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Il commento di Marco Simiani, presidente RAMA

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“Il 2012 è veramente ora e pienamente un bel centenario per il Grosseto Calcio. Il cielo del mondo del calcio grossetano era stato oscurato dall’ingiusta sentenza di retrocessione, si era appannata la gioia dei festeggiamenti per il secolo di storia della nostra squadra. Oggi, con la sentenza di assoluzione in secondo grado e la riammissione in serie B, possiamo festeggiare due volte. Essere certi di rappresentare il calcio pulito, esente da infiltrazioni del malaffare e forte di una tradizione sociale straordinaria, è la forza della compagine del Grifone. Sarò insieme a tutti i tifosi a urlare allo stadio Forza Grifone e a rilanciare le iniziative di festeggiamento per il centenario. Evviva!”

Marco Simiani, presidente RAMA

Leonardo Marras e Patrizia Siveri esultano per il Grosseto Calcio

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“Ho chiamato personalmente il presidente Camilli – aggiunge Leonardo Marras –per congratularmi della bella notizia. Eravamo certi dell’estraneità della società grossetana a tutta questa brutta vicenda, anche per la fermezza e la convinzione con cui il presidente Camilli ha sempre ribattuto alle accuse. Adesso possiamo ripartire alla grande e pensare con ottimismo al campionato. Forza Grosseto!” Soddisfatta anche l’assessore provinciale Patrizia Siveri che da grande tifosa biancorossa ha seguito con particolare attenzione tutte le fasi dell’inchiesta sul calcio scommesse che ha coinvolto la squadra cittadina. “Sono commossa per i tifosi – ha affermato Patrizia Siveri – e sono contenta per l’immagine della città e dello sport maremmano che rischiava di essere offuscata da questa brutta vicenda. La giustizia ha fatto il suo corso ed è riuscita in poco tempo a far emergere la verità. Per questo siamo orgogliosi e felici di poter affrontare a testa alta la serie B, continuando a festeggiare con gioia il centenario della società biancorossa.”

La soddisfazione di Sindaco e Vicesindaco

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“La Giustizia sportiva ha riconosciuto le ragioni del Grosseto Calcio – ha commentato il Sindaco Bonifazi – Questo ci riconsegna una squadra oggi più forte e motivata che disputerà un grande campionato di serie B, come ha fatto negli anni passati. Anche nei momenti più difficili abbiamo avuto fiducia nell’esito di questa mattina perché sapevamo di avere ragione. I miei auguri di rinnovato buon lavoro vanno ai giocatori e al Presidente Camilli. Purtroppo – ha voluto ricordare Bonifazi – questa splendida notizia per la città arriva in un momento segnato dalla brutta vicenda degli incendi di Marina, per la cui rinascita ambientale il Comune sarà molto impegnato al fianco dei cittadini”. “Seppure in giornate difficili come quelle vissute a Marina di Grosseto – ha aggiunto il Vicesindaco, Paolo Borghi – la notizia dell’assoluzione della nostra squadra che potrà giocare il campionato orgogliosamente conquistato e difeso sul campo, è sicuramente motivo di grande soddisfazione. Oggi – ha proseguito Borghi – è stata ristabilita la verità e difesa la dignità del calcio cittadino e di una comunità che non ha mai smesso di credere nell’innocenza”.

Camilli: «sono felice, ma rimane l’amarezza»

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provato al termine di una lunga battaglia legale che lo ha visto combattere con tutte le sue forze. «Sono contento, sono felice, ma ciò non toglie che dentro di me rimanga una grande amarezza – spiega il Comandante – sono una persona per bene e vedere che la mia parola viene messa in dubbio da uno che è stato in galera, alla fine fa riflettere molto». Al momento, a poche ore dalla sentenza di secondo grado, non c’è spazio per il futuro, ma solo per il presente, soprattutto se al presidente viene chiesto come ripartirà il Grosseto: «ancora è presto – dice Camilli – vedremo con calma». 

