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Serena di Capua “Il calcio in rosa è ancora più bello”

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Dal calcio giocato al calcio parlato: da calciatrice a giornalista, una vita attorno al pallone. La sua vita, la sua passione è questa: guardare una palla che rotola sul manto erboso. Pochi anni fa era lei la protagonista delle gare, quando invece di una penna e di un taccuino, le sue armi vincenti erano la grinta e la determinazione, che gettava in campo per cercare a tutti i costi di difendere la porta della sua squadra. Il suo hobby, dunque, oltre all’arte e alla musica, è soprattutto il calcio, che riempie le giornate di Serena. Un passatempo, uno svago piacevole, dopo una giornata di studio e di lavoro.

DA QUANTO SEGUI LA TUA SQUADRA DEL CUORE, E COME E’ NATA QUESTA PASSIONE?
Seguo la Juve Stabia da quando ero bambina, dal momento in cui mio padre mi portò per la prima volta in uno stadio, il “Menti” di Castellammare e da lì fu subito amore. Mio padre era un grande appassionato di calcio e nelle sue vene scorreva il sangue gialloblu, i colori della sua città. Ogni volta che la Juve Stabia giocava tra le mura amiche, io e mio padre eravamo sempre presenti con sciarpa e bandiera. Lui e la Juve Stabia erano un tutt’uno, gioiva a ogni vittoria e si rattristava ad ogni amara sconfitta. E’ stato proprio lui a trasmettermi pian piano l’amore per questo sport e per le vespe. Volevo tanto bene a mio padre ed ora che non c’è più, la Juve Stabia mi ricorda tanto lui e tutte le volte che salgo le gradinate dello stadio mi ritorna in mente la mia infanzia felice insieme al mio papà. Nel suo ricordo oggi mi sento ancora di più stabiese.

QUANDO LA TUA SQUADRA PERDE, CHE SUCCEDE?
Quando la Juve Stabia perde e anche immeritatamente, mi sento molto rammaricata e arrabbiata e in sala stampa si respira un’aria burrascosa. Provo tanta amarezza e delusione che si prolunga fino a sera.

IL TUO CALCIATORE IN ASSOLUTO PREFERITO CHE HA INDOSSATO LA MAGLIA DELLE VESPE ED IL PREFERITO DI QUEST’ANNO?
Il mio giocatore preferito in assoluto è Giorgio Corona, un’attaccante che a suon di gol, ha trascinato le vespe in serie B. Ho ancora stampata nella mente la sua rete al Flaminio, un’immensa gioia tramutata in lacrime per la promozione in cadetteria. Un vero leader dentro e fuori lo spogliatoio. Mentre quest’anno il mio preferito è Fabio Caserta, che al di là delle reti siglate si sta dimostrando il vero leader di questa squadra, il giocatore in grado di togliere le castagne dal fuoco nei momenti di difficoltà.

COSA AUGURI ALLA JUVE STABIA?
Auguro alla Juve Stabia una salvezza tranquilla e un futuro roseo, con numerosi ed emozionanti campionati in serie B.


SEI SODDISFATTA DELLA SQUADRA DI QUEST’ANNO?
Si molto. Anche quest’anno si vede lo zampino di Braglia, un tecnico motivato che riesce in ogni occasione a far uscire le potenzialità dei suoi giocatori, è lui la nostra arma vincente. Perché se l’organico non è ricco di fenomeni, la sua bravura ed esperienza fa sì che loro lo diventino. Si sente molto la mancanza di Sau però stiamo tenendo botta e sono certa che riusciremo ad ottenere la salvezza.


IL GOL E LA PARTITA CHE NON DIMENTICHERAI MAI?
Senza dubbio la partita contro la Sampdoria al Marassi nella passata stagione. Il gol di Sau fece sognare tutti i tifosi gialloblu presenti allo stadio e non solo. Un gol da cineteca che portò in vantaggio la squadra di Castellammare e che sfiorò per poco il colpaccio.


COME SI STA PREPARANDO LA JUVE STABIA ALLA PARTITA CONTRO IL GROSSETO?
Si sta preparando alla grande come ogni gara casalinga. La squadra è determinata più che mai e non ha alcuna intenzione di perdere punti preziosi per strada. Anche contro il Grosseto venderà cara la pelle.


