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Verso Verona. Grosseto più difensivo, in attacco staffetta Lupoli-Lanzafame

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Non è un caso che controlli il cellulare e legga il messaggio di un collega: «siete stati gli unici a tenere testa agli extraterrestri del Sassuolo, finora non avevano mai incassato reti». Gli spunti positivi in vista di una difficile trasferta come quella di Verona, si trovano anche così.

Staffetta. Ci sono alcuni avvicendamenti, o dualismi che sono entrati nella storia e hanno diviso l’opinione pubblica, come la famosa staffetta Mazzola-Rivera. Non sarà sullo stesso livello, ma anche l’impiego part-time di Lupoli e Lanzafame ha un certo fascino per il tifoso biancorosso. Somma in questo caso fa di necessità virtù: «sono giocatori che stanno migliorando sotto il profilo della tenuta e che possono farci effettuare il salto di qualità. In questo momento però, per una questione di equilibrio c’è da fare una staffetta». Lupoli dal primo minuto quindi, Lanzafame a gara in corso. Il Grosseto in ogni caso si presenterà al Bentegodi più abbottonato, con un 5-3-2 in cui gli esterni difensivi saranno Celjak e Calderoni, mentre nel cuore della difesa è previsto il debutto di Rigione al fianco di Padella e del recuperato Olivi.

Sfida dei bomber. Tra i temi del match, Somma individua anche quello dei cannonieri, «Cacia e Sforzini se la giocheranno fino in fondo», per poi soffermarsi sull’avversario di turno: «è la migliore squadra del campionato, non ci sono dubbi. Hanno tutto per far bene, una grande rosa, un tridente formidabile, un pubblico eccezionale». È sulle caratteristiche dell’attacco degli scaligeri che il mister dei maremmani focalizza l’attenzione: «per fermarli occorrerà abbassare il ritmo e non far giocare in velocità Rivas, Gomez e Cacia. Ecco perché, ad esempio, ho scelto Celjak come laterale, in quanto mi è sembrato più reattivo di Antonazzo per contrastare la brillantezza di Rivas». Non sarà un compito facile comunque per il Grosseto che in molti attendono aggressivo e in grado di portare via almeno un punto dal Bentegodi. Le ultime parole di Somma sono in ogni caso ancora dedicate al presidente Camilli: «tutte le mattine ci sentiamo alle 7:30 e parliamo dei progressi compiuti dalla squadra. Ho grande stima per un uomo di successo che coltiva tanti interessi. Con lui andiamo sempre diretti al punto, senza tanti giri di parole».

Ci Puoi Scommettere! “9 Giornata”

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Una foto ormai un po’ datata. Camicia bianca, giacca blu e cravatta in tinta. E’ un Piero Camilli raggiante e giovanile quello che a Firenze esce vincitore, nel lontano 2004, dalla vicenda del “caso Parola”. Accanto a lui c’è un ragazzo. Con una mano abbraccia il Presidente, l’altra è rivolta al cielo con tanto di dito indice alzato. Lo sguardo è orgoglioso e fiero, come si addice a noi Maremmani. Quel ragazzo è Riccardo Giusti…o meglio, è il nostro Sirpe. Questa è l’immagine che mi torna sempre in mente quando lo incontro in giro ed è quella che mi sembra più opportuna per introdurre l’ospite della settimana. Riccardo c’era, c’è e ci sarà sempre e per un tifoso così non c’è bisogno di aggiungere altre cose. I suoi consigli per “Ci Puoi Scommettere!” di questa settimana sono diretti e concisi.

Juve Stabia-Bari: X2 (1.60). Campo difficile infuocato dal pubblico, ambiente ostico per chiunque. Sono stato in entrambe gli stadi. La Juve Stabia perde raramente in casa ma il Bari sta girando alla grande.

Novara-Brescia: X (2.9). Prevedo una partita fredda con pochissimi goal tra due formazioni piuttosto apatiche. Forse addirittura 0-0.

Virtus Lanciano-Pro Vercelli: X (2.95). Uno scontro tra neopromosse che hanno come obiettivo la permanenza in categoria. Non penso che le due formazioni cercheranno di farsi troppo male a vicenda.

Sassuolo-Varese: 1 (1.85). Personalmente vedo il Sassuolo come la squadra più fortunata del mondo. Associando questa convinzione all’ottimo momento di forma dei neroverdi mi sembra possibile un solo risultato

Quota totale BWin= 25.32

Dimenticavamo qualcosa?

Hellas Verona-Grosseto: 2 (6.25). SEMPRE INSIEME A TE!

Il suggerimento è sempre quello di giocare piccole somme, solo per puro divertimento.

L’Ottimista intervista “David Giglio”

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Ospite di oggi David Cataldo, alias David Giglio. Uno di quelli che ho imparato a conoscere con il tempo, un po’ come m’è capitato con il vino. Uno di quelli che la pensa su molti argomenti in maniera diametralmente opposta alla mia, ma per qualche arcana ragione ne stimo la coerenza e la franchezza, uno che ci mette sempre la faccia. Se poi si parla di Grosseto, allora le nostre strade si avvicinano, fino quasi a sovrapporsi. Signore (pare sia anche bellino) e Signori, un personaggio senza mezze misure e carismatico, sovversivo e scomodo, galante e molto più sensibile di quanto ci tenga a far vedere…eccolo districarsi tra i miei punti interrogativi, David Giglio.

