Sarà il Sig. Aleandro DI PAOLO di Avezzano l’arbitro di Grosseto-Empoli, in programma, per la 36^ giornata del campionato di Serie Bwin, venerdì 12 aprile alle ore 19:00 presso lo Stadio Zecchini.
Il Grifone ci riprova nel derby
Sconfitte che affossano più del dovuto i biancorossi, alle prese con le difficoltà di classifica e anche con gli arbitraggi poco felici, tanto per usare un eufemismo.
Interessi. L’Empoli, prossimo avversario allo Zecchini, ha 57 punti in classifica che valgono il quarto posto in graduatoria. Il Grifone accusa un divario di 34 lunghezze, impensabile ad inizio campionato, quando la squadra di Sarri annaspava nei bassi fondi, in lotta proprio con i biancorossi. In pratica solo la matematica tiene in piedi la squadra di Moriero che comunque, negli intenti, vorrebbe provare a risalire dall’ultima posizione, perché in estate non si sa mai cosa può succedere. Normale che gli interessi siano nettamente opposti, ma sarà l’Empoli ad avere tutto da perdere in questo confronto, un aspetto che potrebbe, almeno dal punto di vista mentale, favorire i meremmani.
Attacco. La fase offensiva della squadra di Moriero sarà orfana ancora una volta di Piovaccari, alle prese con l’ultimo turno di squalifica. Probabile assente anche Lupoli per un attacco che sarà sulle spalle di Coulibaly. Al suo fianco dovrebbe essere impiegato Gimenez, oppure Brugman, dipenderà molto dalle disposizioni sulle corsie esterne, visto che Mancino appare definitivamente recuperato. Qualche dubbio, in effetti, resta anche sul modulo da impiegare, una punta oppure due, quindi le varianti sono basate su 4-2-3-1 o 4-4-2. Al di là di questo aspetto puramente tattico, il Grifone giocherà per i 3 punti, cercando di essere più squadra possibile. Da salvare resta ben poco, ma occorre risalire il più possibile per mantenere anche quel pizzico di speranza.
L’immondizia e la perla
“Ma se anche per la spazzatura possiamo “riutilizzare” qualcosa, allora lo possiamo fare pure per quest’annata immonda?”
Certo che si.
Possiamo riciclare una decina di vecchi Ultras restati fedeli alla causa e ancora in buone condizioni di salute fisica e mentale, che per la serie C andranno più che bene, l’unica accortezza che dovremo avere è quella di fondare un nuovo gruppo, gli Under60.
Possiamo riutilizzare l’hairdresser di Moriero e Feltscher (che ho scoperto essere lo stesso di Cocciante) per convincere quelli del Milan a cambiare look.
Potremmo riadoperare la biscaggina di Schettino per far scendere, dalla nave che affonda, tutti i tifosi occasionali, tanto è come nuova….lui non l’ha mai utilizzata.
Sicuramente possiamo riciclare alcuni ragazzotti di goffe speranze per la serie cadetta, ma di graziose per la Lega Pro, peccato, però, che molto probabilmente non potremo riciclare anche i validi testicoli di gente come Delvecchio e Crimi, la cui efficacia è destinata a palcoscenici più ambiti.
Certamente potremo riciclare il sito www.biancorossi.it e la sua Radio Onda Biancorossa, perché in alcuni pantani dove andremo a giocare, se vorremo avere notizie delle sorti del Grifone, gli unici che come sempre ci saranno, saremo noi.
Visto che ci siamo potremmo riciclare anche il Culicchi e la Calcagno, ma personalmente sono dell’opinione che non tutti i mali vengono per nuocere…e a qualcosa dobbiamo pur rinunciare.
Spero invece di poter riciclare il Presidente Camilli…ma solo se lui lo vorrà.
Quelle che sicuramente non dovremo mai riciclare sono le nostre sciarpe.
Quelle vanno bene per qualsiasi occasione, anche per un matrimonio.
Finito di gettare la differenziata nei giusti contenitori e con un’autostima tirata a lucido da questa straordinaria folgorazione, sono andato a prendere mio figlio a scuola calcio.
Era giornata di derby qui nella capitale e, solo per questa occasione, il Mister aveva dato il suo benestare ai bambini, , di presentarsi senza divisa sociale ma con le magliette della Roma e della Lazio.
