Non è un campionato chiuso, precisiamolo subito. Il monito deve arrivare forte e chiaro alla truppa biancorossa, perché i 6 punti di vantaggio sul Fucecchio rientrano in quella comfort zone in cui si sta bene, ma è meglio non abituarsi, al fine di adagiarsi troppo. E’ già successo in questa stagione e il rischio è quello di scivolare, ritrovandosi con il fiato sul collo di chi insegue proprio nella parte finale della stagione, quando chi arriva di rimonta dopo un lungo inseguimento ha notoriamente un vantaggio psicologico da spendere sul campo. Per evitare questo scenario il Grifone sa bene che la ricetta è semplice: vincere anche nella trasferta di Castelfiorentino. A guardare i numeri l’impresa non appare di quelle proibitive. I padroni di casa hanno un rendimento pessimo nelle gare interne con 11 punti raccolti (peggio ha fatto solo lo Sporting Cecina fanalino di coda) e segna con il contagocce. Solo 8 le reti realizzate, per quello che è il peggior attacco versione casalinga, in condivisione con lo Sporting Cecina che appare ormai condannato alla retrocessione. Statistiche che inquadrano la possibilità del Grosseto di tornare in Maremma con un sacco contenente tre punti. Distrarsi però è un attimo e quindi la banda di Magrini dovrà attenersi allo spartito, senza divagazioni o virtuosismi. L’obiettivo, infatti, è suonare la nona sinfonia esterna della stagione.
L’Us Grosseto ricorda “Lollo”, Francesca e Viviana
Domenica a Castelfiorentino capitan Ciolli indosserà una fascia coniata e dedicata al mitico Lollo, al secolo Florio Galgani, nella ricorrenza dell anniversario della morte. La Società ricorda con affetto Lollo, tifoso doc sempre presente al seguito del Grifone in qualsiasi categoria. La commemorazione di Viviana e Francesca ci sarà nella gara casalinga col San Miniato il 3 marzo.
Il sogno
Sono nello spogliatoio.
Seduto nel mio posto.
Piegato in avanti.
Intento a controllare i nodi agli scarpini.
C’è silenzio.
Non parla nessuno.
Anche il Mister, l’unico in piedi, si limita ad osservarci.
Una voce, da fuori, ci invita ad entrare in campo.
Ci alziamo.
Qualcuno cerca di dare e di darsi la carica.
Vola qualche energica pacca.
Tiro fuori l’aria dai polmoni vigorosamente.
Faccio rumore.
Ho il morso alla bocca dello stomaco.
Sono sensazioni che conosco bene.
Sono le cose che mi fanno amare questo sport.
Sono le cose che mi fanno sentire vivo.
Ci avviamo verso il campo di gioco.
Si sente solo il rumore dei tacchetti.
Arriviamo tutti, in una specie di disordinata fila indiana, nel tunnel.
Li ci fermiamo.
Davanti la terna arbitrale e al nostro fianco tutti gli avversari.
Nessuno di noi si gira ad osservarli.
Qualcuno di loro invece ci squadra, lo avverto con la coda dell’occhio.
Il compagno dietro di me appoggia le sue mani sulle mie spalle.
La sensazione di quel contatto mi carica ancora di più.
Faccio altrettanto con quello che mi sta davanti, che subito dopo fa lo stesso con quello di fronte.
E così via fino all’ultimo, il Capitano.
E’ una specie di contagio.
Dopo pochi secondi siamo tutti una sola cosa.
Non era studiata e il suo potere è anche questo.
Una specie di legame in cui scorre consapevolezza e fratellanza.
In quel momento ho la certezza che tutti daremo tutto per il nostro compagno.
In quel momento avverto distintamente l’orgoglio di appartenere a questo gruppo.
In quel momento realizzo che nessun obiettivo ci sarà precluso.
Tutto ci sarà possibile.
Immerso in quelle sensazioni potrebbero essere passati tre secondi o tre ore.
Perdo la percezione del tempo .
Una voce squarcia quell’istante magico.
Alzo la testa.
L’arbitro deve aver fatto cenno di entrare e il nostro Capitano è l’unico girato verso di noi.
Sta ancora finendo di urlare con convinzione rabbiosa, guardandoci dritto negli occhi.
“NOI SIAMO IL GROSSETO!!!”.
Poi si gira verso l’avversario che ha di fianco.
Facciamo tutti lo stessa cosa.
Cerchiamo i loro occhi.
Quell’urlo non appartiene più solo a lui ma a noi tutti.
“NOI SIAMO IL GROSSETO!!!”.
Dentro quel tendone rimbomba tutto.
Loro restano in silenzio.
Loro non sanno “cosa” rispondere.
Loro non sanno “se” rispondere.
Indugiano.
Esitano.
Ed entrano in campo con quell’ultima sensazione addosso.
Noi, al contrario, siamo immersi in un’estasi agonistica stregata.
Noi siamo uno.
Così sogno le prossime otto.
Non inchiniamoci a nessuno.
Noi siamo il Grosseto.