• Ciao David, come stai?
• Bene..come voi che sto’ ..chi m’ammazza a me?!?!?!
• Ho sempre pensato che sei una pellaccia. Il tratto più caratteristico della tua personalità, secondo me, sono le origini Gigliesi. Quanto l’hai dentro quell’Isola?
• Tanto, ma veramente tanto, io come tutta la mia famiglia. Te pensa, sono nato a casa, in camera mia, al Giglio, come il resto della mia famiglia, non in ospedale o in città. Sono uno degli ultimi “Nati all’Isola del Giglio”. Da questo particolare puoi capire quanto sia importante per me il senso d’appartenenza. Questo vale anche per Grosseto, la città che per noi è sempre stata un punto di riferimento, la più vicina e ti dirò anche la più simile per caratteristiche, gente orgogliosa e fiera delle proprie origini esattamente come i Gigliesi.
• Insisto sull’argomento, anche perché ho ricevuto l’educazione da un ex-marinaio, mio padre. Che cosa è per te il mare? Che cosa rappresenta?
• Il mare è la vita. Quando ti circonda, è lui che scandisce il ritmo della tua vita e decide anche per te. Il mare e il tempo, decidono loro se puoi lasciare l’isola, dove andare e quando. Devi rispettare i venti e le correnti. Non puoi opporti. Decidono loro se puoi andare a pescare e quanto. In quale direzione. Mi hanno insegnato a rispettarlo, perche è stata ed è la nostra fonte di vita. Prima di camminare ci insegnano a stare nell’acqua, per non annegare. Pensa, quando ci dicevano alle elementari di disegnare la famiglia, ci mettevo anche il traghetto, perché per tanti di noi era parte della nostra vita. Lo aspettavamo a sera come s’aspetta un familiare, era l’unico contatto con la terraferma.

