No menu items!
spot_img
spot_img
Home Blog Page 262

Modena vs Grosseto: Le pagelle

0

DONATI 6,5: presidia con ordine la fascia destra e non trascura la fase offensiva. Buoni alcuni traversoni, su uno dei quali Sforzini va vicino al gol.

RIGIONE 6: ha un’occasionissima nei primi minuti, ma non riesce a battere Colombi da pochi metri. Prova positiva nel pacchetto difensivo a cinque.

(70’ ANTONAZZO 5): entra e si guadagna immediatamente un cartellino giallo grazie alla solita randellata a centrocampo. Rischia moltissimo nel finale, quando su un suo tackle in area il Modena chiede, forse giustamente, un calcio di rigore che però l’arbitro non vede.

IORIO 6,5: guida con esperienza la difesa dalla sua posizione centrale, supportando i giovani Barba e Rigione che operano ai suoi lati. La fiducia di mister Somma sembra averlo rassicurato.

BARBA 6,5: gioca con esperienza da veterano, nonostante sia all’esordio in serie B, peraltro in un momento delicato per la sua squadra. Suscita impressioni positive, la sensazione è che lo rivedremo presto in campo.

SOM 6: al rientro dopo alcune partite trascorse in tribuna, dimostra di potersi giocare la maglia da titolare. Attento nella fase difensiva, si propone anche nella fase di possesso palla arrivando fino al traversone e grazie ad un suo spiovente Delvecchio per poco non trova la rete del vantaggio.

DELVECCHIO 6: non avrà più la mobilità di un tempo, ma la sua esperienza si fa sentire. Raramente spreca un pallone a centrocampo e per poco non sigla di testa un bel gol su un cross di Som. Prezioso il suo contributo difensivo quando il Modena spinge per vincere la partita.

OBODO 6: più a suo agio nella posizione di centrocampista centrale, rispetto alla posizione defilata occupata a Verona. Combatte con la solita grinta, non sempre è preciso negli appoggi, ma alla lunga risulta molto utile.

FOGLIO 5,5: entra raramente in possesso del pallone, dedicandosi per lo più alla fase difensiva ed al pressing a centrocampo. Qualche buona ripartenza, ma da uno con le sue caratteristiche è lecito attendersi di più in fase propositiva.

LANZAFAME 5,5: discrete alcune iniziative soprattutto nella prima mezz’ora, poi finisce la benzina e non riesce più ad incidere, dimostrando di essere molto lontano dalla migliore condizione.

(61’ LUPOLI 5,5): fumoso, non gestisce bene alcune ripartenze sulle quali avrebbe potuto essere maggiormente incisivo. In più, fallisce un’ottima occasione allo scadere del tempo regolamentare, vanificando un bell’assist di Sforzini. Misteriosa la sua sostituzione con Crimi nel recupero.

(92’ CRIMI s.v.): gioca l’ultima parte del recupero e si guadagna un calcio di punizione utile per guadagnare tempo.

SFORZINI 6: combatte contro gli avversari ed il pubblico del Braglia che lo fischia ripetutamente. Nonostante ciò è un pericolo costante per il Modena, va vicino alla rete di testa e sforna un ottimo assist nel finale per Lupoli, che però spreca. In crescita rispetto alle ultime uscite.

 

 

 

Il Grifone strappa un punto a Modena con un pari alla camomilla

0

Più spregiudicato, almeno negli intenti, lo schieramento di Marcolin che si affida al tridente Lazarevic, Ardemagni, Williams.

Reti bianche. L’acuto iniziale, malgrado tutto, è quello dei biancorossi che, già al 3’ minuto, accarezzano l’idea di andare in vantaggio con Rigione. L’inserimento del difensore su corner porta alla conclusione ravvicinata respinta da Colombi. La replica dei canarini è affidata all’uomo più in forma del momento, ovvero Ardemagni, che però non trova la giocata giusta, imbrigliato dalla difesa del Grifone. I maremmani allora, si affidano alle doti aeree di Nando Sforzini, minaccia costante in area modenese, ma poco preciso nell’assestare la zampata giusta. Di contro il Modena fatica non poco a trovare il meccanismo offensivo per scardinare la retroguardia di Somma, quindi arrivano soprattutto conclusioni da fuori che non impensieriscono Bremec.

