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Ci Puoi Scommettere! “13 Giornata”

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Grosseto-Ascoli: 1 (2.15). La quota 2.15 è quasi avvilente se consideriamo quanto il Grosseto abbia fatto in casa negli ultimi anni, periodo in cui lo Zecchini era considerato un fortino. Oggi non ci sono alternative, Mister Somma deve iniziare ad incamerare punti se il Grosseto vuole mantenere la speranza di riagganciare l’ultima parte della classifica

Spezia-Crotone: 1 (2.05). Altra quota inmpensabile fino a qualche giornata fa. La panchina di Serena è fortemente in bilico e non esistono più alibi. Il Crotone ha defezioni importanti a centrocampo e ci si aspetta la prestazione della squadra di casa.

Padova-Cesena: 1 (1.65). Il Cesena visto col Grosseto non ha affatto impressionato. La vittoria è arrivata grazie a due rigori e ad una “visita di cortesia” di un gruppetto di tifosi locali allo spogliatoio dell’arbitro durante l’intervallo. A Padova le visite non sono ben accette e la partita andrà conquistata sul campo. 1 fisso.

Empoli-Pro Vercelli: 1 (1.91). Sarri sta facendo bene e l’Empoli è riuscito a reagire con un risultato positivo dopo l’altro. Se la mentalità giusta sarà confermata non dovrebbe essere difficile avere ragione sulla Pro Vercelli.

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Il suggerimento è sempre quello di giocare piccole somme, solo per puro divertimento.

Arriva l’Ascoli, Somma: «serve un super Grosseto»

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Ecco allora che Mario Somma chiama a raccolta il “super Grosseto”, quello che, tanto per intenderci, serve per avere ragione di un avversario ostico come l’Ascoli.

Marchigiani brillanti. «In questo momento sono una squadra brillante – dice Somma in riferimento ai bianconeri – Hanno gamba e sono supportati di un giocatore che sta attraversando un ottimo periodo di forma. Mi riferisco a Zaza, elemento che ha fatto bene con il Viareggio in Lega Pro, ma si è già imposto in Serie B con 5 reti all’attivo. È veramente molto bravo, in proiezione futura sarà uno dei protagonisti della massima serie». Secondo il tecnico del Grosseto, in ogni caso, la gara interna contro l’Ascoli è aperta a qualsiasi risultato: «giocano come noi, i moduli saranno a specchio e quando è così può succedere di tutto. L’Ascoli, inoltre, è un gruppo che non molla mai, lo ha dimostrato nella passata stagione, in più hanno un signor allenatore, molto preparato. Massimo Silva si è imposto portando avanti la cultura del lavoro».

Pochi cambiamenti. In merito all’undici che scenderà in campo per affrontare l’Ascoli, Somma sceglie la linea conservatrice, malgrado gli impegni ravvicinati. Dopo la gara di Cesena ci sono due avvicendamenti forzati, quello di Som che sostituisce l’infortunato Calderoni, e quello di Rigione che torna titolare per sostituire Padella. Out per qualche acciacco di troppo sono pure Falzerano e il portiere Bremec che non ha ancora risolto i problemi alla schiena. Il resto della formazione è confermato, sperando che finalmente alla prestazione faccia seguito un risultato più che positivo. Per fare coraggio alla squadra in un momento in cui tutto sembra andare storto, Somma utilizza la forza dei numeri: «in 2 partite abbiamo effettuato 56 cross dal fondo (34 con la Ternana e 22 a Cesena), un quantitativo enorme. Il problema è che solo in 8 circostanze abbiamo ottenuto una situazione pericolosa, quindi dobbiamo migliorare sotto questo aspetto. Per il resto se guardiamo il rapporto tra opportunità create e subite, abbiamo un rendimento da squadra che deve andare in Serie A, non certo da ultima della classe».