L’unico con la maglietta rossa, meravigliosamente attraversata dal bianco, era il numero 10, “Bimbo Consonni”… bello del babbo!!!
E come ogni favola, anche questa ha avuto il suo lieto fine.
Durante la partitella, tirata sul 3 a 3, gli è arrivata una palla alta, che ha scavalcato tutta la difesa ed è giunta a più o meno tre metri dal secondo palo, un po’ defilata…lui, senza lasciarla rimbalzare e senza tentarne lo stop, l’ha impattata di collo pieno….no, no, più precisamente di SINISTRO collo pieno e …..e niente, per la timidezza mentre veniva festeggiato, invece di esultare con un balletto alla Ricky Martin, s’è ficcato la mano in bocca ed è diventato tutto rosso…
D’accordo, sull’eccessivo riserbo possiamo lavorarci, magari mentre gli insegno i passi di “AI SE EU TE PEGO”, ma intanto mettete in archivio questo:
Grosseto – Rappresentativa Roma/Lazio = 4 – 3….GNAMOOO!!!
…di questi tempi tutto fa brodo…
T&GO
La Corea di Maremma
Non sono “il verbo” e anche se “In vino Veritas”, non lo sarei neppure affogando in una botte di Morellino, ma forse, tutti insieme, potremmo arrivare alla verità ragionando con un paradosso.
Dicasi paradosso: “Affermazione, proposizione, tesi, opinione che, per il suo contenuto o per la forma in cui è espressa, appare contraria all’opinione comune o alla verosimiglianza e riesce perciò sorprendente o incredibile.” Come giornalista del mio amico Editore Piffe, meglio conosciuto nel mondo della stampa sportiva come il “Peruviano”, ho il dovere di fare quanto possibile per evitargli una querela, quindi, per spiegare il paradosso, dirò che l’opinione comune del pubblico grossetano è che non esista alcun complotto da parte del Palazzo. Se questa è l’opinione comune, il paradosso su cui ragionare diventa: il Palazzo e Palazzi hanno deciso di farcela pagare cara.
Camilli, in questi anni, è stato per il sistema calcio quello che il Presidente coreano Pyongyang è stato per gli Stati Uniti D’America, ma quando dichiariamo una guerra, dobbiamo conoscere il valore delle nostre forze in campo e ancor più capire la credibilità dei nostri bluff. Nel caso si decida di paragonare l’arbitro a un tumore e come corollario attaccare tutta l’AIA si deve, prudentemente, spendere di più di qualsiasi altra Società cadetta al fine di costruire una rosa con la difesa schierata tra sacchetti di sabbia e cavalli di frisia e là davanti, tanto per rimanere in tema coreano, procurarsi un attacco nucleare. Non contenti, si decida di minare le fondamenta del Palazzo attaccando il sistema calcio, colpevole di bruciare soldi strapagando allenatori e giocatori tra il tripudio di procuratori compiacenti, nel minimo dovremmo fare di tutto e di più, perché gli stessi a cui richiediamo un ridimensionamento, riconoscano in noi perlomeno un’eclatante stima professionale e umana. Magari questa girandola di allenatori non è stata presa dalla categoria come la panacea al precariato, per non parlare poi dei rapporti con i giocatori.
Proseguendo nel paradosso, se siamo in guerra, ritrovarsi partita dopo partita a facilitare il lavoro del nemico, diventa un’operazione da caso umanitario. Tanto vale salire sul primo ponte e sventolare bandiera bianca, perché biancorossa potrebbe far fraintendere al nemico ancora qualche istinto velleitario.
Volendo si potrebbe approfondire l’analisi, ma visto che l’intento non è raggiungere la verità, ma solo dare spunto per alcuni ragionamenti, mi fermo qui, e a tutti i gentili lettori che hanno avuto la pazienza di ragionare con il mio paradosso, paradossalmente chiedo, ma se alla fine questa guerra la perdiamo, di chi sarà la colpa?
Spezia vs Grosseto: Le pagelle
FELTSCHER 6: Dalla sua parte lo Spezia non sfonda. Buona prestazione nel primo tempo, in cui tiene a bada Mario Rui. Lineare anche nella ripresa in cui non concede particolari spazi agli avversari.