Nessuna segnatura. Cambia poco nella ripresa, soprattutto dal punto di vista delle emozioni. Il ritmo di gioco non cresce più di tanto e lascia i presupposti per una gara soporifera. L’equilibrio può essere spezzato solo dalla singola giocata. Ci prova Ardemagni, con una giocata di ottima fattura, ma il palo salva Bremec al 57’. Il duello si rinnova anche all’81’, quando l’attaccante ci prova di testa e il portiere del Grosseto compie l’intervento che salva il risultato. Quanto al Grifone, la squadra di Somma si rivede nel tempo di recupero, in quanto al 92’ Lupoli ha sulla testa il pallone del colpaccio, ma conclude centrale. Arriva così il primo punto ottenuto sulla panchina del Grosseto per mister Somma. Il Grosseto resta ultimo, ma muove la classifica.

Le scelte forti di Somma e quel “primo non prenderle”

0

A maggior ragione, se non ci sono reti, la forbice del sentimento contrastante si allarga. Non ci sono rammarichi, per essere stati raggiunti, oppure entusiasmi da rimonta al fronte di un ipotetico svantaggio. Lo 0-0 di Modena se ne va così, consegnando a Somma il primo, sudato, punto della personale gestione, ottenuto per altro in tre partite difficili. Calendario che non agevolava il compito, ma anche una filosofia che è cambiata, forse perché a furia di parlare di organico ultracompetitivo e di ambizioni importanti, malgrado i 6 punti di penalizzazione inflitti in un campionato livellato verso la mediocrità, erano nate troppe illusioni in grado di portare pochi punti alla causa. Con il suo “primo non prenderle”, Somma ha cambiato registro in modo radicale, per quella che può essere considerata la prima scelta forte da parte del tecnico. In un ambiente abituato a vincere, con un Camilli pronto a cambiare immediatamente in caso di andamento lento della squadra, può essere considerata una grande eresia parlare apertamente di un Grosseto che forse non arriverà mai ad imporre il proprio gioco. Per certi aspetti pare di essere tornati al primo anno di cadetteria, quando anche lo 0-0 in trasferta era accolto come una manna dal cielo e i biancorossi di Pioli erano costretti a lottare punto dopo punto, pallone su pallone. Al di là del pareggio ottenuto al Braglia quindi, Somma ha messo in atto ciò che ci si aspetta da un allenatore: prendere delle decisioni. Sulla bontà delle scelte si potrebbe discutere a lungo, ma in ogni caso è fuori dubbio che il mister del Grifone, dopo due sconfitte, ha intrapreso una via radicale, senza tanti compromessi. Decisioni che molto probabilmente lasceranno il segno e porteranno anche alla spaccatura del gruppo, con ciò che ne consegue. Per anni però, soprattutto in epoca recente, abbiamo sentito dire, ai vari allenatori che si sono avvicendati sulla panchina biancorossa, che un’unità di intenti così radicata nell’ambiente unionista raramente si era vista. Dichiarazioni di circostanza o meno, i risultati non sono stati molto incoraggianti. Somma, con le sue scelte, va in direzione opposta, ma lancia anche segnali molto forti ad un gruppo numeroso e di difficile gestione, in attesa che il campo gli dia ragione.

Ridotta la penalizzazione del Novara

0

La penalizzazione era stata inflitta in relazione alla gara Novara-Siena del 1 maggio 2011, a causa dei comportamenti tenuti dai tesserati Cristian Bertani, Davide Drascek e Mavillo Gheller, sanzionati nell’ambito del filone di Cremona del processo sul Calcioscommesse.

Il Novara si porta così a 10 punti in classifica, al pari di Bari e Cittadella, in posizione equidistante (3 punti) dalla zona play-off e da quella play-out.

