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“…che un venga mai giorno…”

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l’Italia marciava su Rodi e la Francia continuava a farla da padrona nelle colonie del Nord Africa e del Medio Oriente, nasceva l’Unione Sportiva Grosseto 1912. Il Grifone armato di spada muoveva i sui primi passi. Ne è passato di tempo, esattamente 100 anni,  un secolo. Anno 2012, qualche tempo fa su Facebook il Gori durante una discussione scriveva più o meno così “…io non sono per nessun giocatore, nessun allenatore e neanche per Camilli, io sono solo per la Maglia. Quella io la seguirò anche se finisse  in Promozione. Qualsiasi sia la serie dove militeremo io sarò sempre in quella Curva a saltare e cantare su quei gradoni, insieme ai miei amici…”. In questi ultimi giorni il Sirpe non perde occasione per scrivere, ovunque gli capiti, sempre i soliti due messaggi ossessivi , “Unione Sportiva Grosseto 1912” e “Solo per la Maglia”. Sono passati 100 anni e c’è chi ancora ama quella Maglia che rappresenta la nostra terra, la Maremma. Siamo pochi, questo è vero,  ma siamo boni. Abbiamo un forte senso di appartenenza, tipico dei popoli con un’identità molto spiccata, ma siamo anche guasconi gaudenti,  polemici goliardici e rumorosi  festaioli. Io ho già voglia di abbracciarvi tutti, uno ad uno. Voglio cantare con voi fino a notte fonda, voglio ballare con voi per le strade della nostra città, voglio piangere e ridere come un deficiente, voglio essere denunciato a cinquant’anni per schiamazzi notturni, mi voglio ubriacare, ma sono civile e quindi non porterò la macchina ma dormirò alla luce della luna protetto dalle Mura Medicee (…Città for te e ben difesa…). Io quindi dalla mezzanotte di oggi comincio il mio personalissimo delirio quotidiano, sono sicuro che anche voi farete lo stesso. Domani attaccherò le sciarpe biancorosse ai balconi, tutti i giorni entrerò in ufficio canticchiando l’inno e romperò le palle con questo centenario a tutto il mondo che incrocerò. Tutto finirà solo la notte del 28 maggio in Piazza Dante, quando anche il mio fegato oramai avrà chiesto asilo politico in un altro corpo e mia moglie con lui. E alla domanda “Ma come fai a festeggiare con questa mannaia della penalizzazione che incombe?”  risponderò “…non c’è avversario pel Maremmano, Grosseto è forte e vincere dovrà!!! GOL, GOL, GOL, biaaaaaancooooorossooooooo lallallalallalaaaaaaaaaaa….”.

 

Polaroid: istantanee di Modena – Grosseto

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La rete realizzata da Di Gennaro è decisiva ai fini del confronto del Braglia, al pari di quelle di Giovannini (Grosseto-Ascoli 3-3) e Florenzi (Crotone-Grosseto 2-2). Ininfluenti invece, le reti di Boisfer in Gubbio-Grosseto 4-0 e quelle di Antenucci e Bianchi in Grosseto-Torino 0-3

20 reti. Traguardo importante tagliato da Nando Sforzini che sale ancora nella classifica marcatori. Le 20 reti stagionali valgono il terzo gradino del podio alle spalle di Immobile (27 gol) e Sau (21 sigilli). Il bomber biancorosso ha nella sua ex squadra una delle vittime preferite. Nelle ultime 3 gare contro il Modena, Sforzini è sempre andato a segno.

35 elementi. Debutto stagionale per Davide Biraschi, classe ’94 prelevato dalla squadra Primavera. In totale salgono a 35 i giocatori impiegati dal Grosseto, la squadra che ha fatto scendere in campo il maggior numero di elementi in questo campionato. Sul dato incidono molto gli avvicendamenti dei tecnici sulla panchina biancorossa, oltre a squalifiche e infortuni che in questo periodo hanno colpito i centrocampisti del Grifone.