Scalone: «adesso tutti allo stadio»

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, una volta appreso il verdetto dell’appello che assolve i biancororossi e il presidente Piero Camilli: «è uno dei giorni più belli della mia vita calcistica – dice con voce esultante il dg – sono felicissimo perché è stata fatta giustizia. A questo punto attendiamo tutti i tifosi per festeggiare questo momento, a partire già da questa sera». L’appuntamento è fissato per le 20:30, allo stadio Zecchini, dove i tifosi biancorossi sono attesi in massa per poter così riabbracciare la Serie B, ingiustamente sottratta dalle richieste del procuratore federale Stefano Palazzi e dalla sentenza di primo grado. Per il popolo biancorosso, si tratta di un grande sospiro di sollievo, dopo giorni 12 giorni davvero difficili dal punto di vista sportivo.

Accolto il ricorso: Grosseto in serie B

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I giudici d’appello erano orientati in un primo momento verso uno sconto per Antonio Conte, ma nel corso della Camera di consiglio hanno preso corpo altre considerazione che hanno infine portato alla conferma della squalifica per 10 mesi. Respinti i ricorsi della Procura federale per cui Pepe, Bonucci, Belmonte e Salvatore Masiello restano prosciolti per Udinese-Bari. Respinto anche l’appello per Portanova e Di Vaio per Bologna-Bari. Resta prosciolto Di Vaio e restano i sei mesi per omessa denuncia a Portanova. Il Lecce anche ha visto la conferma della sua esclusione dal campionato di B mentre è stato accolto il ricorso del Grosseto che resta in B. Confermato il proscioglimento di Vives. Una curiosità: non è stato accolto il ricorso di Pesoli che si era incatenato sotto la Federcalcio. Per lui resta la squalifica di primo grado.
Fonte gazzeta.it

Il “mio” Piero Camilli

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Rigorosamente griffato Over33, dal collo alla testa.
Chiamo lo Spinsanti, gli mancano ancora una ventina di minuti.
Arrivano due Suv, scendono 8 guardie del corpo, la Buongiorno, Conte e i sui fedeli capelli.
Giornalisti e fotografi impazziscono.
Arriva un taxi, scende Palazzi, noto diverse cose.
Camminata cagionevole, un po’ gobbo, anche lui geloso dei capelli, pallido come chi ha scelto di vivere la propria esistenza sotto un neon e vestito senza personalità.
Sono ancora solo, dopo aver visto Palazzi ancora di più.
Arriva un Mercedes….è Camilli.
Non resisto, mi ritrovo a urlare, anche se non avrei voluto: “Forza Presidente, stanno arrivando altri tifosi da Grosseto, lei non è solo, non è mai stato solo!!!”.
Con mia enorme sorpresa, il presidente mi viene incontro dicendomi: “Lo so che non sono solo, lo so, grazie di essere quì.”
Mi stringe la mano e mi guarda dritto negli occhi.
Contatto!!!
Gli ho sbirciato dentro, sono stati gli occhi.
Occhi azzurri, molto chiari, trasparenti.
Occhi che permettono di guardargli dentro, di violare la sua intimità.
Non ho visto un guerriero invincibile frutto della fantasia, ma un reale, semplice e vulnerabile “uomo vero”.
Se le sensazioni valgono ancora qualcosa, se l’istinto ha ancora una sua fottuta valenza, bèh quell’uomo è innocente, l’hanno tirato dentro a qualcosa che non  gli appartiene per natura.
Non so come andrà a finire, anche perché dipende da tantissime maleodoranti varianti, quello che invece posso dire è che io, a prescindere dal verdetto, ci sarò sempre, perché quella maglia, quella cazzo di maglia, mi è entrata sottopelle, dentro, dentro più di quanto volessi, più di quanto gli fosse permesso e consentito e ad essere sinceri la cosa non mi infastidisce neanche un po’.
Della giornata di ieri, sottopelle, mi restano anche le lacrime contagiose, dolci e dignitose di Alessandra e la presenza fisica e concreta di tutti gli altri a darmi una sensazione di appartenenza fiera e nobile.
Uniti, insieme, è questa la nostra unica, grande forza.
Noi e il “mio” Piero Camilli, il nostro Comandante.

