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Piovaccari ha detto sì, rinforzo in attacco per i biancorossi

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La punta non trovava spazio in questa stagione al Piola, per lui solo 10 presenze senza metterla mai dentro. Una stagione che l’attaccante spera di raddrizzare arrivando in Maremma, dopo alcuni passaggi a vuoto come quello dell’anno scorso: mezza stagione in blucerchiato per poi passare al Brescia con alterne fortune. Non ci sono dubbi che la migliore annata, la punta classe 1984, l’abbia vissuta vestendo la maglia del Cittadella, con la quale riuscì a segnare 23 reti in 38 partite. Proprio quel Cittadella che si ritroverà da avversario sabato prossimo, sperande di presentarsi allo Zecchini con il classico gol dell’ex.

Sforzini il più richiesto. Camilli si candida

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Malgrado tutto, Nando Sforzini, resta al centro dell’attenzione di questa sessione di mercato, in cui il Grosseto, per il momento, è riuscito a liberarsi di qualche ingaggio oneroso, senza però rinforzare la squadra. Il bomber del Grifone, vorrebbe rimanere in biancorosso, ma è chiaro che la situazione che si sta creando non è delle migliori: il Grosseto non sta acquistando e l’attaccante resta sempre più isolato, anche in fatto di calciomercato. Sul giocatore è crescente l’interesse di Spezia, Varese, Catania e Verona, attenzioni più che lecite, visto che Sforzini ha già raggiunto la doppia cifra in questo campionato. Strapparlo al Grosseto non sarà facile, ma in ogni caso, anche se dichiarato incedibile più volte, di fronte all’offerta giusta il giocatore potrebbe partire. Solo dopo il 31 gennaio quindi, ci saranno certezze sulla permanenza di Sforzini in biancorosso. Nel frattempo Piero Camilli è nuovamente pronto a scendere in campo per ciò che concerne la politica. Il Comandante è candidato al Senato della Repubblica per le prossime elezioni. Camilli è il numero 3 della lista di Fratelli d’Italia per quanto riguarda la regione Lazio.

Traditori traditi

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Erodiani racconta la miseria della sua vita e mentre lo fa suda sgradevolmente il suo imbarazzo.
Ha gli occhi smarriti, diffidenti, intimoriti, non particolarmente intelligenti.
Cambio d’inquadratura: un ex giocatore dell’Ascoli descrive la sua “prima volta”, al contrario di Erodiani non suscita repulsione fisica, gli occhi sembrano sereni, forse c’è un velo di tristezza, forse un po’ di pentimento, sicuramente ingenui.
Improvvisamente, nel suo sguardo, una stonatura: un lampo avido gli attraversa l’iride proprio mentre descrive, senza che ve ne fosse la benché minima necessità, il modello di Mercedes con cui gli “zingari” lo vanno a prendere, è solo un lampo ma svela una debolezza più forte della sua volontà.
Altra intervista: un pentito di camorra descrive apertamente le sovrapposizioni che esistono tra le diverse mafie e il mondo del calcio.
I suoi occhi sono convincenti, penetrano.
Mostra un paio di video, uno riguardante il suo matrimonio e l’altro relativo al battesimo del figlio.
I filmati sono una carrellata di volti di personalità di spicco della camorra, veri e propri numeri uno, tra la gente compare anche Aronica, del tutto a suo agio tra sorrisi e strette di mano.
I suoi occhi l’hanno sempre tradito, dentro il campo e fuori.
Piccoli, freddi e con riflessi pericolosi.
Spengo la televisione e penso a quella carrellata di sguardi.
Penso ai loro occhi quando erano bambini.
La vita gli ha indurito la pelle e l’anima.
La vita gli ha cambiato lo sguardo.
I loro occhi non erano così.
La luce, la luce negli occhi, è quella che è cambiata.
Lo sguardo si rompe solo quando si rompe qualcosa dentro.
Perché gli occhi tradiscono sempre, è per questo che non tradiscono mai.