(fonte FIGC)

Verso Modena. Somma fa la rivoluzione e lascia a casa Olivi, Padella e Bonanni

0

In pratica il Grosseto va a Modena senza il capitano, senza uno dei giovani difensori più promettenti e senza un esperto centrocampista. Se non è un terremoto poco ci manca, malgrado Somma resti serafico: «Barba e Rigione danno assolute garanzie, siamo tantissimi in rosa, non c’era spazio per tutti».

Cambio difensivo. Argomentazioni che non convincono a pieno, al fronte di decisioni che nel prossimo futuro faranno capire se si tratta di una epurazione , di una bocciatura momentanea o di un cambio di gerarchie all’interno del gruppo. In ogni caso è quasi completamente rivisitato l’assetto difensivo, in cui ci saranno 4 nuovi innesti su 5. L’unico riconfermato è infatti Rigione, affiancato da Barba e dal rientrante Iorio, mentre sulle corsie esterne, Donati giocherà a destra, Som a sinistra. «Il 5-3-2 è la strada della continuità – dice Somma –, in questa partita ho bisogno della grinta di Donati, mentre Som in questo momento è atleticamente superiore a Calderoni. Per quanto riguarda Iorio è un giocatore a mio avviso inamovibile, lo farei giocare anche con una gamba sola». Se la difesa cambia in maniera decisa, rispetto alla trasferta di Verona resta invariato il centrocampo, con Obodo, Delvecchio e Foglio titolari, in attesa che Crimi riprenda il suo posto in squadra dopo il lavoro svolto in Nazionale Under 21. In attacco ci sarà Nando Sforzini, affiancato però da Lanzafame, preferito questa volta a Lupoli.

Condizione ok. Al Braglia ci sarà un Grosseto alla pari con gli avversari, almeno dal punto di vista della condizione. «Non è più un alibi – spiega Somma – adesso abbiamo recuperato il tempo perso». Tuttavia cambia la mentalità della squadra, le esigenze di classifica influenzano il pensiero del tecnico: «questa è una formazione che deve giocare per non perdere, non è obbligatorio vincere. Se eravamo nei primo posti, allora occorreva vincere a tutti i costi, ma vista la nostra posizione è opportuno muovere la classifica». In pratica c’è da fare di necessità virtù e portare a casa anche il classico punticino. Il Grosseto non può permettersi un altro stop, sarebbe il quarto di fila e il terzo della gestione Somma, davvero troppo. Quanto al Modena, non c’è da stare allegri secondo le parole del mister dei maremmani: «è una squadra che in questo momento gioca libera da pensieri e fa della convinzione la sua arma migliore. Sanno quello che fanno e si divertono in campo, mettendo in pratica il pensiero del loro allenatore».

Ci Puoi Scommettere! “10 Giornata”

0

Se è vero, come sembra, che ogni buon scommettitore ha il proprio tabaccaio “di fiducia”, non potevamo non ospitare in questa rubrica Yuri Stolzi. Grande tifoso del Grosseto da tempi storici e co-fondatore del Gruppo Sfuso, Yuri è diventato, assieme al fratello Moris, un punto di riferimento della nostra tifoseria per la vendita dei biglietti. Grande esperto mondiale dei “flussi anomali”, si narra che conosca a memoria tutti i numeri delle tessere del tifoso dei trasfertisti più assidui… Con l’augurio che il tempo passato a vendere i biglietti aumenti sempre più, a scapito di Lotto, sigarette e bolli auto, pubblichiamo i suoi pronostici per la giornata di sabato prossimo.

PS: “a pensare male si fa peccato ma quasi sempre ci si azzecca”, Biancorossi.it si esonera preventivamente da qualsiasi responsabilità penale in caso di vincita!

Cittadella-Sassuolo: Over 2.5 (2.10). Quota interessantissima per due squadre che segnano tanti gol (Sassuolo) e ne prendono tanti (Cittadella).

Livorno-H.Verona: X (2.95). Penso ad un pareggio fra 2 squadre di alta classifica che puntano alla promozione e che non credo si diano troppa noia. Probabile 0-0 o, al massimo, 1-1.