• Tu sembri sempre andare in una direzione “ostinata e contraria” (cit.). Agli inizi quando ti leggevo, credevo fossi l’esatto contrario di quello che ero io. Convinzioni diametralmente opposte. Poi, invece, leggendo più attentamente tra le pieghe della tua personalità, mi sono accorto che c’era molto di più di quello che appariva esternamente, o di quello che vuoi far apparire superficialmente.
Perché hai deciso di colorare la facciata di colori forti e gli interni a tinte calde? E’ una scelta o una sorta di difesa?
• Sono veramente così. Dico quello che penso e, se ci credo veramente, non mi preoccupo della forma e delle conseguenze. Molti preferiscono essere più accondiscendenti, dire ciò che gli altri vogliono sentirsi dire, insomma non sono un ruffiano e non mi nascondo dietro un dito, è più forte di me.
• La curva e la politica possono convivere o quest’ultima dovrebbe stare fuori dagli stadi?
• Per come vedo il calcio ed il tifo, quando siamo in curva siamo tutti nella stessa barricata. Chi è accanto a me in quel momento è il mio miglior amico, è lì per il mio stesso motivo, la mia passione è anche la sua. Magari in settimana neanche ci salutiamo, però in quel pomeriggio abbiamo lo stesso sogno…vincere!!! Io credo che nel tifo non debbano esserci divisioni politiche. Forza muoviti fai quella domanda lo so ce l’hai sulla lingua.
• ahahahahahahah Non ne ho una in particolare, ma almeno un centinaio. Quale domanda ti dovrei fare? Carobbio?
• ahahahahah Hai visto!!! Sai quante volte me l’hanno fatta qui a Grosseto i giornalisti. Sono stato contattato anche un paio di volte da giornalisti di altri siti rinomati in Italia. Non ho mai risposto e lo sai perché? Perché ne ero disgustato. Troppo facile in quel momento venirmi a cercare. Loro secondo me dovevano essere i primi, per la professione che facevano, a dover essere muniti di spirito d’osservazione, non è possibile e non ci credo che nessuno abbia avuto sospetti. Meglio avere buoni rapporti col giocatore di turno per strappargli un’intervistina facile, facile, o avere un paio di soffiate sui pettegolezzi del Mister. Io ho rischiato querele e diffide e poi a bocce ferme, senza rischi e senza sporcarsi le mani la domanda: “Ciao, mi racconti come e’ andata?”. Ma ti levi…
• Ciao, mi racconti com’è andata? Ahahahahahahaha, scherzi a parte l’argomento ti fa ancora ribollire il sangue.
• Te pensa, mi fermarono in quattro, per strada a fine giugno…sono finiti tutti e quattro in galera. Carobbio tremava, quando balbettando diceva : “…per colpa tua devo cambiare città, io sono serio, ti giuro sulla mia figlia che non mi sono venduto…”. Era con Acerbis, Turati e Joelson. Mi fermò dicendo che il giorno dopo m’avrebbe denunciato. Gli dissi fallo: “c**** vuoi da me?!?” Dopo un po’ il tutto degenerò e passammo alle offese. Acerbis mi disse: “Con quelli come te non ci parlo, siete la rovina del calcio…” e tutti e quattro, mi ricordo come adesso: “… se siamo qui è per merito di Elio ..non per gente come te…”.
• Quale fu l’episodio che ti fece sospettare di più sulla loro integrità morale? A Bergamo con l’Albinoleffe?
• Tanto episodi, ma tanti. Chi segue la squadra e non ha gli occhi foderati se ne accorge. Gallipoli – Grosseto? Tutte le rimonte? Il fatto che la SNAI non facesse giocare gli over del Grosseto? Insomma tanti. Comunque, furono giorni difficili, per fortuna non ero da solo a difendere la nostra passione e ti garantisco che gli siamo rimasti impressi. L’anno successivo il Signo, che ogni tanto scrive sul muro mi disse: “Sai ero a Siena non so perché, ma ti manda i saluti Carobbio.”. Secondo te quanto c’ho rimesso a beccarlo? La cosa che mi dava più rabbia allora, era che mentre io ed altri ci mangiavamo il fegato, c’era chi ci andava a cena o ad alzare calici. Noi eravamo i matti che dovevamo farla finita.
• …e adesso, che si fa? come se ne esce?
• Recuperando i valori veri. Ricordandosi sempre che non ci sarà mai nessun giocatore che amerà questa maglia più di noi. Conta solo la maglia!!!
• Il fatto che nessuno aveva capito il vostro grido d’allarme come lo giustifichi? Non vi siete saputi spiegare, oppure sono stati gli altri a non volervi sentire?
• Io ricordo che l’abbiamo detto in lungo e in largo, mi sentivo dire “te sei matto” oppure “io a queste storie non credo”. Sicuramente, non avevo nessuna prova certa e più d’una volta ho sfiorato la querela per diffamazione. Molti dicevano “Sono bravi ragazzi, persone per bene…”. Il solito discorso che ti facevo sui giornalisti. Tanti c’hanno e c’avevano il loro tornaconto. Chi voleva magari avere qualcosa in più da scrivere, chi voleva avere un tavolo in più prenotato al ristorante, chi un accredito e chi un aperitivo da prendere. Noi eravamo i poveri matti, sempre pronti a piantare grane. Figurati se puntavano il dito contro…
• Passiamo al calcio giocato, forse è meglio. Che annata c’aspetta?Per cosa lotteremo?
• Quest’anno paghiamo ancora l’operato di quei quattro. Il Comandante ha fatto grandi sacrifici, ha dovuto ingoiare un boccone amarissimo, vedersi accomunato con certi delinquenti, sono sicuro, sia stato un duro colpo. Adesso ha messo in piedi una squadra molto buona sulla carta, ma che sul campo, però, dovrà dare il 150 %. La strada è tutta in salita ma io sono fiducioso. Adesso come adesso non dobbiamo porci un obiettivo ma vivere settimana dopo settimana, senza guardare la classifica ma pensando solo a fare punti.
• Archiviamo il calcio per un attimo. Il tuo menù ideale dall’antipasto al dolce?
• Mangio di tutto. Antipasto misto di mare, se c’è il crudo meglio. Spaghetti alle vongole veraci, almeno due etti. Anzi, spaghetti al sugo d’aragosta, come lo faceva mia nonna. Di secondo, frittura di paranza e per dolce la grostata…con la “g”.
• David, ma te sai sciare?
• Mammeglio!!! Guarda, c’ho pure provato un paio di volte. Due settimane bianche. La prima la passai a giro per le camere dell’albergo, ero in un 5 superiore e la mattina che mi svegliai più presto era mezzogiorno. La seconda c’andai con degli amici, al secondo giorno litigai col maestro di sci di Brunico, mi parlava ladino …no via, non fa per me la montagna…
• Facciamo il giochino della torre.
• Di solito io facevo il giochetto della bottiglia a Roma vi divertite male…la torre…mavvia…..cmq dai…
• Vedrai è divertente.
• …eh…da brividi!!!
• Livorno o Siena?
• Ma che domande….si spianano!!!
• Vino bianco o vino rosso?
• Rosso, anzi ti correggo e mi correggo …nero!!!
• Bionde o brune?
• Brune.
• Russi o Cubani?
• Salvo i Cubani…andrebbero salvati per davvero…
• Biancorossi.it o Grosseto Sport?
• Non me ne vogliano, ma quelli di Biancorossi.it sono dieci anni che ci sono. Mi ricordo il Pifferi, per esempio, a Pizzighettone, in tribuna. Faceva foto e scriveva. Pizzighettone eh!?!?!….non San Paolo….
• Torniamo per un attimo a fare i seri, ci racconti come avete vissuto la Concordia?
• ……………….male. Io ero a Grosseto quel venerdì sera, accesi il cellulare rientrato a casa e trovai alle due di notte 150 tra chiamate e messaggi. Come è stata vissuta? Come un pugno nello stomaco, come una tragedia che si abbatte nella quiete, all’improvviso, è una fitta allo stomaco ogni volta che la vedi. Non credo che sia facile da comprendere per chi la vede dall’esterno. La prima settimana, vedere casa tua su ogni canale televisivo, su ogni network, entrare in qualsiasi bar e vedere chiunque sentirsi in diritto di esprimere le peggio stronzate..giudicare e sentenziare…tutti lupi di mare quella notte e quei giorni seguenti. Senza presunzione, i Gigliesi hanno mostrato il grande cuore di un piccolissimo angolo di mondo.
• La rimozione? C’è professionalità e impegno?
• Si…è stato fatto un grande lavoro credimi. Specialmente dai soccorritori dei primissimi giorni e da chi poi ha bonificato la zona. I lavori stanno procedendo.
• Un aneddoto di quelle giornate?
• Sopra la barca del mio babbo, che era sulla spiaggia, i giornalisti, avevano posizionato le loro telecamere. Loro credevano di pagare una sorta di affitto. Invece babbo, appena l’ha viste, gliel’ha sbattute tutte in terra e ha messo un cartello: “Chi sale sappia che mi rompe i coglioni!!!”.
• Dimmene un altro.
• Una mia amica stava rientrando al Giglio, era andata a fare spese a Grosseto. Appena sbarcata l’hanno inquadrata e hanno fatto un servizio giornalistico, col suo volto, dal titolo “I TURISTI DEL TERRORE”.
• La professione del giornalista la puoi svolgere in tanti modi, tra cui quello più squallido…
• In quei giorni ho visto il lato più squallido. Ho veramente tastato con mano come sia facile fare disinformazione, montare le notizie a piacimento, manipolare l’informazione e arrivare dove si vuole.
• David, una di quelle cose in cui la penso come te (col Grosseto capita spesso) è la questione Lanzafame. Io la definisco il paradosso nel paradosso. Dimmi la tua?
• Lanzafame per come la vedo io non doveva venire a Grosseto. Sono convinto che lo sforzo di Camilli sia stato fatto in buona fede. Avrei preferito che si mettesse un punto definitivo su tutta la storia del calcio scommesse, della serie, qui non voglio neanche il puzzo di scommesse. Comunque adesso è qui. Mi fido di Camilli. Avrà calcolato tutti i pro e i contro.
• La buona fede del presidente non è in discussione e mai lo sarà. Credo però che andasse messo un punto, come dici te, grosso come tutta la Maremma.
• Si.