COME PENSI CHE FINIRA’, FAI UN PRONOSTICO.
Indubbiamente spero con una bella vittoria della Juve Stabia: 2-0.


HAI NOTATO DEI PREGIUDIZI VERSO LE DONNE CHE SEGUONO QUESTO SPORT?
No assolutamente. Il calcio è ancora più bello in rosa.


UNA PAZZIA FATTA PER I COLORI DELLA TUA SQUADRA?
La mia vera pazzia è quella di seguire costantemente la mia squadra del cuore, durante le gare e anche in settimana e amarla sempre di più.


SUPERSTIZIOSA?
Si tanto. Seguo la partita al solito posto, tribuna stampa affianco al miei colleghi Mauro, Mario e Angelo. Guai se non fosse così.

SEGUI LA JUVE STABIA ANCHE IN VESTE DI GIORNALISTA, CHE ESPERIENZA E’ POTER SCRIVERE DELLA PROPRIA SQUADRA DEL CUORE?
E’ un’emozione indescrivibile. Un sogno che finalmente si avvera. Sono ormai tre anni che ho intrapreso la strada del giornalismo, e sin dall’inizio ho sempre sperato un giorno di poter seguire da vicino le vicende calcistiche della mia squadra del cuore e adesso è tutto possibile grazie al sito PienetaB di Federico Errante.

UN SALUTO AI TIFOSI GROSSETANI.
Un forte e caloroso saluto ai tifosi grossetani, con l’augurio che la squadra si possa salvare e acciuffare quanti più punti possibili per allontanarsi dalle zone calde della classifica, però dopo la gara con la Juve Stabia!

Spine senza rose

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Quella tra me e Sesto è sicuramente l’avvenimento sociale più importante dell’anno, secondo solo alle dimissione di Papa Benedetto XVI. Vi svelo anche un retroscena abbastanza succulento, con molta probabilità saremo ospiti di Bruno Vespa in una puntata di Porta a Porta, protagonisti di una sorta di “faccia a faccia” elettorale. Un cinquantino sulla salvezza del Grifone, che il giorno dopo ripaga la mia fiducia incassando uno striminzito punticino e facendo pendere, ancora di più, l’ago della bilancia dalla parte dello scettico tifoso. L’altra scommessa era l’over sulla partita Grosseto – Lanciano finita 2 a 2. Questa però non figura tra i pronostici dell’esorcistica rubrica “Ci puoi scommettere” e neanche tra le bizzarre giocate del mio fine settimana, ma sono voci, anzi, per l’esattezza urla. Urla provenienti da tifosi feriti, disincantati. Tifosi cui è stato rubato un sogno e che andrebbero fatti innamorare un’altra volta di questo sport, un po’ come quando ci dobbiamo far perdonare qualcosa dalle nostre mogli e per riuscirci le corteggiamo nuovamente. Una marcatura completamente saltata come avvenuto a Crotone o i due episodi che hanno scaturito il vantaggio momentaneo del Lanciano rischiano di non essere più visti semplicemente come lacune tecnico-tattiche, ma piuttosto come episodi dalla dubbia eticità sportiva. La nostra in questo momento è una piazza numericamente ridotta ma complessa come non lo è mai stata e nel calcio non è certamente la categoria dei sostenitori ad aver perso credibilità. Stiamo smarrendo compattezza a vantaggio di un crescente manicheismo, in cui il bene e il male sono a turno incarnati da Camilli o dal Padella di turno. Io non sono a conoscenza dell’esistenza di nessun vademecum del tifoso perfetto, so solo che il tifo è amore e passione. Ma è anche vero che per amarsi bisogna essere in due e dal campo in questo momento, invece delle rose, arrivano solo spine.