Ex Biancorossi: Andrea Soncin “Sogno il record con l’Ascoli, ma la mia famiglia è la cosa più bella”

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Soprannominato anche “Il Cobra”, Soncin, ha un passato anche in serie A: inizia a giocare a calcio nelle giovanile del Vigevano squadra della sua città natale nel 1985, passando per Venezia si trasferisce poi alla Solbiatese, dove esordisce in C2. Dal Vigevano passa al Perugia in serie A nel campionato 2001-2002, poi alla Sambenedettese in C2, mettendosi in evidenza con un bel bottino di reti. Nel 2003 passa alla Fiorentina in serie B, dove esordisce proprio contro l’Ascoli, per poi andare alla Pistoiese in C1. La sua affermazione come bomber di razza arriva a Lanciano nel campionato 2004-2005 in serie C1: qui colleziona 34 presenze e 21 reti. Passa all’Atalanta in serie B nel 2005-2006 con 31 presenze e 7 centri realizzati, contribuendo così anche alla promozione in serie A. Rimane nel 2006-2007 all’Atalanta, dove esordisce in serie A contro il Catania il 17 settembre. Realizza anche la sua prima rete nella massima serie contro il Milan il 5 novembre 2006. A gennaio 2007 si trasferisce in prestito all’Ascoli, dove rimarrà per tre stagioni collezionando 32 reti tra serie A e serie B, poi Padova in serie B fino all’approdo in maglia biancorossa nell’ultimo giorno di mercato estivo, dove segnerà 2 reti. Nell’agosto 2011 fa il suo ritorno ad Ascoli, dimostrando di essere ancora molto decisivo segnando fino ad oggi 12 gol.

COME TI SEI TROVATO A GROSSETO?
Calcisticamente non è stata un’annata positiva, ma per il resto sia io che la mia famiglia eravamo stati accolti bene.

COSA TI MANCA DI GROSSETO?
Ripeto, sono stato bene quindi è difficile dire una sola cosa.

NEL PERIODO IN CUI HAI GIOCATO A GROSSETO, I TIFOSI TI SONO STATI VICINI?
Buona parte della tifoseria sì, ha sempre apprezzato il mio impegno.

HAI QUALCHE RIMPIANTO NELLA TUA CARRIERA?
No, nessuno, ho giocato e segnato dai dilettanti alla Serie A.

UN RICORDO LEGATO AL GROSSETO CALCIO?
I ricordi di Grosseto sono tanti..non saprei dirne uno soltanto.

COME TI TROVI AD ASCOLI?
Benissimo, è la mia seconda casa, ho iniziato il quinto anno ad Ascoli e spero che sia ancora più bello dei precedenti, qui ci sono tutte le condizioni per fare bene calcio.

IL TUO SOPRANNOME “IL COBRA” DA COSA DERIVA?
Mister Cosmi a Perugia mi chiamava così per via della mia rapidità.

NELLA TUA CARRIERA HAI ANCHE UN CALCATO I CAMPI DELLA SERIE A, CHE RICORDI HAI DI QUESTA ESPERIENZA? CHE EMOZIONI HAI PROVATO AD ENTRARE IN STADI DELLA MASSIMA SERIE?
Ricordi indelebili, ogni partita era un’emozione unica, era il sogno da bambino che si realizzava.

IL 5 NOVEMBRE DEL 2006 REALIZZI IL TUO PRIMO GOL IN SERIE A NELLA PARTITA ATALANTA- MILAN. CHE RICORDI HAI?
Un’emozione indescrivibile, un bel gol contro campioni di livello mondiale.

NONOSTANTE I TUOI 34 ANNI TI DIMOSTRI ANCORA UN BOMBER DI RAZZA. LO SCORSO CAMPIONATO HAI REALIZZATO 9 GOL, QUEST’ANNO PRONTI VIA E SEI GIA’ A 3. SIAMO PARTITI CON IL PIEDE GIUSTO!
Sto bene e voglio continuare a fare bene, ma è anche merito dei miei compagni che mi mettono nelle condizioni migliori per esprimermi al massimo.