Modena-Grosseto: 2 (4.60). Un bel 2 perchè se è vero che il Modena è in forma, è anche evidente che il Grosseto, nelle ultime 2 partite, sta giocando davvero bene. Poi è arrivata Cleopatra, che ha cambiato il meteo, l’estate è finita e anche per noi le cose devono iniziare a girare…

Quota totale BWin= 28.5

Il suggerimento è sempre quello di giocare piccole somme, solo per puro divertimento.

Ex Biancorossi: Alessandro Caparco

0

Oggi incontriamo un portiere che ha vestito la maglia biancorossa nelle stagioni dal 2008 al 2010 ottenendo 19 presenze tra i pali maremmani: Alessandro Caparco. Un passato nelle giovanili della Juventus, fino ad arrivare nel 2002 ad Ivrea in serie C2, squadra dove resterà per ben 6 stagioni collezionando 128 presenze. Arriva a Grosseto nel 2008 lasciando un buon ricordo tra tifosi e società e rimane fino al 2010, lasciando la città con molto rammarico. Nell’estate del 2010 passa a titolo definitivo alla squadra rumena del Targu Mures, dove ancora milita.

COME TI SEI TROVATO A GROSSETO?
A Grosseto sono stato benissimo, in particolar modo il primo anno quello storico dei play off. Quando mi è arrivata la chiamata sono stato contentissimo, una grande occasione in un campionato nuovo per me, poi l’accoglienza della città è stata stupenda. I tifosi mi volevano subito in campo, forse anche per il ricordo del rigore parato due anni prima a Cipolla. Una città stupenda, gente meravigliosa, ed il ricordo non può che essere fantastico, e devo ammettere che a Grosseto ho lasciato un pezzo di cuore.

DOVE GIOCHI ORA?
Adesso gioco a “FCM TARGU MURES”: una squadra rumena che milita nel campionato di serie A.

COME E’ GIOCARE ALL’ESTERO? RACCONTACI LA TUA ESPERIENZA.
All’inizio è stata durissima, io avevo ancora un anno di contratto a Grosseto, ma il Presidente mi aveva preso di mira per una cosa che mi stupì tantissimo, il sorriso fatto a De Canio dopo la partita Grosseto-Lecce persa per 3 a 0. Appena arrivato non sapevo la lingua, e l’accoglienza nello spogliatoio non è stata fantastica, non erano abituati a giocatori stranieri nonostante eravamo tantissimi in rosa. Ma passati i primi sei mesi durissimi, ho cominciato ad ambientarmi e devo dire che adesso mi trovo veramente bene. Poi giochi con squadre che giocano Uefa League come lo storico Steaua Bucarest o il Cfr Cluj che gioca in Champions League. Questo è il mio terzo anno qui e nonostante ho avuto l’opportunità di tornare in Italia, devo dire che ho preferito restare qui in Transilvania.

PER UN CALCIATORE ITALIANO E’ DIFFICILE RESTARE LONTANO DALLA SUA PATRIA, COSA TI MANCA DI PIU’ DELL’ITALIA?
L’Italia è l’Italia. Ma adesso qui sto bene la gente mi vuole bene, anche se per un patriota come me, mi manca sempre la mia casa. L’estero ti dà la possibilità di affrontare calciatori che militano come detto precedentemente in coppe europee, cosa che in Italia o giochi nelle prime 5 squadre della serie A oppure è molto difficile. Dell’Italia mi manca come si vive lo spogliatoio nel calcio, e il rapporto caloroso che si ha tra i compagni di squadra, poi lo stile di vita qui assomiglia molto a quello italiano.

COSA TI MANCA DI GROSSETO?
Di Grosseto mi manca il calore dei grossetani, la splendida cittadina, e lo spogliatoio del mio primo anno: quell’anno li è stato fantastico in tutti i sensi sia calcistico che di vita. Arrivavo al campo contento di esserci ed orgoglioso di giocare per una città, una maglia, con ambizioni da serie A.