PADELLA 5,5: Subito ruvido su Sansovini, rimedia un giallo. Tiene botta nel primo tempo, poi però, nel complesso, sono troppe le sbavature anche in fase di appoggio, in cui risulta approssimativo.
BARBA 6: Discreta lettura delle situazioni, prova anche la sortita offensiva, con scarsi esiti. Nel complesso tira fuori una gara piuttosto ordinata.
CALDERONI 5,5: Soffre la vivacità di Piccini nel primo tempo, a volte rischia di finire travolto, soprattutto quando dalla sua parte si infila anche Sammarco. Meglio nella ripresa, quando riesce ad assestarsi.
GIMENEZ 5: Viaggia a corrente alternata. Dà l’impressione di avere le giocate e i colpi giusti che però restano in canna. Va giù in area e giustamente rimedia un giallo.
CRIMI 6: Grintoso, gioca con personalità cercando di impossessarsi della metà campo e svolge un buon lavoro nel primo tempo. Cala vistosamente nella ripresa.
(COULIBALY 5,5): Prova ad aggiungere vivacità all’attacco, si batte con coraggio e volontà, però non incide in maniera sostanziale. Spara una rovesciata alle stelle, poi poco più.
DELVECCHIO 6: Ci mette esperienza nel primo tempo, in cui galleggia a fatica sui ritmi alti. Nella ripresa prova a prendere per mano la squadra, ma non sempre ci riesce.
SODDIMO 5: Poco cercato nel primo tempo sulla corsia di sinistra. Ci prova con uno spunto personale, ma la sua conclusione non è molto pericolosa. Finisce sostituito dal più reattivo Mancino.
(MANCINO 6,5): Si presenta subito con voglia di fare, anche se la sua conclusione finisce in curva. Cerca il cross, ma spesso anche la conclusione da fuori. Alla fine rimedia pura il rigore che Delvecchio trasforma.
BRUGMAN 6,5: Gioca tra le linee, cercando un raccordo tra il centrocampo e l’unica punta Lupoli. Si fa notare per una staffilata al volo da fuori area che avrebbe meritato miglior sorte. Poi diversi colpi intelligenti.
LUPOLI 5: Un po’ troppo isolato e leggerino per sorreggere il peso dell’attacco biancorosso. Prova a procurarsi un rigore, poi cerca colpi ad effetto. Finisce ai margini della partita con il trascorrere dei minuti.
(FOGLIO s.v.): Più di un quarto d’ora a disposizione, ma non riesce a mettersi in mostra.
Grosseto ancora ko, lo Spezia passa nella ripresa
Equilibrio. Sembra partire meglio il Grosseto che dopo un minuto si fa vedere con un colpo di testa di Padella bloccato a terra da Iacobucci. Lo Spezia però, replica immediatamente dando vita ad un quarto d’ora di fuoco, in cui Lanni è salvato dalla traversa colpita da Antenucci e poi respinge in tuffo la rovesciata acrobatica di Goian. Il portiere del Grosseto è protagonista anche in altre circostanze, quando salva su Sansovini e su Piccini. Passata la sfuriata però, torna a farsi vedere anche il Grifone che ci prova con Soddimo dalla distanza, prima che Brugman spari un fendente al volo che chiama Iacobucci all’intervento in angolo. Sostanzialmente un primo tempo equilibrato, vivace, con molte occasioni da rete, ma zero gol.
Ripresa fatale. Comincia male la ripresa per il Grifone, la squadra di Moriero appare allungata e meno concentrata, così lo Spezia passa al 53’. La girata sotto misura è di Goian che insacca da due passi in più che sospetta posizione di fuorigioco. Un gol che rompe l’equilibrio della gara, ma che contrariamente alle aspettative non la vivacizza. Il ritmo di gioco, infatti, cala in maniera vertiginosa, anche a causa di un primo tempo in cui le squadre hanno speso molto. Il Grosseto prova a farsi vivo con le conclusioni da fuori area, ma non fa breccia nella difesa avversaria, sull’altro fronte lo Spezia prova a chiudere il confronto, ma con scarsi esiti. Gli ultime reti arrivano così nel finale. All’87’ è Di Gennaro a siglare un gran gol con un tiro da fuori che s’insacca all’angolino alto, poi Mancino rimedia un rigore al 90’, trasformato da Delvecchio con un tocco morbido. Ormai però non c’è più tempo, il Grifone incassa un’altra sconfitta e non riesce a ad avvicinare le posizioni in grado di alimentare la speranza da ripescaggio.
