalla realtà. Nessuno ha colpe, nessuno ha remato contro. Il calcio è veicolo importante della società, lo sport va salvaguardato, coltivato, curato. Parole. Lo sport è anche potere e come tale va usato, una leva per le elezioni, un treno da non perdere alla stazione delle amministrative 2016. Comunque sia buon viaggio al Grifone e al Roselle. Comunque vada.

Il Grosseto a Ostiamare per non avere rimpianti

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Dopo una settimana di riposo il Grosseto si appresta ad affrontare in trasferta l’Ostiamare ma dovrà fare a meno di Olivieri, bloccato da un fastidio al flessore e di Digirogio, assente per squalifica. Durante la settimana mister Orlandi ha lavorato su due sistemi di gioco, il classico 4-4-2 e su un modulo che prevede la difesa a tre ma soprattutto, come sottolineato dallo stesso mister, sui movimenti dei giocatori nelle due principali fasi di gioco con e senza palla.

Con Maciucca in fase di recupero ma non ancora al top della condizione, probabile l’utilizzo di Baylon al posto di Digiorgio. Molte invece le opzioni a disposizione per quanto riguarda il centrocampo e tutto dipenderà dal sistema di gioco che alla fine mister Orlandi sceglierà. Dall’altra parte ci sarà un Ostiamare attendista che fa delle ripartenze la sua arma principale ma come spesso è capitato in questo campionato, il Grosseto dovrà temere solo se stesso perché se la squadra giocherà con la determinazione di fare risultato, allora la vittoria arriverà.

Simone Ceri non ci sta e attacca l’Amministrazione Comunale

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Riascolta la puntata di Onda Biancorossa con ospite Simone Ceri. All’interno della trasmissione si è ampiamente discusso delle  problematiche legate  all’Amministrazione Comunale.

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Simone Ceri ospite questa sera a Onda Biancorossa

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Dopo una settimana di stop dovuto alla pausa del campionato, questa sera torna l’Onda Biancorossa, trasmissione radiofonica del venerdì targata Biancorrossi.it. Alle ore 18:20 circa, ovevro con qualche minuti di ritardo rispetto al solito, si accenderanno i microfoni di Radio Onda Biancorossa. Ospite della serata Simone Ceri, con il quale affronteremo anche le tematiche che hanno coinvolto in questi ultimi giorni sia il suo Roselle che il Grosseto.

Per ascoltare la radio sarà sufficiente collegarsi alla Home Page di Biancorossi.it con il vostro computer o con il vostro smartphone/tablet (cliccando sul player che appare in alto). Inoltre potrete seguire la trasmissione radiofonica attraverso la nuova App gratuita, di Radio Onda Biancorossa, per dispositivi Apple, accessibile a questo link. In alternativa, si potrà scaricare l’applicazione gratuita spreaker, disponibile per tutti gli smartphone (iPhone e Android).

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Tutti a Ostia, perché Viterbo non rimanga solo una bella eccezione

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Se da una parte continua a tenere banco la questione tra società e Comune legata al rinnovo della convenzione dello Stadio Carlo Zecchini, dall’altra c’è chi, incurante delle sirene di allarme, continua imperterrito nel suo lavoro, quello di tifoso. Stiamo parlando dei “Maremmani 1912” che, dopo aver riposto nel cassetto per una settimana sciarpe, striscioni e vessilli, si preparano a ripartire alla volta di Ostia, organizzando il solito pullman, al costo di 15 euro e prenotabile entro giovedì presso il negozio “Parrucca” in via Oberdan. Il campionato non è ancora finito, ci sono ancora sette partite da onorare, otto battaglie da affrontare sugli spali, a suon di cori e sventolii di sciarpe, perché Viterbo non rimanga un caso isolato e perché le motivazioni principali che spingono a seguire la propria squadra in trasferta, siano l’amore per i propri colori e la voglia di sostenerli fino alla fine, fino all’ultimo minuto, fino al triplice fischio di Torres-Grosseto.