NEL PERIODO IN CUI HAI GIOCATO A GROSSETO, I TIFOSI TI SONO STATI VICINI?
Si i tifosi mi sono sempre stati vicini, ti ripeto io a Grosseto ho lasciato un pezzo di cuore. Poi dopo la partita Grosseto-Parma vinta da noi per 1 a 0, è stato ancora più bello ed emozionante, perché alla mia uscita dal campo il pubblico si è alzato in piedi applaudendomi: quel giorno sono stato al limite delle lacrime. Poi un altro episodio quando lo speaker dopo la gara vinta 4 a 0 contro il Vicenza ha urlato il mio nome ed i tifosi lo hanno accompagnato. Insomma, mi manca Grosseto, ed il rapporto con i tifosi.

HAI QUALCHE RIMPIANTO NELLA TUA CARRIERA?
Veri e proprio rimpianti no. Certi situazioni che potevano cambiarmi la vita si, come il mancato trasferimento al Torino proprio l’ultimo giorno di mercato, oppure il non essermi riuscito a chiarirmi con il Presidente Piero Camilli: quello si ci penso spesso. Ma lui non voleva sentire ragioni, forse era incantato proprio da persone che adesso l’hanno messo nei guai, ovvero i responsabili del calcio scommesse. Io quell’anno mi ero allontanato molto da alcuni giocatori e spesso gli allenatori mi chiedevano ma Ale come mai non aiuti più lo spogliatoio, come mai spesso ti isoli, proprio io che sono sempre stato un uomo spogliatoio, il primo ad esultare per un gol dei compagni anche quando stavo in panchina; lo dimostra il fatto che Freddi o Cordova ad ogni gol venivano da me. Insomma, quell’ultimo anno a Grosseto mi è dispiaciuto tanto non essere stato capito (poi messo fuori rosa a cinque giornate dalla fine quando eravamo terzi in classifica per una stupidaggine). Ma ripeto, credo che quello che è successo con il Lecce sia stata solo la scusa per togliermi dal campo per poter fare le loro sporche combinazioni, tanto che quell’anno non facemmo neanche i play off. Avevano capito che con me non c’era verso, io anche quando gioco nelle partitelle in allenamento voglio vincere, alla play station gioco per vincere. Ma adesso le cose sono uscite fuori e forse anche lo stesso Presidente si è accorto che ha ascoltato le persone sbagliate.

LA COSA PIU’ BELLA DELLA TUA VITA?
Domanda molto difficile. Riguardo al calcio le due vittorie dei campionati con l’Ivrea, la chiamata in B del Grosseto e l’esordio in B con la vittoria sul Parma. Mentre per quanto riguarda la mia vita privata non ti so rispondere ma spero che il calcio e la vita mi possano ancora regalare momenti bellissimi.

UN SOGNO NEL CASSETTO?
Giocare in Champions League.

QUALI SONO SECONDO TE , LE FAVORITE DEL CAMPIONATO DI SERIE B, E COME PUO’ ARRIVARE IL GROSSETO?
Quest’anno non ho la minima idea sulle pretendenti. Per quanto riguarda il Grosseto penso che possa raggiungere una salvezza tranquilla anche se per il Grosseto spererei di più.

UN COMPAGNO DEL GROSSETO CHE ANCORA SENTI A CUI SEI LEGATO PARTICOLARMENTE?
Del primo anno a Grosseto mi sento con parecchi: Vitiello, Innocenti, Abruzzese, Cordova e Freddi. In quell’anno mi trovavo alla grande con tutti e sentivo che tutti mi volevano bene: mi chiamavano il “Fantasmagorico”. Comunque con Cordova vi è tutt’ora una grandissima amicizia.

IL MIGLIOR ALLENATORE CHE HAI MAI AVUTO?
A livello di allenatore dei portieri mi hanno aiutato in molti dal grande Nista, al mitico Zampa ed anche Riommi. A livello di mister ricordo con piacere il grande Osvaldo Jaconi, ma colui che mi diede più continuità a Grosseto fu Sarri.

UN TUO IDOLO CALCISTICO?
Non ho un vero e proprio idolo calcistico, ma ci sono molti portieri che mi piacciono da Peruzzi a Barthez, Lama e Buffon.