Mancano 8 punti. Girone di ritorno sotto tono per i biancorossi che rispetto alla prima parte di campionato hanno conquistato 8 punti in meno. Attualmente infatti, sono 19 quelli raccolti nel ritorno, contro i 27 dell’andata nello stesso numero di gare. Il Grifone al giro di boa si presentò con 29 punti all’attivo, anche vincendo le ultime due partite in programma, il gap resterebbe. Nel girone di ritorno, i biancorossi, possono raccogliere al massimo 25 punti. .

 

Grosseto rimontato, il Modena passa nel finale

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In avanti invece, Sforzini dà il via libera e si presenta regolarmente al centro dell’attacco. Sull’altro fronte Bergodi si affida al tandem Cellini-Ardemagni, con Di Gennaro alle spalle dei due.

Esplode Nando. L’avvio del Grosseto è di quelli imprevedibili. I biancorossi partono con il botto grazie a Sforzini. Al bomber del Grifone bastono 2 minuti per colpire con un destro potente. È il gol numero 20 di una stagione da incorniciare per l’attaccante. La gara così, si mette subito in discesa per la squadra di Ugolotti, pronta a difendere in vantaggio iniziale, per poi ripartire in contropiede. Il terreno ideale per l’argentino Alfageme che, con un paio di guizzi, mette in soggezione la retroguardia di Bergodi. I canarini comunque, vengono fuori nella seconda parte della prima frazione, sfiorando il pareggio soprattutto al 32’, quando Petras rischia l’autorete di testa, il pallone colpisce la traversa e finisce sul destro di Cellini, da due passi Narciso ha il riflesso giusto per dire di no. Successivamente, l’altro attaccante Ardemagni ha due buone opportunità, ma non inquadra mai lo specchio della porta da buona posizione.

Calo biancorosso. La ripresa è un calvario per il Grosseto. La squadra di Ugolotti si pianta letteralmente e si scioglie nel caldo del Braglia. Il Modena, senza eccessivi sforzi, cambia leggermente passo e ciò è sufficiente per schiantare i biancorossi. L’assedio dei canarini parte al 50’, quando Ciaramitaro, di testa, sfiora di pochi centimetri il palo alla sinistra di Narciso. Dieci minuti più tardi Ardemagni imita il compagno di squadra, poi il portiere del Grosseto compie una prodezza su Di Gennaro. La formazione di Ugolotti sembra rimanere a galla grazie a una difesa ad oltranza. Ci provano ancora Cellini, che lambisce il palo, e Di Gennaro su punizione. Il bunker biancorosso salta al 77’, quando Cellini, sotto misura, insacca il gol del pareggio. L’1-1 sembra un risultato fin troppo scontato per una gara come questa, invece al 91’ arriva il patatrac biancorosso, Di Gennaro in tuffo di testa raccoglie un cross di Nardini e punisce il Grosseto.

Polaroid: istantanee di Grosseto-Pescara

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Per non chiudere la stagione con il blocco psicologico dello Zecchini, resta adesso solo una gara a disposizione, quella del 20 maggio contro l’Empoli.

La porta sbagliata. L’argentino Alfageme, in odore di doppia cifra nella classifica marcatori, insacca di testa, ma nella porta sbagliata. L’autorete spiana la strada al Pescara che progressivamente dilaga. Quello di Alfageme è il secondo autogol stagionale del Grosseto, in precedenza anche Iorio ero stato piuttosto sfortunato deviando, sempre di testa, un pallone nella propria porta in occasione di Torino-Grosseto, gara terminata sul punteggio di 1-0.

Mister doppietta. Finale di stagione scoppiettante per Nando Sforzini che timbra ancora una doppietta e sale a quota 19 gol stagionali. Per la quarta volta il miglior marcatore dei biancorossi pone un doppio sigillo sul match. Questa volta però, le due reti sono buone solo per la statistica, dato che il Grifone non incassa nemmeno un punto.

Presente con giallo. Marco Crimi stacca con decisione Antonio Narciso mettendo insieme 35 presenze stagionali su 38 partite, due in più del portiere biancorosso che in ogni caso resta il giocatore con il minutaggio maggiore (3165 minuti in campo con la maglia del Grosseto). Il centrocampista del Grifone, contemporaneamente, rimedia il 12° cartellino giallo e affianca così Padella nella speciale classifica dei più “cattivi”.