T&GO
Il futuro del Grifone: si attendono riscontri positivi dal Comune
Il futuro del Grifone torna sui tavoli del Comune. C’è attesa per il nuovo incontro tra i vertici dell’USG e l’amministrazione comunale, fissato per venerdì 1 marzo. Si tratta di un’ulteriore tappa di avvicinamento che dovrà dare nuovo impulso alle manifestazioni d’intenti emerse nei precedenti incontri. Le parti, infatti, si aggiorneranno in maniera decisiva su come dare forma e sostanza ai buoni propositi riscontrati nei mesi scorsi. L’apertura da parte dell’amministrazione comunale, nel dare sostegno e pieno appoggio alla società unionista, ha sin da subito raccolto riscontri positivi, per questo si attendono verifiche che vadano oltre e consentano all’USG di mettere in pratica il progetto pensato per il futuro della squadra di calcio cittadina. La posizione del sodalizio biancorosso, del resto, è sempre stata chiara: la richiesta di un contributo in conto spese rappresenta una necessità inderogabile per proseguire nel cammino intrapreso. In sintesi, in ballo non c’è il futuro della gestione societaria da parte di Mario e Simone Ceri, e neanche le sorti sportive della squadra, fermo restando che il risultato del campo è viatico importante per la crescita del movimento calcistico della provincia. Il progetto Grosseto, in realtà, è molto più articolato e proiettato in una dimensione pluriennale, partendo proprio dalle fondamenta di un settore giovanile strutturato. Il futuro del Grifone è quello che appartiene anche a tanti ragazzi che praticano la disciplina sportiva, strettamente collegato alla nascita di un centro sportivo, fondamentale per la città e per la crescita economica e sociale di un’intera provincia. Insomma, se verrà fatto questo passo significativo da parte del Comune, il Grosseto calcio non sarà solo una scatola vuota, ma in futuro potrà rappresentare anche un investimento più che appetibile per eventuali imprenditori.
Situazione infortuni.
Da una prima diagnosi si teme una lesione importante per Andreotti.
Potrebbero essere necessari 45 giorni di stop prima del suo rientro in campo.
Attesa per oggi la risonanza che dovrebbe dare il responso definitivo.
Per Raito l’esame invece è fissato per domani.
L’infortunio non dovrebbe però aver interessato i legamenti crociati anteriori, questo permetterebbe un recupero del giocatore in 3, massimo, 4 settimane.
Ridere e piangere
Le lacrime, per dolore e rabbia muscolare, di Andreotti sulle spalle del padre, il ginocchio gonfio di Raito, l’assenza di Magrini dalla sala stampa, la gratificazione di Molinari per la bella rete di testa, che allunga la distanza dalle inseguitrici e accorcia quella dal traguardo. Sono gli spot visivi della settima di ritorno dove il Grifone soffre, attende, colpisce, soffre di nuovo, esulta. Non è stato facile. La gara ha prodotto otto cartellini gialli, due rossi, due infortuni biancorossi molto pesanti soprattutto sul piano umano. Sul piano calcistico potevano anche risultare deleteri visto che il Grifo ha chiuso la gara in dieci uomini avendo terminato le 5 (cinque) sostituzioni (tutte in meno di 20′) con Magrini a mangiarsi le unghie e il fegato fino al termine dei 5′ di recupero. Al triplice fischio l’uccellaccio contava sei lunghezze di vantaggio sulla seconda, distanza matematicamente non valida ma psicologicamente importante, forse decisiva a otto gare dal termine. La domenica ha anche evidenziato un tappeto erboso non ancora al top alla luce di troppe scivolate improvvise, controlli troppo brutti per essere timbrati solamente come difetti tecnici. Ridere e piangere anche per la Figc. Il cazzotto di Cuneo si aggiunge a tanti altri pugni ricevuti sul naso ma non ancora sufficienti per cancellare tutto e ricostruire.
Giovanili biancorosse: gli Allievi difendono il primato a suon di reti
Tutto facile per gli Allievi del Grifone che si confermano al comando del campionato provinciale passando sul campo dell’Atletico Grosseto. Il finale di 9-0 inquadra la forza dei biancorossi che proseguono la corsa in vetta al torneo. Bastano 5 minuti per aprire il conto delle segnature con Meacci che sfrutta il passaggio vincente di Pratesi. Al 10’ raddoppia Valente, mentre Pratesi in mischia cala il tris. Un tiro da fuori area di Marraccini vale il 4-0, poi è ancora l’asse Pratesi-Meacci a chiudere il conto della prima frazione sul 5-0. Nella ripresa apre le danze Pratesi, poi Valente e Meacci allungano il divario, infine Rotondo partecipa al festival del gol con una ripartenza che vale il definitivo 9-0.