LA COSA PIU’ BELLA DELLA TUA VITA?
La mia famiglia, mia moglie Irene e le mie due bimbe Sofia e Bianca.

UN SOGNO NEL CASSETTO?
Due: entrare nella storia dell’Ascoli, sono a pochi gol di distacco da Bierhoff, e poi portare l’Ascoli in alto.

COSA SALVI E COSA SCARTI DELLA TUA ESPERIENZA IN BIANCOROSSO?
Ogni esperienza ti insegna qualcosa, è stata una lezione calcistica e di vita.

QUALI SONO SECONDO TE , LE FAVORITE DEL CAMPIONATO DI SERIE B, E CHE CAMPIONATO PUO’ FARE IL GROSSETO?
Verona e Sassuolo le favorite. Il Grosseto si può salvare, è stata allestita una squadra importante, Del Vecchio e Sforzini fanno la differenza.

IL MIGLIOR ALLENATORE CHE HAI MAI AVUTO?
Devo molto a Stefano Colantuono, di allenatori bravi ne ho avuti molti.

CHE RAPPORTO HAI AVUTO CON IL PRESIDENTE CAMILLI? E UN RICORDO PARTICOLARE DI LUI?
Un rapporto molto professionale, ricordo i discorsi che faceva alla squadra, molto diretti e autoritari.

UN TUO IDOLO CALCISTICO?
Alessandro Del Piero, un fuoriclasse dentro e fuori dal campo.

COSA E’ PER TE IL CALCIO?
Una grande passione, fin da quando ero bambino.

UN SALUTO AI TIFOSI.
Un saluto a tutti voi!

Fino alla fine…

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Uomini privi di carisma e carenti di dignità, che provano soggezione davanti ad una maglia o ad una cravatta. Mi garba pensare che non inciderete mai sulla nostra sorte.
Basta con tutta questa imprecisione sotto porta, parente della paura e della frenesia tipica degli uomini senza palle. Cinici, cattivi, quella rete la dobbiamo sfondare.

Basta con il modulo “prima pensiamo a non prenderle”, non c’è più tempo per le mezze misure, il gioco s’è fatto duro, con le buone o con le cattive servono solo i tre punti.
Basta col calcio scommesse, le penalizzazioni, il calciomercato compromesso, i giocatori dilettanti nella vita privata e in campo, basta!!! Piangersi addosso per quello che è stato non fa parte della nostra cultura, lasciamolo fare ai popoli di altre latitudini.
Dobbiamo essere una sola cosa, un mattoncino compatto e rumoroso. Un focolaio di affetto e motivazione per la nostra maglia. Allo Zecchini deve fare caldo, molto caldo, anche a Natale.
Vicenza, Lanciano, Verona, Cesena…non devono essere ingiustizie ma motivazioni, stimoli.
Non c’è più tempo per le polemiche sterili e le lotte intestine, dobbiamo stringerci tutti, in curva, in campo, nello spogliatoio, nella città.
Basta con le divisioni tra tifosi. Non è più tempo di personalismi, di egoismi e di esibizionismi.
Quella maglia deve essere onorata anche da noi.

Ricompattiamoci adesso!!!
Perché è adesso che conta.
Servono tutti, dal magazziniere obliato al politico apatico.
Uomini, donne e bambini, gente di Maremma tutta, il vecchio Grifone ha bisogno di noi.
Non ci attende nulla di divertente, anzi l’unica cosa certa è che ci sarà da soffrire fino alla fine.
Già, fino alla fine…
Fino alla fine forza Grosseto!!!

T&GO

P.S. per Mister X: cercasi urgentemente condottiero con esperienza provata e riconosciuta per ricompattare una curva storica. Basta mettere da parte per un attimo l’orgoglio e tornare ad aiutarci a combattere, conducendoci alla vittoria in quest’ultima battaglia che vale una guerra. Come compenso offresi il proprio nome sul libro di storia del Grifone e la gratitudine eterna di tutto il popolo biancorosso. Attendo fiducioso.