Grosseto vs Pescara 2-4 (0-2)

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Grosseto Vs. Pescara 2-4 (0-2)

Grosseto (4-4-2): Viotti; Petras, Antei, Olivi, Calderoni; Alfageme (46° Misuraca), Crimi, Ronaldo, Mancino (46° Sciacca); Caridi (cap.), Sforzini.
A disposizione: Narciso, Formiconi, Giallombardo, Curiale, Keko.
Allenatore: Guido Ugolotti. 
Pescara (4-3-3):
Anania; Balzano, Romagnoli, Capuano, Bocchetti; Nielsen, Togni (56° Kone), Cascione (cap.); Caprari (56° Sansovini), Maniero, Insigne (66° Gessa).
A disposizione: Cattenari, Zanon, Soddimo, Brosco.
Allenatore: Zdenek Zeman.

Arbitro: Emiliano Gallione di Alessandria.
Assistenti:  Fabio Vicinanza di Albenga e Vincenzo Manna di Isernia.
Quarto uomo: Eugenio Abbattista di Molfetta.

Note:
Calci d’angolo: Grosseto 2, Pescara 4.
Reti: 32° autorete di Alfageme (G), 42° Insigne (P), 52° Nielsen (P), 65° Sansovini (P), 75° e 94° Sforzini (G).
Recupero: 1 minuto nel primo tempo, 4 minuti nel secondo tempo.
Ammoniti: 24° Crimi (G), 53° Togni (P), 65° Sciacca (G), 75° Anania (P) per gioco scorretto.
Espulsi: 60° Ronaldo per proteste.
Spettatori: 1900 circa.
Meteo: giornata soleggiata, temperatura gradevole, vento moderato.
Terreno: asciutto ed in buone condizioni.

GROSSETO – Zemanlandia sbarca allo Zecchini ed è giornata biancorossa.  I ragazzi di Ugolotti si trovano di fronte la terribile squadra super offensiva guidata dal famoso allenatore boemo, Zdenek Zeman. Il Pescara deve però rinunciare al capo cannoniere del campionato Ciro Immobile, uno dei tanti ex della partita. Nel tentativo di arginare una formazione in grado di vincere per due volte nelle ultime tre partite addirittura per 6-0, il Grosseto si affida a Viotti tra i pali, difesa con Petras, Antei, Olivi e Calderoni, a centrocampo da destra Mancino, Crimi, Ronaldo e capitan Caridi, mentre in avanti l’affiatata coppia Alfageme – Sforzini proverà a far male alla difesa ospite, non certo imperforabile.

Autogol di Alfageme e il Pescara ringrazia.
La squadra di Zeman parte con il piede sull’acceleratore ed al Grosseto non resta che difendersi. Gli ospiti giocano a memoria, con grande velocità e con i lampi del valore aggiunto Lorenzo Insigne. Il giocatore di maggior talento degli abruzzesi crea diverse occasioni, ma per fortuna le conclusioni sono sempre lontane dai pali. Il Grosseto, in affanno, ha una buona occasione con Sforzini, ma l’ex Anania in tuffo salva la propria porta. Il Pescara risponde con un gran tiro di Caprari, questa volta è Viotti ad esaltarsi. La gara continua ad essere piacevole, grazie alle trame della squadra di Zeman che sblocca la partita pochi minuti più tardi nel modo più inatteso: è Alfageme a battere Viotti, colpendo di testa un lungo traversone di Balzano, nel tentativo di liberare l’area di rigore. Un episodio che taglia le gambe ai biancorossi, fin lì ordinati nel difendere. Il contraccolpo psicologico subito dai torelli consente poi ad Insigne di involarsi a rete in seguito ad un calcio d’angolo battuto dai padroni di casa. Il fenomeno del Pescara salta prima Crimi, poi Petras e dopo aver percorso circa quaranta metri palla al piede, batte in diagonale di destro Viotti, raccogliendo gli applausi di tutto lo stadio. Una punizione severa per un Grosseto apparso intimorito dalla maggiore qualità dell’avversario.