ATLETICO GROSSETO-GROSSETO 0-9
ATLETICO GROSSETO: Chiaromonte, Cupani, Cassani, Giorgi Naldi, Finale, Detti, Guazzi, Ghezzi, Terribile, Abdulai, Miguel. A disp. Poli, Della Giovanpaola. GROSSETO: Coppola, Angiolini, De Michele, Marraccini, Mascelloni, Sacchini, Valente, Carpentiero, Lucattini, Pratesi, Meacci. A disp. Cacciabaudo, Maiorana, Cerretti, Fregoli, Filippi, Rotondo, Fantoni. Reti: Meacci, Valente, Pratesi, Marraccini, Meacci, Pratesi, Valente, Meacci, Rotondo.
Grosseto vs Pro Livorno: la sala stampa
Mario Ceri: La strada è ancora lunga ma per arrivare fino in fondo bisogna passare anche da queste partite, oggi abbiamo vinto ma non si è giocato bene, ma alla fine l’importante erano i tre punti, il Fucecchio ha pareggiato quindi andiamo avanti visto che ora siamo a più sei; abbiamo confermato il primato era la cosa più importante e dobbiamo stare con i piedi per terra. Abbiamo subito due infortuni, Andreotti probabilmente si è strappato, mentre Raito ha un ginocchio gonfio e nero, aspettiamo le risonanze di martedì e speriamo bene. Andiamo a CastelFiorentino per fare la nostra partita senza preoccuparsi delle altre. A questo punto bisogna stare calmi e lavorare perché mancano ancora molte partite e i punti sono molti.
Bicchierai: Più che la partita analizzo il risultato, credo che questa era una partita importante perché erano una buona squadra e lo dice la classifica. Si è vinto una partita soffrendo, siamo a più sei e si va avanti per la nostra strada. Se si da continuità ai risultati si comincia a ragionare.
Grosseto vs Pro Livorno 1-0 (1-0)
Undicesimo turno interno per il Grifone. Di fronte il Pro Livorno, ovvero la quarta forza del campionato. Duello spinoso. L’uccellaccio gioca colorato di bianco, Nunziatini è rosso, avversario in nero, Turco in celeste. C’è il sole sullo Zecchini, primo squillo di una primavera ancora lontana. Molinari è titolare, Andreotti siede in panchina accanto a Fratini, Pierangioli, Raito e Luci. Sono scelte. Come prologo è d’obbligo un minuto di silenzio – profondo – dedicato a Maurizio Santini, padre di un Grifone mai dimenticato. Le squadre entrano accompagnate dai bambini della scuola calcio Virtus Maremma. Al 4′ giallo per Sabatini (trattenuta). Azione Camilli – Molinari con quest’ultimo al tiro, Turco blocca (8′). Pro Livorno corta, disposta al dialogo e al pressing. Grifone sornione (12′), occorre giudizio. Nunziatini chiude sul palo vicino l’incursione pericolosa di Angiolini (17′), Grifo in imbarazzo difensivo. Periodo non facile. Terzo corner per gli ospiti (20′). Angolo per il Grifo al 21′. Giallo per Cretella (22′). Ospiti spigliati, che sfruttano ogni metro del campo (27′). Grifone che fatica a trovare collegamenti, spazi e trame (29′). Incredibile al 33′: Cretella da fuori area coglie il palo, Molinari e Vanni vedono le loro conclusioni deviate sulla linea di porta. Sfortuna nera. Ma è la sveglia: Molinari inzucca il traversone di Camilli, Turco vola senza intercettare, è gol, 1-0 (35′). Sornione quanto brillante in efficace cinismo. Espulso il capitano Spagnoli al 41′ per reazione (probabilmente anche per altro) su Pizzuto, Pro Livorno in 10. Si va al riposo con il Grifo avanti 1-0.
Ripresa. Il Pro Livorno non si abbatte continuando ad attaccare anche in inferiorità numerica, Grifone in stand by (11′). Pareggiati, 5-5, i corner (19′). Biancorossi pericolosi al 20′ con il colpo di testa di Cretella uscito alto. Veramente sfortunato Andreotti, che al 25′ esce in barella probabilmente per infortunio muscolare. E’ durata solo 6′ la gara dell’attaccante, una stagione nera come la pece. Il Grifone deve stare attento e restare compatto, l’avversario corre (30′). Contrasto duro di Raito (31′), che viene soccorso in campo ed è costretto a uscire. Grifo in 10 (sostituzioni esaurite), parità numerica (34′). Finale elettrico. Punizione per gli ospiti dal limite (38′) respinge la barriera. La Pro Livorno non demorde, il Grifone si arrocca, Vanni è l’unico riferimento avanzato (41′). Zecchini in apnea (45′). Arrivano 5′ di recupero. Sofferenza e fiducia. Espulso al 49′ Salemmo, Pro in nove. Nervosismo in campo e sulle panchine. Al 51′ si gioca ancora. Poi la fine di una partita con due rossi, otto gialli e due infortuni in casa biancorossa.







































































































