Il Grifone ci prova con Nelso Ricci. Bremec va al Barletta

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Una scelta comprensibile nel tentativo di dare un’ulteriore scossa all’ambiente e di provare qualsiasi mossa possibile per risollevare le sorti di una stagione sinora sciagurata. Tra allenatori, direttori sportivi e consulenti di mercato, c’è un gran movimento e anche una discreta confusione. Di fatto tocca a Nelso Ricci indossare uno dei tanti camici bianchi della stagione e accorrere al capezzale del malato Grosseto. I rapporti con Pietro Tomei, del resto sono buoni, i due si conoscono da tempo e la speranza è quella di vedere alla fine una unione di intenti per centrare un’impresa sportiva. Per il resto sul fronte degli acquisti non si registrano novità, su Checcucci non c’è stato il via libera di Camilli e dunque la trattativa con il difensore è svanita. Movimenti si registrano in uscita, manca solo l’ufficilità, ma Bremec è pronto per il Barletta. Si tratta della quinta cessione, considerando che non è mai facile dar via i giocatori, almeno sotto questo punto di vista Tomei sta centrando l’obiettivo.

Mariano Stendardo “Un solo rimpianto, non aver raggiunto la serie A con il Grosseto”

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Approdato da pochissimi mesi al Treviso, in Lega Pro Prima Divisione, ha un passato nella Cremonese, nel Messina in serie B dove nella stagione 2007-2008 ottiene 35 presenze segnando due reti; dopo Messina, Grosseto poi la Salernitana, Pisa e Terni dove la scorsa stagione ha contribuito alla promozione nella serie cadetta con 11 presenze.

COME TI SEI TROVATO A GROSSETO?
Benissimo è stata un’esperienza fondamentale per me, sia come calciatore che come uomo.

DOVE GIOCHI ORA NEL TREVISO COME TI TROVI?
Nonostante ci siano delle problematiche extra calcistiche, mi sono ambientato molto bene e ora sono concentrato al massimo per raggiungere la salvezza.

COSA TI MANCA DI GROSSETO?
Di Grosseto mi manca il clima che si era creato dentro e fuori dal campo, e i tanti amici che ho lasciato.

NEL PERIODO IN CUI HAI GIOCATO A GROSSETO, I TIFOSI TI SONO STATI VICINI?
I tifosi mi sono stati sempre vicino, anche in quel periodo in cui sono stato “accantonato” per situazioni poco chiare. Mi hanno sempre incoraggiato e invocato. Ricordo con enorme emozione quando appena finita la partita col Frosinone, (quella che ci ha permesso di andare a disputare i playoff) un gruppo nutrito di sostenitori biancorossi mi hanno festeggiato sotto casa e io dalla finestra ho lanciato tutto quello che avevo del Grosseto, come per esempio magliette, pantaloncini, tute. Sono rimasto in mutande in pratica!

HAI QUALCHE RIMPIANTO NELLA TUA CARRIERA?
Quello di non essere rimasto a Grosseto. All’epoca ero in prestito dal Genoa, la Salernitana mi volle con insistenza e io con il pensiero di avvicinarmi a casa mi sono trovato in una situazione non facile che mi ha condizionato fortemente.

UN RICORDO LEGATO AL GROSSETO CALCIO?
Sicuramente la partita di andata dei playoff col Livorno. Semplicemente la partita perfetta.

IL CALCIO MALATO, COSA NE PENSI A RIGUARDO?
Su questo preferisco non esprimermi. Dico solo che mi dispiace per Grosseto e i grossetani che per colpa di personaggi alquanto discutibili si sono trovati in questa situazione di classifica, dove senza la penalizzazione, credo che le cose sarebbero andate diversamente.

CHE COSA NE PENSI DEL PROBLEMA RAZZISMO NEGLI STADI?
Sinceramente al nord il problema è più sentito, da napoletano posso dire che bisognerebbe imparare un po’ dalla gente del sud Italia, dove c’e’ un’apertura mentale su questo argomento totalmente diversa. Mi è piaciuto l’atteggiamento del Milan e la scelta di sospendere la partita con la Pro Patria, in modo di dare più visibilità alla vicenda.

UN SOGNO NEL CASSETTO?
Non ho sogni nel cassetto a livello calcistico: vivo alla giornata in modo da non crearmi troppe aspettative. Qualche anno fa avrei potuto dirti che il mio sogno sarebbe stato quello di arrivare alla massima serie, ma ormai la vedo una cosa improbabile come cosa, comunque mai dire mai!

LA COSA PIU’ BELLA DELLA TUA VITA?
Senza dubbio la mia famiglia: mia moglie e mia figlia sono la ragione della mia vita.

COSA SALVI E COSA SCARTI DELLA TUA ESPERIENZA IN BIANCOROSSO?
Voglio salvare tutto, anche le esperienze negative, perché mi hanno portato ad un passo dalla serie A, ancora ci penso a quella partita!