• Qual è il tuo ideale di tifoso?
• Se penso all’ideale del tifoso del Grosseto mi viene in mente Paolone. Oppure altre persone che m’hanno fatto innamorare di questi colori fin da piccolo, come il Mala, Simone Ceri. Perché? Perché quando eravamo in categorie infime, per loro il Grosseto era più importante del Real Madrid. Persone che hanno dato tanto a questi colori, sacrificando tempo ed affetti.
• Se il Grosseto nei prossimi anni tornasse in categorie inferiori, secondo te, ci sarebbe un abbandono generalizzato da parte dei tifosi, oppure, la storia degli ultimi anni ha fatto si che molti si sono legati al Grosseto al punto di non abbandonarlo più a prescindere dalla categoria?
• Voglio sperare che tanti che adesso si riempiono la bocca del Grosseto possano esserci anche un domani in contesti diversi. Tu questa rubrica la faresti anche in promozione?
• No, io non mi ci spreco in serie inferiori….più sotto della B non vado. Ma che domande mi fai???? Io ci sono e ci sarò sempre, di me non vi liberate più!!! Dammi il tuo ricordo più brutto e quello più bello legato al Grosseto?
• Il più brutto? Quando ero ragazzino e giocavo nelle giovanili del Grosseto. Post Anzidei, c’era stato il passaggio a Quartaroli Fava, andai al campo per gli allenamenti e non c’erano più neanche i palloni e l’acqua calda…Il più bello, troppo facile…Padova!!!
• A Roma i tifosi vogliono tutto e subito, a Londra quelli dell’Arsenal riempiono lo stadio anche se è svariati anni che mangiano la polvere e comprano solo giovani mezzi sconosciuti per rivenderli subito quando si affermano. C’è una tifoseria o un modo di vivere il calcio che ti entusiasma più degli altri?
• Il mondo inglese mi affascina. Il clima che si respira prima della partita e il forte senso d’appartenenza a prescindere da risultati e dalla categoria.
• Cosa ci manca per andare in A? O non c’andremo mai?
• Sono certo che con Camilli non ci manca niente. A quest’ora saremmo già dovuti essere in A se non ce l’avessero scippata…Sono certo che c’arriveremo!!!
• Hai qualcosa da dire ancora? Avresti desiderato una domanda che non ti ho fatto?
• Mhhh…fate una colletta per la prostata di Mauro.

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Ex Biancorossi: Tonino Sorrentino

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Oggi andiamo ad incontrare un ex attaccante classe ’85, che ha giocato nel Grosseto dal gennaio 2006 fino alla magica promozione in serie cadetta nel 2007: Tonino Sorrentino. Il ragazzo di Melito Irpino (AV), cresciuto nelle giovanili del Parma, si mise subito in mostra nell’edizione del 2004 della Coppa Uefa, mettendo a segno al suo esordio una bella doppietta al Salisburgo indossando la maglia gialloblu. Ha un passato all’Avellino allenato da mister Zeman, Catanzaro in serie B, per poi approdare nel 2006 al Grosseto di Piero Camilli, dove in sole 13 presenze realizza ben 5 reti. L’anno successivo è ancora nella compagine biancorossa contribuendo alla storica promozione in serie B con 4 realizzazioni in 24 gare. Dopodiché passa al Perugia e nella sessione del mercato invernale alla Cavese dove firma un contratto triennale. A gennaio 2010 passa al Sudtirol, squadra di seconda divisione. Purtroppo, nell’estate appena passata, deve annunciare il suo addio al calcio giocato a causa dei postumi di un incidente stradale avvenuto l’estate prima. Vanta inoltre, una lunga serie di presenze con la maglia delle nazionali giovanili.