Se non cambia il risultato

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Il pareggio in extremis con il Lanciano, lascia inalterata una situazione che dal punto di vista sportivo resta drammatica. Trascorrono le giornate e il divario non si colma, anzi, si amplifica, perché c’è sempre meno tempo per recuperare. Il ritorno di Moriero porta in dote una maggiore spregiudicatezza, ma non si poteva fare altrimenti. Per il resto i difetti restano sempre gli stessi, perché il Grosseto dà l’impressione di non essere squadra e nei momenti decisivi vengono commessi i soliti madornali errori. Partono bene i biancorossi, con un primo quarto d’ora determinato, per poi calare progressivamente, fino a disunirsi nella ripresa, in cui viene messa in campo tanta volontà, al pari di molta approssimazione. Giocare sul filo della disperazione produce anche questi effetti. Forse non è una questione di allenatore, o almeno, non lo è più. Nel via vai generale risulta inutile l’ultimo giorno di mercato in cui gli ultimi arrivati sembravano destinati a riaccendere la fiammella della speranza. Già, perché Belardi, Brugman e Gimenez finiscono in tribuna, Cosenza resta in panchina, Mandorlini gioca uno spezzone di gara, mentre Soddimo è l’unico a partire titolare, senza per altro incidere minimamente sulle sorti del match. Moriero continua a crederci, non potrebbe essere altrimenti, ma appare chiaro che, se non cambia il risultato, il prossimo passaggio sarà quello del “finché la matematica non ci condanna”.

Grosseto vs Lanciano: Le pagelle

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DONATI 6,5: dimostra di essere in buone condizioni, è tra i più attivi ed arriva più volte sul fondo per proporre discreti traversoni. Ci prova anche con un tiro da fuori area nel primo tempo, ma senza fortuna.

FELTSCHER 6,5: il migliore della difesa insieme a Donati. Pochissimi errori e tanti interventi puliti ed efficaci, sembra una sicurezza in un reparto tanto criticato.

PADELLA 5: il momento da incubo continua. Prima fallisce un gol incredibile con uno sciagurato tocco sottomisura che termina alto, poi si rende protagonista di un paio di svarioni in copertura che  per poco non mandano in rete il Lanciano.

CALDERONI 4: giornata da dimenticare anche per lui, a partire dalla clamorosa rimessa laterale che consente a Piccolo di involarsi per il gol del momentaneo vantaggio della Virtus. Oltre a questo, una serie di incertezze da brividi, ma Moriero lo tiene in campo fino alla fine.

CRIMI 5,5: tanta confusione ed alla fine poca lucidità. Si rende protagonista del malinteso con Calderoni sulla rimessa laterale incriminata.

JADID 5: gioca in pratica per un quarto d’ora, poi rimedia un cartellino giallo e la sua prestazione si chiude qui, svanendo nel nulla.

(56° MANDORLINI 5,5): si limita al compitino, ma senza incidere più di tanto.

MANCINO 6,5: tra i più in luce in una giornata tanto grigia. Parte bene, gioca una buona quantità di palloni sulla fascia ed alla fine è tra gli ultimi a mollare.

SODDIMO 5: schierato come trequartista centrale, sembra non gradire il ruolo, girando spesso a vuoto. Lo si ricorda solo per il velo che favorisce il primo gol di Piovaccari.

(78° LUPOLI s.v.): entra troppo tardi, fa comunque in tempo a tentare un tiro al volo di destro con scarsi risultati.

FOGLIO 5,5: inizio promettente, poi si perde come parecchi compagni di squadra e finisce per evaporare, nonostante il gran freddo.

(61° COULIBALY 6): il ragazzo ha sicuramente del talento e lo fa vedere con alcune interessanti iniziative personali, ma deve ancora integrarsi nella squadra.

PIOVACCARI 7: una doppietta che serve a poco, se non ad evitare un’altra sconfitta al Grosseto. Molto bello il primo gol, d’astuzia il secondo.

Sala stampa: interviste a Moriero e Gautieri

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Mi è piaciuto l’atteggiamento della squadra, perché ha dimostrato di essere viva, con lo spirito giusto. Dispiace per il risultato ma la prestazione c’è stata. Dobbiamo giocare sempre per i tre punti e portare a casa il risultato pieno, senza guardare la classifica. Dobbiamo crederci in questa salvezza, io ci sto mettendo tutto me stesso, provando a dare il massimo entusiasmo ai ragazzi».

Carmine Gautieri (Allenatore Virtus Lanciano): «Il pareggio finale ci lascia un po’ di amaro in bocca, ma questo è il calcio. Abbiamo affrontato una buona squadra che ha dimostrato di essere ancora viva. Per noi è un’altra ottima prestazione, ma la strada per la salvezza è ancora molto lunga. Non sono riuscito a comprendere i 6 minuti di recupero».