UN PASSATO NELLE GIOVANILI DELLA JUVENTUS, COME TI SEI TROVATO E COSA HAI IMPARATO ?
La Juventus mi ha insegnato disciplina e quanto sia importante vedere l’allenamento ed affrontarlo nella stessa maniera con cui affronti una partita. Poi ebbi la fortuna di allenarmi con Peruzzi, Zidane, Vialli, Inzaghi, Davids e tanti altri campioni. Insomma, i ricordi sono tanti e non possono che essere fantastici, vinsi anche uno scudetto nei giovanissimi nazionali.

LA TUA PERMANENZA PIU’ LUNGA CON UNA SQUADRA E’ L’IVREA, DOVE SEI RIMASTO PER BEN SEI STAGIONI. IN QUEL PERIODO AFFRONTASTI ANCHE IL GROSSETO DEL CAMPIONATO 2006-2007 CHE POI FU PROMOSSO. PARASTI UN RIGORE A CIPOLLA. COME RICORDI QUESTA COSA?
Mi ricordo quando mise la palla a terra Bertani, che era un ex e mi disse te lo tira alla tua destra. Io gli risposi che avevo già deciso di andare da quella parte e poi tirò. In quel momento pensai che mi passasse sotto, invece lo toccai con una mano e poi tornai a riprenderlo. Una grande gioia: lo ricordo ancora adesso. Forse è da li che si concretizzò il mio passaggio in biancorosso.

UN SALUTO AI TIFOSI.
Saluto la città di Grosseto con un grande abbraccio, ed un pizzico di malinconia.

Il pensiero positivo di Somma

0

Sorride a fine gara Mario Somma, cercando di cancellare le preoccupazioni e di giocare d’anticipo in merito alle domande sulla seconda sconfitta, su due partite, della personale gestione e, ovviamente, sull’ultimo posto in classifica del Grifone. Quando si subentra in corsa è un atteggiamento che inizialmente può essere concesso, meno strada facendo. Effettivamente, tra la gara interna contro il Sassuolo e quella di Verona, sono state sprecate troppe nitide occasioni da rete, sfortuna pura e forse anche un po’ di angoscia da risultato, aspetti che in ogni caso infondono fiducia al tecnico, perché non potrà girare sempre male. La strada poi, è ancora lunga, il lavoro da fare molto, ma Somma ha forse trovato una buona base su cui costruire il progetto Grosseto. Tuttavia dovrà fare in fretta il mister, cercando di evitare le minime indecisioni e i passaggi a vuoto. Intoppi che alla fine fanno perdere terreno, come il primo tempo del Bentegodi, in cui i biancorossi hanno avuto un approccio votato al contenimento che indubbiamente non ha pagato. Somma, durante la conferenza di presentazione, ebbe a dire: «se mi difendo e ho fortuna faccio 0-0, se invece ho un gioco offensivo e mi va male, ottengo lo stesso risultato, quindi tanto vale attaccare». E allora resta da chiedersi il perché di uno schieramento iniziale così difensivo e di quell’approccio alla gara con il chiaro intento di spezzare il ritmo dell’avversario. Per il resto il mister continua a dire che trovarsi alla guida del Grosseto equivale a un paradiso terrestre, malgrado la classifica presenti la legge del contrappasso con i biancorossi in pieno inferno. Questione di punti di vista e forse anche di mentalità positiva e propositiva, la stessa che la squadra dovrà mettere in campo già a partire dalla prossima trasferta di Modena.

Grosseto vs H.Verona: Le pagelle

0

CELJAK 5,5: all’esordio in campionato, comincia con alcuni disimpegni da brivido. Con il passare dei minuti risulta fin troppo timido, si propone poco ed i compagni finiscono per ignorarlo.

PADELLA 5,5: la sua partita comincia con un cartellino giallo, poi soffre la mobilità di Cacia. Sul primo gol ritarda l’uscita e la tattica del fuorigioco non scatta.

OLIVI 6: partita onesta al rientro dopo l’infortunio. Per poco non intercetta l’assist di Martinho per Cacia sul primo gol.

RIGIONE 6: il giovane difensore di proprietà dell’Inter suscita buone impressioni, ma Somma lo sacrifica nella ripresa per operare un cambio di modulo.