Troppo Pescara anche nella ripresa, Sforzini rende meno amara la sconfitta.
Ugolotti decide di operare subito due sostituzioni, con Misucaca e Sciacca per Mancino ed Alfageme, nel tentativo di raddrizzare una partita che appare ormai segnata, non tanto per il risultato, quanto per la superiorità di gioco espressa dagli abruzzesi. L’andamento del match, contrariamente a quanto sperato, non cambia e gli ospiti dilagano. Prima Nielsen mette in rete da pochi passi raccogliendo una respinta difettosa di Viotti in seguito ad un colpo di testa ravvicinato di Maniero e pochi minuti più tardi è l’ex Sansovini a firmare il poker anticipando Calderoni e Viotti in un colpo solo. Tra questi due episodi c’è da registrare anche il rosso diretto a Ronaldo, colpevole di eccessive proteste verso il direttore di gara dopo un presunto fallo non fischiato a suo favore. Il Pescara a questo punto rallenta, ormai appagato del risultato e Sforzini si procura un rigore saltando Anania che lo stende. Lo stesso Nando si presenta sul dischetto ma Anania respinge la conclusione centrale con i piedi. Per fortuna la palla torna sulla testa del numero 32 biancorosso che insacca il gol della bandiera. Nell’ultimo dei quattro minuti di recupero, infine, è ancora Sforzini a rendere meno amara la sconfitta, finalizzando una bella azione costruita da Misuraca e Calderoni. E’ questo l’ultimo sussulto di una partita che ha visto la netta superiorità del Pescara nei confronti della squadra di Ugolotti, apparsa in difficoltà in ogni zona del campo contro gli avversari.

La cronaca

Primo Tempo
3° Insigne tenta il destro da fuori area. Palla alta.
10° Cascione lascia partire un traversone da sinistra. La palla, colpita male, per poco non inganna Viotti sul secondo palo.
14° Balzano prova dalla lunga distanza, pallone lontano dalla porta di Viotti.
18° Ronaldo serve Sforzini che controlla e batte in diagonale appena fuori dall’area di rigore. Anania salva con un miracolo in tuffo.
20° Caprari spara dai 20 metri un gran rasoterra di sinistro. Viotti si distende e mette in angolo con un bel tuffo.
22° Maniero si presenta a tu per tu con Viotti, in dubbia posizione di fuorigioco. Il portiere biancorosso salva in uscita.
27° Ancora Insigne da fuori area, palla altissima.
32° GOL! Pescara in vantaggio grazie alla clamorosa autorete di Alfageme che di testa nel tentativo di anticipare un avversario, mette in rete nella porta sbagliata.
42° GOL! Insigne parte dalla sua tre quarti, supera diversi avversari in dribbling e poi in diagonale batte Viotti, di destro.
45° Antei di testa su azione da calcio d’angolo fallisce un gol da posizione favorevole.

Secondo Tempo
52° Insigne tenta il gran gol ad effetto di destro. Palla alta.
53° GOL! Nielsen mette in rete sfruttando la corta respinta di Viotti sul colpo di testa di Maniero.
58° Nielsen calcia da fuori area, palla di poco a lato con Viotti proteso in tuffo.
64° Caridi serve Calderoni che da dentro l’area calcia debolmente di sinistro anziché passare la palla in mezzo.
65° GOL! Sansovini batte Viotti in uscita anticipando Calderoni.
68° Caridi prova di sinistro da lontano. Palla in curva.
75° GOL! Sforzini si procura un calcio di rigore saltando Anania e finendo poi a terra sul contatto. Lo stesso Nando calcia dal dischetto, Anania respinge ed ancora Nando ribadisce in rete. Gol della bandiera del Grosseto.
82° Sforzini al volo di sinistro da fuori area, palla non difficile per Anania.
90° + 4 GOL! Sforzini con un tocco sotto misura chiude in rete una bella azione che ha visto protagonisti Misuraca e Calderoni.