Pensieri e parole

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E’ domenica.
Il campionato è fermo.
In attesa di un turno che, a mio modo di vedere, sarà un vero e proprio spartiacque.
Accompagno mio figlio a giocare.
Categoria “pulcini”, e la maggior parte di loro lo sono davvero.
Guardarli è un piacere per l’anima, il loro approccio allo sport è incantevole.
Sono la vera essenza del calcio.
Torniamo a casa e, dopo pranzo, ci rilassiamo un po’ sul divano.
Nel frattempo arrivano notizie di un PSG che si laurea campione di Francia.
E’ ancora inverno…non provo alcuna invidia per loro.
Vedo qualche rete della serie A.
Mi casca l’occhio sul secondo gol della Roma, a firma Florenzi.
Resto incantato dal gesto tecnico e dalla velocità di pensiero e di esecuzione.
Mi rendo subito conto che quel gol non arriverà mai alla notorietà di quello segnato, dallo stesso Florenzi, contro il Barcellona con una pedata da centrocampo.
Più si sale di livello e meno gradimento si ottiene… non solo nel calcio.
Sto per cambiare canale quando annunciano un servizio dall’Inghilterra.
Sono buoni cinque minuti su quanto stanno vivendo a Leicester.
Mi sento rincuorato…soldi, sponsor e quant’altro, a volte, ancora si infrangono contro gli attributi prismici di gruppo.
Poi, spingo il tasto rosso del telecomando.
Resto davanti al televisore spento ancora un po’…
L’inesattezza del calcio sarà la sua salvezza.
Speriamo che prima o poi faccia “l’errore” di fermarsi anche in Maremma.

T&GO

Non c’è peggior sordo …

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Ricordo ancora l’ultimo pezzo che scrissi ad inizio anno, dal titolo “il senso della misura”. Da allora sono passati quasi due mesi e di cose ne sono cambiate. Ciò che però non riesce a cambiare è questa fitta nebbia che continua ad aleggiare sopra le nostre teste. Un clima che ci impedisce di godere appieno dei risultati e del gioco professato dalla nostra squadra. La sconfitta patita a Viterbo ha messo quasi definitivamente la parola fine alle nostre velleità di vincere il campionato. Da lì in poi si sono aperti una serie di scenari non poi così tanto inaspettati. Il massimo dirigente della F.C. Grosseto del resto sono mesi che andava dicendo che questo campionato dovevamo vincerlo a tutti i costi e che non contemplava risultati di altro tipo. Queste parole, unite alle dichiarazioni rilasciate nella settimana scorsa a più riprese e a praticamente tutte le testate giornalistiche grossetane, non lasciano presagire a nulla di buono. Max Pincione ha evidenziato una serie di problemi che potrebbero impedire la loro permanenza qua a Grosseto. Problemi che a noi, abituati ormai da anni a ben altre situazioni, appaiono di poco conto e decisamente risolvibili, quasi futili. Se però questa serie di situazioni sono bastate a togliere il sonno a Max Pincione, è bene che chi di dovere si muova in fretta affinché il presidente della F.C. Grosseto torni a dormire sonni tranquilli e possa così programmare il futuro. Una parte della tifoseria sembra essere un po’ infastidita da questi continui “messaggi di pericolo” lanciati dalla stampa, io invece credo che il ferro debba essere battuto finché è caldo, senza rischiare di arrivare all’ultimo momento e trovarsi per l’ennesima volta a dover chiudere la stalla quando i buoi ormai sono già “altrove”, e la parola altrove non è usata a caso. Una buona fetta della città ritiene che le problematiche sollevate da Pincione non siano altro che un pretesto per aprire quella porta che, nel caso in cui svanissero tutte le possibilità di approdare in Lega Pro, gli consentirebbe di lasciare la città senza grossi strascichi. L’altra fetta della città ritiene invece che tutto sia da attribuire all’incapacità di gestire certe situazioni da parte dell’Amministrazione Comunale. Una cosa è certa, nell’uno e nell’altro caso appare quanto mai indispensabile e di estrema urgenza muoversi affinché tutto quanto vada al suo posto, in modo tale da non sentirsi addossare colpe e allo stesso tempo non offrire alibi. Ma soprattutto facciamolo se è questo ciò che serve a garantire un futuro alla F.C. Grosseto. voto_grifoneTra circa tre mesi ci saranno le elezioni, si dice che il calcio non sposti di molto l’esito finale per il candidato a Sindaco. Si dice anche che alla fine la gente non voti in base alla propria fede calcistica ma in base al proprio credo politico. Non lo so se effettivamente sia così però mi sento di lanciare una sfida, una provocazione, utilizzando i nostri profili facebook. Pubblichiamo un’immagine profilo che faccia capire che la nostra scelta per il candidato a Sindaco dipenderà anche dalle sorti del Grifone e dal suo imminente futuro, un’immagine profilo tipo quella che, ad esempio, vi allego qui. In questo modo riusciremo veramente a capire e a far capire il nostro peso specifico.