Grosseto Vs. Lanciano 2-2 (1-0)

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Grosseto (4-2-3-1): Lanni; Donati, Feltscher, Padella (Cap.), Calderoni; Crimi, Jadid (56° Mandorlini); Mancino, Soddimo (78° Lupoli), Foglio (61° Coulibaly);  Piovaccari.
A disposizione: Franza, Cosenza, Iorio, Delvecchio.
Allenatore: Francesco Moriero.

Virtus Lanciano (4-3-3): Leali; Almici, Aquilanti, Scrosta, Mammarella (cap.); Vastola, Minotti, Volpe; Piccolo (72° Di Cecco), Plasmati (83° Fofana), Turchi (95° Paghera).
A disposizione: Casadei, Rosania, Paghera, D’Aversa, Falcone.
Allenatore: Carmine Gautieri.

Arbitro: Leonardo Baracani di Firenze.
Assistenti: Luca Segna di Schio e Giovanni Colella di Padova.
Quarto uomo: Vincenzo Soricaro di Barletta.

Note:
Calci d’angolo: Grosseto 6, Virtus Lanciano 5.
Rete: 40°, 93° Piovaccari (G), 49° Plasmati, 57° Piccolo (V.L.)
Recupero: 2 minuti nel primo tempo, 6 minuti nel secondo tempo.
Ammoniti: 30° Vastola, 42° Minotti, 73° Plasmati (V.L.), 31° Jadid, 48° Calderoni, 88° Crimi (G) per gioco scorretto, per proteste, per comportamento non regolamentare.
Espulsi: 95° Vastola per gioco scorretto.
Spettatori: 2000 circa.
Meteo: cielo sereno, vento moderato.
Terreno: in buone condizioni.

GROSSETO – La sconfitta di Crotone è costata cara a Menichini, che in settimana è stato esonerato per gli scarsi risultati ottenuti durante la sua gestione. Sulla panchina del Grosseto torna Francesco Moriero ed i biancorossi cambiano nuovamente modulo tattico. Il tecnico salentino si affida al 4-2-3-1 nel quale Piovaccari sarà il teminale offensivo, con alle sue spalle il trio di trequartisti Soddimo, Mancino, Foglio. Dopo tante partite si torna dunque alla difesa a quattro, con Donati e Calderoni sulle corsie esterne e la coppia Padella – Feltscher al centro. A centrocampo spazio per Crimi e Jadid.

Piovaccari accende il Grosseto.
Biancorossi ordinati e ben ispirati nel primo quarto d’ora di gara. Mancino e Foglio sono brillanti sulle fasce, ben coadiuvati da Donati e Calderoni. La squadra di Moriero mette subito alle corde un Lanciano sornione, schierato con il 4-3-3 ma con atteggiamento difensivo. Non ci sono occasioni lampanti, ma le ali del Grifone arrivano spesso sul fondo e spiovono numerosi traversoni per Piovaccari, traversoni che però non sempre sono precisi. Il Lanciano piano piano entra in partita e per il Grosseto si fa più dura, soprattutto a centrocampo dove Crimi e Jadid devono sobbarcarsi un gran lavoro per coprire la mediana. Nel momento di maggiore tranquillità della partita, come spesso accade nel calcio, scocca la scintilla: Piovaccari riceve il pallone dopo un bel velo di Soddimo, si gira e spara sotto l’incrocio dei pali alla sinistra di Leali. E’ il bel gol che porta in vantaggio il Grosseto di Moriero.