COME TI SEI TROVATO A GROSSETO?
Per me Grosseto è stata una seconda casa, abitavo dentro al cerchio delle mura cittadine, poi la cucina maremmana, il mare di Castiglione della Pescaia e la cordialità della gente mi hanno fatto veramente amare questa città.

DOVE GIOCHI ORA?
No, non gioco più. Da poco lavoro in una azienda come contabile.

HAI APPESO LE SCARPETTE AL CHIODO?
Si, purtroppo lo scorso 24 giugno 2011 ho avuto un incidente stradale, dove ho riportato gravi conseguenze, ma quel giorno Dio ha voluto che fossi ancora qui.

COSA TI MANCA DI GROSSETO?
La qualità della vita e quello straordinario gruppo!

NEL PERIODO IN CUI HAI GIOCATO A GROSSETO, I TIFOSI TI SONO STATI VICINI?
Ho avuto sempre un ottimo rapporto con i tifosi, nonostante a volte non facevo proprio vita regolare, ero ragazzo, ma mi hanno sempre voluto bene.

HAI QUALCHE RIMPIANTO NELLA TUA CARRIERA?
Per come ho iniziato forse si, ma non rimpiango nulla, guai a farlo! Io sono orgoglioso di quello che ho fatto, e di averlo sempre fatto a testa alta.

LA COSA PIU’ BELLA DELLA TUA VITA?
Il mio piccolo Antonio, un Tonino in miniatura.

UN SOGNO NEL CASSETTO?
Il mio sogno è vedere mio figlio avere tutto quello, che non ho potuto avere io.

SPERI CHE UN DOMANI TUO FIGLIO GIOCHI A CALCIO COME TE?
Lo spero, ma spero anche meglio di me.

COSA VORRESTI DIRE AI TANTI TIFOSI DEL GROSSETO?
Voglio fare loro i complimenti di come sono cresciuti e per come sono stati vicini al Presidente nei momenti di difficoltà.

IL “CALCIO MALATO”, COSA NE PENSI A RIGUARDO?
Preferisco non parlarne.

COSA SALVI E COSA SCARTI DELLA TUA ESPERIENZA IN BIANCOROSSO?
Io salvo tutto, perché nel bene e nel male ho sempre dato tutto il meglio di me, e forse avrei voluto una possibilità in serie B.

QUALI SONO SECONDO TE , LE FAVORITE DEL CAMPIONATO DI SERIE B, E COME PUO’ ARRIVARE IL GROSSETO?
Io credo che il livello si sia abbassato molto, e che comunque il Grosseto può dire la sua. Forse quest’anno è l’anno del Sassuolo.

UN COMPAGNO DEL GROSSETO CHE ANCORA SENTI A CUI SEI LEGATO PARTICOLARMENTE?
Si, sono diversi: Giovanni Di Meglio, Giuseppe Russo, Edoardo Catinali, Giovanni Cipolla ed Enrico Amore, con il quale viviamo nella stessa città.

IL MIGLIOR ALLENATORE CHE HAI MAI AVUTO
Antonello Cuccureddu: un padre.

CHE RAPPORTO HAI AVUTO CON IL PRESIDENTE CAMILLI? E UN RICORDO PARTICOLARE DI LUI?
Il Presidente è senza dubbi il numero uno. Io ho sempre avuto un rapporto bellissimo e sincero. Un ricordo prima della partita di San Giovanni Valdarno che mi disse: “Hai finito con il club dei viveurs?”. Rido ancora oggi. Per fortuna in quel giorno feci una doppietta, decisiva per il campionato.

UN RICORDO LEGATO AL GROSSETO CALCIO?
Come non ricordare la promozione.

RICORDI ANCORA LE EMOZIONI DI QUEL 13 MAGGIO 2007, IN CUI PORTASTE IL GROSSETO PER LA PRIMA VOLTA IN SERIE B?
Come dimenticarle le emozioni di quel giorno, fu una giornata fantastica.

QUALCHE CURIOSITA’ RELATIVA A QUEL GIORNO?
Ricordo ancora la notte prima della partita, io e Carl (Valeri) camminammo nel corridoio dell’albergo fino alle 5 del mattino.

IL TUO ESORDIO CON LA MAGLIA DEL PARMA E POI LA DOPPIETTA IN COPPA UEFA, CHE RICORDI HAI DI QUELLA MERAVIGLIOSA SERATA?
Fu una serata fantastica: il ragazzino del paese che realizzava finalmente i suoi sogni e quelli di tutta l’intera famiglia.

UN TUO IDOLO CALCISTICO?
Luis Nazario da Lima Ronaldo, semplicemente il Fenomeno.

UN SALUTO A TUTTI I TIFOSI DEL GROSSETO.
Un grosso saluto a tutti ragazzi e state vicini alla squadra e al Presidente. E…“ Chi non salta di San Giovanni è ! “.

Ripresa degli allenamenti anticipata

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Molta curiosità da parte dei tifosi biancorossi che anche questo pomeriggio hanno atteso l’ingresso al Palazzoli della squadra, che si è trattenuta dentro gli spogliatoi a parlare con il mister per un po’ prima di iniziare l’allenamento.

Pomeriggio interamente dedicato a schemi e movimenti della fase offensiva, con alcuni giocatori, tra cui Jadid e Delvecchio, che invece hanno lavorato a parte allo Zecchini.