Quella spirale pericolosa

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È quello che sta succedendo al Grosseto: prestazioni tutto sommato positive a cui corrispondono risultati da media retrocessione. L’ultimo posto in classifica, completa il quadro di una situazione da cui pare difficile risollevarsi, almeno in questo momento. Non è questione di essere disfattisti, ma sono gli episodi, finora, a condannare i biancorossi. Penalizzazione, estate travagliata, cambio di allenatore, giocatori fuori forma e fuori rosa, episodi mai favorevoli nell’arco dei singoli 90 minuti. Ce n’è per tutti i gusti per essere risucchiati nella spirale.

Come uscirne? L’unica medicina sono i 3 punti, fin troppo scontato. Il problema è capire quando Somma riuscirà ad ottenerli, perché l’attuale allenatore del Grosseto rappresenta un raro esempio di longevità sulla panchina biancorossa, al fronte di un andamento di 0,4 punti a partita resta saldamente al suo posto. In altri contesti, Camilli non avrebbe certo perso tempo dietro ad un tecnico che al di là del lavoro prodotto e della sfortuna, non si è manifestato, per ora, come un vincente. Da un lato quindi, ci sono gli scadenti risultati, dall’altro una squadra che comunque ha un barlume di impostazione tattica (che piaccia o meno è un altro discorso), crea occasioni da rete e comunque gioca “alla pari” con gli avversari. In più ci sono le parole di Camilli, con quel «dopo Pioli non abbiamo più avuto un allenatore fino a Somma» che vale molto più di un contratto biennale. In una piazza oltremodo presidenzialista, certe affermazioni hanno quasi il potere di santificare il mister. Resta il fatto che da adesso in poi, ogni partita è una finale che non si può fallire, ogni gara, da questo momento, rappresenta un bivio importante per una squadra che continua a sbagliare strada.

Cesena vs Grosseto: Le pagelle

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DONATI 6: solita prova generosa sulla fascia di competenza, questa volta risulta un po’ più preciso, in compenso D’Alessandro gli crea più di un problema.

(75° ANTONAZZO 5,5)
: Somma lo manda in campo per arginare l’incontenibile D’Alessandro, ma i risultati non sono quelli sperati.

PADELLA 6
: al rientro in campo dopo alcune partite, è costretto ad abbandonare nel primo tempo a causa di noie muscolari. Fin lì, la sua prestazione era stata sufficiente.

(33° RIGIONE 5):entra praticamente a freddo a causa dell’infortunio di Padella ed il suo inizio di gara è promettente. Nel secondo tempo viene puntato costantemente da D’Alessandro che lo mette in seria difficoltà, rigore causato incluso.

IORIO 6: senza infamia e senza lode, qualche intervento ai limiti del regolamento, ma in definitiva non sfigura contro i temibili attaccanti bianconeri.

(90° LUPOLI s.v.)
: gioca solo il recupero, non giudicabile.

BARBA 6,5: il ragazzino conferma le sue buone qualità ed anche oggi disputa una buona gara. Esagerata la sua ammonizione per un contrasto aereo a centrocampo.

CALDERONI 5,5: fase offensiva non all’altezza della sua fama, palesa qualche limite di troppo anche in copertura. Ammonito per un intervento scomposto in scivolata.

DELVECCHIO 6: qualche buona intuizione con passaggi ben calibrati, va ancora una volta vicino al gol, ma il suo colpo di testa non è molto deciso. Da un giocatore del suo carisma, però, è lecito attendersi molto di più.

OBODO 6: solito schermo difensivo davanti alla difesa, fa valere la sua grinta nei contrasti e non trascura l’impostazione del gioco, come al solito risulta poco determinato e preciso nelle conclusioni dalla distanza. 

BONANNI 6: schierato titolare, questa volta amministra maggiormente le energie cercando di centellinarle. Qualche buon traversone di sinistro, purtroppo non sfruttato dai compagni ed alcune buone conclusioni dalla distanza, ma senza fortuna.