Calderoni serve l’assist per Piccolo.
L’inizio del secondo tempo dei biancorossi è imbarazzante: prima viene concessa una rovesciata a Plasmati dopo un batti e ribatti nel cuore dell’area di rigore a seguito di un calcio di punizione dalla trequarti, l’acrobazia vale il pareggio e la disperazione per il Grifone che a quel punto di disunisce. La difesa comincia a sbandare e Calderoni, sì proprio lui, serve un incredibile assist a Piccolo che trova un gran gol per il vantaggio degli ospiti. La squadra di Moriero a quel punto è più che smarrita, saltano tutti gli schemi ed i giocatori unionisti si gettano in avanti con grande generosità, ma la lucidità scarseggia. Dentro anche Coulibaly, che fa vedere cose interessanti, ma anche lui davanti alla porta di Leali è impreciso ed il pareggio sembra non arrivare mai. In campo anche Lupoli, che però si fa vedere solo per un tiraccio di destro alle stelle. Nel finale di gara la Virtus arretra e ci sono ottime occasioni per Mandorlini, Feltscher, Padella, ma la palla non vuole entrare, soprattutto per demerito dei giocatori di Moriero che mancano di freddezza sotto porta.
L’arbitro Baracani concede un interminabile recupero, sei lunghissimi minuti durante i quali Piovaccari trova il gol del pareggio, di testa su azione scaturita da calcio d’angolo. Il miracolo sembra possibile, anche perché l’arbitro allunga il recupero. Qualche brivido finale grazie a Coulibaly, ma niente da fare, la vittoria non arriva, il risultato finale è un pareggio che assomiglia molto ad una sconfitta vista l’importanza della posta in palio.

La cronaca

Primo Tempo
1° Jadid per Mancino che mette in mezzo per Foglio dopo un paio di dribbling. La conclusione di sinistro dell’ex giocatore dell’Albinoleffe viene però intercettata da un difensore del Lanciano.
4° Azione personale di Donati che si accentra e va al tiro dai 25 metri, facile per Leali.
5° Crimi per Foglio che rientra con un bel dribbling e va al tiro-cross, Leali blocca.
13° Plasmati al volo su azione d’angolo dopo una respinta di Lanni, palla alta.
25° Crimi lancia in profondità Piovaccari che anticipa un difensore e tenta la rovesciata all’altezza del dischetto del rigore. Leali esce e ribatte la conclusione.
34° Piccolo ci prova con un rasoterra dai 20 metri, para a terra Lanni.
35° Tuchi ci prova da fuori area in diagonale di sinistro, Lanni blocca in due tempi.
40° GOL! Piovaccari di destro sotto l’incrocio dei pali dopo il velo di Soddimo sul traversone basso di Foglio.
44° Annullato il gol di Piccolo per il Lanciano per fuorigioco dello stesso giocatore.
45° Tiro da fuori di Foglio, para Leali.

Secondo Tempo
49° GOL! Pareggio della Virtus Lanciano grazie ad una rovesciata di Plasmati a seguito di un’azione confusa nell’area di rigore del Grosseto. Feltscher, appostato sulla linea di porta, per poco non riesce a respingere il tiro.
57° GOL! Piccolo porta in vantaggio la Virtus Lanciano con un gran sinistro da fuori di Piccolo.
66° Lancio lungo di Crimi, Piovaccari controlla di petto per l’inserimento di Coulibaly che avanza e va al tiro, ma la palla è sul fondo.
66° Clamoroso errore di Padella che non riesce a mettere in rete a meno di un metro dalla linea del gol su azione d’angolo.
70° Mandorlini a colpo sicuro su azione d’angolo si fa respingere il tiro da Leali, raccoglie Feltscher che mette alto.
73° Svarione di Padella che manda in fuga Turchi, conclusione di sinistro e bella parata di Lanni.
77° Piovaccari ci prova, ma la sua conclusione è rimpallata da un difensore a pochi metri da Leali.
86° Lupoli ci prova al volo di destro, palla alle stelle.
93° GOL! Piovaccari da pochi passi mette in rete di testa su azione da calcio d’angolo.

Moriero riparte dal Lanciano

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Per il Grosseto è un’altra partita da dentro o fuori, di quelle che non si possono sbagliare, ma ormai, da tempo, la squadra gioca sul filo del rasoio e l’impressione è che ogni punto lasciato per strada assuma sempre più il sapore della condanna.