Non c’è paradiso senza vittoria

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Le prime attenuanti del caso, Mario Somma, le conquista guardando classifica e ruolino di marcia del Sassuolo. «Questo è il paradiso terrestre», aveva detto il mister scattando una fotografia della realtà unionista, al termine della gara però, si ritrova in una sorta di purgatorio, a masticare amaro per la sconfitta, mentre la squadra incassa la contestazione dei tifosi. Rispetto al predecessore poi, l’analisi psicologica è decisamente similare, Moriero infatti, aveva tra i suoi cavalli di battaglia il fattore penalizzazione, inteso come un pesante macigno che frenava la squadra costringendola sulla difensiva.

Somma sposta di poco l’aspetto mentale, chiarendo sin da subito che la condizione da ultima in classifica fa crescere l’ansia da prestazione dei giocatori. Eppure le difficoltà di questo campionato erano ben note e sono stati acquistati, a tal proposito, elementi con un notevole bagaglio di esperienza, proprio per sopperire a questa carenza. Sotto il profilo tecnico invece, il gioco del Grosseto appare ancora troppo legato al lancio lungo dalle retrovie, con il nuovo mister che inizialmente introduce la variante Delvecchio, altra torre offensiva che sollecita questo tipo di manovra. Va meglio nella ripresa, quando Sforzini è affiancato dal guizzante Lupoli, in grado di colpire una traversa e di creare i presupposti per una colossale palla gol divorata dal Nando biancorosso.

Il risultato però, cambia di poco, perché di cross dal fondo non se ne vedono, mentre guarda caso il Sassuolo, passa con due giocate piuttosto lineari, contraddistinte dal gioco sulle corsie esterne. In ogni caso, Somma è un ottimo comunicatore che sfrutta al meglio i due anni trascorsi davanti alle telecamere, intuisce che nel dopo-partita l’aria non è troppo salubre e mette sul piatto della bilancia il sacrificio di un giorno festivo da dedicare agli allenamenti. Un gesto di rispetto nei confronti dei tifosi, ma più che altro, a dirla tutta, una necessità per recuperare in fretta il tempo perso.

Sala stampa: Interviste a Somma, Di Francesco e Lanzafame

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Buon approccio alla gara, ma siamo calati nel finale del primo tempo e a inizio ripresa. Il nostro obiettivo era chiudere il primo tempo sull’1-0 per noi, ma così non è stato, pesano i molti errori sotto porta. Il Sassuolo ha messo in mostra una fluidità di manovra che noi non abbiamo. Difficile acquisirlo in così poco tempo. Capisco lo sfogo dei tifosi, vedere una squadra con un organico del genere ultima in classifica non è piacere. Per rispetto loro abbiamo rinunciato alla pausa di lunedì e ci alleneremo perché c’è molto lavoro da fare».

Eusebio Di Francesco (Allenatore Sassuolo): «Vittoria importante su di un campo difficile. Sul 2-0 sembrava tutto molto facile, invece non è stato così, perché nel finale di partita c’è stato da soffrire. Sostanzialmente preferisco questo tipo di vittorie, perché ci fa restare anche un po’ con i piedi per terra. Nel finale mi sono un po’ arrabbiato perché qualche giocatore non mi ha comunicato che aveva i crampi. Potevo gestire meglio i cambi».

Davide Lanzafame (Attaccante Grosseto): «Il mio è un gol che serve per il morale, ma purtroppo non è utile per la squadra. Dobbiamo ritrovare la fiducia necessaria in questo che non è un bel momento per noi. Dispiaciuto per la posizione in classifica e per il disappunto dei tifosi, dobbiamo lavorare per trovare la migliore condizione e uscire da questa situazione».

Grosseto vs Sassuolo: Le pagelle

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DONATI 6: corsa e agonismo sulla fascia destra, anche se con Missiroli di fronte non poteva osare più di tanto.

PADELLA 6: meno imperioso del solito, ma il suo lo fa, puntando spesso sull’anticipo.

IORIO 5,5: Boakye lo mette in seria difficoltà nello stretto, fa quello che può contro il giocatore ghanese. Meglio su Catellani.

CALDERONI 6,5: inizia molto bene la partita, sovrapponendosi in più di un’occasione a Quadrini. Apprezzabile anche la spinta sulla fascia di competenza nel quarto d’ora finale, quando si trasforma in ala aggiunta. Da un suo lungo cambio di gioco nasce il gol di Lanzafame.

JADID 6: nella prima mezz’ora si disimpegna alla grande, con ottimi passaggi ed intuizioni soprattutto a favore di Quadrini. Poi finisce la benzina e sparisce letteralmente dal campo, forse poteva essere sostituito già al termine del primo tempo.

(70° FOGLIO 6): regala un po’ di corsa al centrocampo biancorosso, in aggiunta a qualche buona iniziativa sulla sinistra.

OBODO 7: il roccioso centrocampista nigeriano è autore di una buonissima prestazione. Come sempre molto valido nel gioco d’interdizione, regala anche l’assist di testa a Lanzafame per il gol, poi con un insidioso tiro-cross per poco non sigla anche il pareggio.

BONANNI 5,5: discreto inizio di partita con alcuni lanci lunghi ben calibrati, ma poi si perde ben presto e Somma lo richiama in panchina nella prima parte del secondo tempo. Si libera molto bene al tiro nei primi minuti, ma colpisce malissimo e l’occasione sfuma. Non brilla nemmeno sui calci piazzati.