LANZAFAME 7
: finalmente è in buone condizioni, e gioca con buona continuità. Punto di riferimento della manovra offensiva, si procura il rigore del primo vantaggio, segna personalmente il gol del momentaneo 1-2, ma tutto ciò non basta al Grosseto per vincere la partita. La sensazione è che i biancorossi dovranno aggrapparsi a lui per raggiungere la salvezza.

SFORZINI 6: in leggera ripresa, calcia molto bene il calcio di rigore, ma non è ancora il killer d’area di rigore che conosciamo, specialmente sui palloni alti.

 

 

 

Grosseto raggiunto per due volte e poi superato. Rodriguez firma la beffa.

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Somma conferma il 5-3-2 con le variazioni annunciate di Padella e Bonanni, mentre il Cesena di Bisoli risponde con il 4-2-3-1 e con Succi terminale offensivo. Si affrontano due squadre che hanno ottenuto 9 punti a testa, ma il Grifone è più indietro, causa penalizzazione.

Nando di rigore. L’avvio dei romagnoli è contraddistinto dall’attesa fiammata iniziale, smorzata però da un ottimo Grosseto che non si lascia intimorire. Sono i biancorossi, infatti, ad avere le opportunità migliori, ispirati dalla velocità di Lanzafame che alimenta le giocate offensive dei maremmani. La gara quindi, resta piuttosto gradevole, basata sui ritmi veloci del terreno sintetico e con diversi capovolgimenti di fronte. Le occasioni per sbloccare il punteggio, capitano prima a Sforzini, poi a Delvecchio che non riescono a concretizzare a pochi passi dalla porta avversaria. L’equilibrio è comunque rotto al 41’, grazie ad un’altra giocata di Lanzafame che conquista un calcio di rigore trasformato da Sforzini. Nei minuti finali della prima frazione, inoltre, il Grosseto sfiora il raddoppio sempre con Sforzini, mentre Donati si rende protagonista di un salvataggio sulla linea di porta.

Ripresa pirotecnica. Molto spettacolare la ripresa che si apre subito con il pareggio del Cesena. Lanni entra in contatto con Lapadula in area di rigore, l’arbitro indica il dischetto. Succi trasforma il penalty al 48’, l’estremo difensore del Grosseto intuisce, tocca, ma non basta. La reazione del Grosseto è comunque veemente, la squadra di Somma è subito reattiva e si riporta avanti grazie a Lanzafame. La conclusione da fuori al 63’, trova la deviazione di Comotto che inganna Berardi. Il nuovo vantaggio biancorosso dura poco però, in quanto il Cesena è trascinato da un incontenibile D’Alessandro che conquista un nuovo calcio di rigore, questa volta per fallo commesso da Rigione. Dal dischetto è il turno dell’ex Graffiedi che non sbaglia e ottiene il 2-2. Il ritmo resta elevato e la partita aperta a qualsiasi risultato. All’89’ però, si materializza la beffa per il Grosseto: il cross è di Tabanelli, la testa di Rodriguez (entrambi entrati a gara in corso) che firma l’incredibile 3-2. Al Grosseto sfugge ancora il successo, ma in maniera rocambolesca anche un pareggio che non avrebbe risolto la situazione, ma fatto certamente più comodo.

Ci Puoi Scommettere! “12 Giornata”

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Turno infrasettimanale del Campionato, a distanza di soli 3 giorni dall’ultima giornata. Non c’è tempo per gli ospiti e cogliamo l’opportunità di ritornare a fare le cose “in casa”, affidandoci ad un’analisi prevalentemente statistica basata sugli ultimi risultati.