Spezia vs Grosseto: I convocati
1. Barba Federico
2. Brugman Gaston
3. Calderoni Marco
4. Cosenza Francesco
5. Coulibaly Souleymane
6. Crimi Marco
7. Delvecchio Gennaro
8. Donati Giulio
9. Feltscher Rolf
10. Foglio Valerio
11. Franza Nunzio
12. Gimenez Henry
13. Lanni Ivan
14. Lupoli Arturo
15. Mancino Nicola
16. Mandorlini Matteo
17. Obodo Kenneth
18. Padella Emanuele
19. Soddimo Danilo
Grifone verso La Spezia, Moriero cerca carattere
A garanzia di questo aspetto resta forse Checco Moriero, uno che non può più dire di crederci ancora, ma almeno prova a trasmettere grinta, determinazione e voglia di lottare ai suoi.
Due squalificati. Le assenze per squalifica riportano i nomi di Piovaccari e Som, mentre per infortunio resta fuori dai convocati il difensore Iorio. Moriero va verso il 4-4-2 con l’arma in più di un Mancino recuperato. In difesa non sono attese significative variazioni, Feltscher è preferito a Donati, Padella e Barba (rientrante dalla squalifica), hanno i favori in zona centrale, mentre Calderoni non ha praticamente alternative sull’out di sinistra. Maggiori incertezze a centrocampo, perché Delvecchio è il leader della squadra, ma resta da stabilire chi lo affiancherà. In tal senso la posizione di Brugman è quella da valutare con maggiore attenzione, perché l’uruguaiano sta facendo bene nella fase di costruzione, ma c’è il rischio di avere un centrocampo troppo leggero. Sulle corsie esterne potrebbero trovare spazio Soddimo e Mancino, con Gimenez avanzato a sostegno di Lupoli.
Precedenti. Solo tre precedenti in Serie B, con il Grosseto imbattuto nei confronti della squadra di Cagni. L’ultima volta al “Picco” risale al 1 giugno del 2008, l’ultima giornata della prima stagione tra i cadetti del Grifone. Finì 2-2 con reti di Pichlmann (uno degli ex dell’incontro) e di Andrea Lazzari. Il Grosseto festeggiava una salvezza meritata, lo Spezia andava verso la retrocessione e il fallimento. Questa volta gli umori saranno differenti, anche se nell’epoca recente la formazione unionista è già passata sul campo della squadra ligure nel primo anno di Serie C1. I biancorossi, a cui resta solo la matematica, dovranno fare i conti con una formazione impelagata in zona play-out che ha un disperato bisogno di vincere. Cagni non avrà a disposizione gli squalificati Bovo e Porcari, oltre agli infortunati Di Gennaro, Guarna e Madonna. Tra gli ex, sicuramente in campo solo Marco Sansovini, autore di 18 reti stagionali.
Thomas Pichlmann “A Grosseto la mia più bella esperienza calcistica”
Nei biancorossi dal 2008 al 2010 conquista 81 presenze, e ben 25 reti, per poi passare al Verona che nel calciomercato estivo del 2012 lo cede in prestito allo Spezia, neo promossa nella cadetteria.
COME TI SEI TROVATO A GROSSETO E COSA TI MANCA?
Sono dell’Austria, quindi era bellissimo abitare vicino al mare e mi sono trovato molto bene.
NEL PERIODO IN CUI HAI GIOCATO A GROSSETO, I TIFOSI TI SONO STATI VICINI?
Quando ho giocato a Grosseto con lo Spezia, i tifosi hanno cantato il mio nome. E’ stato un momento bellissimo, quindi significa che mi sono stati vicini ed io ho saputo lasciargli qualcosa a loro. Ho dato sempre tutto in campo, ho fatto i play off con il Grosseto, ho segnato 25 gol. C’è comunque un bellissimo rapporto anche con tutti quelli che lavorano in società, anche con il Presidente c’è sempre stato un ottimo rapporto.
I PLAY OFF PER LA MASSIMA SERIE CHE EMOZIONI SONO STATI?