Gioco frizzante. Proverà ad invertire un verdetto già scritto Checco Moriero, sicuramente l’allenatore più offensivo di quelli visti nell’attuale stagione. Aspetto non di poco conto, perché i biancorossi devono scendere in campo per vincere ogni partita da qui alla fine, senza tante distinzioni e perché difendersi, ormai, ha poco senso. Moriero ha più volte espresso il suo modo di vedere il calcio, basato su di un gioco frizzante sulle corsie esterne, su molti trequartisti dalla propulsione offensiva e sull’unico terminale in attacco, pronto a favorire gli inserimenti dei compagni di squadra. Non sempre il meccanismo ha funzionato in passato, ci riproverà ancora una volta Moriero, puntando sul 4-2-3-1, un modulo che è quasi un marchio di fabbrica e che potrebbe tornar buono per scardinare la retroguardia del Lanciano.

Nuove gerarchie. Solo 22 convocati, ma una buona abbondanza di scelta un po’ in tutti i settori del campo. Come da tradizione il tecnico salentino non ha dato molte indicazioni in settimana sugli interpreti che scenderanno in campo. Regolarmente tra gli arruolati Iorio, Crimi e Jadid, reduci da infortuni o da qualche problema fisico. C’è anche Delvecchio tra i convocati, un fedelissimo di Moriero al punto che certe gerarchie instaurate all’interno dello spogliatoio, potrebbero essere nuovamente soverchiate. Quel che è certo è che tra le due squadre ci sono 14 punti di differenza in classifica. Un divario che assomiglia ad un abisso, quasi impensabile ad inizio stagione e persino durante la gara di andata, quando gli abruzzesi “scipparono” la vittoria al Grosseto sfruttando un rigore generoso. Allo Zecchini passa l’ultimo treno, di quelli che tra le altre cose arrivano anche in ritardo, Moriero, appena rientrato, dovrà salirci di corsa.

Grosseto vs Virtus Lanciano: L’arbitro

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Come assistenti sono stati designati il Sig. SEGNA e il Sig. COLELLA.

Informazioni sulla Carriera

StagioneSerieTot Tot C F1X2Rigori TotRigori CRigori F
2012-13B1261413633211
2011-12A15000100000
2011-12B21864041191660
2010-11A29000020000
2010-11B229512579112211
2009-10A633110510211
2009-10B1787826935211
2009-10Pr A15110001000
2008-09A14101100110
2008-09B1991523757431
2008-09Pr B13000100000
2007-08C1 A949624711422
2007-08C1 B629202501110
2007-08C2 A39202120000
2007-08C2 B17211001000
2007-08C2 C317211120000
2007-08Pr A25431101000
2007-08Pr B15000001000
2006-07C1 A314303300000
2006-07C1 B105613310721330
2006-07C2 A316211120000
2006-07C2 B312211210211
2006-07C2 C521303221110
2005-06C1 A27312200211
2005-06C1 B13000100000
2005-06C2 A823312431532
2005-06C2 B27101101110
2005-06C2 C312211111110

(fonte fullsoccer.eu)