Virtus Lanciano-Livorno: X2 (1.28). Il Lanciano ha giocato 6 partite in casa senza mai ottenere i 3 punti. Ha pareggiato 4 volte e perso 2, facendo peggio di tutte le altre squadre del campionato. Il Livorno, d’altro canto, non si fa certo mancare ottime prestazioni lontano dal Picchi, dove ha vinto ben 4 volte e perso solo in un’occasione. La statistica farebbe presupporre un 2 fisso ma decidiamo di coprirci con un più prudente X2.

Bari-Empoli: 1 (1.80). Il Bari non ha mai perso al San Nicola dove ha conquistato ben 13 dei 15 punti in palio. L’Empoli, sebbene reduce da un ottimo 3 a 0 in quel di Lanciano, non sembra avere le armi per impensierire più di tanto i galletti.

Varese-Vicenza: 1 (1.75). Il Vicenza è a secco di gol dal 29 di Settembre, 7° turno di campionato, data in cui rifilò due reti al Grosseto. Nelle 5 partite giocate in trasferta non è mai riuscita ad ottenere i 3 punti. Il Varese non ha un ottimo rendimento casalingo e viene da 3 pareggi e 2 sconfitte negli ultimi 5 turni. La vittoria dei padroni di casa sembra un risultato probabile così come l’Under.

Cesena-Grosseto: Under 2.5 (1.60). Due formazioni con una media gol piuttosto bassa che occupano posizioni scomodissime di classifica. Vista la difficoltà evidente a trovare conclusioni vincenti è piuttosto probabile che la gara si giochi sulla tattica e che conti soprattutto non prenderle.

Ternana-Sassuolo: Almeno 1 Goal Sassuolo (1.30).
Crotone-Verona:
Almeno 1 Goal Verona (1.26). Il Verona ha sempre segnato in trasferta, il Sassuolo idem, a parte la recente debacle di Cittadella. Decidiamo di inserire i due risultati dalla quota piuttosto bassa per aumentare il moltiplicatore finale.

Quota totale BWin= 10.57

Il suggerimento è sempre quello di giocare piccole somme, solo per puro divertimento.

Turno infrasettimanale. Il Grosseto ci riprova a Cesena

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Il Grosseto ci riproverà a Cesena, con poco turnover e rinnovate convinzioni, sperando che il vento, al fronte di prestazioni di certo non inferiori all’avversario, finalmente cambi.

Padella e Bonanni. Ci sono due novità in formazione, Padella al posto di Rigione e Bonanni preferito a Foglio. Restano fuori dai convocati gli infortunati Bremec e Falzerano, oltre all’acciaccato Olivi. Nessuna modifica al 5-3-2 di base anche se Somma precisa che «non è una questione di numeri quando su 13 giocatori impiegati una squadra ne porta alla conclusione ben 10, con sistema e criterio». Il riferimento all’ultima partita casalinga contro la Ternana, porta il tecnico del Grosseto ad un’altra riflessione: «esiste un equilibrio tra forza e qualità. In questo momento possiamo fornire 60 minuti di forza e 30 di qualità». E’ un Grifone quindi, che in questo momento è penalizzato solo dai risultati, anche se Somma inquadra i tre aspetti da migliorare: «la capacità di andare al tiro con maggiore convinzione, la consapevolezza di poter attaccare l’avversario con più uomini, l’ultimo passaggio».

Cesena aggressivo. Sull’avversario di turno, invece, il mister dei biancorossi ha pochi dubbi: «affrontano l’ultima in classifica e quindi mi aspetto che partano subito forte. Noi dobbiamo essere bravi a ribattere colpo su colpo, anche perché se li aspetti non vai molto lontano, giocatori come Graffiedi e Succi, prima o poi il gol te lo fanno». Il discorso poi, si sposta sulle armi a disposizione del tecnico per contrastare l’avversario e allora il passaggio sul momento no di Sforzini è obbligatorio: «Nando fa più fatica del solito perché a causa di qualche acciacco non si è sempre allenato al meglio – spiega Somma –, però un giocatore come lui non si discute, si aspetta e si tutela. È come un parco nazionale, è un patrimonio che va protetto».