(65′ LANZAFAME 6,5): la condizione sarà anche approssimativa, eppure in pochi minuti si procura un rigore che è sembrato evidente, dialoga bene con i compagni e colpisce anche un palo nel finale. In crescita.

CALDERONI 6: volenteroso e propositivo, anche se non sempre preciso. Uno degli ultimi a mollare.

OBODO 5: fuori ruolo nella posizione di centrocampista destro nella mediana a tre. Avrebbe gli spazi giusti per far male, ma non ne approfitta.

(75′ JADID s.v.): un tiro altissimo su azione da calcio d’angolo e poco più, fatica ad entrare in partita ma il tempo a disposizione è anche poco.

DELVECCHIO 5,5: palesemente non a suo agio in cabina di regia, risulta spesso un po’ compassato. Qualche buon passaggio, ma anche tanti errori evitabili.

FOGLIO 5,5: pochi i palloni giocabili, sfrutta male alcune ripartenze nelle quali poteva essere più incisivo.

(60′ BONANNI 6): aggiunge fosforo ad un centrocampo povero di idee, sfiora anche il gol con un siluro di sinistro alto di poco e contribuisce ad aumentare il livello tecnico della squadra. Somma dovrà assolutamente trovargli un posto da titolare al più presto.

LUPOLI 5,5: sembra in discrete condizioni, si muove abbastanza bene ed è autore di alcune iniziative importanti, ma spreca un ottimo contropiede e soprattutto si mangia un gol a tu per tu con Rafael.

SFORZINI 5: periodo nero per Nando che nel primo tempo si divora un gol con un tiro alto da ottima posizione, nella ripresa invece non capitalizza due buoni traversoni. Se la prende allora con la maschera protettiva e la getta via rabbiosamente, ma la sua partita non migliora.

 

 

Doppio Cacia, Grosseto steso a Verona

0

Somma conferma le indiscrezioni della vigilia e vara un 5-3-2 dagli intenti difensivi. Il mister dei maremmani temeva la velocità di Rivas, elemento che Mandorlini non schiera, preferendogli Carrozza.

Il solito Cacia. L’avvio di gara è secondo programma, gli scaligeri fanno la partita, mentre i biancorossi abbassano il ritmo di gioco e attendono al varco l’avversario per colpire in contropiede. In realtà, la supremazia della formazione di Mandorlini si manifesta solo attraverso uno sterile possesso palla, di contro il Grosseto fatica fin troppo ad innescare le ripartenze del caso. L’equilibrio è quindi rotto dalla prodezza del singolo, in questa circostanza Martinho, centrocampista in grado di innescare sul filo del fuorigioco Cacia al 33’. Il bomber del Verona salta in uscita Bremec e deposita in rete il vantaggio dei padroni di casa. La replica dei biancorossi è immediata e affidata ovviamente a Nando Sforzini. Al 39’ il totem del Grifone ha sul destro un buon pallone crossato da Obodo, la conclusione però si perde alta e all’intervallo il Grosseto deve rimediare lo svantaggio.

Ripresa vibrante. Cambia il ritmo nel secondo tempo, il Grosseto molla gli ormeggi e gioca a viso aperto. Ne guadagna lo spettacolo, con capovolgimenti di fronte continui. La squadra di Somma modifica il proprio atteggiamento e spinge nel tentativo di ottenere il pareggio. Al 67’ Lupoli si allunga con la punta del piede ma non riesce a sorprendere Rafael, mentre al 69’ è Sforzini di testa a divorarsi il possibile 1-1. Nel momento migliore dei biancorossi, con un rigore invocato da Lanzafame, il Verona perviene al raddoppio all’82’, il cross è sempre di Martinho, l’uscita di Bremec è imperfetta e Cacia ne approfitta per mettere dentro il raddoppio. Partita chiusa, anche se nei minuti di recupero Cocco si addormenta davanti a Bremec sperperando il pallone del 3-0, mentre Lanzafame centra un palo che nega il gol della bandiera al Grifone.

 

 

 

error: Contenuto protetto !!