CHE RICORDI HAI DELLA PARTITA DEI PLAYOFF?
L’andata fu meritata, mentre il ritorno se non fosse stato per un arbitraggio scandaloso a dir poco, penso che la finale la avremmo potuta sinceramente vincere con un Brescia, che già battemmo tranquillamente.

QUALI SONO SECONDO TE , LE FAVORITE DEL CAMPIONATO DI SERIE B, E COME PUO’ ARRIVARE IL GROSSETO?
Sassuolo su tutte, poi Livorno e Verona sono le più accreditate al momento. Spero che il Grosseto riesca a risalire la classifica, anche perché ha tanti giocatori in grado di fare la differenza, uno su tutti il mio ex compagno Sforzini.

UN COMPAGNO DEL GROSSETO CHE ANCORA SENTI A CUI SEI LEGATO PARTICOLARMENTE?
Nicola Mora e Ciro Polito, perché abitiamo a Napoli e spesso ci vediamo, ma conservo un bel ricordo di tutti i miei ex compagni.

CHE RAPPORTO HAI AVUTO CON IL PRESIDENTE CAMILLI? E UN RICORDO PARTICOLARE DI LUI?
Molto schietto e sincero, avrò sempre un bel ricordo del Presidente.

UN SALUTO AI TIFOSI.
Saluto veramente con affetto i tifosi del Grosseto, li porterò sempre nel mio cuore, sperando che questo 2013 porti a me ed a loro la tanto agognata salvezza!

Checcucci vicino al Grosseto, manca il via libera di Camilli. Delvecchio verso Lecce

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C’è ancora da vincere la resistenza del Crotone, meno forte del solito vista la volontà del giocatore, ma soprattutto c’è da ricevere l’ok di Camilli per completare la trattativa. Questione di ore, comunque, poi verrà messo nero su bianco per il trasferimento. Il Grifone si prepara quindi a rinforzare il reparto difensivo, sognando la ciliegina sulla torta che risponde al nome Paolo Hernan Dellafiore. Colpo difficile da effettuare, ma non impossibile. Sul fronte delle partenze invece, si cerca una collocazione per Delvecchio, saltato abbastanza clamorosamente lo scambio con il Cesena, è chiaro che anche mentalmente il giocatore necessiti di cambiare aria. L’unica soluzione possibile è quella di un ritorno a Lecce, piazza assai gradita dal centrocampista. I salentini non hanno urgenze in merito, ma potrebbero essere disposti a riaprire la porta.

Amichevole allo Zecchini: Grosseto-Pianese 6-0

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I biancorossi di Menichini hanno così prevalso sulla formazione senese che milita in Serie D. Il tecnico del Grifone, in avvio di gara, ha mandato in campo Lanni, Donati, Padella, Iorio, Calderoni, Falzerano, Jadid, Obodo, Crimi, con Lupoli e Sforzini a comporre la coppia d’attacco. Il vantaggio iniziale al 14′ con Falzerano, a cui hanno fatto seguito le segnature di Obodo, con un tiro da fuori area, e di Sforzini, in rete sugli sviluppi di un corner al 31’ minuto. Molti cambi nella ripresa, ma biancorossi comunque sempre precisi nell’andare a bersaglio. Il 4-0 porta la firma di Foglio al 57′, poi nel finale c’è spazio anche per le realizzazioni di Mancino e Giovio, esattamente all’80’ e all’88’ minuto.

Niente Gessa per il Grosseto, salta lo scambio con il Cesena

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Il giocatore, in questa stagione, ha già giocato con il Lecce e con il Grosseto, quindi se vorrà lasciare la Maremma, potrà farlo solo per i salentini. Un brutto colpo per il Grifone che non riesce a piazzare ancora il primo colpo in entrata. Ferma anche la trattativa per Ciano, in quanto il Crotone, prima di perdere il giocatore, vuole assicurarsi un sostituto all’altezza. Molti giocatori, di fatto, attenderanno l’ultimo momento per trasferirsi, come il difensore centrale del Palermo Milan Milanovic, conteso tra Vicenza e Grosseto, con i berici in netto vantaggio. Quanto al portiere invece, si parla di un interessamento per Gomys, ma il Grosseto non ha fretta di agire, in quanto Lanni sta fornendo le necessarie garanzie e per di più è un patrimonio societario. Si lavora, in attesa di giorni migliori, soprattutto in uscita, dato che Davis Curiale ha finalmente messo nero su bianco con il Frosinone. La partenza di Antonazzo invece, blocca al momento qualsiasi trattativa legata a Giulio Donati che non figura tra i partenti. Per il resto Bremec, attende di accasarsi al Barletta.