Ex Biancorossi: Andrea Gessa “ Devo molto a Grosseto per il calciatore che sono diventato”

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Cresciuto nei dilettanti del Brugherio, debutta fra i professionisti nel 1998 con la maglia del Voghera, per poi passare a Cremapergo in Eccellenza e poi in serie D, Pizzighettone in serie D e poi in serie C2, e poi con il Montevarchi in serie C2. Fino ad arrivare nel 2005 al Grosseto in serie C1, dove dopo due stagioni, vince ed ottiene insieme alla squadra la promozione in serie B nel maggio del 2007, dove vi milita per ben 2 anni. Nel 2009 passa al Pescara in Lega Pro Prima Divisione, ottenendo un anno la promozione in serie cadetta, e l’anno successivo la promozione in serie A. Nell’estate del 2012 si trasferisce a Cesena, prossimo avversario del Grosseto.

COME TI SEI TROVATO A GROSSETO?
Indubbiamente molto bene sia per quanto riguarda la società sia per la città. Il Grosseto è stata la squadra che mi ha fatto conoscere il calcio che conta, in precedenza avevo militato solo in C2 mentre in biancorosso ho fatto la cavalcata dalla C1 fino ai play off in Serie B.

COME TI TROVI A CESENA?
A Cesena mi trovo benissimo, ho subito avuto un bell’impatto con la società e con la città. Devo dire che già Olivi me ne aveva parlato bene di Cesena e ora che sono qua non posso che dargli ragione. Purtroppo i risultati non ci stanno premiando in questo momento ma sono sicuro che il lavoro che stiamo facendo con Mister Bisoli darà i suoi frutti.

COSA TI MANCA DI GROSSETO?
Mi mancano gli amici, ho passato 4 anni a Grosseto e lì è nata mia figlia. Sono molto legato alle persone che frequentavo in quel periodo. Mi manca la natura della Maremma che resta per me un posto incantevole, il mare e il senso di libertà che si respira in quei luoghi.

NEL PERIODO IN CUI HAI GIOCATO A GROSSETO, I TIFOSI TI SONO STATI VICINI?
I tifosi hanno sempre apprezzato la mia professionalità. Se devo essere sincero ho ricevuto più attestati di stima dopo che ero partito. L’ultima volta che sono tornato a Grosseto con il Pescara ho ricevuto una vera e propria standing ovation, sono rimasto davvero molto colpito.

HAI QUALCHE RIMPIANTO NELLA TUA CARRIERA?
Il più grande rimpianto che ho è quello di non aver potuto giocare in Serie A pur avendola conquistata sul campo nella scorsa stagione e averla sfiorata a Grosseto. Penso di meritarmelo almeno un minuto in Serie A. Voglio ancora sperarci, sono interista e fin da bambino il mio sogno era quello di giocare a San Siro spero ancora di poterlo realizzare.

UN RICORDO LEGATO AL GROSSETO CALCIO?
Mi viene in mente il giorno della storica semifinale play off in Serie B, andò male ma penso che quel traguardo resta il punto più alto nella storia del Grosseto ed esserci stato mi rende orgoglioso.

LA COSA PIU’ BELLA DELLA TUA VITA?
Mia figlia senza dubbio.

IL CALCIO MALATO, COSA NE PENSI A RIGUARDO?
Penso che alla base di tutto vi sia una cultura sbagliata che in Italia riguarda anche altri ambiti e non solamente il calcio. Le cose che si sono sentite ultimamente non aiutano né i giocatori a esprimersi né i tifosi a divertirsi allo stadio. Se i tifosi diminuiscono e gli stadi si svuotano allora il calcio si impoverisce, è tutto collegato. Nel Regno Unito ad esempio c’è una cultura completamente diversa, un approccio al calcio come un divertimento. Le famiglie vanno allo stadio per passare un pomeriggio in tranquillità. Ritengo che i giocatori in tutto ciò che si è sentito abbiano comunque grosse responsabilità ma qualcosa sta cambiando, una volta a fine partita ci si aspettava nel tunnel per dirsene quattro ora invece ci si saluta. Chi ha sbagliato comunque è giusto che paghi.