Polaroid: istantanee di Grosseto-Padova

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Le vittime preferite dall’attaccante biancorosso, in questo campionato sono Empoli, Sassuolo e Padova, squadre punite con due gol a testa. Particolare il fatto che non sono mai bastate al Grifone per ottenere i 3 punti. Quando Sforzini segna una doppietta infatti, il risultato finale è sempre di 2-2.

Stenti casalinghi. La rimonta flash sul Padova evita al Grosseto la settima sconfitta stagionale allo Zecchini, ma non cambia la storia di questo campionato. Basti pensare che i biancorossi hanno raccolto tra le mura amiche 23 punti in 19 gare, contro i 24 in 18 partite ottenuti lontano dalla Maremma.

Da fuori. Il gol di Cacia dalla lunga distanza, dopo 4 minuti di gioco, ripropone l’incubo dei tiri da fuori area per Antonio Narciso, beffato più volte in questa stagione. In totale il Grosseto ha incassato la rete numero 8 da oltre 16 metri. Solo il Vicenza (10) e la Nocerina (9), hanno subito di più le conclusioni da fuori.

Abbonati al risultato. Con la doppia rimonta sul Padova, il Grosseto ottiene un altro 2-2. Complessivamente sono 6 le volte in cui i biancorossi hanno chiuso l’incontro su questo punteggio. Un risultato al quale il Grifone sta diventando abbonato, visto che è quello più frequente quando i biancorossi scendono in campo.

Non va

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Tutto questo mi ha lasciato un profondo senso d’ingiustizia.
Non va, non vanno tante cose.
Non va la storia personale di questo ragazzo che dimostra un accanimento insostenibile della sfortuna nei confronti suoi e della sua famiglia.
Quando si muore così giovani significa morire un po’ di più, se poi questo dolore si somma ad altri già avvenuti ingiustamente allora tutto non ha veramente più senso.
Non va la telecamera che zoomava impietosamente sul corpo del ragazzo, scosso violentemente da convulsioni e massaggi cardiaci disperati.
Zoomava alla ricerca di cosa? Del particolare degli occhi rigirati, o della bava alla bocca? Forse il macabro in diretta fa ascolto?
Spettacolarizzare tutto equivale a mancare di rispetto, nei luoghi e nei momenti con più sacralità. E’ un rutto in chiesa o uno sputo ad una donna. Provo un profondo schifo.
Non va sospendere i campionati al solo scopo di cercare di ridare credibilità ad un mondo e a delle persone che non se la meritano più. Ipocriti e falsi, corrotti e venduti, l’ultima vostra speranza è fare l’unica cosa sensata che vi è rimasta da fare e cioè chiedere scusa e subito dopo togliere il disturbo sperando che tutti vi si dimentichino il più in fretta possibile.
Non va litigare subito dopo per decidere quando recuperare il turno sospeso. Senza pudore, è come se mi morisse il figlio e il giorno dopo litigassi con mia moglie per chi esce a fare la spesa. Gli interessi legati al denaro vi hanno tolto anche l’ultima briciola dignità. Ricchi sì, ma solo nelle tasche. Piccoli uomini per cui provo solamente un sentimento simile alla misericordia.
Gli stessi che decisero, niente più fumogeni e tamburi allo stadio perché sono questi a rovinare il calcio e niente più Ultras perché certa gente fa svuotare gli stadi. Bravi fenomeni, magari c’avete pure studiato nei migliori atenei d’Europa e del mondo per arrivare a partorire simili escrementi, o forse ne eravate coscienti e l’avete fatto solo perché era vostro scopo principale seguire le linee guida delle potenti TV a pagamento con il loro fiume di denaro. Il risultato è lo stesso, se vi dovessi colpire non userei mai le mani, troppo da uomini, ma solamente dei gran calci nel culo.
Non va che ancora mi incazzo così tanto davanti a certe cose, le ho vissute in altre circostanze, ormai le dovrei conoscere bene, dovrei aspettarmele e invece ci ricasco sempre come una verginella alle prime armi. Non va questo mondo e non vado neanche io che ci sto sopra.
Sono un vero coglione.