(56° LUPOLI 7): entra lui ed il Grosseto si rivitalizza. Fermato in dubbio fuorigioco colpisce la traversa, poco più tardi colpisce ancora la traversa con un grande sinistro al volo che avrebbe meritato miglior fortuna. Propizia anche una buona occasione con un tiro che Pomini ribatte sui piedi di Sforzini, che però spreca.

DELVECCHIO 6: reclama il rigore nei primissimi minuti per un presunto fallo di mano su un suo colpo di testa, poi conclude male un ottimo assist di Quadrini. Nel secondo tempo tenta anche il tiro al volo di destro, ma mette alto. Nonostante gli errori in fase di conclusione, però, la sua gara è estremamente generosa in ogni fase di gioco.

QUADRINI 6: anche lui, come Bonanni, inizia molto bene la partita e manda anche in porta Delvecchio con un ottimo passaggio filtrante nel cuore della difesa del Sassuolo. Con il passare dei minuti la sua prestazione cala d’intensità e Somma preferisce richiamarlo in panchina.

(58° LANZAFAME 7): il gol vale da solo il prezzo del biglietto e serve a ravvivare il Grosseto nei minuti finali. Non appena la sua condizione fisica sarà almeno accettabile, ne vedremo sicuramente delle belle.

SFORZINI 5,5: il bomber oggi ha le polveri bagnate. Non manca il solito grande impegno, ma le occasioni mancate sono davvero troppe, soprattutto quella nel primo tempo quando prova un pallonetto anziché battere di potenza contro un Pomini fuori posizione.

Grosseto Vs. Sassuolo 1-2 (0-1)

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Grosseto (4-2-3-1): Bremec; Donati, Padella, Iorio, Calderoni; Jadid (70° Foglio), Obodo; Bonanni (56° Lupoli), Delvecchio, Quadrini (58° Lanzafame); Sforzini (cap.).
A disposizione: Lanni, Antonazzo, Crimi, Rigione.
Allenatore: Mario Somma

Sassuolo (4-3-3): Pomini: Gazzola, Bianco, Terranova, Longhi; Cisbah, Magnanelli (cap.), Missiroli; Troianiello(84° Marzorati), Boakye (79° Pavoletti), Catellani (72° Bianchi).
A disposizione: Pigliacelli, Troiano, Frascatore, Laribi.
Allenatore: Eusebio Di Francesco

Arbitro: Luigi Nasca di Bari.
Assistenti: Giorgio Schenone di Genova e Simone Di Francesco di Teramo.
Quarto uomo: Valerio Marini di Roma 1.

Note:
Calci d’angolo: Grosseto 4, Sassuolo 3.
Reti: 38°, 55° Boakye (S), 83° Lanzafame (G).
Recupero: 1 minuto nel primo tempo, 5 minuti nel secondo tempo.
Ammoniti: 46° Calderoni, 71° Iorio (G) per gioco scorretto.
Espulsi: nessuno.
Spettatori: 1800 circa.
Meteo: temperatura gradevole, vento debole.
Terreno: asciutto ed in buone condizioni.

GROSSETO– Debutto contro l’ostico Sassuolo per il nuovo Grosseto di mister Mario Somma. L’ex tecnico del Mantova, dopo una settimana di intensa di allenamenti, si affida al suo modulo preferito, il 4-2-3-1, dove a supporto di Sforzini ci saranno Delvecchio, Quadrini e Bonanni. Confermata la difesa scesa in campo a Vicenza, mentre in mediana operano Obodo e Jadid. Ancora assente Olivi per infortunio.

Un buon Grosseto gelato da Boakye.
I biancorossi partono bene nel primo tempo e la squadra sembra trasformata rispetto a quella insicura vista fino all’ultima partita in quel di Vicenza, soltanto sette giorni fa. Alcuni giocatori, su tutti Jadid e Delvecchio, sembrano rinfrancati e danno quel qualcosa in più che giova alle trame di gioco. I padroni di casa hanno alcune ottime occasioni, proprio con Delvecchio e con Sforzini, ma nel momento di maggiore equilibrio, arriva la doccia fredda del gol del Sassuolo. E’ il temuto Boakye a freddare Bremec con un tiro angolatissimo sul primo palo, anche se nell’occasione il portiere spagnolo non è parso all’altezza delle sue ultime prestazioni. Un buon Grosseto che avrebbe sicuramente meritato almeno il pareggio, se non addirittura il vantaggio.

Grosseto generoso ma sprecone, Boakye colpisce ancora.
I torelli tornano in campo nella ripresa con buone intenzioni e sulla falsa riga del primo tempo, almeno per il primo quarto d’ora. Poi, l’inevitabile calo di condizione atletica e Boakye colpisce ancora, questa volta di testa, anticipando un incerto Bremec. Risultato assolutamente ingeneroso e che taglia ancora di più le gambe alla squadra di Somma. Dentro Lupoli e Lanzafame per Bonanni e Quadrini e l’ex giocatore del Catania accorcia le distanze con un pezzo di bravura, una sforbiciata al volo di destro che fa esplodere i tifosi biancorossi, sicuramente uno dei gol più belli visti allo Zecchini negli ultimi anni. Prima del gol dell’1-2 Sforzini e Lupoli hanno avuto occasioni importanti, ma se Nando non è stato lucido quando ha messo a lato da buona posizione, re Artù è stato a dir poco sfortunato quando con un gran sinistro da posizione angolata ha colpito la traversa di Pomini. Partita che si accende nei minuti finali, con il Grosseto generosamente in avanti a cercare il gol del pareggio. Ci va vicino Obodo con un tiro-cross che per poco non soprende Pomini, abile nell’occasione a salvarsi in angolo. Risultato ingiusto, dunque, con il Grosseto che ha avuto almeno cinque grandi occasioni, ma grande merito anche al Sassuolo che ha saputo concretizzare le opportunità avute.