Sabato 16 febbraio, ore 15.00

ASCOLI – PRO VERCELLI
PALAZZINO
VICINANZA – ALASSIO
IV: FIORE
OA: CAVANNA

BARI – CROTONE
LA PENNA
BOLANO – PERETTI
IV: SACCHI
OA: CAPRARO

BRESCIA – VICENZA
NASCA
TASSO – CECCARELLI
IV: MINELLI
OA: CICOGNA

CITTADELLA – CESENA
PAIRETTO
LO CICERO – AVELLANO
IV: ROS
OA: FRANCESCHINI

GROSSETO – LANCIANO
BARACANI
SEGNA – COLELLA
IV: SORICARO
OA: BRACCINI

LIVORNO – MODENA h. 18.00
GIANCOLA
MANNA – BAGNOLI
IV: PELAGATTI
OA: ALESI

NOVARA – VERONA Domenica 17/02 h. 12.30
GAVILLUCCI
MELLONI – DEL GIOVANE
IV: ROCA
OA: CALABRESE

REGGINA – PADOVA
BORRIELLO
DE MEO – VIVENZI
IV: SAIA
OA: ANFUSO

SASSUOLO – SPEZIA
PINZANI
CHIOCCHI – TEGONI
IV: MARIANI
OA: CORRADETTI

TERNANA – EMPOLI
ABBATTISTA
BIANCHI – GAVA
IV: CIFELLI
OA: FELICANI

VARESE – JUVE STABIA
DI PAOLO
BERNARDONI – DI FRANCESCO
IV: LANZA
OA: ARENA

Il sogno

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Il sole è tiepido, la luce e gli odori annunciano la prossimità dell’estate.
Siamo in piedi sui gradoni con i giacchetti legati in vita.
Nessun tifoso occasionale.
Uno spettacolo per pochi intimi, come si conviene tra veri amici.
Una curva compatta che sostiene con orgoglio quegli undici ragazzi che fino all’ultimo hanno deciso di onorare l’impegno preso con questa terra e con la maglia che la rappresenta.
Entrano le squadre in campo, tutto lo stadio canta l’inno del Grosseto.
Inizia la partita e subito pressiamo altissimi.
La Nord canta all’unisono, la sensazione è possente.
Un guardalinee nel dubbio alza la bandierina, tutta la panchina scatta in piedi, il Mister arriva quasi a centrocampo per ringhiare in faccia all’arbitro le nostre ragioni.
Nonostante il viso sia proteso in avanti, le braccia restano a fatica composte dietro al corpo, il gesto è apprezzato e lui graziato.
La sua protesta non persuade il giudice di gara ma convince la curva.
Le maglie già alla fine del primo tempo sono impregnate di sudore, qualcuna è anche un po’ strappata.
I giocatori, imboccando il tunnel degli spogliatoi, parlano animatamente tra loro, il nostro capitano incoraggia uno dei più giovani.
Danno impressione di essere un gruppo.
L’intervallo trascorre nello scherzoso parlottare tra amici e qualche sfottò a distanza di diversi gradoni.
Mi arrivano odori di sigarette e arachidi.
Il terreno di gioco è vuoto, alcune zolle rigirate testimoniano la lotta che sta per riprendere.
Le squadre fanno il loro rientro.
Stessa grinta della prima frazione e l’incoscienza di un arrembaggio sempre meno ragionato, come la nostra fede.
Non stanno facendo esattamente quello che vorremmo ma stanno dando tutto quello che daremmo.
Nei minuti finali si materializza ciò che era confusamente e ostinatamente nell’aria da più di un’ora.
Proprio sotto la Curva Nord, un piccolo giocatore di colore, con i pantaloncini di una taglia più grandi, guizza veloce come un felino tra una selva di gambe, la punta dello scarpino diventa l’apice di tutti gli sforzi profusi fino a quel momento.
La palla sembra non oltrepassare mai la linea di porta.
E’ un’annata così, si soffre anche quando è gol.
Poi lentamente ruzzola e finisce la sua corsa imbrigliata dentro la rete.
L’arbitro indica il centro del campo.
Il mio vicino esterna il suo orgasmo calcistico solo in quel momento, evidentemente si è fatto diffidente.
Il recupero è onesto, come la nostra vittoria.
Triplice fischio per partita e campionato.
La squadra viene tutta sotto la curva per il saluto di fine stagione, ci applaude.
Noi restiamo avvolti in un fiero silenzio, stiamo tutti esibendo le sciarpe mentre li guardiamo dritti negli occhi.
Qualcuno di loro si commuove, altri con un gesto della mano palesano il loro attaccamento a questi colori.
Alcuni se ne andranno, altri forse decideranno di indugiare un altro anno.
Noi comunque ci saremo.
Ci troveranno sempre là, al solito posto.
Su quei gradoni, con le nostre sciarpe.
In quella che è la nostra Curva, la Nord.

Grifone, altro cambio in panchina

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Nel mezzo i quattro punti, contro le venete Cittadella e Padova, una flebile fiammella di speranza che non è bastata a Leonardo Menichini per rimanere al timone del Grosseto, nave sempre più in balia delle onde. Con 17 giornate ancora da giocare Camilli dà il ben servito al quarto tecnico stagionale e riazzera la situazione tornando al punto di partenza. Un circolo vorticoso di esoneri per ripartire da un tecnico che era già sotto contratto, vale a dire Checco Moriero a suo volta sollevato dopo un 7 su 7, per una media di un punto a partita che all’epoca sembrava eresia in casa unionista, ma che è rimasto il migliore risultato in questa stagione. Il tecnico salentino dovrebbe condurre il primo allenamento, del suo ritorno in panchina, già a partire dal pomeriggio di domani.

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