Me li ricordo benissimo, perché la nostra forza era la squadra. Eravamo un ottimo gruppo, e quell’anno è stato il più bello della mia carriera.
HAI QUALCHE RIMPIANTO NELLA TUA CARRIERA?
No, perché il calcio mi ha dato tanto. Ho imparato tre lingue, ho tanti amici in tutto il mondo, ma soprattutto faccio il lavoro più bello che esiste e che mi gratifica.
CHE RAPPORTO HAI AVUTO CON IL PRESIDENTE CAMILLI? E UN RICORDO PARTICOLARE DI LUI?
Un buon rapporto. Mi ha scritto un messaggio quando ho segnato un gol importante, quando militavo nel Verona, si ricordava che avevo fatto bene a Grosseto.
UN COMPAGNO DEL GROSSETO CHE ANCORA SENTI A CUI SEI LEGATO PARTICOLARMENTE?
Io mi sento spesso con Gigi Consonni, Carl Valeri e Leandro Vitiello. Poi con i miei compagni di squadra Marco Sansovini e Agostino Garofalo ho sempre una ottima amicizia.
COME SI STA PREPARANDO LA SQUADRA ALLA PARTITA DI SABATO?
Ci prepariamo come sempre, affrontando una sfida nuova. Non siamo in una bella situazione, e dobbiamo cercare di vincere per la salvezza.
AFFRONTARE IL GROSSETO ULTIMO IN CLASSIFICA, PUO’ ESSERE PER VOI UNA OCCASIONE ?
Abbiamo perso contro la Pro Vercelli in casa, quindi, siamo attenti e concentrati perché il Grosseto ha fatto un ottimo mercato di gennaio e c’è una bella squadra.
UN CAMPIONATO ORAMAI QUASI GIUNTO ALLA FINE. UN TUO PRONOSTICO SULLE PRIME TRE E CHI SI SALVA?
Secondo me, vanno avanti le prime tre senza i play off. La salvezza è ancora difficile, perché rischiano ancora dieci squadre.
UN SALUTO AI TIFOSI.
Un saluto e grazie di tutto. Non mi dimenticherò mai di tutte le emozioni che mi hanno dato il Grosseto ed i suoi splendidi tifosi.
Giù il cappello!!!
della campagna acquisti, del palazzo, di Palazzi, di Camilli, della penalizzazione, del fluido di Sesto (a proposito gli devo pagà anche una scommessa) e così via… Ma io ho la necessità quasi fisica di descrivervi una “sensazione” che mi porto appresso dalla scorsa estate. Esattamente dal giorno stesso in cui Camilli vinse la sua battaglia contro l’avversario più ostico, “il palazzo”. Arrivò allo Zecchini per festeggiare con i suoi tifosi, ma era spossato, stanchissimo. Un po’ come tutti noi. Ma tempo per recuperare le forze fisiche e soprattutto mentali non ce n’era, il campionato era alle porte e il calcio mercato addirittura le aveva già chiuse. Da lì in poi è subentrata una specie di “rassegnazione” contagiosa, che si è andata piano, piano espandendo come una macchia d’olio, dalla curva al campo. Una specie di nube grigia ha avvolto tutto l’ambiente, niente e nessuno escluso. Tutto è diventato ovattato e piatto come in pianura Padana col nebbione. Siamo scivolati, senza neanche rendersene conto, dal “…c’è tempo per salvarsi, ora li recuperiamo tutti…” al “…siamo spacciati…”. Nel mezzo, un interregno fatto del nulla, l’indifferenza più assoluta. Come se tutto fosse previsto, come se tutto fosse stato da tempo deciso a tavolino e non ci fosse nulla da fare per impedirne l’esito finale. La cosa che più mi amareggia è che non c’è stato dato modo di lottare e neanche di arrabbiarsi più di tanto. Siamo andati subito in depressione, passivi e indolenti come le persone più deboli.
Non mi riconosco.
Non vi riconosco.
Dobbiamo muovere i nostri culi dalle sedie, magari incontrarci, riunirci, arrabbiarci tra noi. Dobbiamo fare di tutto, anche rischiando di sbagliare qualcosa, ma l’importante, almeno, è averci provato, perché …
“NOI siamo Maremmani, giù il cappello gente!!!”.
T&GO