La cronaca

Primo Tempo
1° Azione sulla sinistra con traversone di Calderoni per Bonanni che conclude, ma il tiro è rimpallato.
2° Boakye al tiro, palla contrastata in angolo.
7° Traversone di Calderoni per Delvecchio, colpo di testa respinto da un difensore del Sassuolo. Il Grosseto reclama il rigore per un presunto fallo di mano.
11° Boakye si fa luce in area, Calderoni risolve una situazione che si era fatta difficile.
16° Quadrini per Delvecchio con un passaggio filtrante, la conclusione dell’ex giocatore del Lecce risulta però debole e centrale.
20° Occasionissima con Sforzini al tiro da posizione centrale nell’area di rigore, ma la difesa del Sassuolo riesce a ribattere sul più bello.
27° Bonanni si accentra e tira si sinistro, ma la palla termina addirittura in fallo laterale.
37° GOL! Troianiello crossa da destra sul secondo palo per Longhi, che fa la sponda di testa per Boakye. Il giocatore ghanese controlla e conclude di destro sul primo palo. Bremec è battuto.
40° Delvecchio conclude da posizione defilata, Pomini in angolo.
44° Sforzini a tu per tu con Pomini prova il pallonetto, ma il portiere devia in angolo.

Secondo Tempo
50° Boakye per Catellani che tira al volo di destro, para Bremec.
54° Azione personale di Troianiello che entra in area di rigore dalla destra e conclude sul secondo palo. Para in angolo Bremec.
55° GOL! Cross di Longhi per Boakye che anticipa Bremec e di testa mette in rete. Inutile il tentativo disperato di respinta di Calderoni sulla linea.
56° Sforzini gira al volo di destro il cross di Donati, para Pomini.
63° Conclusione di destro di Sforzini da ottima posizione dopo la respinta di Pomini su Lupoli, ma la palla termina a lato. Altra occasionissima sprecata dal Grosseto.
69° Lupoli conclude di sinistro da posizione angolata, palla sulla traversa. Grosseto sfortunato.
80° Tiro ciabattato di Obodo dai sedici metri. Altra occasione sprecata.
83° GOL! Stupenda rete di Lanzafame che in semirovesciata di destro scaraventa in rete sull’assist di testa di Obodo!!!!!
87° Miracolo di Pomini che respinge di pugno un tiro-cross di Obodo, dalla destra.

Somma verso il debutto in panchina. Il tecnico: «Grosseto è il top»

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Il nuovo allenatore dei biancorossi si presenta subito con una frase ad effetto: «molti conoscenti erano incuriositi dalla gestione Camilli e mi hanno chiesto come è andata questa prima settimana. La risposta è semplice, o sono su “scherzi a parte”, oppure questo è il paradiso terrestre». Un bello spot per la Maremma del pallone, ma anche la possibilità di lavorare al top, come lo stesso allenatore ha più volte ribadito.

Premi. La determinazione e la voglia di mettersi in gioco in una piazza comunque difficile per gli allenatori, non frena l’ambizione di Somma: «presentarsi a parlare con Camilli e chiedere un premio salvezza equivale a non essere presi in considerazione, parlare di un premio play-off in un campionato come questo invece, vuol dire speculare sul piazzamento finale. Per questo ho proposto al presidente di mettere un premio per la vittoria. Puntiamo al massimo». Le intenzioni di Somma, almeno a parole, sono piuttosto chiare, anche nel ragionamento relativo al gioco, in cui spiccano parole come ritmo, intensità e ovviamente attacco: «ai ragazzi dico sempre che se ci difendiamo e siamo fortunati otteniamo uno 0-0, se invece attacchiamo e siamo sfortunati possiamo raggiungere lo stesso risultato. Quindi tanto vale attaccare».

Rapporti presidenziali. Contro la capolista Sassuolo, Somma ha già le idee chiare: «loro giocheranno con il 4-3-3, noi il nostro 4-4-2, o se volete 4-2-3-1, la differenza è minima». Fuori Olivi per infortunio, è certo che Lupoli partirà dalla panchina: «è un giocatore che dà garanzie a gara in corso – spiega il mister –, occorre un cambio certo dato che ci sono alcuni elementi non al top come Bonanni e Jadid». Un capitolo a parte merita anche il rapporto con Camilli che il nuovo tecnico del Grosseto descrive così: «non nego che in passato ci siano stati screzi, quando eravamo avversari, ma il presidente lo conosco da tantissimi anni. Siamo due caratteri forti e come tali o ci amiamo o ci odiamo, non esiste una via di mezzo come la sopportazione. Sono consapevole che posso tornare a casa tra due settimane, mentre Camilli sa che non accetto intromissioni. Entrambi siamo partiti dal basso per fare grandi scalate a suon di risultati. In questo momento io ho solo una cosa che Camilli non ha…la promozione in Serie A».

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