Polaroid: istantanee di Grosseto-Nocerina

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Questo è il periodo più lungo senza riuscire a conquistare i 3 punti, in precedenza infatti, la serie negativa del Grifone si era sempre interrotta dopo 4 partite.

15° timbro. Ancora un sigillo di Nando Sforzini che continua a salire in classifica marcatori, dove occupa momentaneamente la quarta posizione. Il miglior realizzatore dei biancorossi ritocca ancora il record di reti stagionale. Di contro, al fronte delle 15 reti, Sforzini è risultato decisivo firmando il gol partita solo in 3 circostanze: Grosseto-Brescia 2-0 (gol del vantaggio), Padova-Grosseto 0-1 (sigillo su rigore) e Pescara-Grosseto 1-2 (rete del sorpasso).

Modi e tempi. Il Grosseto torna a colpire con modi e tempi preferiti. L’ottavo gol di testa di Sforzini regala il primato ai biancorossi per ciò che concerne le reti in acrobazia. Sono ben 12 per il Grifone. Al tempo stesso il gol messo a segno nell’ultimo quarto d’ora del primo tempo è in totale il 13° realizzato in questo periodo. Il Grosseto, al pari del Verona è la squadra che ha segnato più di tutte prima dell’intervallo.

Il club delle doppiette. Con due reti di Laverone la Nocerina espugna lo Zecchini. Non è la prima doppietta di un giocatore avversario, perché in questa stagione il Grosseto ne ha già subite 5. Oltre al giocatore dei molossi, erano già presenti nello speciale club Cellini del Varese, Sau della Juve Stabia, Lepiller del Verona e Rossi del Brescia.

Il Tagliagole

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Nando è un gran bel centravanti per la categoria e continua la buonissima “tradizione” che negli ultimi anni ha caratterizzato il Grosseto.
Ogni squadra ha una specie di tradizione, mi vengono in mente Fiorentina e Roma con i numeri 10, oppure il Milan con il 9.
Il Grifone, negli ultimi anni, là davanti ha sempre avuto ottimi giocatori.
Mi vengono in mente Sansovini, Lazzari e Danilevicius senza neanche scomodare l’extraterrestre.
Adesso abbiamo Nando che secondo me, al netto dei palloni giocabili che gli arrivano durante i novanta minuti, ha una media gol di tutto rispetto.
Come tutti i centravanti di razza soffre molto il digiuno con il gol e ancor di più il non essere considerato dall’ambiente circostante.
E’ una prima donna e come tutte le prime donne vuole attenzione, cura e soprattutto fiducia.
Ricorda un po’ i centravanti inglesi all’antica, grandi lottatori dai fisici possenti.
Giocatori che necessitano del contatto fisico col diretto avversario per fare perno e trovare lo spazio.
Giocatori che fanno a sportellate anche dentro il tunnel degli spogliatoi.
Centravanti molto pericoloso nel gioco aereo un po’ meno in quello palla a terra, dove però anno dopo anno va migliorando in seguito alla costante applicazione durante gli allenamenti.
Grande volontà quella di Nando, quella stessa volontà che lo ha aiutato a sopperire alla totale mancanza di “raccomandazioni”.
Ma come scrivevo ad inizio articolo, la sua storia è nella sua esultanza, quell’esultanza schietta e sincera, senza veli e falsità, qualità che gli sono costate fin qui, con ogni probabilità, l’accesso e la permanenza nei grandi palcoscenici del calcio che conta.
Uno dei pochi attaccanti di razza, senza tanti fronzoli, orecchini e ciuffetti strani.
Uno dei pochi attaccanti che ha giocato per molto tempo con una barba da bracconiere.
Uno dei pochi attaccanti che al gol invece di ballare la frociata del momento ha deciso di tagliare le gole.
Uno che a Modena, a proposito di questo, ha tagliato la gola ad una curva intera, sempre per “colpa” della sua coerente coerenza.
Nando, il nostro centravanti, nel bene e nel male, uno dei pochi che varrà la pena ricordare.
Uno di quegli attaccanti che a fine partita spesso ne ha date di più di quante ne ha prese.
Uno che utilizza sempre tinte forti, perché ha capito che solo così vale la pena vivere.
Quando lo guardo giocare mi ricorda il nero, il colore nero, quel colore deciso che non si presta a tante interpretazioni.
Se fosse un personaggio di un romanzo di Agatha Christie sarebbe il colpevole, per la felicità del maggiordomo.
Nando, forse l’unico centravanti “NOIR” al mondo.