UN SOGNO NEL CASSETTO?
Giocare a San Siro in Serie A.

COSA SALVI E COSA SCARTI DELLA TUA ESPERIENZA IN BIANCOROSSO?
Non scarto niente della mia esperienza al Grosseto, anche gli errori servono a crescere. Per salvare lo stesso discorso, a mio avviso non è andato male nulla, sono stati 4 anni splendidi, siamo partiti dalla C1 e abbiamo fatto una grande cavalcata fino ai play off di B, rimangono quattro anni splendidi.

QUALI SONO SECONDO TE , LE FAVORITE DEL CAMPIONATO DI SERIE B, E COME PUO’ ARRIVARE IL GROSSETO?
Penso che la favorita sia il Sassuolo, una squadra allestita per vincere da tre anni con un allenatore molto preparato che tra l’altro conosco. Poi metto il Verona e il Padova. Il Grosseto penso sia stata sfavorita dalla penalizzazione con cui ha iniziato il campionato. Il presidente Camilli ha allestito una squadra più che completa, penso che abbia tutto per fare bene e salvarsi con tranquillità.

UN COMPAGNO DEL GROSSETO CHE ANCORA SENTI A CUI SEI LEGATO PARTICOLARMENTE?
Sento spesso, anche se non è più lì, Consonni con il quale ho condiviso 4 anni al Grosseto, siamo stati anche compagni di stanza ed è stato un legame forte. Degli attuali giocatori sento Olivi una persona splendida.

IL MIGLIOR ALLENATORE CHE HAI MAI AVUTO?
Penso che l’allenatore che mi ha valorizzato di più sia stato Di Francesco capace di coniugare al meglio sia la fase tecnica che quella umana.

CHE RAPPORTO HAI AVUTO CON IL PRESIDENTE CAMILLI? E UN RICORDO PARTICOLARE DI LUI?
Con Camilli ho avuto un rapporto quasi paterno, mi ha fatto saltare una categoria portandomi al Grosseto in C dal Montevarchi, è stata una delle persone che mi ha dato fiducia. Mi ricordo che appena arrivato dopo le prime 9 partite con Allegri non avevo messo piedi in campo, siccome i risultati non venivano Allegri venne esonerato e il presidente impose la mia presenza in campo al successore.

RICORDI ANCORA LE EMOZIONI DI QUEL 13 MAGGIO 2007, IN CUI PORTASTE IL GROSSETO PER LA PRIMA VOLTA IN SERIE B?
Ho ancora negli occhi l’assist vincente per la vittoria del campionato. Oltre 2000 tifosi del Grosseto a Padova: indimenticabile.

QUALCHE CURIOSITA’ RELATIVA A QUEL GIORNO?
Ricordo la festa a Grosseto al ritorno, ci saranno state 10.000 persone ad aspettarci.

HAI CENTRATO TUTTE LE PROMOZIONI DALLA C1 ALLA B DUE VOLTE, DALLA B ALLA A CON IL PESCARA DI ZEMAN: CHE DIFFERENZA HAI PROVATO TRA LE DUE PROMOZIONI?
La prima promozione con il Grosseto è stata una cavalcata, partimmo con delle gare negative, fu esonerato Allegri per Cuccureddu e poi non ci siamo più fermati. La seconda a Pescara è stata una maturazione, il raggiungimento di un grande obiettivo e per uno come me partito dal giardino di casa è stata la concretizzazione di un sogno poi non aver fatto la A è stata una delusione.

UN SALUTO AI TIFOSI.
Ci tengo tanto a salutare i tifosi biancorossi perché ogni volta che torno a Grosseto mi sento a casa. Negli anni a Grosseto ho conosciuto persone splendide alle quali devo molto di quello che sono diventato come calciatore.

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