Calciomercato: Gessa atteso a giorni, su Ciano il Crotone non molla

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Sulla trattativa mancano gli ultimi dettagli, legati soprattutto al viaggio inverso, destinazione Cesena, che deve effettuare Gennaro Delvecchio. In ogni caso il centrocampista esterno potrebbe arrivare a Grosseto già da mercoledì. Situazione meno fluida, invece, per l’attaccante Ciano. L’interesse da parte della società unionista c’è, per il Grifone si tratta di una prima scelta, ma la trattativa non è facile da concludere. Malgrado il cartellino sia del Napoli, infatti, attualmente Ciano è in forza al Crotone che non vuole mollarlo. Insomma, portarlo a Grosseto non sarà facile, nemmeno per un diesse come Tomei che sta lavorando con grande volontà. Qualche problema si registra anche in uscita, nel finale di trattativa, infatti, sorgono complicazioni per il passaggio di Curiale al Frosinone che non appare poi così scontato. Resta vivo, invece, l’interesse del Barletta per Bremec, mentre Angelo Antonazzo, come annunciato nei giorni scorsi, ha ufficialmente rescisso il contratto con il Grosseto ed è pronto a trasferirsi alla Reggina.

Una curva troppo dritta

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Società e Curva non comunicano apertamente, spesso il messaggio più visibile è lo striscione ma per raggiungere i propri fini vige l’uso della politica e cioè: “L’arte di governare e più concretamente, l’insieme dei provvedimenti con cui si cerca di raggiungere determinati fini, sia per ciò che riguarda i problemi di politica interna, sia per ciò che riguarda le relazioni di politica esterna.”

Una Curva e per Curva s’intendono tutte le formazioni del tifo organizzato che la compongono, esercita politica interna quando cerca il raggiungimento di un obiettivo attraverso il condizionamento del tifoso comune, al contrario, compie azione di politica esterna, nell’esercizio delle relazioni con la Società. Il modo miglior che solitamente le curve hanno per far sentire le loro ragioni è l’uso della violenza; la nostra, fortunatamente, no. La Curva Nord, dai più romantici definita come una curva pane e salame, ricorda i fatti più burrascosi nelle sfide con il Siena, negli scontri di San Giovanni Valdarno e in quelli fratricidi di Frosinone; rari episodi in cento anni di storia. Senza dubbio una curva da prendere come riferimento in tutti gli stadi d’Italia ma che purtroppo conosce poco il linguaggio politico.

Evitiamo di girarci intorno: per la Nord l’essere sempre e comunque schierati a fianco del Presidente, Piero Camilli, è un atto di fede ma questa fede, assoluta e incontrovertibile, la depaupera del proprio potere. Non si può essere efficaci in politica interna se per tuti gli altri tifosi si è schierati, perché non si è imparziali e quindi non credibili. Non si può essere influenti in politica esterna se, in nome della continuità societaria, si sventola bandiera bianca giustificando ogni azione che la stessa Società intraprende; persino un mercato inconcludente.

Le criticità non finiscono qui, perché per veicolare un pensiero di là dal fossato che costeggia la Curva Nord, occorrono strumenti chiamati organi d’informazione. Il rapporto tra Curva Nord e stampa locale è ai minimi termini, basta leggere il muro dell’ultimo anno solare per capire la visione curvaiola: da una parte il popolo fedele, dall’altra i servi del sistema calcio attaccati a tutto meno che agli interessi della squadra e quindi della città.

A prescindere dove vivano le ragioni e a chi realmente appartengono, l’analisi guarda al risultato e quello che appare in Curva Nord è una macchia di colore con chiazze di grigio gradone sempre più estese. Forse sarebbe più liberatorio resettare tutto e tornare alle origini, senza più vivere nel terrore di perdere palcoscenici comunque destinati a non durare per sempre. Forse sarebbe più giusto disertare cene conviviali e tornare a confrontarsi sul campo d’allenamento, urlando di là della rete. Senza violenza, senza offese ma manifestando la propria identità, anzi rivendicandone il diritto d’essere l’unica identità che può rappresentare maglia e territorio.

Oggi, la nostra, è una Curva troppo dritta, anzi, troppo allineata e il punto non è se Piero Camilli sia vittima o carnefice o se abbia fatto o non fatto errori, il punto è che schierarsi sempre e comunque è un atto di fede incrollabile ma destinato a far perdere potere politico, e una Curva senza potere politico non è più una Curva, è una gradinata.

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