T&GO

P.S.: ricevo, ad un’improbabile ora italiana, una mail, è Manna da KL che mantiene una promessa data.
Altra ottima penna la sua, specchio di una personalità notevole.
Tanto competente di popoli lontani quanto incapace di spiegarsi quello a cui appartiene. Tifoso vero, distante ma vicino, vicino più di tanti altri che hanno la macchina targata GR. [copyright][/copyright]

Le dichiarazioni del Presidente Piero Camilli all’uscita dal Foro Italico

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Lo vediamo uscire dalle scalinate dell’edificio dove si stanno decidendo le sorti del Grosseto con passo deciso e si avvicina a noi per stringere le poche mani dei tifosi che hanno voluto essere con lui. Il Comandante non ha perso la sua grinta ma le parole sono quelle di un uomo che si trova, con profonda amarezza, in un ambiente non suo. “Mi stanno trattando alla pari di persone che si sono venduti il babbo e la mamma, che parlavano con numeri telefonici intestati in Cina, io ho lo stesso numero da 20 anni!”. La difesa del Grosseto c’è stata ed è stata precisa, corposa e puntuale, nelle parole e nelle 52 pagine scritte dagli avvocati. Purtroppo però è difficile difendersi quando le accuse sono pure illazioni, basate sulle dichiarazioni di personaggi già condannati che, più o meno improvvisamente, sono diventati uomini degni di rispetto e attendibilità. E questa è la sensazione che trapela guardando il Comandante negli occhi, quella di un uomo che ha fatto tutto per scongiurare la morte della sua e della nostra Società. “È un ambiente in cui non mi riconosco e che non ha mai fatto parte del mio modo di essere” continua il nostro Presidente. Verrebbe da abbracciarlo come si abbraccia una persona cara e rincuorarlo con un coro di quelli che si sentivano una volta in curva. Ci guardiamo intorno e siamo troppo pochi e troppo provati per farlo. Piero Camilli se ne va circondato dai suoi legali e tutti rimaniamo con i soliti dubbi e le solite speranze che la vicenda possa concludersi nel migliore dei modi. La porta della Serie B non è ancora del tutto chiusa, ci ha detto oggi qualcuno di importante ma i dubbi sono ancora tantissimi. Quei dubbi, che ci accompagnano ormai da mesi, rimarranno almeno fino alla fine di questa settimana quando la Corte Federale si pronuncerà in modo definitivo sulle sorti del Presidente Piero Camilli e della storia calcistica della nostra Città.

Biancorossi.it presente a Roma

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L’intento è quello di documentare e tenervi aggiornati su quanto sta accadendo nella capitale, oltre quello di sostenere l’U.S. Grosseto ed il presidente Piero Camilli in quella che si prospetta essere la più difficile partita di questi lunghi 100 anni di storia.

“Sogno di una notte di…fine estate”

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Parole queste, che fanno male a noi tifosi che non riusciamo ad accettare ed immaginare il Grosseto in un’altra categoria. Quella di domenica potrebbe essere stata l’ultima partita allo Zecchini del Grifone targato serie B, ma per adesso non vogliamo nemmeno pensarci. Da lunedì saremo di nuovo “in campo”: si giocherà la partita più importante nel tribunale della FIGC che potrebbe decidere le sorti dell’US Grosseto. Per il momento la società unionista è senza identità: non è né una squadra di serie B né una squadra di Lega Pro. Ci sarebbe da intervenire sul mercato il più presto possibile, ma è tutto bloccato, fino a che non si saprà che categoria ci sarà da affrontare. Domenica eravamo tutti con la testa altrove. Sugli spalti, poco gremiti, non si faceva altro che parlare di calcio-scommesse, quasi come se i ragazzi in campo non esistessero. Gli “avvocati-tifosi” erano presenti allo Zecchini, gli ultras hanno intonato cori contro Palazzi e una lunga lista di ex calciatori “grossetani” coinvolti. Nessuno ci sta ad abbandonare la serie cadetta conquistata con fatica dopo anni per una vicenda che si fonda su parole di “pentiti” a dir poco inaffidabili, condannando la società, la città e il suo Presidente ad una retrocessione ritenuta scandalosa nonché ingiusta. I supporter biancorossi sono schierati dalla parte del Comandante che combatterà fino all’ultima battaglia, all’ultimo tuffo per difendere la dignità dei colori sociali e della città di Grosseto.

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