 

Io non c’ero

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Oggi è stato il compleanno del piccolo Damiano, 6 anni, d’ora in avanti non gli basterà più una sola manina per indicare la sua età. Bel bimbo, fortunatamente ha preso tutto dalla madre. Un ometto alto poco più di un metro sul livello del mare, nato il 21 marzo, spesso giorno di equinozio di primavera, facile da ricordare. Già, oggi è primavera. Le mie sono 48. Una delle due stagioni che ho amato e che amo di più. Tornano i colori, i profumi e i sapori più mediterranei. Il clima è lieve e piacevole e tutto si riproduce con più vigore in natura. Piacevole giornata anche lavorativamente parlando e proficua anche a livello umano. Faccio parte di un gruppo veramente invidiabile, un team di persone molto variegato, dalle più disparate origini culturali e sociali. Un gruppo che si muove con agilità all’interno di un’azienda pachidermica, dei ganzi insomma. Ho baciato con passione i miei figli e mia moglie ha fatto lo stesso con me. Ho sentito molti dei miei migliori amici e sono state tutte telefonate brillanti alcune anche con toni di cazzeggio adolescenziali, la chiamano sindrome di Peter Pan, che sia benedetta. Una giornata fitta di pensieri piacevoli e consapevolmente dolci. Un esempio? Mentre c’era la festa, mi sono accorto, osservandoli, che quelli che prima erano i miei genitori adesso sono molto di più i nonni di mio figlio, il tempo passa, cambiano le stagioni e con esse tutto il mio mondo, il mio bel mondo. Bella giornata, davvero, è un peccato darle la buonanotte, trovo la scusa, è mercoledì e devo scrivere ancora il mio pezzo. Mi alzo silenziosamente dal letto, vado in salone, mi verso un goccio di grappa barricata, apro il portatile e inizio a scrivere per me, per il mio mondo e per l’ultimo amore a cui oggi non ho ancora dedicato neanche un minuto. Grifo io….io ti….niente lascia stare, ti volevo solo dire che sei un tipo veramente fortunato, hai culo. C’è qualcuno che ti ama da molto più tempo e molto di più di quanto sia nelle mie possibilità. Mi rammento di un post scritto pochi giorni fa e penso che a volte, caro il mio Ottimista, è meglio fare un passo indietro e lasciare che questa settimana parlino altri per te. Quell’amore dal sapore antico, quel coraggioso, arrogante manipolo di Maremmani sempre al tuo fianco ovunque, dalla terra delle arance a quella del Barolo, quella gente di curva cresciuta con te e che ancora oggi ti custodisce gelosamente nel cuore. Credo di aver capito che si sono sciolti per due labbrate e per il mondo che cambia e con esso le regole del gioco. Si sono persi di vista vero, ma ancora hanno tutti viva dentro di loro la segreta certezza che prima o poi quel campanello suonerà di nuovo. Quando succederà, perché succederà, giù le scale tutte d’un fiato per macinare chilometri con il solo scopo di scortarti ovunque nel nome dell’amicizia e di questa meravigliosa terra. Bella storia. Grazie Roby 69 (mala…)vecchia nord, grazie a te e a tutti quelli che ti hanno risposto (bella penna anche quella di Aquilante). Tra quelle toccanti righe scrivi …“…ma in quella curva c’era tutto e c’eravamo tutti…”… Io non c’ero e avverto un fastidio nei pressi del cuore, credo sia gelosia, se il Grifo fosse donna sceglierebbe te tutta la vita. E a me cosa resta? Comunque non poco, il mio oceano di amori.

 

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